il vino, il pane (e le parole)

24 Feb

 

il vino2

 

Una transvolata atlantica, un volo senza scalo da pionieri come Lindbergh, a guardare il silenzio delle stelle e temere il mare, un’ostinata migrazione di anatre stremate, un peregrinare medioevale lungo la via francigena, dov’era più facile morire che raggiungere Cluny. E qualche passaggio da pagliaccio in scena, a rendere più lieve il palcoscenico.

È tutto qui il nostro andare, spedito o fiacco, da un capo all’altro di questo tragicomico tragitto.

Il vino, il pane, le parole. E poi gli amori, i pianti, la memoria, i gesti sottotraccia, mai le gesta, un sasso levigato all’acqua, non la pietra tornita per un busto, il senso obliquo delle cose più di quello rettilineo, qualche sorriso un po’ slabbrato, gli occhi di un cane e poco altro sono le stelle che ci guidano, orse minori nel nostro cielo da scrutare. Scrutare il cielo per non vedere il mare, sotto di noi pericoloso e cupo, dove una dopo l’altra s’inabissano le anatre, arrese alla fatica di quello sbattere due ali forsennate. Allo stesso modo anche tra noi qualcuno cede di schianto, affoga al buio, scompare come mai esistito, anatra, pioniere o scannato pellegrino.

Ma noi tentiamo di resistere, lottiamo a colpi di sorrisi e d’incoscienza. Il nostro aereo traballante, fatto di tela e di coraggio, riprende la sua quota, voliamo di nuovo in alto.

Forza, ce la faremo, ci rincuoriamo uno con l’altro scambiandoci il vino e il pane. E diventiamo quasi euforici, abbiamo parole belle e speranza di futuro.

Così andiamo avanti baldanzosi, torniamo ad esser Lindbergh.

E ci dimentichiamo che la nostra meta non saranno i trionfi di Parigi, ma una terra appena smossa e qualche rosso petalo lasciato cadere nella fossa. Anatra, pagliaccio o scannato pellegrino.

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26 Risposte to “il vino, il pane (e le parole)”

  1. stileminimo 24 febbraio 2013 a 12:20 #

    …no, non me la dimentico la meta, per questo mi godrei volentieri i trionfi di Parigi.

  2. massimolegnani 24 febbraio 2013 a 12:28 #

    Trionfi effimeri, pero’
    🙂
    ml

  3. gelsobianco 24 febbraio 2013 a 23:36 #

    Splendido scritto!
    Ti sorrido.
    Ho veramente apprezzato questo tuo post!
    Hai il dono della leggerezza nonostante il tema che affronti sia estramamente serio, il più serio, il più vero in assoluto.
    Complimenti sinceri!
    Grazie.
    gb

    • massimolegnani 25 febbraio 2013 a 12:20 #

      ti ringrazio, è una malinconia senza vera tristezza. ogni tanto ci serve ricordare dove stiamo andando.
      ml

  4. Jihan 24 febbraio 2013 a 23:51 #

    non so più quante volte l’ho commentato e non mi passa mai la voglia
    e’ il manifesto della tua poetica, l’umanismo della tua scrittura.
    una delle cose migliori che hai scritto, forse la più cospicua, ma lo sai 🙂

    sempre anatra, io 🙂

  5. gelsobianco 25 febbraio 2013 a 04:34 #

    Ho riletto ora questo tuo scritto!
    Che posso scriverti che non ti abbia già voluto far giungere?

    E’ un gioiello.
    Credimi.

    Un sorriso
    gb

  6. gelsobianco 25 febbraio 2013 a 04:51 #

    Une révérence!
    gb

  7. mitedora 26 febbraio 2013 a 08:33 #

    L’ho riletto diverse volte. E . Diverse volte ancora, non entrando nel senso ma nel magnifico tremore ondulato delle immagini, del loro ritmo musicale, poetico, struggente. Poi ho aperto la porta ad altro. Alla meditazione esistenziale. E . Ho messo nel “ sacco “ da portare con me, gli occhi di un cane, l’anatra, il pioniere, lo scambio del vino e del pane. Non dimenticando la meta finale, malinconica, sì, ma inevitabile, del catino di terra ed erba, “ trionfo “ della consapevolezza. Grazie per questa bellezza. Dora.

