lui che non aveva mai visto il mare

21 Giu
foto

by c.calati

 

 

Albert, per quanto si sforzasse, non riusciva a immaginare il mare.

Conosceva a malapena quell’angolo di Fiandra dov’era nato e il suo sguardo non andava oltre il primo crinale di colline. Sapeva che esistevano distese d’acqua enormi, ma a questa enormità non era in grado di dare confini e consistenza. Spesso, appena i lavori alla fattoria glielo permettevano, sgattaiolava fino allo stagno delle anatre, al di là della torbiera e lì, seduto su un bordo erboso, fissava l’acqua, increspando con la fantasia la sua superficie troppo ferma e cercando di moltiplicare all’infinito l’estensione per capirne la grandezza. Ma s’inceppava quasi subito nel calcolo, non arrivava che a figurarsi un laghetto appena un po’ più grande e un po’ più mosso. Continua a leggere

il torto della tortora, la grazia della gazza

16 Giu
foto

by c.calati

 

 

 

Torno sull’argomento, perché mi preme capire che cosa faccia la differenza tra simpatia e antipatia. In fondo sono due uccelli simili, stessa taglia, entrambi semi-domestici nel senso che non temono l’uomo e preferiscono i giardini ai boschi, medesimi spostamenti a breve raggio. Eppure per la tortora ho un’avversione viscerale, per la gazza fascino a pelle (e piume) Continua a leggere

cinque giorni a pedali

13 Giu
FullSizeRender

by c.calati

 

 

Sono un ciclista d’acqua dolce, datemi un fiume da accompagnare per un tratto, un lago da girarci attorno, e sono un uomo felice. Acqua dolce, che il sale ce lo metto io, a gocce di sudore ed è un sudore gioioso, il prezzo che pago volentieri per qualche giorno alla ventura. Continua a leggere

la città morente

5 Giu

by c.calati

 

 

Sono sere, queste, che restano appese a un imbrunire inutilmente lento. Sere che Nicola vorrebbe si consumassero in fretta, come la sigaretta che gli pende dalle labbra. Tiene i gomiti appoggiati al davanzale e gli occhi fissi su quelli di Oreste. Ma i due forse non si guardano davvero, si fissano per ignorarsi, odiarsi o perdersi ciascuno nei propri pensieri. Oreste, come sempre all’ora incerta, è appollaiato tra le tegole del tetto di fronte. Stupido gatto Continua a leggere

…e ora tocca a Giovanni

1 Giu
foto

by c.calati

Dopo il malinconico e spaesato Anacleto di Calvino, dopo il padre inorridito di un figlio alle prese col dramma esistenziale dei capelli, ora tocca a Giovanni, un poveraccio che ha la (s)fortuna di vincere al GrattaeVinci. Mai giocare, mai! Vero Elvira? Continua a leggere

storielle d’anatre

30 Mag

by c.calati

 

 

 

Da qualche giorno, salendo le ultime pietre dei gradini per andare a dormire, giusto al fondo della scala, mi trovo faccia a faccia con un gruppetto d’anatre. Le guardo e, sarà il torpore del sonno o il vapore del whisky, le vedo ogni volta differenti, ora animate, come in viaggio, ora in legno quali sono ma con ancora una parvenza vitale. E la mia mente balenga ecco che  ogni sera imbastisce giochetti sciocchi di parole, abbozzi di storielle, richiami di memoria, fantasie, scemenze. Continua a leggere

silenziosi passano i lettori notturni

26 Mag

photo by c.calati

 

 

Capita a volte, è successo anche questa notte, me lo ha detto wp, che qualcuno attraversi in silenzio le mie pagine. Non alludo a quelli che, attratti da qualche titolo equivoco, ciao bella figa o vedo nudo, restano poi delusi dal contenuto assai diverso dalle attese. No, mi riferisco ai pochi, misteriosi e taciturni, che entrano incerti o già sicuri, sapendo per intuito o conoscenza cosa troveranno, entrano e stanno, sfogliano quasi l’intero zibaldone, si soffermano su vecchi brani sepolti dalla polvere. Continua a leggere