una ruota tira l’altra

18 Set

photo by c.calati

                                            Una ruota tira l’altra

Quando si pedala in compagnia, le ruote della bici si trovano a metà strada tra le ciliegie che invitano a prenderne ancora e le mani che una lava e aiuta l’altra.

Mi ha sempre affascinato il sincronismo dei cambi quando una ruota deve andar davanti e con fatica tirare le altre.

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trattoria fuori porta

13 Set
c.calati

                                                     

Amo la penombra discreta della sala come pure l’abbagliare dei tegami appesi qui in cucina. Tra questi due ambienti contrapposti mi divido.

Questo ristorante mi appartiene, non tanto per possesso quanto per similitudine, che il luogo è fuori mano, il nome scarno, le indicazioni un press’a poco, la luce esterna fioca. Tutti segni che assomigliano al mio orgoglio minimo e tenace, che preferisco il dentro al fuori.

Mi piace che mi vengano a scoprire alla spicciolata, per scelta, qualche volta per un passaparola bisbigliato, o che siano guidati dal caso esatto della fame e dell’intuito. E che qualcuno poi se ne vada sorpreso e soddisfatto.

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qui in campagna la notte quasi tace

7 Set
by c.calati

Devi tendere l’orecchio e non dormire per udire i piccoli rumori che si fanno suoni sommessi, il pigolio degli uccelli in sonno e il soffio d’ali del gufo in caccia, l’acqua quieta nel canale e la brezza tra le foglie che assomiglia a una leggera pioggia.

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settembre, acrostico*

3 Set
t.legger
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la ragazza che corre

24 Ago
c.calati

                                          

Appoggiato al parapetto in legno con lo sguardo perso nella corrente del canale che trascina pigramente le prime foglie arrese al vento della notte, si gode una sosta nel cammino verso casa. Alza di colpo la testa richiamato da qualcosa che ancora non sa cosa sia, come il segugio che si blocca e fiuta l’aria per un vago sentore di selvatico che ancora non è preda. Scruta l’alzaia alla sua destra finchè vede una figura che avanza, poco più di un puntino scuro sul chiarore ocra dello sterrato. Non la distingue bene ma in qualche modo sa, come il segugio di cui sopra, che è una donna che corre.

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a seguire ancora la riga gialla

20 Ago
c.calati

                                              

Per qualche anno è stato un vanto usare solo l’energia delle mie gambe in bici, mentre gli altri erano già passati all’aiuto elettrico. Come un pavone a far la ruota dietro a tre struzzi, tenevo la mia ruota dietro a quelle dei miei amici sfruttandone la scia. In fondo ero già elettrico anch’io, per interposte bici, che con loro davanti a tagliarmi l’aria raggiungevo velocità per me inimmaginabili senza il loro poco volontario supporto. Questo in pianura, con mio spasso e loro scorno,  ma quando c’era da salire a loro bastava aumentare la potenza del motore per piantarmi in asso e aspettarmi in cima, freschi e rilassati, io che arrivavo stravolto e senza fiato. Ma anche in quel momento, agli inviti irridenti degli amici a usare una bici facile come la loro, opponevo un rifiuto intransigente, orgoglioso dei miei muscoli ormai fiacchi.

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Nuca Nuda

17 Ago
c.calati

                                                   

Si era seduta sul divano del salotto vestita di tutto punto, un abito d’organza che la copriva fino alle caviglie, guantini di filo a nasconderle le mani.  Non mancava un cappellino all’inglese con la veletta sugli occhi. Per vezzo, per gioco, o per andare controcorrente al mondo, nulla di lei era scoperto, sembrava uscita da un dagherrotipo di fine ottocento.

Lui seduto su una poltroncina posta di fronte la guardava sconfortato.

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l’ago Maggiore

12 Ago
t.legger
c.calati

                                           

Che poi, si sa, è tutta una questione di cruna del l’ago: che tu sia cammello o  colonnello senza gobbe, più questa è grande e più hai qualche probabilità di passarci e di salvarti, sai quando si dice ce l’ha fatta per il rotto della cruna (non è così che si dice? Non importa, andiamo avanti).

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un eroe per caso

9 Ago
by web

                               

GianGaleazzo Legnani era un uomo quieto e un sognatore incallito. Per la necessità del pane si era impiegato nelle ferrovie, quando i treni arrivavano in orario, ma la sua passione era la poesia.

Di giorno redigeva in una calligrafia impeccabile orari ferroviari che poi affiggeva nella bacheca della stazione, di sera cercava di far quadrare versi incerti come fossero colonne di arrivi e di partenze.

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la consolazione del salice

4 Ago
t.legger

                                           

Questo luglio così orribile è finito, ma non ha finito il suo ragno di intrecciare la mala tela. Cattura vittime e tesse drammi, il mio è stato il primo, sembrava enorme, ma in questo breve tempo di tragedie altrui è diventato il male minore. Una consolazione che non consola ma stordisce.

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