quello che si impara

9 Dic
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by c.calati

 

 

Confortato dal meteo promettente e da un’alba da manuale, sai il rosa, l’azzurro, il nitore delle cime immacolate sullo sfondo e tutto quanto fa spettacolo, sono partito con un ottimismo insolito, come una sciarpa calda attorno al collo che di solito non porto. Continua a leggere

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brevi le ore di dicembre

5 Dic

by c.calati

 

 

Spero che tenga ancora qualche giorno questo beltempo perché ho deciso di partire per un ultimo giro di pedali prima del letargo.  Continua a leggere

il gambero

2 Dic

by c.calati

 

 

Non riesco a leggere “il giro dell’oca” di DeLuca, o meglio non riesco a leggerlo come si fa comunemente con un qualunque libro, che lo inizi speranzoso, procedi agile o impacciato e tendi naturalmente alla fine, per il piacere delle parole o per la curiosità dell’intrigo o per uggia del costrutto che prima lo termini e meglio è. No, con Erri, soprattutto con questa sua ultima fatica (perché la senti la fatica nella sua voce scritta) leggo poche pagine, poi mi fermo e chiudo il libro come non mi interessasse più. Continua a leggere

viaggio intorno a un faggio

30 Nov
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by c.calati

 

 

L’altro giorno, quando è tornato il sole, avrei voluto restarmene in terrazzo a contemplare il tappeto variopinto delle foglie che si erano distese sopra l’erba. Sono un maestro di contemplazione, io, e di inazione, una sigaretta in bocca e una tazza tra le mani starei ore lì a far scorrere lo sguardo tra prato e orizzonte, e a fare niente mentre gli altri faticano. Continua a leggere

pozzanghere e abissi

28 Nov

photo by margherita calati

 

 

Arrivava in spiaggia prima del sole, quando il cielo iniziava appena a schiarire e Samuel stava finendo di pettinare la sabbia col rastrello. Non era il suo lavoro quello, ma gli serviva per raggranellare qualche euro in più, oltre ai pochi altri che tirava su come bagnino di salvataggio. Fosse stato in California, come spesso fantasticava, lo avrebbero chiamato bay-watcher e avrebbe passato il tempo a rianimare e poi scoparsi bionde pettorute travolte dalle onde. Invece era in Romagna e, con un mare poco più di una pozzanghera, nessuno rischiava di annegare, se non qualche crucco che ci cascava dentro ubriaco. Uno schifo appiccicare le labbra a quelle bocche che puzzavano di birra e crauti e massaggiare quella ciccia tremula, dove da qualche parte, forse, c’era nascosto il cuore.  Continua a leggere

blog e buchi neri

26 Nov

by web

 

 

 

Mi piace navigare nell’etere buio risalendo di blog in blog come tra stelle e pianeti sconosciuti, fino a spingermi anche in altre galassie esterne all’universo noto di wp. Navigo e plano, mi poso, osservo, e qualche volta parlo. Continua a leggere

una breve distopia

24 Nov

by c.calati

 

 

Quando ero piccolo il cielo era solcato dagli aerei. Immagina tanti uccelli di acciaio che ti portavano ovunque volessi andare. Il nonno parla e rimesta nel pentolino le quattro erbe faticosamente raccolte. Continua a leggere