solstizio di piccola (in)felicità

17 Dic
photo by c.calati

photo by c.calati

 

Giorgia s’affanna, piano piano, a trovare aria e ad arginare il male. E intanto cerca il modo di tendere le labbra, pallide e sottili, in un accenno di qualcosa che assomigli ad un sorriso che rassicuri gli altri. Adolescente quieta, ha una compostezza che colpisce, quella specie di pudore proprio di chi non vuol pesare, questione di spazio da lasciare sgombro, direbbe lei se avesse la forza di parlare.

Era alle soglie di sogni di una minima audacia, trasgressioni che non avrebbero superato i confini di una pizzeria e di una mano stretta sotto il tavolo a un’altra mano, e di altri sogni al segno opposto, la regressione per pochi giorni  all’infanzia andata, il bel tepore sotto l’albero, i doni da scartare, lo stupore. Invece ha dovuto accantonare questi e quelli per affrontare una vigilia di fatiche elementari, dove gli impegni sono cuore e respiro, troppo difficile mangiare, impossibile pensare.

Non si lamenta Giorgia ma stenta a migliorare.

Dietro a un’apparenza serena nasconde un velo di tristezza inaccessibile ai sorrisi che l’assediano e forse, più della gravità del suo malanno, lei sente la piccola ingiustizia delle cose andate storte o quantomeno una generica sfortuna che non merita. Non sa di essere, anche in queste condizioni, un piccolo splendore. La limpidezza dello sguardo, il pallore della pelle e quella pacatezza nel subire cure e affetti, tutto fa pensare alla sua paziente attesa del futuro, un futuro che la sta aspettando ricco, appena scalfito dal presente.

Non è facile parlarle della possibile felicità di questi istanti, tu stesso non sai bene cosa intendi, ma qualcosa intuisci, un barlume di idea che vorresti si travasasse in lei. Guardi fuori dalla finestra il crepuscolo alle cinque e le dici del solstizio d’inverno. Le dici i giorni brevi che tu ami perché hanno l’alba così vicina all’imbrunire e che non ci sono aurore o tramonti estivi che possano competere col cielo del mattino che d’inverno si fa luce e dopo poche ore cede a un buio altrettanto luminoso. Parli convinto, ma stai volando stupidamente alto, lei non ti può seguire e poi stai deragliando, non è questo il messaggio che volevi farle giungere. Allora prima taci, poi con più semplicità le dici “tra pochi giorni le giornate s’allungheranno, poco alla volta”. Le racconti di questa piccola magia, che come inizia l’inverno i giorni già si stanno preparando alla primavera. E lei ti ascolta silenziosa, allora aggiungi “è come il tuffatore che proprio nel toccare il fondo della vasca trova la spinta necessaria per riemergere”. E riemergerà prepotente tra qualche anno la memoria di quel natale duemilaetredici faticoso e strano, il ricordo sarà quasi nostalgia. Ti volterai indietro a qualcosa di bello e senza nome che hai attraversato nei giorni che credevi tristi. Queste ultime cose non le dici, ma le pensi fissandola negli occhi.

Ti guarda con un lieve smarrimento e tace, Giorgia. Forse non ha inteso o forse le crede stupidaggini da vecchio.

Ma l’indomani la trovi seduta sul suo letto, sta appoggiata a dei cuscini, quasi regale, le cannulette dell’ossigeno nel naso poco più un vezzo, le unghie appena pitturate in rosa. Parla al rallentatore ma gesticola vivace. Ti mostra le due piccole mele, lucide e carnose, che sembrano aspettare impettite sul comodino di essere mangiate. Le addenterò, ti dice con occhi di malizia, appena ne avrò fiato. E tu non pensi alla Bella Addormentata, ma a qualcosa di più bello e più avvincente. Il suo futuro.

 

 

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46 Risposte to “solstizio di piccola (in)felicità”

  1. Nerina 17 dicembre 2013 a 10:12 #

    (delicatissimo come sempre. e uno spazio “altro” del quotidiano, il tuo)– e buon natale, amico medico

  2. viaggiandonam 17 dicembre 2013 a 11:33 #

    Il potere taumaturgico delle storie. Che guarisce la piccola ingiustizia delle cose andate storte. Ed è davvero incredibile come sia vero che dietro questo freddo di alberi spogli si nasconda la vivissima primavera. Grazie. E un bacio a Giorgia.

