il senso inesistente per gli affari

15 Apr

 

 

 

                              

 

Spesso rasento l’idiozia, forse la oltrepasso, quando mi tocca fare acquisti e valutare sui due piedi la congruità di un prezzo. Non sto parlando della gestione di milioni, capitali in movimento, giochi di borsa, no, è la borsa della spesa che mi stende, lì non ho riferimenti che mi orientino, è un navigare a vista tra le bancarelle del mercato. Chiedo, m’informo e qualche volta mi va bene. A quanto le albicocche? Due euro, mi risponde. L’una? domando preoccupato. Una risata grassa mi assolve dai peccati. Ma poco più avanti “tre carciofi dieci euro” mi dice un verduriere meno incline a perdonare la mia stupidità. Cerco di riflettere, bè in effetti pesano i carciofi si fa presto a fare un chilo e poi sono difficili da raccogliere con tutte quelle spine, c’è un gran lavoro dietro, giusto che paghi. E pago.

Il risultato è che non mi mandano più per spese, mi è permesso solo il pane, lì non posso grandi danni. Esco per comprare poche zoccolette ma poi mi lascio tentare dalla pasta fresca, le torte di zucchine, i flan di spinaci, grissini, panzerotti verdi, due biscotti, mi dia anche un trancio di pizza e quella pagnotta alle noci, aggiunga quattro etti di paste di meliga e quel tortino al cioccolato. Compro, compro compulsivamente, e pago che manco in gioielleria ho mai speso queste cifre.

Così mi sono giocato anche il permesso per il pane. Non mi mandano per spese, ma a volte le spese bussano alla porta. L’arrotino ambulante si offre di molare lame forbici rasoi. Chissà quando capiterà di nuovo qui in paese, gli do tre coltelli senza filo. Dalla finestra lo guardo lavorare sulla strada, ha una  bicicletta sistemata su un grosso cavalletto, più pedala più gira la mola, e lui affila tra scintille e stridii. Dopo mezz’ora torna, lo tengo sulla porta che è un ceffo poco rassicurante. I tre coltelli scintillano come neanche da nuovi, cento euro, mi dice serafico aggiungendo che ora potrei sgozzare facilmente il mio vicino. Persino a me sembra un prezzo esorbitante, e poi il mio vicino non è così antipatico. Ma lui ha i coltelli dalla parte del manico, uno soprattutto, quello da macellaio che avevo comprato per affettare il prosciutto e mai c’ero riuscito che subito aveva perso il filo. Ora il filo ce l’ha, lo vedo luccicare, mi ci potrei fare la barba o lui, il ceffo, la festa a me.

Ho un guizzo d’orgoglio e mi metto a contrattare, cosa che odio e che non mi riesce tanto bene. Dopo un’estenuante trattativa in cui tento di giocare con le parole mentre il ceffo impassibile gioca con le lame, torno in possesso dei coltelli.

Sono soddisfatto, ho chiuso a novanta euro, quasi un successo. O no?

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33 Risposte to “il senso inesistente per gli affari”

  1. edp 15 aprile 2013 a 10:58 #

    L’altro giorno dal verduriere ho preso il numero e lui m’ha fatto saltar la fila, davanti a tutti. “devo essere carina” ho pensato quasi imbarazzata, con le signore che mi guardavano male e ho preso un milione di cose. A casa ne ho buttate la metà che erano marce forte, quasi tutte. Carina da spennare, ecco, e per una donna l’onta è ancora più grande. Massima solidarietà, però.

    • massimolegnani 15 aprile 2013 a 11:40 #

      Di me non pensano “carino” ma “da spennare” si’!!
      Affaristi nati, noi

      Ciao, 🙂
      ml

  2. tramedipensieri 15 aprile 2013 a 11:24 #

    In effetti mi sembra esagerata tale cifra per…affilare tre coltelli. Con quella cifra avresti potuto comprare un set completo di coltelli compreso il ceppo!
    Prezzo giusto? 20 euro ad abbondanza!

