la disciplina del bagaglio

18 Mag

zainetto3

 

 

Da quando uso la bicicletta da corsa anche per i grandi viaggi (bè, grandi, è tutto relativo) sono costretto a limitare drasticamente il carico. Ho un piccolo supporto a sbalzo sulla ruota posteriore che tollera appena i pochi chili di uno zainetto stipatissimo. Così oggi a pochi giorno dalla partenza, sparpaglio sopra un letto tutto ciò che penso potrà servirmi in viaggio, indumenti, scarpe, piccola farmacia, oggetti vari. Li sparpaglio e prendo tempo perche’ dovrò fare scelte difficili. Guardo la roba sparsa, guardo lo zainetto, capisco che tutta non ci entrerà mai, una mostruosa sproporzione feto-pelvica, e qui non c’è cesareo che  risolva.

Diventa subito un’impresa separare il necessario dal superfluo, che tutto sembra indispensabile. Più proseguo nella cernita e più si sposta a destra la lancetta che divide le due categorie. Via camicie e maglie per la sera, basteranno una maglietta e un micropile da bici, via la schiuma da barba, via il rasoio, per non parlar del dopobarba, nemmeno il deodorante trova posto e pazienza per i vicini di tavolo a cena, tolgo la tecnologia, niente i-pad, via anche l’i-pod, la musica me la canterò in testa e un foglio e una matita saranno sufficienti se mi prende il ghiribizzo di scrivere, rinuncio al libro troppo spesso, al massimo un piccolo Sellerio o un mini-Adelphi. La tavoletta di cioccolato, le merendine, le bibite energetiche vengono sostituite da poche barrette ricostituenti e due borracce d’acqua con qualche compressa di sali minerali.

A mano a mano che l’operazione procede, mi accorgo che la semplice scelta delle cose da portare prende i connotati di una disciplina mentale. È una nuova filosofia dell’essere questo adeguarmi al minimo bisogno, è un rivedere la graduatoria di ciò che vale veramente, così la protezione dal freddo prevale  sullo stare comodo la sera, una camera d’aria di scorta viene prima delle sigarette, la crema emolliente batte a mani basse la boccetta del profumo e l’occhio nudo e la memoria sconfiggono la camera digitale.

In pochi giorni rielaboro i concetti di superfluo, di necessario, d’indispensabile, mi spoglio di desideri che sembravano impellenti e che si fanno futili, altri ne assimilo più prosaici ma adatti alla bisogna. E mi avvicino al viaggio divenendo io stesso più leggero. Tra poco sarò pronto.

photo by c.calati

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28 Risposte to “la disciplina del bagaglio”

  1. Nerina 18 maggio 2013 a 22:57 #

    (in un certo senso, devastante e insostenibile leggerezza).

  2. tramedipensieri 19 maggio 2013 a 08:04 #

    Ma dico…proprio in bicicletta, eh…. 😉

    Buonecose
    .marta

    • massimolegnani 19 maggio 2013 a 08:24 #

      In che altro modo, senno’?
      🙂
      Ciao
      ml

      • tramedipensieri 19 maggio 2013 a 08:25 #

        Stavo pensando…e uno zaino in spalla, anche?
        Così puoi portare anche la tua coperta preferita, no? 😉

  3. the pellons' 19 maggio 2013 a 08:58 #

    Capisco benissimo anche se non viaggio in bici, perchè non sopporto l’assenza di essenzialità nel viaggio. In questa essenza, però caro collega, trovo fondamentale il signor iPad, che mi fa leggere, scrivere e ascoltar musica tutto nello stesso oggetto. Anche far foto, se vogliamo. Piuttosto un maglione lo lego sul culo, per portarlo. Dunque, e comunque, buin viaggio.

    • massimolegnani 19 maggio 2013 a 10:07 #

      grazie pel,
      arrivare all’essenziale prevede rinunce ma gratifica. e tra le rinunce anche il contatto col mondo tranne un cellulare d’emergenza.
      (il culo è già occupate dai tasconi zeppi zeppi della maglia :-))

  4. penna bianca 19 maggio 2013 a 09:26 #

    Meglio di così non potevi raccontarlo. E’ un esercizio impegnativo saper arrivare all’essenziale. Quando si va a camminare in montagna più o meno si ragiona allo stesso modo. E vedere quella bici pronta per un viaggio mi ha fatto venire un po’ di nostalgia (hai letto un mio vecchio post intitolato”il carrellino”?) . Buon viaggio di cuore ovunque ti porti il tuo fedele destriero.

