chiamata urbana

2 Dic
photo c.calati

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Forza, è quasi ora, sai.

Ora di cosa, domandi diffidente. Non è importante di cosa, è ora, punto. È che occorre essere pronti, soldati di noi stessi, invece siamo sempre impreparati, mediocri militari messi di piantone a una polveriera che contiene solo polvere. Così non la sentiamo la chiamata quando arriva, pensiamo a un grande grido sulla via di Damasco, mentre magari è una voce sommessa sulla strada per Strambino. È sempre il momento di qualcosa, un dovere non dovuto, un dove sconosciuto, un forse prevedibile, un breve fare per sparigliare la partita, come sapessimo per una volta fare.

Chiamate spicciole che se non rispondi si perdono nel vento. Ieri ho visto due tipi sciatti, lui vecchiotto e anacronistico, i capelli grigi lunghi fino al culo, lei bassotta e grassa. Arrancavano sbilenchi inseguendo l’autobus fino alla fermata. L’autista ha aspettato che arrivassero alla porta, poi è ripartito lasciandoli per strada. Io andavo a passo d’uomo verso il centro a cazzeggiare, niente di urgente. Sarebbe stata l’occasione per correggere di un millesimo di grado la traiettoria al mondo, dare un passaggio a quella brutta coppia almeno fino alla fermata successiva, farli trovare lì, pronti a salire e vedere la faccia fessa dell’autista. Era una chiamata urbana, di quelle che non costano, senza scatto alla risposta, ma io mi sono fatto sordo e ho tirato dritto.

È un mondo che s’inclina e noi siamo Schettino che s’inchina, nessuno che a schiena dritta lo raddrizzi. Noi sincronizziamo gli orologi per possedere il tempo e non capiamo che tempo non c’è più. Stiamo lì a pattugliare i marciapiedi dei negozi, attenti che uno schizzo di pozzanghera non ci sciupi le pieghe della gonna o macchi i pantaloni. E intanto ci perdiamo i gesti con cui fare la storia, la minuscola storia, l’unica nostra, prima che anch’essa evapori con noi.

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40 Risposte to “chiamata urbana”

  1. menteminima 2 dicembre 2013 a 22:36 #

    Sabato e domenica prossima sarò dalle tue parti, quasi ti chiamo!

  2. graziaballe 2 dicembre 2013 a 22:47 #

    Posso dirti una cosa ml?
    Una cosa semplice semplice che quando le cose uno le sente in un certo modo non è bene star li a complicarle?
    Ecco: AMMAZZA CHE BELLO!

  3. litedinnamoratoconilmondo 3 dicembre 2013 a 10:57 #

    Davvero una bella scelta l’episodio che citi per esprimere un concetto tanto semplice e “rivoluzionario”.
    Tra l’altro, ho sempre avuto un rapporto tremendo con gli autisti d’autobus.

    • graziaballe 3 dicembre 2013 a 12:27 #

      In effetti anche io lo trovo rivoluzionario nella sua essenza.
      Forse il motivo per cui mi piaciuto tanto!
      Forse perchè ogni giorno penso a questa rivoluzione del costume, della vita, delle cose…che parta anche da lì. E in effetti l’hai detta in un modo davvero efficace, incisivo e chiaro.
      E forse scusa se ormai sbulacco e rispondo ai commenti anzichè alle risposte!! 😀

      • litedinnamoratoconilmondo 3 dicembre 2013 a 13:02 #

        Pur Ospite in Questo Blog, mi permetto di dire che ogni condivisione, almeno da parte mia, è sempre benaccetta.

