Vespa (&Bici)

5 Lug
photo by c.calati

photo by c.calati

A volte per raggiungere piccole felicità occorre trovare la formula giusta che concilii esigenze diverse e desideri comuni. È nata così l’idea di un breve viaggio a due differenti velocità e identico obbiettivo, un po’ come far coincidere il pari e il dispari. Un vero azzardo se ci pensi, lei che non aveva mai viaggiato in Vespa, io che le lunghe distanze in bici cominciano a pesare, ma c’era l’entusiasmo della novità e quel poco di follia che ci prende quando non  vogliamo affogare nell’età che avanza, ed era giusto un compleanno! Se non ora quando è la domanda che incalza e spinge a fare. Trecento chilometri in tre giorni progettati alla ventura per strade lontane dal turismo e dal commercio, la meta intermedia un lago minore e fascinoso, il Cusio, e poi, se ancora c’era birra nelle ruote, risalire la ValSesia, su fin sotto al Rosa.

Siamo partiti una mattina poco promettente ognuno col suo passo, entrambi col timore di non farcela e la voglia di tentare, ciao, ci ritroveremo a sera là dove arriveremo. Un andare solitario ma quasi in compagnia perché Tiziana la sapevo da qualche parte non distante, e lì dov’ero io in quel momento lei sarebbe presto passata o passata era da poco. Ogni tanto laconici messaggi inviati coi moderni piccioni tecnologici ci aggiornavano dove l’altro navigava. Carisio, Rovasenda, Gattinara, le risaie, gli aironi, il vino, i primi cigni al lago. Qualche errore nella rotta ad allungar la strada, ma la vespa veleggiava ben oltre le mie gambe. Poco male, anzi, bene, che questo non è un confronto tra due mezzi, ma il mezzo per andare in qualche modo assieme. E assieme ci ritroviamo a sera in un alberghetto-pizzeria di poche pretese e gente schietta che a cena ci coccola come ospiti d’onore; noi per quel giorno siamo l’impresa, la cosa fuori norma. Si gusta lentamente questo turismo fatto di poco,  un buon vinello a pasto, passi tranquilli al lungolago a rilassare le ossa stanche, un gelato da passeggio, le pietre vecchie di una chiesa.

E al mattino si riparte con un entusiasmo fanciullesco che il cielo mai amico non scalfisce. Tiziana mi lascia una mezz’ora di vantaggio, ma la salita alla Colma si rivela più impegnativa del previsto. Sotto di me il lago va rimpicciolendo ad ogni pedalata. Mi fermo su un tornante a togliere la giacca a vento (e a rifiatare) e lei mi ha già raggiunto: le faccio un cenno convinto che si fermi, invece tira dritto concedendomi appena la parvenza di un sorriso divertito al di là della visiera. Vabbè, vai, a me tocca faticare. Pedalo e sbuffo, e intanto i messaggi, Varallo, Scopello, Riva, Alagna, si succedono a un ritmo da centauro, per essere una novellina viaggia alla velocità del fulmine. “Trovato da dormire, faccio la doccia”, la doccia, porca schifa, la sto facendo anch’io che viene giù una pioggerella ventosa e ghiaccia che sembra inizio marzo. Arrivo esausto, ma Alagna è un paese antico che merita fatica, strade lastricate d’ardesia, case walser di pietra e legno, muli col basto, e gente tosta, scarponi, zaini e mantellina,  e ormai stravolta che è salita ai rifugi e ha attraversato il ghiacciaio se il tempo lo ha permesso. Qui non c’è forse la ricchezza della Valdaosta, ma manca per fortuna lo scempio sfarzoso di Cervinia o Champoluc.

Al risveglio finalmente il sole bello che solo in montagna dopo il brutto tempo. Colori limpidi, luce accecante, silenzi strepitosi e il Rosa maestoso di neve e rocce. Starei ancora qui ad incantarmi di questo stupendo poco ma devo ripartire, è lunga la strada fino a casa, arriverò distrutto a sera. Tu non vieni, chiedo a Tiziana. Io? Io posso partire quando voglio, risponde lei stesa pigramente al sole, io c’ho la Vespa!

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20 Risposte to “Vespa (&Bici)”

  1. Donatella Calati 5 luglio 2013 a 11:15 #

    mai regalo di compleanno fu più azzeccato! (e non parlo della vespa in sè ma del week end “a due velocità” e del racconto complice)

  2. mitedora 5 luglio 2013 a 11:50 #

    Mi piace l’idea della piccola felicità. Ossia d’un sereno accomodamento delle “ giovanili “ illusioni. Mi piace il raggiungerla attraverso un percorso divergente, “ via dalla pazza folla “. Ecco, appunto, facendo coincidere il pari e il dispari. Lo stesso spazio, tempi diversi. Fatiche diverse. Ma, lo stesso limpido dono del sole e del cielo. Bel testo. Grazie!

