Arianna (ripensando a Irene)

12 Nov
photo margherita calati

photo margherita calati

Arianna arriva dal Pronto Soccorso sulle sue gambe, in evidente debito d’ossigeno. Ha tratti delicati e una gran massa di capelli ricci che coronano un pallore di cera. Il suo respiro è un mantice stanco. Ha il volto affilato della selvaggina inseguita, lepre allo stremo, senza scampo in campo aperto, corre e non trova il rifugio di una tana. Paura e affanno a nove anni.

E allora ecco i gesti veloci dell’urgenza, quasi una danza quando ciascuno sa i propri movimenti, il sollievo temporaneo dell’ossigeno, le piccole torture necessarie dei prelievi e delle cannule, qualche sorriso a rassicurare i genitori, parole allegre a lei che non ha fiato per parlare. Siamo noi la tana per questo animaletto, noi gli elfi e le fate del bosco che la proteggeranno.

Il torace della piccola è un trattato di patologia respiratoria, crepitio di rantoli, espansione faticosa, soffio bronchiale, ipofonesi, il silenzio minaccioso delle pleure a bagno. Non c’è ramo del suo albero che non rechi qualche segno di danno. Visitandola uno studente imparerebbe in una notte più che in un intero corso accademico. E imparerebbe soprattutto che la medicina è una matematica poco matematica, ha sempre un dato dissonante, una variabile imprevista che non combacia con il resto e t’impedisce la facile equazione. Più che un problema da risolvere è una partita a scacchi con un avversario baro o forse solo molto astuto. E tu lo devi fottere.

La notte ha portato la quiete nelle stanze, solo la sua è un andirivieni di farmaci e persone, sguardi che s’incrociano, domande intimorite, spiegazioni che non vogliono nascondere ma nemmeno deprimere l’umore dei parenti, è una girandola di apprensione e timido ottimismo.

Alle quattro del mattino entro per l’ennesima volta nella stanza e Arianna con l’ossigeno nel naso e gli occhi dilatati mi accoglie con un gesto semplice e stupendo: si porta l’indice alla bocca, mi fa segno di tacere e poi indica il padre crollato sulla brandina. È un gesto da donna coraggiosa, solo una donna ha quello slancio istintivo a proteggere gli altri prima che se stessa, lei nell’affanno è diventata la moglie, la madre, la sorella maggiore di suo padre, la sua amante. La guardo, mi torna in mente Irene*, figlia della mia fantasia, la vita condensata in poche ore. Adesso so per certo che Arianna presto guarirà, ha dentro di sé tutte le sue età future, le ho viste, sono lì compresse e voglio che abbiano il tempo loro per uscire allo scoperto.

 

*vedi, se vuoi, La vita breve di Irene

 

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31 Risposte to “Arianna (ripensando a Irene)”

  1. penna bianca 12 novembre 2013 a 15:17 #

    Come si fa a lasciare un commento decente con gli occhi lucidi? Come si fa? Ogni mia parola mi sembra fuori luogo. Piccola, misera e limitata. Le tue sono perfette.E non solo le parole.Ti abbraccio, anima bella.

  2. litedinnamoratoconilmondo 12 novembre 2013 a 16:46 #

    Niente di più piacevole che quella sensazione, nel leggere: un brivido complice a scivolare lungo la schiena, l’emozione.
    Grazie davvero per la condivisione.

    • massimolegnani 13 novembre 2013 a 10:27 #

      sì, l’emozione suscitata dall’universo femminile, che si tratti di una bambina malata per un istante precoce, o di una donna nuda che ci mostri un gesto sensualmente infantile, o di un’anziana che abbia negli occhi le precedenti età, noi che la proviamo dobbiamo scriverne e condividerla.
      ciao,
      ml

  3. rossodipersia 12 novembre 2013 a 19:48 #

    La forza delle donne bambine, che poi resteranno sempre bambine ma passeranno la vita a mascherarlo. La forza di queste donne è quella di essere audaci con se stesse e tenere con gli altri. Buona vita a Arianna e un pensiero di solidarietà a tutti i medici e gli operatori sanitari sottopagati e sottostimati nella loro professionalità.

    • massimolegnani 13 novembre 2013 a 10:31 #

      le donne, che belle!
      (ieri pomeriggio Arianna è tornata bambina, disegnava e sbuffava perchè volevo visitarla, ma io ho visto il suo futuro!)
      ciao Rosso,
      🙂

  4. menteminima 12 novembre 2013 a 22:41 #

    Ho letto il post questa mattina, ci sono tornata col pensiero parecchie volte. Grazie per averlo donato.

    • massimolegnani 13 novembre 2013 a 10:33 #

      quanto mi piace questo tuo tornarci col pensiero e con le parole!
      un sorriso sotto i baffi (i miei)
      ml

  5. Cam 12 novembre 2013 a 23:58 #

    E imparerebbe soprattutto che la medicina è una matematica poco matematica, ha sempre un dato dissonante, una variabile imprevista che non combacia con il resto e t’impedisce la facile equazione.
    Ecco, avercelo qualcuno che spieghi così la Medicina, mannaggia…

    • massimolegnani 13 novembre 2013 a 10:37 #

      voglio dirti una cosa: ieri, mentre tu lasciavi il commento, io ti stavo leggendo e ammiravo la tua grinta che ti fa vedere le cose come sono, io così cieco!
      ecco, il web, quando è bello, diventa un cerchio magico dove non sai che sta dando e chi sta ricevendo una piccola ricchezza.
      ciao Cam
      ml

  6. tramedipensieri 13 novembre 2013 a 09:25 #

    Qui c’è poco da leggere tra le righe, E’ molto, è tutto qui: un condensato di vita.
    grazie
    Sei proprio Bravo, Bravo e Bravo.

    ciao
    .marta

    • massimolegnani 13 novembre 2013 a 10:39 #

      sai adoro scorgere negli individui le loro altre età, passate o future.
      grazie .marta
      ciao
      ml

  7. bakanek0 13 novembre 2013 a 11:45 #

    Quando ci porti queste tue pagine di diario vero, acciaccato e umano, leggo, e la respirazione cambia, resta sospesa, quasi che i polmoni, il petto, il cuore non volessero fare rumore, ché qualsiasi suono sarebbe rumore e disturberebbe la completezza della tua esperienza.