      • massimolegnani 3 dicembre 2013 a 14:10 #

        tu sbulacca pure, Grazia (ma è un termine piemontese? mai sentito!)
        🙂
        ml

    • massimolegnani 3 dicembre 2013 a 14:08 #

      sì, dovremmo essere “rivoluzionari” nei piccoli gesti a costo zero, che pure compiamo con riluttanza, quando mai li compiamo.
      grazie
      ciao
      ml

      • massimolegnani 3 dicembre 2013 a 14:13 #

        si sono scompaginate le mie risposte, ma spero si capisca a chi di volta in volta sono rivolte. e concordo con “lite” ogni condivisione è assai gradita.
        ml

      • graziaballe 3 dicembre 2013 a 15:25 #

        allora non sono l’unica che clicca “risposta” un pò a casaccio!
        sbulaccare è genovese…o almeno, ligure! 😉

  4. tramedipensieri 3 dicembre 2013 a 12:01 #

    Quante occasioni perse, quanto tempo…anche. Siamo in ritardo su tutto.

    buona giornata
    .marta

    • massimolegnani 3 dicembre 2013 a 14:15 #

      siamo in ritardo, soprattutto con noi stessi, con quello che potremmo essere se solo…
      ciao marta
      ml

      • tramedipensieri 3 dicembre 2013 a 14:27 #

        …lo volessimo con tutta la nostra forza e coraggio…

  5. viaggiandonam 3 dicembre 2013 a 13:33 #

    “invece siamo sempre impreparati, mediocri militari messi di piantone a una polveriera che contiene solo polvere”. Hai scritto mille pezzi bellissimi, che ogni tanto rileggo, ma questo è proprio mio.

    • massimolegnani 3 dicembre 2013 a 14:18 #

      Nam, a me fa molto piacere quando scopro che qualcuno va a rileggere vecchi brani (tremendo narcisismo :-))
      contento che ti rispecchi in questo brano e grazie per le belle parole.
      ciao,
      ml

  6. gelsobianco 3 dicembre 2013 a 16:43 #

    “è ora, punto”
    Sbrighiamoci. Non attendiamo ancora a fare la “rivoluzione” dei piccoli gesti, che sono quelli che dovrebbero valere di più per noi stessi, e che, inceve, non siamo pronti a compiere quasi mai e mai con spontaneità, d’istinto.
    “E intanto ci perdiamo i gesti con cui fare la storia, la minuscola storia, l’unica nostra, prima che anch’essa evapori con noi.”
    Questa chiusa parla da sola e dice così tanto, “tutto”.
    No. Nessun mio “commento”. Sminuirebbe il valore reale di queste parole.
    Quanto hai scritto di bello, di poetico, di valido, ml. Quanto.:-)
    Qui trovo la semplicità più vera unita ad una incisività notevole e ad una chiarezza estrema.
    E questa tua pagina di diario scivola in me profonda.
    Grazie.
    ◕‿◕
    gb

    • massimolegnani 3 dicembre 2013 a 17:56 #

      sì, gb, dovremmo essere semplici, istintivi, rettilinei, e non per un Dio ma per noi stessi e chi ci è prossimo.
      ciao, grazie
      ml

      • gelsobianco 3 dicembre 2013 a 18:05 #

        …se lo siamo per noi stessi nel modo più vero, lo siamo anche per gli altri. 🙂
        gb

      • massimolegnani 3 dicembre 2013 a 18:16 #

        condivido!

        > Date: Tue, 3 Dec 2013 16:05:13 +0000 > To: agilulfo_@hotmail.it >

  7. bakanek0 3 dicembre 2013 a 16:58 #

    Mi spaventa molto l’abitudinarietà che rende pigri dei piccoli e grandi gesti. Quando scatta l’ignavia, bisogna rispondere con la tempestività, senza darsi il tempo di perdere tempo e l’attimo. Niente è troppo piccolo.

    • massimolegnani 3 dicembre 2013 a 17:58 #

      “niente è troppo piccolo”, verissimo, bak!
      ciao
      un sorriso
      ml

  8. harleyquinn86 3 dicembre 2013 a 17:12 #

    Che preziosa ammonizione! 🙂 bellissimo…

    • massimolegnani 3 dicembre 2013 a 18:00 #

      eh, arlecchina, l’ammonizione sarà preziosa, ma il primo a disattenderla sono io!
      grazie!
      ciao
      ml

  9. the pellons' 3 dicembre 2013 a 20:49 #

    Quante chiamate perse quanti numeri sbagliati..