    • massimolegnani 19 maggio 2013 a 10:09 #

      sì, in montagna è uguale, non solo per il carico, anche per la dimensione mentale e la lenta fatica.
      un bacio a te
      ml
      (leggerò il carrellino)

  5. massimolegnani 19 maggio 2013 a 10:12 #

    A trame: lo zaino in spalla sbilancia in curva e in salita, questione di baricentro troppo alto
    🙂

  6. edp 19 maggio 2013 a 10:16 #

    In questi ultimi anni ho alternato viaggi in vespa a viaggi a piedi, quasi sempre lunghissimi, bagagli per un mese, un solo cambio, una maglia pesante, strati. Spesso mi è capitato di lasciare delle cose durante il percorso, per fare spazio ad altre di nuove. Accorgersi di aver bisogno soltanto di poco credo sia la libertà totale, via gli orpelli, le scelte superflue, questo c’è e questo uso. Libri e macchina fotografica e smalto per le unghie li porto sempre come me, sempre. E poi godere delle piccolissime frivolezze irrinunciabili, guai a togliermi lo smalto.

    • massimolegnani 19 maggio 2013 a 14:12 #

      Edip, condivido tutto, anche cio’ su cui dissento 🙂 perche’ hai l’entusiasmo che mi piace.
      ml

  7. bakanek0 19 maggio 2013 a 12:17 #

    Gita in bicicletta e scelta pensata del bagaglio che, via via, diventa sempre più leggero. Anche la rinuncia al superfluo diventa sempre più leggera; bella metafora della vita 🙂

  8. massimolegnani 19 maggio 2013 a 14:14 #

    Io e te, bak, viviamo di metafore
    🙂
    ml

  9. elisabettapendola 19 maggio 2013 a 21:37 #

    io mi ammazzo in bicicletta ogni giorno

  10. germogliare 20 maggio 2013 a 03:40 #

    buon viaggio! fai scorta solo di essenze…

    • massimolegnani 20 maggio 2013 a 09:26 #

      “essenza”, che bella parola, piena di richiami e significati!
      ciao
      ml

  11. ammennicolidipensiero 20 maggio 2013 a 10:03 #

    è una ricerca di essenzialità che un po’ invidio, in certi momenti mi sento di un pesante e di un sovraccarico di oggetti che la metà, anzi anche di meno, basterebbe. e, nello specifico, a volte vorrei riuscire ad essere così leggero quando parto in bicicletta e invece ultimamente ogni volta prevale il pensiero che ai bimbi potrebbe servire questo o quello.
    umpf. c’è da lavorare, ma non perdo di vista l’obiettivo.
    (p.s. in ogni caso, buon viaggio)

  12. massimolegnani 20 maggio 2013 a 12:37 #

    In questo caso i figli sono tenero piombo.
    Ciao e grazie
    ml

  13. gelsobianco 20 maggio 2013 a 18:49 #

    libero viaggia
    la musica in te ascolta
    l’armonia insegui
    (haiku di gb)

    Buon viaggio, con questi miei tre versi, caro ml.
    Buon viaggio di cuore.
    Ti sorrido
    gb
    Ho visto che porti con te “La cagnetta” di Vasilij Grossman!:-)

  14. Claudiappì 20 maggio 2013 a 23:29 #

    Io già so che non ci riuscirei mai, al massimo attacco un carrello alla bici e mi porto tutto il necessario, cioè, il superfluo, insomma…ecco.

    • massimolegnani 21 maggio 2013 a 10:21 #

      eheh, è questione di testa, a qualcuno non basterebbe un TIR
      🙂
      ciao
      ml

  15. mitedora 27 maggio 2013 a 09:28 #

    Un rendi_conto d’essenza. Che non è assenza, ma ciò che nel, e, col tempo impariamo a sbrogliare. E, dentro, riusciamo a vedere e sentire. Meglio e di meglio. Un fertile spazio.

    • massimolegnani 27 maggio 2013 a 21:38 #

      Sono d’accordo con te: la ricerca dell’essenza e’ un fertile spazio.
      Ciao
      ml

  16. monika santi 30 maggio 2013 a 11:28 #

    ottimizzare un bagaglio è ottimizzare se stessi
    laddove la ricerca siano l’essenza e la disciplina.
    ti avvicini al pensiero orientale ed è cosa interessantissima.

    • massimolegnani 30 maggio 2013 a 21:30 #

      La cosa straordinaria, poi, e’ scoprire che, nel momento del bisogno, in quel poco hai tutto quello che ti occorre per proteggerti dal freddo e dalla neve!
      ciao
      ml

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