  3. graziaballe 17 dicembre 2013 a 11:42 #

    Desiderare delle mele, semplici e quotidiane. Non me ne dimentico quando vedo i nostri figli adolescenti correre e ridere e sono investita dal brivido della fortuna. Penso a Giorgia, ai suoi genitori e a chi la tiene tra le sue cure con tutta la speranza che resti un ricordo lo stare lì…come è capitato nella vita, di ripensarci e sentirsi tratti sulla zattera.

    • massimolegnani 18 dicembre 2013 a 11:43 #

      Il brivido della fortuna, condivido!!
      vinciamo tutti i giorni alla lotteria e non ce ne accorgiamo
      un sorriso, Grazia
      ml

  4. ire 17 dicembre 2013 a 12:26 #

    E il suo presente, che ogni tanto riesce ad essere più lieve. Bellissimo, più di sempre.

  5. litedinnamoratoconilmondo 17 dicembre 2013 a 13:31 #

    Una delle Tue cose che ho letto che mi è piaciuta di più.
    Non credo fosse casuale, il fascino esercitato sul protagonista dalle giornate più brevi in cui “l’alba” è “così vicina all’imbrunire”, rispetto alla breve esistenza di una bambina malata, un concetto struggente e meraviglioso che rimanda alla pietà, al rispetto della vita in ogni sua forma, forse perfino al suo significato più profondo.
    Pagherei, pur nella tragicità del momento, per aver potuto vedere coi miei occhi quegli “occhi di malizia”…
    Grazie davvero per la Condivisione.

    • massimolegnani 18 dicembre 2013 a 11:47 #

      gli “occhi di malizia”, eh, hai visto giusto!
      ciao e grazie a te di condividere
      ml

  6. ammennicolidipensiero 17 dicembre 2013 a 19:47 #

    e invece vedi un po’ che i sogni che scavallano i confini delle pizzerie fanno presto a fari voli bizzarri. mannaggia a noi, che rimaniamo ancorati alle pizze margherita.

    • massimolegnani 18 dicembre 2013 a 11:49 #

      bella quell’età in cui un po’ si voleva andare avanti in fretta e un po’ si regrediva all’innocenza!
      ciao
      ml

  7. rossodipersia 17 dicembre 2013 a 21:04 #

    Ricorderà Giorgia. Istanti fatti di smarrimento e abbandono fiducioso alle cure degli altri. Sono così questi momenti quando riaffiorano improvvisi nell’età adulta. Ricorderà sorrisi tremuli e frasi senza senso e un uomo, fisso davanti alla finestra, che guarda fuori e le descrive una magia che la sua giovane età ancora può intuire.
    Ciao ml

    • massimolegnani 18 dicembre 2013 a 11:52 #

      Rosso, sai cosa ho pensato subito leggendo il tuo commento? che tu, leggendo di Giorgia, hai rivissuto una tua esperienza simile, ti ho “vista” guardare indietro.
      Grazie
      ml

  8. menteminima 17 dicembre 2013 a 21:43 #

    Ne avevo bisogno, grazie!
    lucia

  9. the pellons' 17 dicembre 2013 a 22:56 #

    A scrivere solo di quel che vediamo, ne avremmo per ogni giorno. Grazie molte, collega.

    • massimolegnani 18 dicembre 2013 a 11:56 #

      “collega” è una parola che mi ha sempre irritato. Non questa volta!
      🙂
      ml

  10. aliota 18 dicembre 2013 a 02:25 #

    proprio oggi ricordavo “If Winter comes, can Spring be far behind?”: un pensiero che mi ha sempre aiutato a procedere a piccoli passi, nel buio.
    buonanotte ml.

    • massimolegnani 18 dicembre 2013 a 11:55 #

      questo incastro del futuro nascosto nel presente mi ha sempre affascinato.
      e buongiorno a te
      ml

      • aliota 18 dicembre 2013 a 12:56 #

        Tempo presente e tempo passato
        sono forse entrambi presenti nel tempo futuro,
        e il tempo futuro contenuto nel tempo passato. (T. S. Eliot, Four Quartets)
        …per restare in tema dei miei tormentoni. 🙂 ciao, tu!

