e perchè non il ragno? **

7 Giu

Fredirik Pappel, un pensatore tedesco della prima metà del novecento emigrato negli Stati Uniti, sostiene in un interessante libricino capitatomi per caso tra le mani che tutte le religioni, indistintamente, sono destinate a un declino irreversibile perché non hanno adeguato il concetto di Dio all’evolversi della società mondiale. Per Pappel Dio dovrebbe avere un significato puramente simbolico, una sorta, dice, di presidente onorario di una grande organizzazione internazionale con funzioni esclusivamente rappresentative, una specie di ambasciatore delle migliori qualità del mondo. Afferma, non senza una punta di polemica, che bisognerebbe recuperare l’antica religione egizia che identificava Dio nel toro e nel gatto, intuizione, a suo dire, complessivamente corretta, ma errata nella scelta degli animali-simbolo. E conclude la sua provocazione con una frase che più che una domanda è un suggerimento: “e perché non il ragno?”

Incuriosito sono andato a consultare un altro autore, citato da Pappel nella bibliografia: Alain Marfàn, La perfezione del ragno.

Lo sapevate che il ragno segue uno schema universale nella preparazione della ragnatela, inalterato da millenni? Ho poi scoperto, leggendo lo studioso, che ogni sottospecie ha una sua peculiarità nella costruzione della tela, tanto che un esperto dall’esame dei più fini intrecci è in grado di identificare il suo autore. E pare che all’interno di ogni sottospecie ciascun singolo ragno elabori un disegno con qualche minima variante, sempre la stessa per quel ragno e solo sua, vera firma d’artista.

Così da qualche giorno scruto con occhi diversi gli angoli bui, tra parete e soffitto, dove si annida questo piccolo dio. Salgo su una scala con una torcia e osservo da vicino la sua opera, come fosse una lettura sacra. In un lieve stordimento mi prende una nuova devozione e abbarbicato sulla scala rispondo a Pappel: sì, il ragno, forse.

** ogni riferimento a pensatori e ragni realmente esistiti è puramente casuale. Forse!

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35 Risposte to “e perchè non il ragno? **”

  1. tramedipensieri 7 giugno 2013 a 09:05 #

    “che tutte le religioni, indistintamente, sono destinate a un declino irreversibile perché non hanno adeguato il concetto di Dio all’ evolversi della società mondiale…”..

    che dio l’ascolti!
    …mi sa che sono le religioni che han contribuito alla regressione della società mondiale

    La tela come identificazione; come l’impronta dei polpastrelli…ragni fantastici!
    😉

    buona giornata
    .marta

    • massimolegnani 7 giugno 2013 a 15:59 #

      Diciamo che tra ironia e scherzo ho infilato anche qualcosa di cui sono convinto.
      Ciao .marta
      ml

  2. edp 7 giugno 2013 a 09:27 #

    Se è così però, se dovessimo cambiare, poi il ragno fa venire i complessi di inferiorità a questo dio qui che ci siamo scelti. E guarda che poi, gestire un dio con il complesso di inferiorità è un casino.

  3. Nerina 7 giugno 2013 a 09:49 #

    la bellezza di Dio è il suo silenzio, nel quale tutto parla. A Dio, io credo, non si fa alcuna domanda. Si ascolta e si sta, nella sua Grazia, quando si è nell’incontro. Bellissimo racconto, coraggioso. Quasi nessuno di quelli che scrivono ha mai il coraggio di dire la parola Dio.

    • massimolegnani 7 giugno 2013 a 16:04 #

      Pero’ non prendermi troppo sul serio, Nerina, io giocavo a fare l’intellettuale che non sono
      🙂
      ml

      • Nerina 7 giugno 2013 a 23:28 #

        (Peccato tu giocassi ;-)–

      • massimolegnani 8 giugno 2013 a 10:21 #

        Nerina, Anche giocando si possono dire cose quasi serie. 🙂 ml

        > Date: Fri, 7 Jun 2013 21:28:04 +0000 > To: agilulfo_@hotmail.it >

  4. Nerina 7 giugno 2013 a 09:51 #

    (comunque la si usi, è impronunciabile)–

  5. ammennicolidipensiero 7 giugno 2013 a 12:30 #

    sarà formazione, o deformazione professionale, o istinto o curiosità, ma io in questo labile confine tra scienza e filosofia, tra matematica e natura, tra scienza e fede mi perdo ed immergo sempre dentro con una facilità tale che alla fine chi mi sta intorno lo capisce subito, come un bimbo con le faccia imbrattata di nutella che fischietta facendo finta di nulla. “scrivine ancora, sam!”.

    • massimolegnani 7 giugno 2013 a 16:07 #

      Ammen, dall’incipit del tuo commento credevo dicessi che eri andato a verificare le mie fonti, senza trovarle! Che’ appunto, non esistono.
      🙂
      ml

      • ammennicolidipensiero 7 giugno 2013 a 16:12 #

        certo! ovviamente sono andato: per un attimo ho anche sperato che fredrik pappel e alain marfan esistessero veramente 😀 (ma i due asterischi erano serviti per mettermi all’erta, tranquillo, non ci sono rimasto male)

  6. stileminimo 7 giugno 2013 a 15:13 #

    il ragno è una cosa a sè, come tutte le cose lo sono e così insieme formano un mucchio di cose a sè, che possono anche essere dio.

