amo chi incontro di cui non saprò mai*.

8 Dic
photo by margherita calati

photo by margherita calati

         (* da “salotti e canapè” di api)                          

                                                L’uomo della meraviglia

Mi piacciono le piazze soleggiate, i luoghi aperti ai passi e chiusi al traffico. Lì scelgo un tavolino in ombra, centellino il bianchetto necessario per volare e mi stupisco alle passanti, come un pescatore che s’incanti alla sinuosità dei pesci, prima di tentarli con la canna. La falcata, più del volto o delle linee della mano, suggerisce il carattere di base e la previsione dell’umore. Così leggo le donne che passano come pagine che scorro tra passione e meraviglia. Gioisco al ticchettio nervoso, premonitore di un’infiammabilità a stento trattenuta, adoro il passo ampio e quello stretto, antipodi entrambi promettenti, mi commuove l’andatura pigra, rivelatrice di una natura gatta, e quella dettata dalla fretta, lei camminerà veloce anche verso il nulla. C’è chi si sente su un’eterna passerella, chi sempre sulle uova, non camminano due donne allo stesso modo e sempre mi stupiscono. Amo ogni loro passo mentre le incrocio ancora sconosciute.

                                       Confessione di una donna per bene

Ci sono sere che mi prende il desiderio dell’ignoto, un corpo maschio che sia rischio e schianto. Così guido fino all’autogrill, il primo che si incontra per chi scende dai trafori. E dai trafori scendono a valle frotte  di TIR con i loro autisti desiderosi di una sosta. Li ascolto parlare lingue sconosciute, non ci saranno parole e conoscenza imbarazzanti, guardo i calzoni corti, i sandali sopra i calzini puzzolenti, i ventri dilatati dalla birra, non sono belli i camionisti, ma emanano un odore da selvaggi davvero afrodisiaco, sudore sigarette grasso del motore. M’intrufolo nel gruppo, chiedo un passaggio a voce e a gesti ed è il momento in cui mi sento morire dentro mentre loro mi squadrano, mi spogliano, diffidano dell’impossibile fortuna. Ma poi mi affido in sorte e in premio a chi meno diffidente mi farà segno di seguirlo. Qualcuno mi prende in parola e vuole portarmi lontano, sarà un’estenuante seduzione, un eccesso soddisfarlo mentre guida e complicato poi il ritorno, altri più scaltri sanno che il mio viaggio vuole finire lì al parcheggio e mi invitano in cabina senza accendere il motore. Dalla cabina alla cuccetta il passo è breve. A volte è sesso dolce, intesa muta e intensa di un istante, altre fingo resistenza per provare il brivido della costrizione. Dolce o pepato, è un pasto che consumo in fretta, una parentesi tra digiuni e cibi insipidi.

Dopo non resta che il ritorno a casa con quell’odore addosso e qualche livido che dovrò giustificare a chi mi vive accanto e tanto poco mi conosce.

                                                          l’Angelo giovane

Io sono l’Angelo giovane, nascosto in discoteca e quasi perso nelle ore sfaccendate, studio poco, ho qualche lavoretto e brevi paradisi, il resto è tempo consumato a non far niente o a far casino. Fossi un cavallo mi darebbero perdente, la brava gente tutta educazione e maldicenze. Ma alla prima scossa io sono là a smuovere mattoni, all’onda inversa che viene giù dal monte io, con un cucchiaio e  una carriola, già tento di svuotare il mare e il fango. In questa terra ricca di disastri c’è sempre da partire verso un dolore collettivo, una ferita che è di tutti e nessuno sente propria.

Più dei cataclismi le piccole catastrofi, tra tutte le alluvioni, occasioni che mi offrono di esserci, senza ritrovarmi sotto i riflettori. Quando ogni cosa, in quell’improvvisata periferia del dolore, diventa precaria e provvisoria, è allora che distendo le mie ali, volo leggero sui campi allagati, su cascinali e chiese diroccate, plano col sorriso sulle lacrime, le asciugo dandomi da fare, divento quasi necessario dove nessuno nemmeno si sognava di aver bisogno di uno come me. Salvo un animale, aiuto un uomo forte altrimenti sperso, proteggo i deboli dal freddo, porto al sicuro oggetti miseri, necessari a mantenere viva la memoria. Poi mi aggiro tra le tende con un’allegria sconsiderata che contagia l’istinto dei bambini e allevia per qualche istante la desolazione ai vecchi. Amo le tante facce che incontro di cui altro non saprò se non quella riconoscenza muta.

