la trappola

11 Ago
dal web

                              

Sono un tipo sedentario, pigro per legittima difesa.

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come papaveri tra il grano

4 Ago
dal web

                               

Ci sono suoni belli, nascosti come fiori nel deserto o papaveri tra il grano; suoni appena percettibili che mi piace emergano tra i rumori chiassosi di città. Il tintinnio delle tazzine che vengono appoggiate sul bancone, possibilmente in marmo, o accatastate in pile pronte all’uso, e quell’altro, suo parente stretto, quando il metallo del cucchiaino incontra la ceramica del piatto per un suo non utilizzo chè il caffè si beve amaro, o tocca il bordo della tazzina a rimescolar lo zucchero, chè il caffè deve essere addolcito.

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Frida

29 Lug
c.calati

                                                        

Erano poche centinaia di metri da percorrere in salita dalla fermata della corriera fino a casa sua, ma a quell’ora c’era un sole basso e feroce che non gli lasciava scampo. Camillo sbuffava e inveiva a bassa voce contro l’estate torrida, e anche contro Frida, se lo stava seguendo da presso. Perché a volte ad attenderlo alla fermata c’era lei, con lo sguardo torvo.

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la quajetta

23 Lug
photo by c.calati

                                                 

Per festeggiare il mio ingresso a pieno titolo nell’organico dell’Ospedalino, sono stato invitato al tradizionale pranzo della quajetta che i dipendenti organizzano ogni primavera. Credevo si trattasse di un risotto con le quaglie, piatto un po’ pesante ma sopportabile anche dal mio stomaco cittadino.

Mi sbagliavo, e di molto.

Non credo che arriverò vivo al termine della quajetta

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dialogo tra un turista jet e un ciclista minimal

17 Lug
t.legger

         

Allora, cosa hai fatto di bello questa settimana?, chiede Giacomo, ma si capisce dalla faccia arricciata che gli interessa poco la risposta. Domanda per avere di rimbalzo l’occasione di raccontare che cosa ha fatto lui.

Sono stato in una valle non lontana da qui, quasi nascosta e poco frequentata perché la strada s’inerpica ripida e sconnessa. Io poi avevo pure la tenda legata sopra lo zaino, quindi è stata davvero una fatica! Ma, arrivato su, c’è un pianoro dalla bellezza spartana. Camillo gesticola, fa un gesto ampio con la mano come disegnasse la piana nell’aria. Una prateria sconfinata con attorno boschi e più lontano cime scintillanti. Ho appoggiato la bici a un palo e ho proseguito a pie…

Giacomo lo interrompe, già annoiato:

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il vecchio che conosceva il mare

10 Lug
by web

                                

Albert, per quanto si sforzasse, non riusciva a immaginare il mare.

Ragazzetto smilzo di inizio Novecento senza arte né scarpe conosceva a malapena quell’angolo di Fiandre dov’era nato e il suo sguardo non andava mai oltre il profilo delle prime colline. Sapeva che esistevano distese d’acqua enormi, ma a questa enormità non era in grado di dare confini e consistenza.

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la terza cascata

4 Lug
c.calati

                                    

Per una volta ho rinunciato ai pedali per privilegiare i piedi, riscoprire il piacere faticoso del passo di montagna, poggiare lo scarpone sul terreno con un piccolo tonfo ritmato, la bella cadenza che più lenta non si può, e misurare il tempo in metri guadagnati all’altitudine, duecento all’ora è il limite che sfioro.

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ore a rovescio (r)

27 Giu
c.calati

L’ascensore esterno che dalle mura della cittadella porta direttamente alla piazzetta dell’INPS è già salito e sceso tre volte senza che nessuno sia entrato o uscito dalla cabina. Un uomo solo al comando della pulsantiera schiaccia il tasto per la risalita o la discesa prima che si aprano le porte. Una specie di dirottamento del mezzo senza ostaggi né spargimenti di sangue, c’è un unico passeggero a bordo, e ha bisogno di stare solo.

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una vita da blogger

19 Giu
by c.calati

                                     

Solo ora mi accorgo che ad aprile scorso erano passati dieci anni da che ho aperto il blog, il mio primo e unico. Non è stata una dimenticanza casuale, è che patisco le ricorrenze, i compleanni in particolare: alla mia età, più che di gioia, sono spesso motivo di pensieri amari sul tempo che fugge e su altre ovvietà avvilenti.

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in una mattina di luce

12 Giu
c.calati

                                       

Poche in un anno, ci sono mattine di luce e di cielo in cui anche le piccole cose sembrano grandiose.

Ti affacci appena sveglio al verde e le quattro piante del giardino ti sembrano un bosco sconfinato che nasconde misteri e promesse. E allora cammini sull’erba, ti inoltri nell’ombra e ogni passo diventa uno sguardo nuovo su dettagli che credevi di conoscere.

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