il/la fine del gioco (100)

25 Ago
photo by c.calati

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Regole astruse, non scritte né illustrate a voce, non sai chi ti è compagno, quali gli avversari, ignori meccanismi e trucchi, impari perdendo senza conoscere la posta in gioco. Non sai che ti sei perso, ti dicono, e tu t’affanni, annaspi, sbagli e sbadigli, vorresti starne fuori ma non puoi. Intanto accumuli piccole sfortune e qualche fiches che rigiri tra le dita. È questo il gioco, chiedi. Nessuno ti risponde, così devi inventarti mosse, atteggiamenti, strategie.

Quando ci stai prendendo gusto ecco che entra una vecchia con secchio e spazzolone. Toccandoti la spalla ti fa sloggiare sul più bello.

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17 Risposte to “il/la fine del gioco (100)”

  1. ester 25 agosto 2013 a 20:09 #

    Non so se il tuo intento era altro e se c’è una più logica chiave di lettura, ma non so nemmeno io perché, fin dall’inizio, l’ho intesa a senso unico e sono andata dritta e convinta fino al secchio e allo spazzolone: originale cambio di attrezzi del mestiere dell’immaginario collettivo!
    Forse sbagliamo a prenderci gusto? In fondo anche se riesci a giocare il più a lungo possibile, non basta ancora per capire se era la mossa giusta, quali le regole migliori…
    “E sul più bello” perplessa! Ma tanto a che serve ripensarci? Rien ne va plus, game over… Mettila come vuoi, tanto non cambia.
    Più è breve il racconto e più sono preziose le poche tessere da incastrare, più è possibile immaginare e ampliare a piacere, tanto l’amaro resta.
    Mi piace molto questo genere, in cui si gioca tutto sul minimo:-) bravo!

    • massimolegnani 25 agosto 2013 a 20:38 #

      La tua chiave di lettura coincide con le mie intenzioni di scrittura!
      Secondo me non sbagliamo a prenderci gusto, semmai impieghiamo troppo tempo a imparare a giocare/vivere.
      Ti ringrazio per l’apprezzamento, Ester,
      ml

  2. bakanek0 26 agosto 2013 a 12:50 #

    …e qui lavori di metafore, ed io apprezzo il gioco 🙂

  3. Pablo 27 agosto 2013 a 15:06 #

    Chissà quante volte ti sarà capitato di vedere qualcuno, nei bar, comprare un “gratta e vinci”, grattare, vincere 2 euro e invece del denaro prendere un altro biglietto; grattare e perdere, riprovare e perdere ancora.
    Non sono un giocatore, ma quando mi capita di “grattare” e vincere 2 euro, me li prendo e me ne vado. Si può giocare, ma senza prenderci troppo gusto. Giocare, ma senza troppe aspettative.
    A presto
    Pablo

    • massimolegnani 27 agosto 2013 a 18:41 #

      giusto, ma talvolta è difficile essere equilibrati e contenersi in quel gioco strano e appassionante che è la vita.
      ciao e benvenuto,
      ml

  4. penna bianca 27 agosto 2013 a 15:54 #

    Quando ci stai prendendo gusto, arriva sempre qualcuno che ti riporta alla realtà. Però dai, che anche a te le sfide piacciono. (E poi…Non dico le regole ma almeno il tipo di gioco potevano dirtelo. eccheccacchio! :-))

    • massimolegnani 27 agosto 2013 a 18:44 #

      però, in questo caso quel qualcuno (la vecchia con lo straccio e il secchio al posto della falce) anzichè alla realtà ci porta dritto alla tomba!
      🙂
      ciao
      ml

  5. viaggiandonam 27 agosto 2013 a 22:09 #

    La parte più bella è inventarsi gli atteggiamenti. La magia del bluff.

    • massimolegnani 27 agosto 2013 a 22:35 #

      l’importante è che (nella vita) non venga smascherato il bluff 🙂
      ciao
      ml

  6. Cybermax 31 agosto 2013 a 18:10 #

    Il tocco della donna delle pulizie…magico…svanito il sogno…

    • massimolegnani 31 agosto 2013 a 18:36 #

      La falce e’ un po’ in disuso, cosi’ alla vecchia ho fornito spazzolone e secchio
      🙂
      ml

      • Cybermax 31 agosto 2013 a 18:36 #

        cosi per farla sentire a proprio agio!!

  7. Claudiappì 3 settembre 2013 a 22:07 #

    Oggi, riguardo una vicenda che mi è successa, ho avuto il seguente pensiero:
    “se ti metti in competizione con qualcuno, almeno faglielo sapere, così si gareggia ad armi pari”.
    Il tuo post mi ha fatto ritornare in mente questa cosa 🙂

    • massimolegnani 4 settembre 2013 a 09:16 #

      sì, niente di peggio delle rivalità accese ma non ufficializzate che costringono all’ipocrisia e a una guerra impari. ma qui, con la vecchia è persa in partenza, impossibile contrastarla, ha lei lo spazzolone per il manico 🙂
      ciao claudia

      ml

  8. germogliare 8 settembre 2013 a 08:26 #

    …si cambia tavolo e si ricomincia a giocare 😉

    • massimolegnani 8 settembre 2013 a 09:54 #

      Purtroppo, ger, non esistono altri tavoli. A meno che tu non creda in qualche forma di reincarnazione
      🙂
      ml

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