    • massimolegnani 3 dicembre 2013 a 23:07 #

      I numeri sono anche giusti, siamo noi che non rispondiamo!
      ciao
      ml

  10. monika santi 3 dicembre 2013 a 21:21 #

    dovremmo davvero levarci da questo stato di passività in cui andiamo in giro. e includo tutti. noi tentati di chiudere le porte dell’autobus per fretta (e misantropia),
    perchè anche se pensiamo di no, temo ci capiti di farlo.
    bravo a farcelo notare con le tue solitamente ben scritte parole.

    • massimolegnani 3 dicembre 2013 a 23:10 #

      Anch’io sono convinto che a volte, consapevolmente o meno, ci mettiamo al posto di quell’autista
      Ciao monika
      ml

  11. penna bianca 3 dicembre 2013 a 23:27 #

    Alla base di tutto c’ sempre la paura. Purtroppo. ciao ml

    • massimolegnani 3 dicembre 2013 a 23:33 #

      Ciao pennetta, no io non credo sia la paura, e’ la pigrizia mentale, e’ la crosta o la corazza con cui ci siamo rivestiti, e’ altro dalla paura, che quei due, per esempio che paura potevano fare a farli salire in macchina?
      un abbraccio
      ml

      • penna bianca 3 dicembre 2013 a 23:35 #

        La paura di cambiare, di aprirsi al nuovo. Io la vedo così. ciao caro.

  12. massimolegnani 3 dicembre 2013 a 23:49 #

    Allora siamo d’accordo, pensavo la paura fisica
    🙂

  13. agane 5 dicembre 2013 a 09:52 #

    Spesso mi dico: potrei fare quello, potrei dire questo… rare volte faccio e dico perchè…non lo so. Credo manchi quella scintilla, quella spinta. Piccole cose potrebbero cambiare il mondo ma la prospettiva limita la visione del cambiamento, credo. Ci si salva la coscienza con qualche buona azione, una goccia nel mare come si suol dire, ma anche una goccia è qualcosa e se ognuno ce ne mette una allora si che diventa un mare. Dalle mie parti si dice “alc al è alc e nie al è nie” qualcosa è qualcosa e niente è niente :-). E poi c’è il Natale…ma quella è un’altra storia…
    Mandi

    • massimolegnani 5 dicembre 2013 a 12:43 #

      Il tuo commento mi conferma che l’episodio che ho raccontato si può leggere in due modi: in chiave ottimistica, è semplice “fare”, o in chiave opposta, di fatto “non si fa”, io per primo.
      ciao
      benvenuta
      ml

  14. prishilla 5 dicembre 2013 a 13:13 #

    Questo post va a segno, micidiale e bellissimo. Deve essere diffuso. Mi dai il permesso? (sì, lo so che se uno scrive una cosa sul blog ecc ecc ecc ma io sono una schiava ignorante delle buone vecchie maniere…. 😉
    Prish

    • massimolegnani 5 dicembre 2013 a 13:30 #

      Permesso accordato piu che volentieri, prish, qualunque forma tu voglia utilizzare per la diffusione, volantinaggio, visite “Geova” porta a porta, appelli radio, o altro
      🙂
      grazie
      ml

      • prishilla 5 dicembre 2013 a 14:04 #

        pensavo di andare in giro con la macchina con l’altoparlante come l’arrotino….. 🙂

        grazie a te. ciao.

  15. tempodiverso 5 dicembre 2013 a 20:30 #

    il nostro mondo sembra essersi allargato, ma invece si stringe sempre più, tendiamo a tenere fuori tante cose e persone dai confini che abbiamo segnato attorno a noi. sei sempre bravo nel mettere a nudo le debolezze senza fare sconti.

    • massimolegnani 5 dicembre 2013 a 22:27 #

      Si’ ci restringiamo nei nostri confini, pattugliamo i fossati attorno a noi, e chi e’ fuori resti fuori! Desolante.
      Ciao
      ml

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