phare à l’huile (100)

4 Mag

Una fortuna questo lavoro, unici impegni rabboccare l’olio nel sifone di mattina a faro spento, regolare l’altezza della fiamma a sera. Emozionante essere luce e rotta nella notte, io silenzioso tra i due santi chiassosi di Provenza, Tropez e Maxim.

Qui dipingo molto, ma unicamente bianco sulla tela, segrete pennellate a fare immagini che distinguo solo io. Poi scendo tra gli scogli a guardare i granchi, conto i loro contropassi fino a cento, ognuno un pensiero a ritroso che oltrepassa la memoria. Salmone di me stesso, risalgo fino alla sorgente della follia, ma giunto lì sempre mi perdo.

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27 Risposte to “phare à l’huile (100)”

  1. bakanek0 4 maggio 2013 a 10:25 #

    Bravo, Massimo…l’atmosfera che hai creato, con poche pennellate di parole poetiche, è sospesa, fuori dal mondo, malinconicamente inquietante. Solitudine pacata, di anima che si perde quando è lei, col suo piccolo, prezioso lavoro quotidiano, a indicare la direzione…

    • massimolegnani 4 maggio 2013 a 10:47 #

      Guarda bak come a volte si innesca la fantasia: studiavo su una dettagliatissima cartina della Michelin un percorso per un possibile viaggio in bici e l’occhio mi è caduto sulla segnalazione di un faro a olio nel golfo di saint.tropez!
      ciao
      e grazie
      ml

      • tramedipensieri 4 maggio 2013 a 11:19 #

        …essere luce e rotta…risalire la corrente e

        .perdersi

  2. deorgreine 4 maggio 2013 a 11:31 #

    Mi sarebbe sempre piaciuto abitare in un faro.

    • massimolegnani 4 maggio 2013 a 12:26 #

      Quello che mi sono detto anch’io e ho immaginato un’esistenza ritirata e un poco folle
      🙂
      ml

      • deorgreine 4 maggio 2013 a 19:41 #

        sì… io l’ho immaginata a tal punto che poi mi sono messa a viverla, ma mi manca tutt’ora un faro.

  3. massimolegnani 4 maggio 2013 a 12:24 #

    A trame: si’ perdersi e ritrovarsi
    Ciao
    grazie
    ml

  4. edp 4 maggio 2013 a 13:12 #

    ho in mente un piccolo faro, sulla punta più a sud dell’isola greca di lefkas. e ci sarei rimasta anche io, con solo una vespa, i miei libri, una persona e qualche amico che va e viene. E tzatziki come se piovesse.

    • massimolegnani 5 maggio 2013 a 09:10 #

      Questa e’ poco piu’ di uno scoglio, con la vespa faresti solo il girotondo al faro 🙂
      ml

  5. germogliare 4 maggio 2013 a 15:06 #

    tu non ti perdi, c’hai il faro ad indicarti la strada. buonviaggio

  6. the pellons' 5 maggio 2013 a 20:51 #

    Bello esser fari, per gli altri. Solo che non si riesce ad illuminare la propria, di rotta.

    • massimolegnani 6 maggio 2013 a 11:15 #

      più che un faro ci vorrebbe un caschetto da minatori con pila incorporata 🙂

  7. penna bianca 5 maggio 2013 a 23:21 #

    Bella questa intuizione letteraria, il faro ad olio, la metafora.Però non ci vivrei. La solitudine mi piace e stare con me stessa non mi spaventa ma il troppo stroppia 🙂

    • massimolegnani 6 maggio 2013 a 11:16 #

      eheh, sono d’accordo, Pennetta. infatti mi sono immedesimato in un tipo mica tutto finito!
      ciao
      ml

  8. ammennicolidipensiero 6 maggio 2013 a 12:53 #

    che curioso parallelo, questi cento passi di granchi proprio a ridosso dei 35 anni di memoria di “quei” cento passi di cinisi…

    • massimolegnani 6 maggio 2013 a 22:03 #

      A dir la verita’ quei 100 passi dei granchi sono una contorta allusione a componimenti, come questo, di 100 parole, in inglese drabble, che per assonanza richiama il granchio, crabble.
      ml

      • ammennicolidipensiero 6 maggio 2013 a 23:51 #

        chapeau! non l’avrei mai immaginato. con la codina fra le gambe, mi carico in bisaccia l’esser stato esegeta apocrifo per il tempo d’un commento e riprendo la strada illuminato dal faro.

  9. Badev 6 maggio 2013 a 16:41 #

    A me quel faro lì va benissimo, ma solo se ha l’ascensore. Poetic!

  10. gelsobianco 9 maggio 2013 a 22:55 #

    Un faro ha un suo fascino tutto particolare!
    Io, in questo faro ad olio, scorgo una istintiva immedesimazione di ml in un artista che si isola per dipingere, segretamente, tele, che non sono apprezzate da alcuno, ha ricordi ossessivi e finisce nella follia.
    ml coglie, però, anche la “fortuna” di quel lavoro che riesce a far funzionare il faro e si emoziona nell’ “essere luce e rotta nella notte”.
    Tutto è, naturalmente, in chiave fantasiosa in questo “dabbre” molto poetico.:-)
    In un faro ci si può perdere, ci si può ritrovare.

    Sai decisamente entrare nelle ore a rovescio, caro ml!
    Un sorriso” luminoso”
    gb

  11. massimolegnani 10 maggio 2013 a 10:48 #

    in effetti avevo immaginato che uno come van gogh con tutto il suo carico di follia e di universale incomprensione per la sua pittura su quell’isolotto ci sarebbe stato bene.
    grazie,
    ml

    • gelsobianco 11 maggio 2013 a 01:18 #

      “… Guardare le stelle mi fa sempre sognare, così come lo fanno i puntini neri che rappresentano le città e villaggi su una cartina. Perché, mi chiedo, i puntini luminosi del cielo non possono essere accessibili come quelli sulla cartina della Francia?”
      Vincent Van Gogh rivolgeva queste parole al fratello Theo in una lettera.
      ed io penso alle notti stellate che il grande artista avrebbe potuto dipingere stando in quel faro!
      e ricordo l’importanza delle stelle nelle sue opere.
      grazie a te, ml
      gb

      • gelsobianco 11 maggio 2013 a 02:35 #

        e, poi, ricordo queste tue parole, ml, scritte nel blog di penna bianca
        “…i viaggi per me iniziano sempre da una cartina.”
        e ti sorrido
        gb

      • massimolegnani 11 maggio 2013 a 10:45 #

        la citazione di van gogh cade a pennello, completa il cerchio di un mio percorso mentale
        grazie
        ml

      • gelsobianco 12 maggio 2013 a 01:01 #

        per me leggere è, soprattutto, il tentativo di captare chi scrive!
        per questo leggo e rileggo e leggo ancora e rileggo e…

        il tuo “cade a pennello”, riferito ad una citazione di Van Gogh, è davvero “notevole”! 🙂

        un sorriso divertito

        grazie a te
        mi ha fatto piacere ciò che hai scritto.
        gb

  12. massimolegnani 12 maggio 2013 a 10:10 #

    🙂

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