b e t u l l e

28 Mar

 

 

Io non le capisco.
Le amo per il loro stare snelle in gruppo e per quell’aspetto chiaro che le distingue da tutte le altre piante, come svedesi in mezzo all’Africa. Le amo, ma non le capisco.
Qualcuno insinua che sia perchè mi sono simili.
Può essere.
Ho somiglianze femminili, io, non nell’aspetto ma nelle pieghe del carattere. Ho titubanze ed attrazioni per ciò che sempre ci spaventa, e dolcezze sfilacciate nello sguardo e nelle dita.
E poi sarà che anch’io m’incurvo. Perchè la betulla, qui da noi, è per tendenza curva, sai la ragazzina che cammina un po’ ingobbita, a mitigare l’ingombrante novità del seno, bella per gli altri, faticosa a sé, così è la pianta che avrebbe i requisiti per starsene slanciata eppure resta china, come una tristezza aggiunta.
Il Canavese è la seconda patria loro, guarda la Serra, la linea del crinale, chilometri e chilometri a profilo di betulle, guarda la Valchiusella, laghi e betulle che ti sembra la Finlandia. Ma sempre sono chine. Credo soffrano di nostalgia, che lassù, me lo ricordo, svettavano a toccare con le foglie nel cielo.
Forse per questo, più che la primavera, loro aspettano l’inverno, bianche a nascondersi tra nebbia e neve, essere gioiose, a casa finalmente. È il loro desiderio, la nostalgia per il ritorno, pur restando ferme.
Sudano d’estate le betulle, reggono a fatica il caldo e si difendono pensando che presto verrà il freddo, come me che mi spolmono sui tornanti, arranco per la vetta immaginando la discesa, il sudore freddo che mi ghiaccerà la pelle, l’emozione mescolata alla paura.
Ma poi, all’inverno, c’è qualcosa che va storto, il vento troppo forte, o il gelo, o il carico di neve, ricordi quante ce n’erano in giardino?, dicevamo guarda il boschetto e intendevamo loro. Per rispetto alla memoria non la usiamo più quella parola, che ormai sono sparute, solitarie, piante.
Sempre d’inverno muoiono, una o due per anno, uno stillicidio. È questo che non capisco, so che son felici, eppure muoiono. Di schianto o accasciandosi in una lenta resa, muoiono.
O forse la capisco troppo bene quella felicità preagonica, quell’allegria piena di paura, chino sul manubrio per passare sotto l’aria vorrei gridare il mio terrore eppure ancora più mi piego e spingo sui pedali, un mulinare che sbilancia, più veloce, più veloce ancora, a distanziare la paura, che la discesa è una follia invocata e basterebbe un sasso o un freno un po’ allentato. Come le betulle che invocano la neve e fiocco dopo fiocco si lasciano schiantare.
Ma quel che veramente non capisco è se c’è coscienza o meno in quest’andare allegri come noi ad un appuntamento che prima o poi ci costerà.

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27 Risposte to “b e t u l l e”

  1. tramedipensieri 28 marzo 2013 a 12:51 #

    Sono una betulla controcorrente…che aspetta il caldo anzichè la neve. Guardo il mare anzichè le montagne.
    🙂

    Sempre bello leggere i tuoi pensieri.

    buona giornata
    .marta

    • massimolegnani 28 marzo 2013 a 16:13 #

      Sicura di essere betulla? Forse una roverella da sughero o una conifera a ombrello, di quelle non lontane dalla costa!
      -:)
      ml

  2. bakanek0 28 marzo 2013 a 13:33 #

    Narratore e filosofo, oggi…sempre coerente con la commistione che hai con la natura: ne sei parte, cerchi di comprenderne l’anima. Anche l’anima della betulla, che accetta il proprio destino di morte, sotto i fiocchi di neve. E’ nella sua natura. Noi, solo noi, ci ribelliamo al fato…giusto? Sbagliato? Io ho la mia idea, e tu avrai la tua 🙂