    • massimolegnani 7 giugno 2013 a 16:14 #

      Il ragno e’ perfezione e monotonia, una specie di penelope che fa e disfa ( o gli disfano) di continuo la tela.
      Potrebbe essere Dio, oppure e’ Dio che essendo in ogni cosa e’ anche ragno.
      Ciao
      ml

      • stileminimo 7 giugno 2013 a 16:26 #

        la seconda che hai detto, per me.

  7. massimolegnani 7 giugno 2013 a 16:22 #

    Marfan a dir la verita’ esiste, era un medico che ha dato il suo nome a una forma di gigantismo…la “aracnodattilia” cioe’ dita da ragno, cosi’ restiamo in tema

    • ammennicolidipensiero 7 giugno 2013 a 16:27 #

      questa è arte. quel particolare che non t’aspetti.
      (associazione di idee: hai letto lo strano caso del dottor galvan di pennac?)

      • massimolegnani 7 giugno 2013 a 16:32 #

        Arte o “giocare sporco” perche’ il lettore se non e’ medico non puo’ sapere di Marfan
        Ciao
        ( no, non ho letto Pennac)

      • ammennicolidipensiero 7 giugno 2013 a 16:38 #

        (stra-stra-consiglio. si legge in due orette scarse)

  8. penna bianca 7 giugno 2013 a 18:04 #

    Dunque, a me le tele dei ragni sono sempre piaciute. Mi sembrano davvero un’opera d’arte. Però, non so se siano dello stesso parere le falene che ci cascano dentro. Ho abbassato il livello?

    • massimolegnani 7 giugno 2013 a 19:18 #

      No, sei perfetta!
      E poi le farfalline notturne un po’ se lo meritano, cosi’ antipatiche
      🙂
      ml

  9. the pellons' 7 giugno 2013 a 20:16 #

    Intanto, ecco, perchè Marfan a me fa venire in mente Paganini, per dire. Poi, mi hai i teressato anche se odio i ragni completamente. Specie da quello enorme e peloso che bussò alla mia porta in Bangladesh. E sulla religione, mi trovo d’accordo, con te e Spinoza.

  10. massimolegnani 8 giugno 2013 a 10:26 #

    Oddio di spinoza non ricordo una cippa, devo studiarlo?
    🙂
    Ciao
    ml

  11. bakanek0 8 giugno 2013 a 10:54 #

    Il ragno, con il suo schema universale nel costruire la ragnatela, rispetta la proporzione divina o numero aureo, la costante matematica che si ritrova come misura, simbolo di perfezione, per ogni cosa in natura… perdona la trivialità, caro Massimo, ma…questo tuo articolo…che figata!!!

    • gelsobianco 9 giugno 2013 a 02:27 #

      Eh, Sì, Bak, come hai ragione!:-)
      gb
      Mi sono permessa interagire direttamente con Bak, ml!
      Grazie!
      Avrei voluto anche parlare direttamente con Nerina per il suo intervento molto bello del 7 giugno 2013 a 09:49 #!

    • massimolegnani 10 giugno 2013 a 09:36 #

      grazie bak
      apprezzo molto la sintesi finale nel tuo commento
      🙂
      ml

  12. germanadaloisio 8 giugno 2013 a 18:24 #

    e pensare che ci avevo creduto,
    all’esistenza di Fredirik Pappel e Alain Marfain!!…però i ragni e le loro opere d’arte portano fortuna si dice -forse quelli grossi e pelosi un po’ meno- ;-))

    • massimolegnani 10 giugno 2013 a 13:29 #

      In effetti Pappel e Marfan gli mancava poco per essere veri 🙂
      ml

  13. gelsobianco 9 giugno 2013 a 01:21 #

    “e perché non il ragno?”
    Come ha ragione il grande pensatore Fredirik Pappel!
    I tedeschi, su che cosa non hanno dato il loro contributo importante? Anche “La perfezione del ragno” di Alain Marfàn (Alain Marfàn non Antoine Marfan) è da leggere!
    Ogni ragno mette la sua vera firma di artista ad ogni sua, solo sua, ragnatela.
    Tu metti la tua firma di artista ad questo tuo incredibile, coraggioso scritto, che, “scherzando”, “giocando”, tratta l’Argomento per eccellenza, Dio, svelando molti tuoi pensieri profondi.
    E su Dio io resto in silenzio.
    Posso venire, ml, sulla stessa tua scala, a scrutare l’opera di ogni singolo dio, “come fosse una lettura sacra” e a dire, in uno stordimento simile al tuo, a Pappel: “sì, il ragno, forse.”
    Io aggiungerei un altro mio “forse!”.

    Grazie, ml.
    Hai fatto sorgere spontaneo e vivo lo stupore in me!
    Ti sorrido
    gb

    • massimolegnani 10 giugno 2013 a 09:39 #

      grazie gb,
      accomodati sulla scala e stupiamoci insieme della perfezione dei ragni
      🙂
      ml

  14. monika santi 9 giugno 2013 a 17:19 #

    ci sarebbe da fare i conti col fatto che il ragno fa schifo a un sacco di gente.
    certo se però ti tesse bene attorno …… 🙂
    mi piace questa cosa che quando non fluisci col racconto, punzecchi col pensiero.

  15. Claudiappì 10 giugno 2013 a 23:29 #

    Adesso guarderò i ragni sotto un’altra ottica, chissà che questa visione non mi faccia uscire dal mio perenne ateismo 😉

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