e dopo

3 Ago
photo by c. calati

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Sono salito al Col du Canadel.

Vabbè, se solo guardi sulla cartina l’altitudine  dovrei  vergognarmi tanto è basso. Eppure non t’immagini la fatica a mettere un metro sopra l’altro fino a impilarne 267 nel fuoco di Provenza, e la vertigine che ti prende a guardare sotto di te il mare che lentamente s’allontana e poi sprofonda. Sei a pelo d’acqua quando parti e in una breve verticale devi arrivare al cielo, così abbandoni il brulichio vociante della costa e ti inoltri tra oleandri e ibiscus nel suono concitato delle “cigalou” che ti accompagnerà fino alla cima. Non le vedi le cicale ma sono una presenza viva, due ali assiepate a bordo strada, invisibili sì, ma festanti come tifosi sui tornanti di un tappone alpino al Tour.

photo by c. calati

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E non capisci se tutto quel fracasso è un incitamento alla tua piccola impresa o sono grasse risa per l’improvvida maglia gialla che hai scelto stamattina.

Saranno le cicale, sarà la luce provenzale fatta di sole e vento, sarà la frenesia che oggi ti senti nelle gambe, fatto sta che sali lento e sali bene e arrivi dove non credevi. Chi è salito in auto al colle ora quasi si vergogna e in tante lingue e in tanti modi rende omaggio alla fatica, parole calde incomprensibili, una borraccia d’acqua, una pacca sul sudore delle spalle.

Adesso da questo minimo colle guardo la baia, il profilo irregolare della costa, l’arroganza dei promontori protesi all’acqua, il candore delle vele, la superbia delle scie dei motoscafi, le masse scure delle isole, ma soprattutto il colore incredibile del mare che solo ora, duecento metri sopra, ha senso per me essere al mare.

E dopo, mentre ridiscendo guadagnando velocità ad ogni metro che prima è stato faticato, provo una sensazione sconosciuta di sconfinamento da me stesso, un’evasione dai miei limiti di umano. Potrei osare l’oltre, sperimentare un’altra dimensione. Ad ogni curva la tentazione è forte, vorrei con un gesto che mi sembra naturale tirare dritto sul tornante, proiettarmi come sparato nello spazio da un cannone, disegnare nell’aria una parabola perfetta e abbracciare questo cobalto di bellezza che prima è cielo e dopo è mare.

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23 Risposte to “e dopo”

  1. Donatella Calati 3 agosto 2013 a 22:26 #

    bentornato!

  2. the pellons' 3 agosto 2013 a 22:35 #

    E invece l’istinto di vita ci tiene saldamente ancorati. Bentornato!

    • massimolegnani 4 agosto 2013 a 10:51 #

      ma non era certo un istinto di morte il mio, semmai di…onnipotenza!
      grazie Pellona
      ml

      • the pellons' 4 agosto 2013 a 11:01 #

        Non importa, ma quello vitale ci impedisce anche le minchiate!!

  3. gelsobianco 4 agosto 2013 a 04:39 #

    “il colore incredibile del mare che solo ora, duecento metri sopra, ha senso per me essere al mare.”
    Come sento mie queste tue parole!:-)
    “disegnare nell’aria una parabola perfetta e abbracciare questo cobalto di bellezza che prima è cielo e dopo è mare.”
    Quante volte ho avvertito in me la frenesia di lasciarmi andare al colore raro di questa bellezza che mi abbagliava per divenirne parte integrante.
    Immaginavo di volare e di trasformarmi in un proseguimento naturale di cielo e mare.
    Emozione non definibile.
    Forte è, molto spesso, la mia tentazione di superare i limiti umani e di provare… l’oltre.
    Sul punto di osare, però…

    Bentornato, ml.
    Mi hai regalato anche atmosfere colme della particolare luce provenzale e del suono delle cicale.
    gb

    • massimolegnani 4 agosto 2013 a 10:54 #

      sì, osare l’oltre, almeno immaginarlo l’impossibile
      ciao gb,
      benritrovata
      ml

  4. germogliare 4 agosto 2013 a 08:08 #

    Continua così che con un’altra “scalata” diventi poeta.
    Tu e la natura, sempre trasmetti questo legame profondo!
    Bye

  5. fango 4 agosto 2013 a 14:13 #

    le cicale…
    mi hai ricordato la fatica sui sentieri che collegano le cinque terre in liguria, salire e scendere, cicale e il mare che si allontana e si avvicina.
    è strano camminare con le cicale che danno il passo, difficile da immaginare.
    bentornato

    • massimolegnani 4 agosto 2013 a 18:00 #

      Vero! Fatica tra cicale e mare, uno lo vedi le altre le senti
      Ciao
      🙂
      ml

  6. Badev 5 agosto 2013 a 16:22 #

    Poi meno male che non l’hai fatto, però. Natura, natura, comunque delle cicale non se ne può più.

    • massimolegnani 6 agosto 2013 a 17:48 #

      Non ne puoi piu’ delle cicale? Ma dove lo trovi un altro animale che appena va via il sole o spegni la luce di botto tace?
      Ciao B.
      🙂
      ml

      • Badev 6 agosto 2013 a 18:06 #

        Io per esempio faccio così. E poi mi addormento.

  7. ammennicolidipensiero 5 agosto 2013 a 18:13 #

    una salita è una salita, fossero anche dieci metri non ci si vergogna, mai.
    bentornato (mea culpa, non ho ancora letto il racconto!)

    • massimolegnani 6 agosto 2013 a 17:52 #

      Grazie amm,
      quanto all’altro racconto, beh ha una lunghezza spropositata che spaventa!
      Ciao
      ml

  8. afinebinario 6 agosto 2013 a 15:28 #

    Descrivi la natura come fosse un quadro. E leggendoTi ho sentito frinire le cicale, il caldo del sole, l’erba che si muoveva al passaggio. Ho proprio visto il colore del mare.
    Bellissimo post, scorrevole e ironico, suggestivo come il paesaggio.
    Bravissimo! 🙂

  9. edp 6 agosto 2013 a 17:56 #

    aiuto! io la discesa la odio, mi terrorizza. e la conosco bene la vertigine di dire mi butto. Sono piccole grandi paure, rimasugli di infanzie.

    • massimolegnani 6 agosto 2013 a 18:01 #

      a me le discese spaventano e attirano..veloce, sempre piu veloce.
      ma paura a parte, il viaggio in bici l’hai poi fatto?
      ml

      • edp 6 agosto 2013 a 18:05 #

        l’ho fatto, certo. e mi son scoperta più ciclista urbana che cicloturista, però bello davvero, dai.

  10. luceombra76 8 agosto 2013 a 12:16 #

    Che sensazioni magnifiche, credo che sia anche quel blu, quel cobalto che renda certe giornate leggere e potenti, qui sulle Dolomiti capitano 2 o 3 volte l’anno se va bene, in autunno di solito quando l’aria è più pulita e ci si sente in armonia col tutto che par quasi di poter volare…
    Mi da gioia leggere in te gli stessi sentimenti, eccoti una delle mie giornate blu…
    http://esorcistadifarfalle.wordpress.com/2012/09/17/immensita/
    Sorriso…

    • massimolegnani 8 agosto 2013 a 22:31 #

      Ehh lo ricordo il cielo delle dolomiti, bello e davvero intenso specie alla sera dopo un temporale!
      Sorriso a te
      ml

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