    • massimolegnani 28 marzo 2013 a 16:17 #

      Forse parlando delle piante e’ piu’ facile dire di noi stessi o di chi ci sta intorno.
      🙂
      ml

  3. penna bianca 28 marzo 2013 a 18:23 #

    E’ strano, perché io invece ho sempre visto le betulle allegre. Eleganti e allegre. Saranno le loro foglie piccole e di un bel verde, sarà il tronco bianco. Se dovessi associarle ad uno strumento direi “maracas” (tanto per dire una stupidaggine in più 🙂 . Quello che invece dici di te io l’ho sempre percepito. Il fatto che il tuo lato femminile, la tua anima (in contrapposizione all’animus maschile) sia molto viva. Sulla domanda finale invece non saprei cosa risponderti.Ma un po’ così lo sono anch’io. E non ho detto incosciente 🙂

    • massimolegnani 29 marzo 2013 a 11:40 #

      forse dipende dagli occhi di chi le guarda, limpidi probabilmente i tuoi, un po’ più cupi i miei. 🙂
      ml

  4. germogliare 28 marzo 2013 a 21:04 #

    Le amo, molto. Ho provato a piantare un boschetto, 2 o 3 volte ma sempre sono morte e quando una, grande e quasi dritta si è salvata alle altre, lasciando io quella casa, i nuovi proprietari l’hanno tagliata. Ieri, girando in macchina ho visto un bosco di betulle, enormi alberi tra la neve, bianco su bianco. Leggendoti ora ho sorriso.

    • massimolegnani 29 marzo 2013 a 11:42 #

      eh, lì dove sei ora betulle in grande spolvero e quasi ancora inverno, deve essere davvero uno spettacolo.
      un sorriso a te,
      ml

      • germogliare 29 marzo 2013 a 14:44 #

        e oggi le vado a fotografare 😉

  5. Jihan 28 marzo 2013 a 23:31 #

    non sono affatto una betulla – non so stare in gruppo – però conosco Inverno, “come le betulle che invocano la neve e fiocco dopo fiocco si lasciano schiantare”. E’ così dolce morire silenziosamente sotto il Suo peso. Coscientemente, t’assicuro.
    E’ un brano di rara lucidità, in equilibrio tra dentro e fuori, un brano lungimirante, che non ammicca, non sottindende, parla chiaro. Anche a chi è una sparuta, solitaria, pianta.
    Bravo 🙂
    (ti bacio)

    • massimolegnani 29 marzo 2013 a 11:48 #

      sì, ho cercato un equilibrio tra dentro e fuori, farsi invadere dal fuori, proiettare nelle piante il dentro.
      ciao,
      ml
      (tu sei una pianta un poco anarchica! forse una liquidambra)

      🙂

  6. Claudiappì 29 marzo 2013 a 01:19 #

    Che meraviglia.
    Io le betulle non le ho mai viste, credo. E comunque non le riconoscerei. Mentre leggevo le tue parole, sono andata su Google e ho digitato “betulla”, perché volevo capire meglio il senso di tutto quello che stavo leggendo.
    Io vengo dalla macchia mediterranea, dai rovi, dai pini, dalle piante forti, ma forse somiglio molto di più a una betulla, a pensarci bene.

    • massimolegnani 29 marzo 2013 a 11:50 #

      la macchia mediterranea è affascinante, ha colori e profumi intensi, ma le betulle…le betulle sono la mia terra!
      ciao e grazie
      ml

      • gelsobianco 29 marzo 2013 a 19:14 #

        sì. le betulle sono la tua terra, ml.
        lo si sente molto dal tuo scritto. “Ho titubanze ed attrazioni per ciò che sempre ci spaventa, e dolcezze sfilacciate nello sguardo e nelle dita.”
        …e ti sorrido.

