frutta e verdura

15 Mag
dal web

                                                      

Al sabato mi alzo prima del solito perché è giorno di mercato e voglio andare per tempo a procurarmi frutta e verdura. Mi rivolgo sempre alla medesima bancarella tenuta da degli immigrati bengalesi. Il capo-banco, un tipo piccoletto magro magro con una faccia poco rassicurante che sembra intagliata nel legno, quando mi vede arrivare e appoggiare la bici a una pianta lì vicino mi saluta con un Ciao grande (!), poi si volta verso un suo schiavo e gli dà ordine, a voce alta che tutti sentano, di servirmi subito che sono suo amico.

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ruminanti

12 Mag
dal web

                                                     

Sono la mucca che nella stalla riflette sui fatti della sua giornata. L’unico dato rilevante è stata l’erba strappata al prato con indolente frenesia, su questo adesso medita cavandola dal fondo del sacco addominale. Mastica quieta ciò che ha già mangiato, riconosce ogni filo d’erba replicando il piacere del pasto.

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la pesca di Queneau*

9 Mag
dal web

                                                     

A Gustavo piaceva pescare, passava le ore in riva al fiume ad aspettare con una pazienza da bonzo che una preda abboccasse. Unica compagnia l’enigmistica di cui era appassionato, i rebus soprattutto, parole da spezzare e ricomporre.

A lei piacevano gioielli e viaggi, ma lui le regalava unicamente triglie e trote. Quel giorno Ernestina lo minacciò con toni esasperati di andarsene in una città lontana dove rovinarlo spendendo i soldi suoi in uomini e pietre preziose. Gustavo stava sgranocchiando un frutto e non si scompose. Con un gesto elegante strattonò la canna e tirò su un grosso pesce.

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lasciatemi sbagliare

5 Mag
by c.calati

                                                  

È successo il luglio scorso, una giornata da subito afosa con un cielo coperto da nuvoloni che sembravano non sapere cosa fare, se amalgamarsi e scrosciare o separarsi e lasciar perdere. Il meteo dava temporali in arrivo sulla zona dei laghi, e io giusto tra due laghi sarei voluto andare, l’Orta e il Maggiore, per affrontare la salita del Mottarone che altre volte mi aveva fatto penare. Ma oggi mi ero svegliato con le gambe buone e lo spirito battagliero, condizione insolita, da cogliere al volo, più potente delle nuvole. Così mi preparo, infilo la bici in macchina, e parto alla volta dell’alto novarese (o il basso verbanese? Il medio vercellese?).

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appena prima di nascere

3 Mag
dal web

                       

Da sempre appena entrato in vasca rivivo una sensazione antica, suggestione del tempo senza tempo vissuto al principio del mio essere, quando l’acqua era il mio ambiente e la quiete il mio stato naturale. M’immergo allora totalmente a  ritrovare i movimenti fluidi, l’ovattamento ai suoni e m’immedesimo in un me stesso primordiale.

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un mucchietto di lettere

28 Apr
c.calati

                                               

Camillo fissava con un lieve sgomento il mucchietto di lettere che provenivano da un’altra epoca. Le aveva lette tutte senza seguire un ordine e senza tentare di identificare i nomi e i luoghi, se non quello di suo padre e di un generico NordAfrica. Della lettura quello che gli premeva e lo agitava era altro dalla cronologia degli eventi o dalla ricostruzione degli affetti. Erano soprattutto la distanza e le condizioni.

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pista ciclopedonale

26 Apr
c.calati

                                              

Ci sono tratti di percorso, soprattutto nei pressi dei paesi, in cui devo condividere il tracciato con tanta gente a piedi, che peraltro ne ha diritto quanto me. Se escludiamo le persone che chiacchierano affiancate in quattro o cinque strascicando i piedi e poi si piantano lì in mezzo come fossero in centro all’ora dell’aperitivo, gli altri, quelli che corrono o marciano o anche solo che camminano ma con un piglio da attività sportiva,  quelli mi piacciono e li ammiro tutti.

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capperi e MarNero

22 Apr
c.calati

                                               

Non sempre sbaglio, per sbadataggine o avventatezza, nell’assortire gli ingredienti, com’è successo quando ho mescolato capperi e fragole. Talvolta indovino accostamenti insoliti che danno al piatto un gusto originale che a me piace.  Già, ma dov’è lo spartiacque tra l’errore e la riuscita, tra il ribrezzo del palato e i baffi da leccare? Raramente lo spartiacque è il tetto delle Alpi che allora è facile capire, di qua sarà Ticino di là inizierà il Reno. Più spesso sarà una minima pendenza in una direzione o nell’altra a decidere il destino di una goccia che cade sul pianoro di Dobbiaco: se da subito scivola nell’acqua della Drava ragazza diventerà nobile Danubio e poi magnificenza del mitico MarNero; ma se cade un metro più in qua quella stessa goccia, magari sospinta dal vento, sarà dapprima un torrentello anonimo, poi l’Isarca, quindi l’Adige e infine la delusione dell’Adriatico.

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nuvole grasse

20 Apr
c.calati

                                               

Ho voglia di nuvole basse, quel grigio uniforme che accorcia la terra dal cielo, la luce soffusa, radiosa, non sole non luna, che illumina e annulla le ombre alle cose,

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una cosa alla volta

17 Apr
c.calati

                                              

Mi devo rassegnare, non sono una donna. Hai presente quegli esseri alieni che si dipingono le unghie e intanto friggono i calamari, parlano al telefono, sbucciano una mela, scrivono un post e la lista della spesa (a volte per non perdere tempo unificano post e lista), fumano un cigarillo, bevono una birra,  e in tutto questo agire non sbagliano una mossa?

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