ma perchè salire?

6 Mar
c.calati

                                              

Me lo chiedo tutte le volte che mi spolmono sui tornanti di strade solitarie che non finiscono mai. Che cosa mi porta a salire oltre l’anagrafe e i muscoli infiacchiti? Non ho uno spirito che ambisca ad elevarsi, semmai ama stare a contatto con la terra, smuoverla, frugarla come fa il verme in cerca di sorprese. Né ho la tendenza a competere, sai il confronto con il rischio di soccombere, tant’è che in queste occasioni sono sempre solo. Eppure ci deve essere qualcosa che mi spinge, nessuno mi costringe a salire con una fatica illogica fino al punto in cui la resa o la conquista della cima hanno il medesimo sapore amaro della troppa sofferenza.

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ibrida

4 Mar
dal web

                                                              

Ibrida, dicono con spregio gli incopetenti e gli invidiosi, hai ‘na roba da pensionati che non è nè carne nè pesce, non puoi andare veloce sull’asfalto, non puoi fare evoluzioni tra rocce e boschi.
Mentre pedalo attorno al Lago di Costanza, sto immaginando un batti e ribatti con miei ipotetici detrattori. Ho validi argomenti per difendere la mia scelta: se la confronti con la bici da corsa, magra da far paura, o con la mountain-bike, piccola e rozza,  la bicicletta da cicloturismo è più affidabile, mi porterebbe in capo al mondo se solo avessi gambe a sufficienza. E poi è bella, ha un’estetica impareggiabile. Il carico le slarga il retrotreno come fosse il poderoso posteriore di una puledra e le appendici del manubrio rivolte verso l’alto sembrano corna nobili d’antilope. Cavalco un animale affascinante. Cerco di coinvolgere il mio socio:
Mauri, lo sai che mi sembra di cavalcare uno strano anim….
Pedala, Massimo, che è già tardi!
Maurizio è un pragmatico, non spreca parole e fiato. Non è che non sappia condividere le mie fantasie, ma non è il momento; siamo in aperta campagna e il rischio di non trovare da dormire aleggia sulle nostre biciclette.

Ma a me piace la sottile ansia delle cinque della sera, quando ti accorgi che il sole e le forze stanno calando inesorabilmente. È come vedere le ultime sequenze di un film, l’apprensione che ti prende appena prima del lieto fine che sai per certo che ci sarà, perchè un buco per dormire lo troviamo sempre. Ma prima c’è il patema. E oggi il patema è consistente, abbiamo già bussato inutilmente a parecchie pensioni, alberghi, gasthaus senza trovare una camera libera. Incomincio a temere di aver sbagliato film.
Arriviamo in un paese sperso tra le colline e la risata grassa di un oste più ciarliero degli altri ci raggela:
Di Pentecoste? Impossibile trovare da dormire se non si è prenotato.
Ma che è ‘sta pentecoste?
Ho un vago ricordo dei tempi delle elementari di una festa che cadeva un giovedì di primavera e un brivido mi corre per la schiena.
Mauri, possibile che i tedeschi abbiano ancora quella festa che noi abbiamo abolito da vent’anni?!
Già! Ecco perchè oggi c’era tanta gente sul lago, pur essendo metà settimana!

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Sofia si veste sempre di nero.

1 Mar
c.calati

                                      

Per una volta sono stato attratto in modo irresistibile dalla copertina. Inizialmente non avevo nemmeno badato a chi fosse l’autore, Cognetti, ipnotizzato com’ero dal gatto nero al centro del disegno: a seconda di come lo guardavo era la provvidenziale sovrapposizione alla ragazza altrimenti nuda o un’immagine sorniona stampigliata sul casto vestito di questa. Mi era sembrata un’ambiguità molto promettente, che poi, in effetti, ho ritrovato nelle tante, contraddittorie, sfumature del carattere della protagonista. Ambiguità rimarcata dal suo lieve (e simbolico) strabismo che impediva di comprendere appieno su quale presente e su quale futuro si posasse il suo sguardo.

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il cigno

25 Feb
c.calati

                                                                 

L’ho incontrato una mattina, ai primi di febbraio, quando il tempo era ancora pieno inverno, freddo, nebbia e tanto umido, e io pedalavo, più per puntiglio che per piacere, lungo l’alzaia del canale. Avevo pensieri cupi come corvi che nemmeno la bicicletta riusciva a diradare, deleterio il perfetto coincidere tra il malessere interiore e quello atmosferico.

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breve storia del pollice

23 Feb
c.calati

                                                              

Mi è venuto questo vezzo di tenere il pollice infilato tra indice e medio. Non saprei dire quando e come abbia cominciato, credo non da molto, ma so che ultimamente il gesto si è fatto più frequente; appena le mani sono libere da impegni ecco che il pollice si pone nel tepore delle altre due dita, come un gatto che d’istinto si rifugia nell’angolo più confortevole della casa.

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amo ciò che curva e non conclude

19 Feb
c.calati

                                

Mi attira tutto ciò che curva e non conclude, il suo restare  aperto, così disposto all’utopia dell’impossibile, la sua rinuncia a completare un compitino che piacerebbe solo alla maestra.

 Ho in odio il tondo chiuso, la precisione scontata del compasso, la sua scolastica accademia, la costrizione del collare e la finta libertà della corona, il ticchettio dell’orologio che è cerchio perfido anche se lo chiamano quadrante per sviare l’attenzione, il “tutto incluso” dentro un circoletto che sa di venditore truffaldino, la O di Giotto, implacabile e perfetta, i circoli del bridge e quelli nautici, viziosi e chiusi, i cerchi dei divieti e i cinque cerchi d’ipocrisia olimpica, la luna esagerata quando è piena, la botte tonda quando è vuota.

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di passaggio sulla terra, di passeggio sulla neve

16 Feb
c.calati

                              

Dicono che sia superficiale, Camillo, incapace di ragionare e dar ragione, dedito all’ozio più che al vizio, lo spostarsi fiacco dalla poltrona al letto, insensibile ai doveri, invisibile alla vita. Sprecato, insomma, il suo passaggio sulla terra. Ma non è così. Forse più che di terra è questione di terreno e territorio.

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Blog privato

13 Feb
dal web

                                                         

Questa mattina mi è arrivata la notifica di un nuovo follower e sono andato a visitare il suo blog per capire di chi si trattasse. Era un blog aperto da poco con articoli interessanti per cui sotto uno di questi ho lasciato un breve commento di condivisione. Scorrendo poi la mia posta mi sono accorto che questa autrice oltre a iscriversi da me mi aveva lasciato (prima che io comparissi da lei) 10-15 like in meno di un minuto, impensabile che avesse letto alcunché.

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breve vilipendio della O

12 Feb
dal web

La O mi sta antipatica, punto.

D’altronde non si può piacere a tutti e non tutte ci piacciono, vocali, donne, giornate. E questa è una giornata no, perché mi sono svegliato con questo pensiero della O conficcato nel cervello.

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un anno vissuto come un cerchio

7 Feb
dal web

                     

Purtroppo era successo proprio il giorno del compleanno di Gabriele, anche se erano mesi che la tensione andava sfilacciando la loro corda. Paolo aveva dimenticato di ritirare la torta e ormai la pasticceria era chiusa. 
Fosse stato un processo per omicidio, Mara sarebbe stata condannata con l’aggravante dei futili motivi, ma si trattava invece di sancire la fine di un amore e le separazioni, si sa, si nutrono di futili motivi.

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