  7. gelsobianco 29 marzo 2013 a 05:46 #

    Io, betulla inconsueta, atipica, a cui non piace l’essere in gruppo, io, betulla, snella, che rimpiange il suo nord, che si tende sempre più dritta per toccare il cielo, io, betulla argentea, aspetto trepidante l’amato inverno, che mi dona una bianca frangia merlettata.:-)
    Io, pur sapendo che il gelo o il vento troppo impetuoso mi spezzeranno, attendo coscientemente il mio inverno, che mi accoglierà dolcemente, nella sua morbida coltre di neve, nella mia finale caduta.:-)
    “È questo che non capisco, so che son felici, eppure muoiono.”
    Tu comprendi perfettamente questo perche è in te, con un urlo, di felicità e terrore, stretto in gola, quella euforia mista a paura quando ti impegni sempre di più, curvo sul manubrio, a vincere una discesa folle che tu cerchi, per piegare a te anche l’estremo pericolo. “Come le betulle che invocano la neve e fiocco dopo fiocco si lasciano schiantare.”
    Quello che tu non capisci veramente è se vi è o non vi è coscienza nell’andare con gioia verso qualcosa che, prima o poi, farà pagare il prezzo più alto.
    Noi uomini oscilliamo in pensieri e “risposte” diversi.
    La natura segue il suo corso, la sua “naturalità”.
    Tu capti l’anima della natura perchè tu e la natura vi compenetrate, vi colmate. Tu sei nelle piante di cui scrivi.
    E’ questo tuo un brano davvero notevole, perfettamente orchestrato, con passaggi ben bilanciati tra il mondo di dentro ed il mondo di fuori.
    Tu sai parlare, in un modo molto vivo e profondo, al lettore con una chiarezza singolare.
    Riesci a far giungere ogni minimo particolare, visceralmente a me, betulla anomala.
    Grazie.:-)
    Ti sorrido
    gb

    • massimolegnani 29 marzo 2013 a 11:54 #

      ti ringrazio, gb, delle belle parole.
      io nella natura, piante, animali, rivedo l’uomo, i suoi comportamenti, gli umori, le bizze. 🙂
      un sorriso a te,
      ml

  8. the pellons' 29 marzo 2013 a 20:14 #

    Che bello, qui.

  9. invecedistelle 31 marzo 2013 a 14:48 #

    Ho letto con grande piacere questo scritto. Mi ha colpito la felicità preagonica che mi ricorda lo stato che sta per mutarsi nel suo opposto e per questo motivo lo si assapora fin nelle ossa e nel sangue. Complimenti.

    • massimolegnani 31 marzo 2013 a 16:18 #

      Si’, un sentimento che contiene in se’ il suo opposto
      Ti ringrazio
      Benvenuto
      ml

  10. edp 31 marzo 2013 a 19:16 #

    l’eleganza delle betulle alte, e noi piccolini con una punta, a incidere i nostri nomi sulla corteccia, erano nomi di ragazzini, nomi di innamorati acerbi. che bellezza.

    • massimolegnani 1 aprile 2013 a 09:27 #

      Eleganti, indubbiamente, le betulle, nel flettersi al vento, nello slanciarsi al cielo.
      Ciao, grazie
      ml

  11. luceombra76 3 aprile 2013 a 19:30 #

    Adoro le betulle in autunno, quando le loro foglie/campanello tintinnano nell’aria sempre più fredda, oro e argento, un’ultimo canto prima di dormire, grazie…un sorriso…

  12. tempodiverso 4 aprile 2013 a 20:57 #

    queste betulle le ho sempre amate, un brano bellissimo che si flette con la grazia dei loro rami verso quella domanda finale, le snelle piante sono il correlativo oggettivo dal quale si arriva anche alla risposta non detta, ma facilmente intuita per cui, estendo l’ignoranza dell’erba anche alle tue betulle.

  13. massimolegnani 4 aprile 2013 a 21:41 #

    Carichiamo l’erba, le betulle, di domande esistenziali, loro che ignorano ci rispondono con lo stesso esistere
    Ciao grazia
    ml

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