alla festa di Thun

25 Nov
dal web

                             

Mentre seguivo un Reno ancora giovane, da poco uscito dal lago di Costanza e sopravvissuto a stento ai salti impegnativi di Sciaffusa che non si possono dire vere cascate ma un rotolare periglioso dell’acqua tra massi e sassi, mentre seguivo il Reno divagando tra i suoi affluenti mi sono ritrovato nel cuore della Svizzera in una Thun in festa, non so per quale festa.

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lo scoiattolo

19 Nov
c.calati

                                                     

Aveva bisogno di far tacere il ronzio di quel nido di vespe che erano i suoi pensieri, così era andato al parco, come un qualunque anziano che bighellona in attesa della morte. Ma lui non era vecchio, purtroppo, anzi aveva un’età in cui la resa non è una soluzione praticabile. E d’altronde quel mattino al parco non c’erano anziani, chissà dov’erano finiti, reclusi in casa, intubati in terapia intensiva o già ridotti in cenere. Non gl’importava, aveva altro a cui pensare o, meglio ancora, a cui non pensare. Lui stava pagando, di tasca propria e involontariamente, per salvare la pelle ai vecchi e ai giovani, alle donne, agli idioti e ai furbi, ma a lui chi ci pensava, chi lo salvava? Diede un calcio a un mucchio di foglie che volarono per aria e a poco a poco ricaddero sparse sull’erba.

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dalla finestra il mare

15 Nov
by c.calati

        

Matilde amava il viaggio che  in meno di due ore, brevi e caotiche, la portava dalla nebbia al mare. Lo effettuava ogni volta che ne aveva la possibilità e la possibilità, spesso, se la inventava a bell’e apposta.

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l’equazione della bellezza

11 Nov
photo by margherita calati

                              

Camillo uscì dalla questura con un nulla di fatto. Non aveva identificato, mescolata ad altre figure, l’autrice del furto che aveva subito qualche tempo prima: era stata una questione di attimi, lui che stava rientrando in casa, lei una spallata a buttarlo a terra per aprirsi la via di fuga. Era stato colto talmente di sorpresa da non essere stato nemmeno capace di gridare al ladro, e men che meno alla ladra, anche se si era accorto subito che si trattava di una donna, nonostante questa avesse un berretto calato sulla fronte e una sciarpa tirata fin sugli occhi. Ecco, quegli occhi azzurri e spiritati li avrebbe riconosciuti fra mille, per questo aveva sporto la denuncia sebbene dall’appartamento non fossero stati sottratti oggetti di valore, spiccioli dimenticati sul tavolo, un paio di occhiali da sole, qualche vecchio cd e poco alto.

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non solo Garda

6 Nov

                         

Forse è stata l’ultima gita dell’anno in bicicletta, certo è stata la più entusiasmante. Dopo giorni di pioggia, la previsione di un breve periodo di bel tempo mi ha spinto a partire senza indugio, nonostante fosse quasi un mese che non pedalavo. L’idea iniziale era di limitarmi al periplo del lago di Garda suddiviso in due giornate, in modo da prendermela comoda. Ma poi, come si suol dire,  l’appetito vien mangiando, così al piatto principale ho aggiunto altri laghi di contorno.

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una faccia da notaio

26 Ott
dal web

                        

Già in terza elementare PierDomenico Cantarelli aveva un aspetto e dei modi da notaio. Lieve sovrappeso da benessere ormai consolidato, guance lisce e rubizze dove potevi esser certo che nemmeno nel successivo mezzo secolo avresti mai trovato l’ombra di un pelo sfuggito al rasoio, atteggiamento distaccato dalle beghe di classe per un’innata superiorità, un sedere di pietra costretto in pantaloni all’inglese e un modo di stare seduto al banco come fosse una scrivania di mogano.

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un uomo moderno

21 Ott
dal web

Non lo commuovono le pietre antiche né i mattoni, non il ferro né il legno,

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un viaggio a nord del cuore

16 Ott

                           

Capitava lì non più di una volta ogni due o tre anni, portatovi dal caso, così almeno gli sembrava, come un relitto che cavalca inconsapevolmente l’onda fino a riva. Altri avrebbero scritto andava in vacanza una volta ogni tanto. E avrebbero sbagliato. Una vacanza è qualcosa di pianificato, richiede una meta e un programma di viaggio, tutte cose che Camillo evitava accuratamente, perché lui aveva innanzitutto bisogno di ingannarsi: tutto doveva succedere per caso.

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il borsino dei follower

13 Ott

   

Come per gli altri utenti di wordpress, anche a me la piattaforma segnala ogni giorno il numero degli iscritti al blog, gente che per lo più ha con me quell’unico contatto, nel senso che poi non si manifesta con commenti, like o semplici letture. È un numero, quello dei follower, che varia quotidianamente, oggi sale domani scende, secondo un criterio imperscrutabile e a onor del vero poco entusiasmante, perché non è da quelle cifre che posso percepire l’eventuale gradimento dei miei post. Semmai, i mutamenti possono essere spia di un generico stato di vitalità o di deperimento dell’intera blogosfera.

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la mia hate-list dei mezzi pesanti in Emilia.

8 Ott

Ovvero elenco in ordine di odio crescente di camion e camioncini incontrati (e subiti) pedalando per le brutte strade dell’Emilia:

10° Autobus urbani: ti sfiorano il culo in silenzio, ma con eleganza non vanno oltre

9°  Trattori: mastodontici e veloci, per fortuna molto rumorosi per cui fai in tempo a buttarti nel fosso prima che ti arrotino.

8° pullmann extra-urbani: giocare con te al gatto col topo perché facendo molte fermate si lasciano superare e ti ricuperano tre, quattro volte minacciando ogni volta di tirarti sotto.

7° Camioncini della nettezza urbana: procedono a strappi e di solito inchiodano appena ti hanno superato, se non sei pronto a frenare finisci con la faccia nel pattume.

6°Pullmann a lunga percorrenza: in perenne ritardo sulla tabella di marcia cercano di recuperare non sprecando tempo a superarti, ti passano direttamente sopra.

5° TIR: dalla Lituania a Soragna in una tappa sola e tu lo becchi quando sei quasi salvo…alla periferia di Soragna.

4° Bisarca: si fanno contagiare dalle gran turismo che trasportano e si comportano come tante Ferrari in pista, dove tu fai la parte del birillo.

3° Camion grandi della nettezza urbana: corrono a velocità pazzesca, mai che rallentino aspettando il momento più propizio per superarti, no, loro ti passano subito, anche dove non c’è lo spazio.

2° Camion con rimorchio: sanno bene il rischio del risucchio ma se ne fottono (e ti fottono passandoti a un millimetro)

1° Camion per trasporto sabbia: sono tanti e pericolosi, fanno sempre il medesimo tragitto, conoscono ogni segreto di quei pochi chilometri di strada, perciò la fanno ad occhi chiusi. Hai un bell’indossare colori fosforescenti, loro proprio non ti vedono.