    No, guarda è meglio evitare di contrattare… 😦
    E con questo non voglio assolutamente dire che a me non mi sia capitato, eh…però insomma…

    ciao
    un sorriso
    .marta

    • massimolegnani 15 aprile 2013 a 11:43 #

      La stessa considerazione che ha fatto mia moglie, trattenendo a stento un “deficiente” d’accompagnamento.
      E avete ragione, per carita’, ma vedessi come affetto sottile lo speck ora!
      🙂
      ml

      • tramedipensieri 15 aprile 2013 a 11:47 #

        Beh…se questo è il risultato…. 😉

  3. bakanek0 15 aprile 2013 a 12:30 #

    Ah ah, Massimo 🙂 Del resto, non si può eccellere in tutto: o si sogna o si ha il senso del denaro! Io sono come te, e lascio affilare i coltelli a mio marito 😉

  4. massimolegnani 15 aprile 2013 a 12:59 #

    Eh, bak, tu sei avvantaggiata, io non ho un marito 🙂

    Un abbraccio
    ml

  5. infranotturna 15 aprile 2013 a 17:06 #

    cos’è la meliga?
    questo post è molto ansiogeno. Mi spiace per quelle persone in bilico fra l’arrabattarsi e la disonestà. Ed è meglio essere buoni anche se non è di moda che imbroglioni che invece è molto di moda.
    baci

    • massimolegnani 15 aprile 2013 a 22:17 #

      Ma io non sono buono, sono tonto!!
      La meliga in canavese e’ la farina di mais

      Ciao,
      ml

  6. the pellons' 15 aprile 2013 a 21:14 #

    Io contratto peggio di un turco. Se è il caso. Sia chiaro. Poco tempo fa ho portato delle perle da poche lire a infilare. Me le ha portate il dr dal Bangladesh, io come sempre non chiedo i prezzi, e l’orefice (non di classe) mi propone una chiusurina a palletta che io intendo d’acciaio, e penso bene, non costerà molto. Cretina che sono, non chiedo. Vado a ritirarle, e mi sorride: 190 euro. Io sbianco, nel vero senso della parola. E’ stato così gentile che mi ha cambiato la chiusura con una in argento, 40 euro che già eran troppi. Io non ci penso mai, vivo leggera, e poi finisco sempre in orrendo rosso sul conto. E dire che a me piace il blu.

    • massimolegnani 15 aprile 2013 a 22:31 #

      Eheh noi spensierati ci fanno atterrare sempre bruscamente 🙂
      ciao
      ml

  7. invecedistelle 15 aprile 2013 a 21:55 #

    Proprio oggi facevo il calcolo micidiale di quanto mi costano le cialde di caffè: circa 650 euro l’anno tra me e il caro congiunto. Con la stessa cifra farei caffè per una mensa aziendale al completo. Perchè il nostro problema, nostro nel senso di chi bada poco al risparmio, è che certe consapevolezze arrivano come vere batoste sulla considerazione di sè e del proprio buon senso. Considerando che ci tocca accoppiarci con gente avara, non è che facciamo una gran bella vita…

  8. penna bianca 15 aprile 2013 a 22:42 #

    Ah, non venire ad imparare da me. Io sono un’ affarista mai nata. Comunque, non vorrei rigirare il coltello nella piaga ma cento euro mi sembrano uno sproposito anche a me. 🙂 ciao,

    • massimolegnani 15 aprile 2013 a 23:05 #

      Gia’ ma intanto lo rigiri il coltello nella mia piaga, ed e’ proprio quello appena affilato, PennaCrudele 🙂
      Sorrido eh
      ml

  9. gelsobianco 16 aprile 2013 a 00:51 #

    “Non sto parlando della gestione di milioni, capitali in movimento, giochi di borsa, no, è la borsa della spesa che mi stende, lì non ho riferimenti che mi orientino,”
    Perchè tu hai riferimenti giusti per i giochi di borsa adesso, in questo periodo? 😉
    Tu sei da colticare allora!:-)
    Tu pensi sia un successo aver chiuso a novanta euro?
    Beh, non aggiungo altro!
    Non vorrei rigirare anche io il coltello nella piaga, un coltello ben affilato!
    Io sono come te, poi!
    E non ho nè moglie nè marito!
    Mi faccio spennare sempre e detesto il contrattare poichè non sono in grado di farlo.
    Ti sorrido, ml. Ti sorrido.
    gb
    Consolati! Sai scrivere! 🙂

    • massimolegnani 16 aprile 2013 a 18:12 #

      Grazie, gb. E’ vero per tirare sul prezzo bisogna esserci nati e noi non
      🙂
      Quanto ai giochi in borsa…stendiamo un velo!
      Ciao
      Un sorriso
      ml

  10. Narcoticum Chaconne 16 aprile 2013 a 20:46 #

    Com’è che io l’arrotino l’ho sempre ascoltato ma non l’ho mai visto?

  11. massimolegnani 16 aprile 2013 a 21:49 #

    Forse perche’ quel suono stridente ossessivo, un po’ minaccioso, ti ha tenuto lontana dalla conoscenza.
    Ciao
    ml

    • tempodiverso 17 aprile 2013 a 11:35 #

      🙂 🙂 🙂
      l’eccesso di accortezza non si addice ai creativi!