Annunci

7 Risposte to “amo chi incontro di cui non saprò mai*.”

  1. Gianluigi 9 dicembre 2012 a 18:26 #

    Ciao massimolegnani. Bello il trittico! Nel primo racconto mi ritrovo a meraviglia, negli altri due ho avuto ovii problemi di identificazione 🙂 che non mi hanno impedito di apprezzarne comunque la poesia. a presto G:Luigi

    • massimolegnani 10 dicembre 2012 a 11:58 #

      grazie GianLuigi, sono tre angolazioni differenti partendo dalla medesima affermazione iniziale.
      ciao,a presto
      ml

  2. Jihan 11 dicembre 2012 a 23:37 #

    per non saperne mai, ne sai abbastanza.
    Gli uomini ad esempio li intuisci, almeno quelli che le amano tutte (per non amarne alcuna), ma di più m’interessa la tua come moltiplicazione della passante di Baudelaire, ché tu vai ancora più avanti di Brassens e De André che tentano di superare il senso d’inesorabile perdita del parigino. Tu nemmeno le rimpiangi.
    La gioventù un po’ ciellina e un po’ vigile del fuoco, precisa ce l’hai.
    Ma la troiaperbene, quella è il sogno erotico di tutti gli uomini. Quella che sa perdersi e tornare senza sbavarsi il rossetto e senza smagliarsi le calze. Ma è una suggestione maschile, emmelle, ché la sessualità femminile non è mai così lineare, diretta, esplicita, anche quando è audace e disinibita. Con la rottura dell’Io non si scherza. Qui pare che la signora è andata a Ma st’obiezione da me, potevi aspettartela 🙂
    Però da ognuno traspare la tua filosofia, leggera e intensa come la scrittura.
    Bello il titolo-ispirazione, io aggiungerei altri sconosciuti.

    • massimolegnani 12 dicembre 2012 a 23:10 #

      confesso che aspetto i tuoi commenti con una certa preoccupazione, perchè non so mai che cosa mi riservi 🙂 e le tue osservazioni non sono mai peregrine.
      stavolta parto dal fondo:”io aggiungerei altri sconosciuti” dici. Bene, fallo, ti rispondo e te li appiccico qui di seguito, parola.
      quanto alla troiaperbene, bè sì mi aspettavo il tuo storcere il naso. sicuramente la sessualità femminile è molto più complessa, e forse sono caduto in uno stereotipo per quanto io me la vedessi la signora agire in questo modo (e il rossetto se lo sbavava eccome)
      infine il mio angelo giovane non è un ciellino. all’opposto nella vita di ogni giorno è un mezzo sbandato, come si vergognasse a comportarsi bene.
      ciao e grazie 🙂

  3. tempodiverso 13 dicembre 2012 a 00:55 #

    tutti e tre godibili, anch’io mi riconosco nel primo, la cinesica mi affascina!

  4. alegbr 14 dicembre 2012 a 12:53 #

    molto ben scritto, al solito. mi intriga più la coscienza dell’uomo che quella delle due donne.
    (lo testimoniano ricerche di psicologhe americane: tra le fantasie femminili, quella dell’amore “rozzo”, anche “costretto”, con uno sconosciuto va per la maggiore)
    però realizzare è una faccenda totalmente diversa, pare, per loro.
    la seconda: mi piace molto la partenza, quasi il dipinto di un “angelominkia”, passami il termine, sospeso tra banalità quotidiana e slancio celeste. il seguito va sul celeste lirico, un filo meno originale, secondo me.

    A

    • massimolegnani 15 dicembre 2012 a 17:53 #

      chissà perchè la signora (quasi) per bene la bistrattano tutti. personaggio contorto che realizza quanto altre confinano nella fantasia e che a me fa tenerezza. ml.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: