nerofumo

16 Mag
c.calati

                                                      

Una mantellina di raso nero prestata dalla nonna, un cappellaccio in disuso del papà, uno spadino di plastica, unico acquisto a dare verosimiglianza al personaggio, un sughero affumicato sul gas della cucina a disegnare baffi e mascherina attorno agli occhi sul volto infantile. Lui, al termine della vestizione, guardandosi allo specchio, più che Zorro si sentiva uno spaventapasseri, ma di quelli che non spaventano nemmeno il merlo più credulone.

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brevissime storie

13 Mag
c.calati

                                          

Gli ultimi anni erano stati una spirale a scendere nei meandri dell’inazione. Ormai rasentava l’immobilità assoluta, il distacco totale dalle cose. Unica distrazione, scorreva ogni giorno i necrologi per assicurarsi di non essere morto a sua insaputa.

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a margine dei morti

8 Mag
c.calati

                                       

Quando mi muovo per turismo, che sia una pedalata tra le vigne vicino a casa o un viaggio tra le betulle su in Finlandia, sento il bisogno di scoprire il nucleo limpido del luogo, di arrivare al segno distintivo che accomuna la gente di quel posto e la fa diversa dalle altre. La via più breve sarebbe coltivare i contatti umani, due chiacchiere al pieno di benzina, un sorriso e una domanda mentre compri i panini al sesamo, una piccola indagine con il barista mentre sorseggi un caffè al banco. Ma tutto questo implica avere una predisposizione, per l’appunto, per i contatti umani e io non sono tagliato per certe imprese. 

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Ponente

1 Mag
c,calati

                                                     

Confesso che non ho mai amato la Liguria, troppo affollata e troppo costruita. Ma ero io che forse sbagliavo i tempi, le domeniche obbligate, il mezzo, l’auto che s’imbottigliava senza trovare parcheggio e gli itinerari, passi costretti seguendo la moltitudine.

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la pietà del ciliegio

26 Apr
c.calati

                                     

Non so se sia giapponese, selvatico o nostrano, non me lo hai mai detto o me lo hai detto tante volte e io non ti ascoltavo, chè quando sono nel tuo giardino il mio sguardo vaga e la mente si distrae. Ed è pur vero che qui i miei occhi son sempre andati al ginkgo che troneggia al fianco del ciliegio sprovveduto sovrastandolo, troppo lo squilibrio tra i due alberi.

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il pioppo albino

22 Apr
c.calati

                                           

Camillo camminava da due ore lungo il canale senza sapere fino a dove volesse arrivare. L’acqua che scorreva nella pianura arida lo rincuorava, era come una linfa vitale per la terra assetata. Presto quell’acqua si sarebbe sparsa per le risaie iniziando un nuovo ciclo di colture.

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haiku di primavera*

15 Apr
c.calati

Sciamano api

sul ciliegio fiorito.

Faranno miele.

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l’uomo che voleva smussare gli spigoli del mondo

9 Apr
by c.calati

                  

Camminava a scatti mentre procedeva per vicoli traversi, per accorciare il percorso diceva lui, per evitare la gente sostengo io. A guardarlo di profilo sembrava un geroglifico, tanto si teneva rasente i muri con quel suo mento aguzzo e quel braccio rinsecchito proteso in avanti a fendere una folla inesistente. Aveva passi frettolosi e fiato a sbuffi come temesse di perdere il treno e invece andava verso un luogo suo dove non esisteva ritardo.

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dialogo tra un architetto e un sognatore

5 Apr
c.calati

                              

Prima la pietra, poi il legno, quindi il mattone e a seguire il cemento, l’acciaio, il vetro. Non è una graduatoria ma la successione temporale nell’uso dei materiali da costruzione. Nella storia dell’architettura abitativa puoi leggere l’evoluzione dell’uomo.

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amore di legno

29 Mar
c.calati

                                      

Che sia ancora albero in collina ai primi fiori dopo il sonno dell’inverno o sia ormai ciocco d’acacia che brucia nella stufa, amo il legno in ogni sua forma ed espressione.

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