      • massimolegnani 17 aprile 2013 a 17:20 #

        L’eccesso, Grazia? Non ho nemmeno il minimo sondacale di accortezza 🙂
        ml

    • Narcoticum Chaconne 19 aprile 2013 a 18:04 #

      La cadenza meccanica ed attrattiva, la rassicurazione nella ripetizione di un fatto sempre identico, la proposta di aiuto, la promessa di un ritorno certo, la disponibilità ad occuparsi dell’ oggetto rotto, la riparazione… forse anche questo mi ha tenuta lontana dalla conoscenza.

  12. ellaneivicolipersa 17 aprile 2013 a 18:10 #

    Io mi faccio cogliere dal panico sul peso comparato al prezzo. I biscotti spesso mi fanno soffrire per questo. Tipo: offerta mulino bianco (magari dentro trovo Banderas) costa tot, peròòòò l’altro pacco costa dippiù ma ci sono più biscotti. Qual’è la confezione giusta?
    La confezione giusta è sempre quella che trovi nell’altro market, quando già hai fatto la scorta inutile, e trovi prezzo stracciato a quantità illimitata. E io soffro.

    • massimolegnani 17 aprile 2013 a 20:40 #

      L’unica e’ fregarsene di superofferte, supposte convenienze, sbandierati vantaggi (tutti con il rovescio della medaglia) e prendere cio’ che a pelle piace.
      Ciao
      ml

  13. Badev 18 aprile 2013 a 10:37 #

    Intanto aver interagito con un arrotino “porta a porta” nel 2013 non ha prezzo, perchè tra i mestieri dimenticati è uno dei più poetici. Poi se il lavoro è fatto bene durerà, ammortizzerai questi 90 euro nei prossimi 90 anni. Storie del Canavese, queste! 😉 Sei quasi calviniano (nel senso di Italo).

  14. massimolegnani 18 aprile 2013 a 11:12 #

    Il piacere che mi fai!
    Hai trovato un’altra chiave di lettura, rurale, antieconomica, solida.
    E poi, detto fra noi, anch’io penso che questa lama ripaghera’ nel tempo il prezzo 🙂
    Ciao
    ml

  15. gelsobianco 19 aprile 2013 a 02:02 #

    E’ strano, molto strano.
    L’arrotino passa ancora in qualche città, in macchina, con un megafono ed urla le sue qualifiche.
    Ho colto io le sue parole!
    Si ferma di porta in porta.
    Nessuno lo vuole! 😉
    gb

    • gelsobianco 19 aprile 2013 a 02:17 #

      E’ un OT forse ciò che ho scritto.
      Mi è sorta spontanea, immediata questa riflessione.
      L’ho postata!
      Un sorriso per te, ml, e per tutti i tuoi ospiti.
      gb

      • massimolegnani 19 aprile 2013 a 12:37 #

        che cos’è un OT?

      • gelsobianco 19 aprile 2013 a 15:00 #

        OT off-topic (fuori tema)

        un sorriso non lo è mai!
        gb

  16. massimolegnani 19 aprile 2013 a 16:12 #

    Ah!
    Non ci sarei mai arrivato
    🙂
    ml

  17. 59miresol 11 maggio 2013 a 17:08 #

    Anche a me capita spesso di farmi fregare nei piccoli acquisti e manco me ne accorgo, mentre sono prudente in quelli più consistenti, solo che vivendo da sola, ho mantenuto certi permessi 🙂 Il dover dubitare sempre degli altri, il controllare, il diffidare o il contrattare caparbiamente mi farebbero sentire come in una cappa, in una prigione, conservo la mia svagatezza quasi come una forma di libertà (che certo in una situazione economica precaria non potrei permettermi). Mi sembra che ci sia qualcosa di simile anche nel tuo atteggiamento, come se lo sguardo sulle cose che vedi, l’incanto che a volte poi rendi attraverso i tuoi testi, sottraessero qualcosa al tuo senso pratico. Anche se ti rammarichi, qs in fondo tu lo sai; ci sono dei difetti in noi che detestiamo, altri che in qualche modo ci sono simpatici, li sentiamo come parte di noi, anche se chi ci sta intorno non condivide.

    • massimolegnani 11 maggio 2013 a 21:55 #

      Cosa aggiungere? E’ che mi ci rivedo in pieno nella mancanza di senso pratico. E condivido quello che dici sull’atteggiamento benevolo che riserviamo ad alcuni dei nostri difetti. A me questo di difetto sta proprio simpatico.
      Ciao
      Bentornata
      ml

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