    • massimolegnani 13 novembre 2013 a 12:43 #

      che meraviglia quel tuo “acciaccato”, è così esatto e tenero.
      grazie bak
      ml

  8. Enripoppins 13 novembre 2013 a 12:15 #

    Parole da un un’animo così umano, così intense.
    L’umanità è spietata, la vita dura, ma persone come te rendono certamente il cammino più leggero, nonostante tutto. Bello sapere essere cosi Umani da fartela amare, questa umanità sgangherata. Grazie. Davvero.

    • massimolegnani 13 novembre 2013 a 12:46 #

      Enri, ti confesso una cosa: avevo qualche timore di essere accusato di cinismo se non di pedofilia a perdermi in pensieri poco ortodossi mentre curavo Arianna (sta guarendo ora!). Il tuo commento mi rincuora, hai percepito il senso delle parole, grazie
      ml

  9. Nerina 13 novembre 2013 a 12:53 #

    quando s’incontra l’altro che dà l’altro, che incanto è sempre– caro medico, caro Carlo

  10. graziaballe 13 novembre 2013 a 23:40 #

    ma allora è il talento nascosto dei pediatri la scrittura! quando noi vi portiamo i nostri figli vi confidiamo la nostra vita.
    è una cosa bellissima, adesso, immaginare dietro quei volti anche la capacità di metabolizzare pensieri cosi belli e intensi! grazie!

    • massimolegnani 14 novembre 2013 a 13:34 #

      è vero, Grazia, un po’ ce la confidate voi la vita dei vostri figli, un po’ la intuiamo noi, perchè i pediatri sono medici un po’ particolari, non hanno l’aggressività necessaria dei chirurghi e nemmeno la razionalità fredda degli internisti.
      ciao
      un sorriso
      ml

  11. gelsobianco 14 novembre 2013 a 05:32 #

    Questo tua intensa pagina di “diario di bordo” è scritta su due piani, ml, piani che si intersecano, che sono “complici”, in un certo senso. C’è il medico-pediatra competente e colmo di viva umanità e c’è l’uomo che ama visceralmente l’universo femminile.
    E, proprio, la piccola Arianna, curata con corretta professionalità e con tenera amorevolezza da te, riporta alla tua mente Irene, “figlia” della tua fantasia.
    Questo tuo scritto va letto insieme all’altro tuo racconto, che tu segnali, che io reputo davvero speciale, per riuscire a comprendere profondamente il tuo vero, raro modo di percepire, apprezzare le donne nelle loro diverse età, anche se, spesso, questa tua estrema sensibilità comporta il tuo dover sfidare alcuni pregiudizi comuni ai più, comportamento il tuo che io stimo tanto.

    Grande ml, uomo, pediatra e scrittore che sa comunicare l’ emozione.
    Grazie.
    Un sorriso
    gb

    • massimolegnani 14 novembre 2013 a 13:31 #

      mi fa molto piacere, gb, il tuo commento (a parte i complimenti davvero esagerati!) perchè mette a fuoco i due aspetti del brano a cui tenevo: i due piani in cui si sviluppa la vicenda, quello medico e quello umano, strettamente connessi perchè chi lavora coi bambini cura e “sente” allo stesso tempo. E il collegamento con l’altro racconto di fantasia, quello di Irene, dove immaginavo una vita letteralmente bruciata in poche ore. Qui la protagonista ha solo un guizzo da adulta, mi fa intravedere le sue età future, ma poi torna bambina senza fretta di crescere.
      grazie
      un abbraccio
      ml

      • gelsobianco 14 novembre 2013 a 13:58 #

        ti sono stati fatti tanti complimenti da tutti i tuoi lettori, proprio da tutti.
        un perchè ci sarà? 😉
        che cosa ne dici, ml?
        c’è una delicatezza in te, uomo-pediatra, che è unita ad una giusta valutazione della realtà. 🙂
        ricambio il tuo abbraccio
        gb

      • massimolegnani 14 novembre 2013 a 15:49 #

        🙂

        > Date: Thu, 14 Nov 2013 11:58:24 +0000 > To: agilulfo_@hotmail.it >

  12. chandrasekar 14 novembre 2013 a 13:19 #

    il sangue scivola via dai polsi, ma le parole sono immobilizzate, ogni respiro è un suono, ogni carezza una scia … il tempo soffierà come vento caldo, ti riscalderà .. grazie per aver condiviso in maniera delicata queste parole …

  13. prishilla 16 novembre 2013 a 20:51 #

    Arianna si è infilata nella tana giusta. Elfi e fate la proteggeranno. Le tue parole mi lasciano, dentro, questa scia.
    Prish

  14. Ghiandaia blog 22 maggio 2017 a 06:03 #

    Sei un grande. Non so esprimermi. Ciao!

    • massimolegnani 22 maggio 2017 a 09:31 #

      ho avuto la fortuna di un lavoro che mi avvicina all’essenza bella delle persone, c’è tanto da ammirare nella gente 🙂
      le tue parole mi fanno sentire quanto tu abbia condiviso questi istanti di vita.
      ciao e grazie
      ml

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