Boca fantasma

20 Ago
photo by c.calati

photo by c.calati

 

 

Fu forse per amore che quella sera lasciai a lei la scelta del vino. Scorse la carta ed indicò sicura un nome. Fu una pastosità alla bocca, come una ragnatela, un calore rosso sulla lingua, più ne bevevo più mi stupiva. Feci per guardare l’etichetta, ma mi fermò, non devi sapere, devi indovinare. Non ne avevo idea, né avevo voglia di giocare, ma per me quella sensazione di tela di ragno in bocca ad avvolgermi lingua e palato era il segno dell’assoluto apprezzamento.

Intanto la serata volgeva al fallimento, nessuna breccia nelle sue difese, sorrisi e tenerezza ma decisione irremovibile. Bevemmo un ultima sorsata prima di uscire. “Capisci, non funzionerebbe tra noi,” mi disse, appena fuori, passandomi le dita tra la barba. No, non capivo. Mi diede un bacio di commiato. Ritrovai nella sua bocca il gusto unico del vino. Penserai a me quando lo berrai, a quel che non è stato, mi sussurrò prima di allontanarsi. E il nome? Boca, mi gridò, che già era nel buio.

 Consultai libri ed enoteche, nessuno conosceva quel vino e il suo ricordo andava svanendo assieme a quello di lei, in una doppia sofferenza. Poi un giorno scoprii che in Piemonte esisteva un paesino con quel nome. Partii, centinaia di chilometri per una speranza forse vana. Mi attendeva un paesaggio da spaesamento, poche case nella nebbia e intorno colline brumose dagli sparuti vigneti. Nessuna indicazione di case vinicole o cantine sociali. Chiesi in giro e alla fine arrivai a un vecchio edificio isolato. Un uscio socchiuso. Uno stanzone senza finestre, il pavimento in terra battuta, qualche scaffale stipato di bottiglie e un caminetto spento sullo sfondo. Mi accolse un anziano seduto su una panca. Gli dissi cosa cercavo. “Questa era la tenuta dei Conti di Valperga, ma è andato tutto a catafascio. È rimasta qualche bottiglia di Lessona e un centinaio di Sizzano,” mi rispose, “ma il Boca non è mai esistito, è solo il nome del paese”. Ero scoraggiato. Il vecchio mi diede le spalle e rimestò con un asse nella cenere, “Eh, tutto diventa cenere.”

Trovai una bottiglia senza etichetta. “E questa cos’è?” “Oh, quello è il vino che facevo per me, non l’ho mai venduto.” Chiesi di assaggiarlo ma non mi rispose, così mi arrangiai da solo con un cavatappi. Era troppa la fretta di sapere, qualcosa mi diceva che, così bevvi dal collo di quella bottiglia polverosa. Lo riconobbi alla prima sorsata. “La ragnatela!” mormorai, incapace di esultare. Poi mi girai per sapere dal vecchio perchè mi avesse mentito, ma nella stanza non c’era più nessuno.

Nel camino si levarono alte scintille ed una fiammella strana nata dalla cenere.

 

 

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23 Risposte to “Boca fantasma”

  1. ester 20 agosto 2013 a 23:22 #

    Eccolo il “Boca fantasma”:-)
    Avvezzo a scrivere di percezioni e di strane coincidenze, per te è stato un gioco da ragazzi intrappolare il lettore nella tela del ragno, con un bacio dal sapore stregato…
    Racconto delizioso e fantasioso proprio come lo ricordavo, dal gusto davvero speciale che catturò perfino un’astemia come me!
    Ho notato che le foto “giuste” non ti mancano mai e produzione propria.

    • massimolegnani 21 agosto 2013 a 13:05 #

      ciao Ester, me l’hai fatto tornare in mente tu il boca qualche giorno fa, così l’ho recuperato.
      e grazie per le foto
      ml

  2. tantopercantare 20 agosto 2013 a 23:33 #

    Bellissimo!

  3. fango 21 agosto 2013 a 07:12 #

    idem come tantopercantare

    • massimolegnani 21 agosto 2013 a 13:07 #

      F. non si copiano i commenti altrui!
      🙂
      ml

      • fango 21 agosto 2013 a 14:07 #

        uff… la prossima volta allora mi farò i bigliettini e copierò da quelli.

  4. the pellons' 21 agosto 2013 a 08:51 #

    Vedo che condividiamo il piacere del vino rosso…

    • massimolegnani 21 agosto 2013 a 13:09 #

      allora ti consiglio vivamente una bottiglia di Boca che non è più fantasma (lo trovi anche da eataly)
      ml

      • the pellons' 21 agosto 2013 a 13:28 #

        Ah! Maddai!! Fico.

      • the pellons' 21 agosto 2013 a 13:35 #

        (comunque il gentleman si sarebbe offerto di mandarne una bottiglia, mica “cerchitelo!”)

      • massimolegnani 21 agosto 2013 a 15:32 #

        (una bottiglia? io un’autobotte!)

        > Date: Wed, 21 Aug 2013 11:35:51 +0000 > To: agilulfo_@hotmail.it >

      • the pellons' 21 agosto 2013 a 16:02 #

        Bitteschön.

  5. penna bianca 21 agosto 2013 a 11:42 #

    Sei bravissimo. Non dico altro ma sai che lo penso dalla prima volta che ho letto i tuoi scritti. Credo che certi sapori ce li portiamo dentro per sempre. Anche se a volte a me mette un po’ di tristezza sapere che non esistono che in me. un abbraccio grande

  6. germogliare 23 agosto 2013 a 17:29 #

    I miei ossequi! lo farei scegliere a te, ad occhi chiusi.E, da amante del buon rosso ti dico grazie per questo racconto.

  7. bakanek0 26 agosto 2013 a 12:48 #

    Atmosfera irreale, misteriosa, inafferrabile presenza: ci sguazzo come un paperotto! Consistente è il sapor di ragnatela, pastoso e palpabile. Colgo il bel contrasto e mi complimento, sempre felice di leggerti.

  8. tempodiverso 3 settembre 2013 a 11:07 #

    un brindisi a te con il boca 🙂
    vino che non è mai esistito come ‘quel che non è stato’; entrambi conservano il fascino e l’integrità delle cose non vissute e solo immaginate

  9. massimolegnani 3 settembre 2013 a 16:40 #

    A essere sincero quel vino esiste, e il racconto e’ nato dalla reale difficolta’ che a suo tempo avevo incontrato a procurarmene.
    Alla tua salute
    🙂
    ml

  10. monika santi 12 settembre 2013 a 21:38 #

    con velo di mistery.
    rinnovati complimenti.
    stasera mi stai regalando divertimento a prezzo vantaggioso 🙂
    dunque grazie !

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