il vino, il pane e le parole (4?)

2 Apr

c.calati

 

 

Una transvolata atlantica, un volo senza scalo da pionieri come Lindbergh o da anatre stremate nell’ostinata migrazione. Un peregrinare medioevale lungo la via francigena, dov’è più facile morire che raggiungere la meta. Un rapido passaggio da una quinta all’altra, ridendo come fossimo pagliacci in scena.

È tutto qui il nostro andare da un capo all’altro di questo tragitto, aspro e leggero, che chiamiamo vita. Continua a leggere

la buca delle letture

31 Mar

c.calati

 

 

Non ci fossero i libri sarebbe un disastro, soprattutto in questo periodo in cui sono precluse altre attività. Il problema è che le biblioteche e le librerie sono chiuse e che comunque, non essendo i libri un bene essenziale (personalmente non sono d’accordo), non potremmo raggiungerle. Le scorte casalinghe si assottigliano, le ri-letture non sempre soddisfano perché c’è voglia di novità e almeno a me gli e-reader non interessano, ho desiderio di carta frusciante.

E allora come fare? Continua a leggere

la poltroncina

28 Mar

dal web

 

 

Lei aveva questo nome strano, Galizia, impostole dal padre a ricordo del “camino” fino all’estrema regione spagnola che aveva a lungo sognato di compiere e mai aveva effettuato. Questo, cioè il fatto di essere riferimento a qualcosa di non realizzato, aveva probabilmente inciso sul suo carattere, Galizia infatti era cresciuta tra timori, incertezze e qualche passo falso, e ancora adesso, nonostante possedesse indubbie qualità morali e fisiche, sentiva il bisogno di continue rassicurazioni. La dicevano scontrosa e chiusa, ma non sapevano che lei era un fiore in ombra che solo al sole apre i propri petali.

Lui fu il sole, per quel giorno almeno Continua a leggere

i blog, che erano le nostre case

25 Mar

c.calati

 

 

Le strade che portano ai blog si sono fatte silenziose, pochi si avventurano nell’etere, come se i divieti governativi e i rischi reali di contagio si fossero estesi al mondo virtuale. Pensavo che questa sarebbe stata una zona franca, un ampio spazio in cui ritrovarsi a rincuorarsi in sicurezza, invece anche qui pochi volti in giro e quei pochi sono affranti. Il contagio si è diffuso nelle menti. Continua a leggere

canto di marzo senza primavera

21 Mar

by c.calati

 

 

 

 

Per la pecora più coraggiosa del leone e per chi ruggisce d’arroganza solo con le pecore, Continua a leggere

ero io la trota grassa

19 Mar

c.calati

 

 

Ecco, vedi quel pesce, una trota credo o forse un coregone, che buca con la bocca l’acqua del laghetto in cerca degl’insetti? Guarda i cerchi che partono da lì e progressivamente si allargano, sempre più lontani, sempre più smorzati, fino a farsi impercettibili. Che ne sanno loro, i cerchi, del guizzo iniziale che li ha generati? Loro sono la periferia estrema, a un passo dal non essere più nulla, come mai esistiti, l’ultimo arrondisment, la debole banlieu dove non c’è più traccia dello sfarzo metropolitano.

La mia deriva è uguale. Continua a leggere

cara, un cazzo

17 Mar

by c.calati

 

 

 

Di fronte a lui la donna chinò il capo. Sembrava affranta, soverchiata dalla vergogna, invece stava raccogliendo le forze, come un’atleta prima di spiccare il salto, voleva far esplodere la collera in un’invettiva che avrebbe fatto tremare i vetri alle finestre e i baffi tinti a quel pallone gonfiato.

Tu, disse sollevando un indice in modo imperioso, tu…, ma subito lasciò cadere il dito e le parole. Continua a leggere