il vino in inverno

8 Nov
photo by c.calati

photo by c.calati

 

 

Caro Alex,
ancora una volta aspetto che cadano le foglie per farne letto per l’inverno. Ho accatastato legna in alte pile che circondano la baita, legna a raddoppiare  il legno delle pareti esterne per difendermi dal freddo e proteggermi dagli uomini. Le finestre ridotte a feritoie da cui spio, io, asserragliato denro, controllo la città sprofondata nella valle.
Innsbruck la vivo nell’estate, quando conoscenti e amici sciamano lontano. Godo la birra sotto il pergolato e passeggio lungo il fiume, immune dalla fiumana di turisti. Ma ai primi freddi salgo qui ad aprire il mio rifugio per prepararmi per l’inverno.
Sono un pesce d’acqua amara, non amo la solitudine ma ancora meno la gente ficcanaso, perciò la fuga è un obbligo che assolvo rassegnato.
Per stare veramente bene dovrei scovare un posto dove non ci fossi nemmeno io, che non sempre mi sopporto. Qui almeno mi disturbo poco, preso come sono da incombenze faticose, il bosco e il campo, che mi spezzano la schiena e mi zittiscono il cervello.
E il vino in inverno va bevuto a sera in solitudine. Il buio intorno, il rosso alla candela, lasciar che scenda senza nessuno che ti dica “è troppo”. Lasciar che scenda a toccare il cuore e il sesso, in una nostalgia priva di volti e senza un nome. Lasciar che scenda e piangere e imprecare e poi dormire.
È tutta qui la mia giornata, tu che mi chiedi.
È tutta qui o quasi. Che poi, amico mio, ogni anno spero che lei salga fin quassù. In fondo scappo allo scopo di  essere raggiunto.
M’aspetto che una sera s’apra la porta al vento ed entri lei, senza sorrisi da scambiare. La guarderei quasi sereno, scrollarsi la neve come un animale e poi sfilarsi la pelliccia, come nuda di difese al tepore del camino.
La guarderei senza parole, offrendole quel vino.
E poi, seduti fianco a fianco al fuoco, staremmo lì a ravvivar le braci o a farle spegnere del tutto.

Perché il vino in inverno non va bevuto soli. Ci vuole lei che dica “ancora!”.

In due nella penombra lasciar che scenda sulla pelle e morbido si posi attorno al cuore.

                                                                                                                     Un abbraccio da lontano
                                                                                                                                        Max

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21 Risposte to “il vino in inverno”

  1. ammennicolidipensiero 8 novembre 2013 a 15:05 #

    il vino non va mai bevuto da soli, in nessuna stagione. è contrario alla mia religione.

    • massimolegnani 8 novembre 2013 a 18:33 #

      ma se uno è in fase malinconica meglio che beva solo 🙂
      ciao
      ml

      • ammennicolidipensiero 8 novembre 2013 a 20:01 #

        naaaah. in quel caso consiglio altra chimica. fa meno male e passa prima. 😉

  2. menteminima 8 novembre 2013 a 16:12 #

    Quale aggettivo usano i bambini? Bello!

  3. the pellons' 8 novembre 2013 a 16:52 #

    Lasciarle raffreddare, le braci. Ce n’è altre che scaldano.

  4. rossodipersia 8 novembre 2013 a 20:14 #

    Anch’io sono un pesce d’acqua amara e mi chiedo se la baita si può affittare. Il vino lo porto io e sono di silenziosa conversazione.

    • massimolegnani 8 novembre 2013 a 22:26 #

      Rosso, a una pescia di acqua amara che porta il vino ( ma non troppo sofisticato, nee) e per di piu’ promette silenziose conversazioni, come puoi pensare che faccia pagare l’affitto! Benvenuta 🙂
      ml

  5. gelsobianco 9 novembre 2013 a 01:44 #

    Max,
    lei, con un accenno di vago sorriso, si volterebbe verso di te, nel silenzio condiviso, per farti cogliere intenso quel suo “ancora”, non detto a voce, ma espresso solo con lo sguardo , mentre voi sareste vicini al fuoco “a ravvivare le braci o a farle spegnere”.
    Nella penombra i vostri volti si sfiorerebbero mentre il vino si acciambellerebbe profondo in voi.
    Max, ti scrivo perchè so che cosa si possa provare nel fuggire da tutti per sopravvivere, sperando, poi, di essere raggiunti da quel qualcuno.
    gb

    Emozione calda, un buon vino in inverno, è in questo tuo scritto, ml.
    Ti sorrido.
    gb

    • massimolegnani 9 novembre 2013 a 09:16 #

      il “vino acciambellato”!! neologismo perfetto, quasi un gatto che ronfa sornione tra i due e li avvicina.
      brava, grazie
      ml

  6. bakanek0 9 novembre 2013 a 14:36 #

    Io credo che il vino vada sempre bevuto in compagnia: in solitudine, trasforma la malinconia in sbronza triste, e non è bello, no, no, no!
    Se poi la compagnia è LA compagnia, due cuori e un camino acceso, fuori la tormenta, dentro lo spirito (anche alcolico), il gioco è fatto.

  7. ili6 10 novembre 2013 a 15:52 #

    e io che sono astemia con cosa potrei sostituirlo? Cioccolata calda?
    letargo e doppie pareti di legno servono a poco, meglio un caldo montgomery, un basco e via per le strade che profumano di caldarroste e di vita.Se poi lei verrà un camino scoppiettante lo si troverà lungo la via.
    Bel racconto, bravo.
    🙂

    • massimolegnani 10 novembre 2013 a 17:52 #

      Ahi, ahi, un’astemia!!
      Solo perche’ sai sorridere, tramutero’ per te il vino in cioccolata
      🙂
      ml
      (Grazie)

  8. graziaballe 12 novembre 2013 a 00:09 #

    ti hanno già convinto che da soli nonsi beve? manco l acqua!! 🙂

  9. massimolegnani 12 novembre 2013 a 10:22 #

    …ma a volte è una necessità!
    🙂
    ml

  10. tempodiverso 17 novembre 2013 a 13:57 #

    Caro Max
    quella bottiglia, sola senza due bicchieri (che è il numero minimo per un vino e per quella ilarità leggera e spensierata che ne segue) mi mette tristezza.

    • massimolegnani 17 novembre 2013 a 18:20 #

      Be’, Max, avrai capito, non e’ un allegrone. Pero’ due bicchieri li tiene pronti, un po’ nascosti, che non si sa mai nella vita.
      Ciao Grazia
      ml

  11. monika santi 1 dicembre 2013 a 13:02 #

    no ma che meraviglia !! leggerti proprio a due giorni da uno scambio avuto con una collega siciliana che ha rifiutato un posto in ospedale a pantelleria per paura della solitudine…..mentre io la contestavo immaginandomi là nell’irraggiungibilità dell’inverno con una finestra che dà sul mare, un libro e un bicchiere di vino……….segnali ?
    bella profondità questo pezzo. me lo rubo per farlo leggere agli amici.

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