  3. ammennicolidipensiero 5 luglio 2013 a 12:11 #

    quanta bellezza, ml, quanta bellezza! (sorella edp è in vacanza, per cui mi permetto di rubarle il commento ;)). quel lembo di terra che va dalla valgrande alla valsesia sono le “mie” valli, valli di mille avventure dove sono nati i miei passi montanari. valli crude e ostili, niente a che vedere con le spianate del trentino, hai da faticare a capire dove stai andando, a volte devi proprio arrivarci, in cima, a dare un senso a percorsi di sottobosco umidi ed impervi. (quest’anno sembrava la volta buona per la capanna margherita, ma mi sa che per vari motivi dobbiamo rinunciare nuovamente. sigh).
    p.s. auguri, implicito!

    • massimolegnani 5 luglio 2013 a 22:41 #

      Miei vicini di camera dei ragazzi appena rientrati da un tentativo infruttuoso di raggiungere la margherita, eppure erano allegri, sereni. La rinuncia a volte non scalfisce 🙂
      ( quando torna sorella e. glielo dico che le hai rubato le parole!)
      Ciao
      ml

    • edp 10 luglio 2013 a 18:33 #

      fratellastro…che poi io arrivo dalle ferie (su due ruote, tra l’altro) e non ho le parole! 😉

  4. germogliare 6 luglio 2013 a 08:21 #

    e io c’ho la lacrimuccia. Accidenti quanto sei bravo a regalarmi sorrisi da ebete, tu. Che quel mezzo per andare in qualche modo assieme mi stringe il cuore.
    Baci e abbracci a voi e auguri per quel compleanno già fatto.

    • massimolegnani 6 luglio 2013 a 20:40 #

      In fondo un mezzo ( la vespa) piu’ un mezzo ( la bici) fa l’unita’
      🙂
      ml

  5. penna bianca 6 luglio 2013 a 14:03 #

    Che bello saperti così. ancora con la voglia di giocare e di accettare le sfide della vita e della salita. Poterle vivere in complicità. vi ho visto felici .

  6. gelsobianco 6 luglio 2013 a 20:19 #

    “…invece tira dritto concedendomi appena la parvenza di un sorriso divertito al di là della visiera.”
    E’ questo sorriso birichino che mostra ed esalta questa particolare avventura, diversa, “solo vostra”, vissuta-giocata con una intesa perfetta, questo vostro voler essere insieme, anche se un in modo insolito, questo riuscire a far coincidere il pari ed il dispari, questa vostra follia per sconfiggere il tempo che inesorabile avanza.
    “…quel poco di follia che ci prende quando non vogliamo affogare nell’età che avanza, ed era giusto un compleanno!” Auguri per quel compleanno già passato, così, in armonia perfetta.
    Profonda è la vostra condivisione reciproca anche di… “Colori limpidi, luce accecante, silenzi strepitosi e il Rosa maestoso di neve e rocce”.
    Io colgo la vostra complicità grande, una complicità “antica”, che mi commuove anche.
    Le piccole felicità, raggiunte insieme, hanno un valore ancora più speciale, unico.
    Un sorriso
    gb
    Ah, la Vespa!

    • massimolegnani 6 luglio 2013 a 20:47 #

      Essere insieme, ma ognuno libero nel proprio ritmo, nel proprio mo(n)do.
      Grazie GB.
      (Giro gli auguri all’interessata)
      ml

      • gelsobianco 6 luglio 2013 a 21:40 #

        L’unico modo per poter rimanere veramente insieme (a lungo)… restare liberi nel proprio ritmo e nel proprio mo(n)do.:-)

  7. bakanek0 8 luglio 2013 a 18:37 #

    Leggere questo post è rinfrescante e autentico come bere con le mani da una fontanella d’acqua sorgiva 😀

  8. tempodiverso 8 luglio 2013 a 20:20 #

    sembra solo un diario di viaggio, ma è la metafora della vita a due, il segreto è tutto lì nelle prime due righe, il viaggio a due velocità e quel sapersi vicini

    • massimolegnani 9 luglio 2013 a 09:34 #

      Una metafora nata da una piccola esperienza di viaggio!
      ciao Grazia,
      C.

  9. edp 10 luglio 2013 a 18:32 #

    mi riciclo in quanta vita, quanta meraviglia, che il quanta bellezza me l’hanno già preso. é una delle cose più romantiche che abbia letto negli ultimi tempi, questo ricorrersi, aspettarsi, partire e ripartire insieme, poi soli, poi di nuovo insieme. Vicinanza e lontananza, dio che splendida metafora della vita a due. (fosse stato più snello, avrei detto che era un racconto calviniano, così ti ci metto anche il commento sullo stile)

    • massimolegnani 10 luglio 2013 a 20:19 #

      Ma io il tuo quanta bellezza me l’ero immaginato, sai, non foss’altro che per la vespa teresa.
      Ciao
      (E grazie per il commento allo stile)
      ml

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