cinciallegre

13 Giu
photo by B. de Vito

photo by B. de Vito

 

Appollaiato come un merlo sulla staccionata, Camillo scruta il cielo e intanto presta l’orecchio al cicaleccio delle donne, un gruppetto che vocia a pochi metri da lui. Api sui fiori il loro sottofondo, pensa, un brusio che è bello lasciare indecifrato.

Una risata cristallina come un cinguettio allegro gli fa cambiare improvvisamente la metafora, forse perché nello stesso momento ha visto alcune cince radunarsi tra i rami del castagno. Camillo le osserva, più che posarsi le cince si aggrappano ai rami da sotto, stanno lì capovolte in una posa che gli sembra alquanto scomoda ma che lui trova molto femminile. Torna ad ascoltar le donne, continuando a guardare altrove e aspettando forse l’occasione giusta per inserirsi nei loro discorsi. Sono frasi che s’intrecciano, punzecchiature reciproche, piccole malignità, slanci d’affetto, tutto mescolato o sovrapposto secondo un filo che solo loro sanno logico. E sono gradevoli nella loro frenesia di parole, nelle risa acute, nei brevi bronci, negl’improvvisi abbracci, quasi avessero, di tutto questo, grandi arretrati da smaltire. Chissà da dove vengono, si chiede, ma coglie cadenze differenti che non aiutano a scoprire un’origine comune. L’unica sarebbe chiederglielo, ma lui ancora aspetta che accada non si sa che cosa.

Intanto le cince sono volate via e anche le donne, quando finalmente si decide a voltarsi verso di loro, si stanno allontanando sparpagliate sulla strada, una piccola truppa sgangherata e bella.

Camillo scruta il cielo e si dà del fesso, o meglio del fesso immagina glielo daranno al bar se qualcuno lo ha visto, che manco una parola ha rivolto a quelle cinciallegre. Ma lui non ha fretta, il paese è piccolo, i luoghi da frequentare pochi. Ci sarà un’altra occasione d’incontrarle, si dice, ma non è molto convinto.

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24 Risposte to “cinciallegre”

  1. germogliare 13 giugno 2013 a 11:52 #

    ci sarà un’altra occasione, quest’è sicuro, perché nelle storie di paese, quelle antiche che si tramandano, il tempo e lo spazio seguono altre logiche, e in quelle tutto è possibile. Anche il ripetersi di abbracci improvvisi.

    ps. bella foto e bel pensiero.

  2. tramedipensieri 13 giugno 2013 a 12:59 #

    …sembra di esser là, seduta sulla staccionata ad assistere a questo incontro…di suoni e colori …

    • massimolegnani 13 giugno 2013 a 17:17 #

      Di colori, il verde soprattutto, in tante sfumature.
      Ciao marta,
      ml

  3. edp 13 giugno 2013 a 15:51 #

    è che le donne, quello che si dicono lo capiscono solo le donne….

    • massimolegnani 13 giugno 2013 a 17:18 #

      eheh edip, perfetta sintesi la tua!

      ciao,
      ml

    • fango 13 giugno 2013 a 20:55 #

      si, ma mica tutte le donne capiscono…

      • massimolegnani 14 giugno 2013 a 11:26 #

        oh, capiscono, capiscono, anche quando fingono che no
        🙂
        ml

  4. bakanek0 13 giugno 2013 a 20:05 #

    Però sono curiosa: che ci faceva, in paese, il gruppo di cinciallegre dai dialetti differenti?
    Cena di bloggers al femminile? 😀

    • massimolegnani 14 giugno 2013 a 11:28 #

      ecco, bak, appunto. Ora capisci perchè il merlo se ne sta appollaiato sulle sue?!!
      ciao,
      ml

  5. Badev 14 giugno 2013 a 12:10 #

    Ma una cinciallegra con la macchina fotografica appesa al collo può volare? xxx

  6. massimolegnani 14 giugno 2013 a 16:27 #

    certo che sì, con un volo radente che le permette di fotografare la realtà

    🙂
    ml

  7. the pellons' 14 giugno 2013 a 18:33 #

    Le parole di donne per donne: forse non dovreste ascoltarle, voi uomini. Potete farlo? :–)

    • massimolegnani 14 giugno 2013 a 20:48 #

      Noi uomini siamo curiosi come donnole ma non vogliamo darlo a vedere, per questo il tipo della foto finge di scrutare il cielo
      ml

  8. mitedora 15 giugno 2013 a 09:14 #

    cura, delicatezza, rispetto, ironia in questo bel post. un saluto. dora

  9. Gianluigi 15 giugno 2013 a 23:30 #

    Ciao massimolegnani, leggerTi è sempre un grande piacere. A presto G.Luigi

  10. monika santi 17 giugno 2013 a 19:18 #

    mi ha fatta sorridere questo camillo pensoso 🙂
    una piacevole chicca.

    • massimolegnani 18 giugno 2013 a 17:13 #

      Eh, Monika, Camillo ondeggia tra pensieri e stupori. 🙂

      Ciao
      ml

  11. ilsolitomood 18 giugno 2013 a 10:21 #

    “Intanto le cince sono volate via e anche le donne”… che bell’immagine, d’un colpo rami vuoti e sedie vuote!!

  12. gelsobianco 19 giugno 2013 a 01:04 #

    Camillo è anche un pensatore e, alla fine, sa che avrebbe dovuto cogliere l’attimo!
    L’attimo vola via… come hanno fanno le cince e le donne…

    “Api sui fiori il loro sottofondo, pensa, un brusio che è bello lasciare indecifrato.”
    Pensa, prima, così Camillo, ma…
    Una risata cristalina “come un cinguettio allegro” ed alcune cince, che si aggrappano ai rami con movenze femminili, lo “mutano” e gli fanno sorgere forte il desiderio di “inserirsi” nel tutto, nel mondo “donna” che lui descrive con grande cura e passione.
    Camillo ama le donne. Questo è sicuro!

    “Appollaiato come un merlo sulla staccionata” lui finge indifferenza con il suo scrutare il cielo ed è, invece, molto attratto da ciò che sta accadendo che gli comunica grande stupore. Sa ancora stupirsi molto Camillo!

    Scritto molto piacevole, ironico, arguto, delicato e poetico, con immagini molto vive.
    E’ simpatico Camillo!
    Un sorriso
    gb
    Perfetta la fotografia!:-)

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