mi sono dimenticato di Lorenzo Marone

6 Dic
c.calati

                             

La lettura era iniziata sotto i peggiori auspici.

Il libro non l’avevo comprato io, me l’ero ritrovato casualmente tra le mani e già questa mancanza di scelta costituiva per me un handicap non da poco. Poi scorrendo la quarta di copertina scopro che lo stesso autore aveva scritto La tentazione di essere felici che sapevo di aver letto. Purtroppo non ricordavo la trama né il mio eventuale gradimento. Ricordavo solamente di  averlo comprato per la suggestione del titolo e della copertina (una donna in rosso di spalle sotto un arco) e di essermi accorto dopo poche pagine di averlo già letto. Un acquisto inutile, segno deprimente della mia smemoratezza.

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una lettera senza una lettera*

2 Dic
dal web

                                     

Caro amico di enigmistica a distanza,

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brevissime d’autunno, nr.2

29 Nov
c.calati

È un’alternanza di giornate di sole che invitano all’aperto con giorni di pioggia che mi trattengono al chiuso ad apprezzare la stufa e i colori lucidi degli alberi da guardare al di là dei vetri.

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alla fine ci ho provato anch’io

26 Nov
c.calati

                                   

Oltre alla soddisfazione di veder nascere  dalle mie mani un cibo quotidiano che solitamente compro al supermercato, mi affascina questa catena tutta al maschile di amici che si sono trasmessi l’un l’altro una piccola sapienza.

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viaggio leggero

20 Nov
c.calati

                                             

Credo che ognuno abbia un gesto ripetuto o un hobby o un’azione a cui è abituato che finisce per assimilare come schema mentale di comportamento anche in altre occasioni.  Insomma, una specie di palestra in cui si allena alle evenienze della vita.

Per qualcuno è la scacchiera dove apprende dagli alfieri le traiettorie oblique e dalla regina le strategie audaci, per altri è la tavola da imbandire che lo porta a trovare la giusta collocazione per ogni cosa, oppure un orto ben curato che suggerisce simmetrie mentali.

Io come palestra ho la preparazione del bagaglio e la disciplina che questo mi impone.

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la finestrella

16 Nov
c.calati

                            

Sandro si fermò sul ponte, si sedette sulla spalletta concedendosi una sigaretta e rimase lì a fissare la casa che appariva in completo abbandono, seminascosta dalla vite americana e dalle foglie rosse dell’autunno. Da quando  aveva smesso di lavorare e si era trasferito in un altro paese, non era più passato di lì.

Aveva lavorato per una vita in quella casa, era un apprendista da poco assunto alla fornace quando il padrone gli aveva proposto di passare alle sue dirette dipendenze come tuttofare di casa, gli avrebbe dato vitto e alloggio e qualche soldo di paga.

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Ilaria e i lecci

11 Nov

c.calati
c.calati

                                                         

L’ho incontrata tardi, solo ora, questa città che credevo secondaria ed è meravigliosa essenza di Toscana. Ma forse la mia è l’età giusta per capirla, da giovane sarei andato veloce tra i vicoli e le piazze per immagazzinare in fretta i luoghi letti sulla guida. Ora ho il passo lento, mi soffermo agli angoli e alle pietre, mi guardo intorno e ogni sguardo è uno stupore.

Ilaria, pallido marmo, il più bel volto femminile di una città che scopro simile a lei, il giro delle mura come il cercine di stoffa che le contorna il capo.

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relitti senza delitti

6 Nov
c.calati

                                                               

Due tronchi giacciono sulla riva come piccole balene spiaggiate. Da dove arrivano?

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il pescatore di Mergozzo

2 Nov
c.calati

                                                   

Non un telo a coprire la barca, la vuole trovare così al mattino, pronta a salpare. E se nella notte ha piovuto, Sebastiano svuota tranquillo il fondo con un secchiello. Poi vi sale sopra, rema fino al centro del lago, cala l’ancora, in realtà una pietra legata ad una corda, sparge un poco di pastura per attirare i pesci e lancia la lenza con un ampio gesto quasi elegante.

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brevissime d’autunno

30 Ott
c.calati

                                        

Muta in autunno di continuo la graduatoria estetica delle piante, oggi è in testa il cipresso calvo, domani forse sarà il pruno.

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