    • massimolegnani 26 febbraio 2013 a 19:46 #

      E’ quel passaggio stretto prima della fossa che dobbiamo riempire di comunione, solidarieta’, fratellanza di emozioni.
      Grazie a te dora
      ml

  8. penna bianca 26 febbraio 2013 a 16:02 #

    Questo tuo bel post mi è sembrato una messa laica nella quale, attraverso i simboli cristiani del vino e del pane, si cerca di ritrovare un aggancio con la realtà. Stavo anch’io per cadere in picchiata come l’anatra ma, per fortuna, sono arrivati provvidenziali i versi “Ma noi tentiamo di resistere, lottiamo a colpi di sorrisi e d’incoscienza” a darmi coraggio e a farmi sentire meno sola. grazie.
    ciao

  9. massimolegnani 26 febbraio 2013 a 19:50 #

    Non credenti, io almeno, abbiamo bisogno di riti e simboli che ci facciano sentire il senso laico, oserei dire profondamento religioso della vita.
    Un sorriso
    ml

  10. gelsobianco 26 febbraio 2013 a 22:45 #

    “Ma noi tentiamo di resistere, lottiamo a colpi di sorrisi e d’incoscienza. Il nostro aereo traballante, fatto di tela e di coraggio, riprende la sua quota, voliamo di nuovo in alto.”
    Io trovo sempre un qualcosa in più rileggendoti.
    Un sorriso
    gb

  11. tempodiverso 2 marzo 2013 a 10:55 #

    forse anche noi che scriviamo mettiamo in atto la stessa strategia e le parole diventano salvifiche, magari aumentano la serotonina e non ci fanno pensare a quella terra smossa.
    “Forza, ce la faremo, ci rincuoriamo uno con l’altro scambiandoci il vino e il pane. E diventiamo quasi euforici, abbiamo parole belle e speranza di futuro.”
    doc, anche se di alcuni mi ricordo, è sempre un piacere leggere, è come se tu dessi voce a tanti pensieri che ho dentro e che per pigrizia non esprimo e quindi, grazie per essermi parola.

    • massimolegnani 2 marzo 2013 a 11:25 #

      sicuramente noi che scriviamo mettiamo in atto più di altri questa strategia.
      “abbiamo parole belle” è riferito a quanti, come te, le usano bene, come veleno e come antidoto.
      un abbraccio, Grazia,
      c.

      • gelsobianco 3 marzo 2013 a 01:45 #

        “come veleno e come antidoto.”
        così mi piace!

        gb

  12. massimolegnani 3 marzo 2013 a 12:20 #

    ecco! 🙂

  13. silente 6 marzo 2013 a 17:33 #

    Come quell’anatra che si affanna a volare, trovo ristoro nelle tue parole, e per un attimo galleggio a pelo d’acqua…

    Bello.
    v.

  14. alessialia 4 maggio 2016 a 12:24 #

    ecco…. si è allargata la metafora… della vita… di come la viviamo…. con i trionfi, le sconfitte, i pianti, le risa, l’unione….. tutte immagini che hai fissato da portarci come ricordo e bandiera del vivere….
    bello bello ml!

    • massimolegnani 4 maggio 2016 a 12:32 #

      sì, anche se l’insieme resta cupo, vista la meta ultima, qui c’è spazio anche per il buono che incontriamo nel viaggio.
      un sorriso, Alessia
      ml

      • alessialia 4 maggio 2016 a 12:36 #

        beh ma la meta ultima…. ci si arriva per forza… e chissà sia una meta o chissà cosa…. boh….

        io sono un po capretta e non so scrivere (te ne sarai accorto! :-D) e non sono una critica da capire gli scritti belli e quali no… ma sento quelli che mi arrivano dentro e mi fanno scaturire emozioni e pensieri, quelli si che sono meglio di mille scrittori! vabbè, non c’entra nulla ma mi andava di dirtelo!
        bacini caro ml!

      • massimolegnani 4 maggio 2016 a 12:40 #

        è il mio desiderio quello di arrivare dentro a chi mi legge, smuovere emozioni, muovere pensieri..quindi grazie a te 🙂

        Date: Wed, 4 May 2016 10:36:09 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

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