  11. gelsobianco 18 dicembre 2013 a 06:20 #

    Tu vai “oltre”, ml.
    La “magia” è nel tuo sguardo, nel tuo modo di essere uomo e medico.
    Giorgia la prende e te la rimanda con “occhi di malizia”.
    Grazie.
    Sorrido.
    Sorrido.
    gb
    La tua delicatezza…

    .
    .

  12. agane 18 dicembre 2013 a 12:40 #

    non c’è niente che potrei aggiungere ai commenti già scritti ma posso dire che la sensazione dolce-amara che ho letto fra le righe mi ha “toccata”.

  13. gelsobianco 19 dicembre 2013 a 13:02 #

    che piccola grande felicità dà sempre questo tuo scritto!
    🙂
    gb

  14. bakanek0 19 dicembre 2013 a 16:44 #

    I pezzi di vita che ci porti in questa tua pagina riescono a definire la carne e il fiato delle persone che racconti. Persone, non personaggi. Auguri a Giorgia.

    • massimolegnani 19 dicembre 2013 a 23:13 #

      La carne e il fiato! Apprezzo molto come hai evidenziato questi due elementi.
      Grazie bak,
      ml

  15. Alisa 20 dicembre 2013 a 23:27 #

    Una vera corrispondenza quella delle giornate solstiziali (che anche io apprezzo) con la vicenda di una ragazza in via di guarigione (seppur faticosa); la luce che nasce dal buio sia di augurio a Giorgia che anche i suoi giorni diventino via via più luminosi.
    Non posso fare a meno di notare un rimando letterario a Leopardi alle sue ricordanze dove anche i momenti difficili grazie al ricordo e alla scrittura si fanno dolci, e di apprezzare il richiamo allo sport dei tuffi che pratico: davvero se si tocca il fondo si sale con meno fatica e dispendio di fiato.

    • massimolegnani 21 dicembre 2013 a 13:16 #

      Alisa che piacere!
      e che cose belle hai scritto!
      e poi so la tua attenzione per tutte le (s)cadenze del calendario, che sia l’avvento o il solstizio
      Un abbraccio
      ml

  16. prishilla 21 dicembre 2013 a 19:16 #

    E io, mentre applaudo a Giorgia e chi ha saputo ‘parlarle’, non posso fare a meno di chiedermi di quella mano che aspettava la mano di Giorgia sotto al tavolo della pizzeria…. Si, sono ingorda di storie e questo posto ne è una tale miniera….
    prish

    • massimolegnani 21 dicembre 2013 a 19:56 #

      Quella mano ha ri-trovato la mano di Giorgia, timidamente, sotto il lenzuolo del letto d’ospedale
      🙂
      ciao prish
      ml

  17. tempodiverso 22 dicembre 2013 a 14:06 #

    grande capacità quella di fare intuire la luce che verrà oltre il buio, e saper comunicare la fiducia nel futuro. quelle piccole mele come simbolo della vita da addentare con sicurezza ritrovata. sempre toccanti queste pagine.

  18. Urania 26 dicembre 2013 a 16:26 #

    Lieta di averti trovato nel mio procedere desultorio. Sei un signore. Bella questa Italia che scrive, che ragiona senza bisogno di vetrine.. un abbraccio a te e alla piccola.

  19. harleyquinn86 30 dicembre 2013 a 15:59 #

    Che bella Giorgia! Ce l’hai descritta così che forse se la vedessi per strada la riconoscerei…
    Ti ammiro molto per la tua capacità di compatire, di sentire l’altro.
    Che bello il modo in cui le hai letto dentro sensazioni presenti e future…
    è ricchissimo questo post. Dovrò tornare a leggerlo più volte. Vorrei che tanta speranza e tanto amore per la vita mi si imprimessero dentro…

    • harleyquinn86 30 dicembre 2013 a 16:01 #

      *Ce l’hai descritta così bene

    • massimolegnani 30 dicembre 2013 a 19:42 #

      Come mi piace quel compatire inteso come condividere sofferenze ed emozioni
      Grazie Arlecchina e
      felicita’ nel 14, 15, 16…..20, 30, 40
      🙂
      ml

      • harleyquinn86 30 dicembre 2013 a 19:55 #

        Sì, emozioni belle e brutte… che sono connesse e ci connettono (ti sono così grata perché, quando passo di qui, questa convinzione si riforza in me) Che ti piace si legge, eccome 🙂 Felicità anche a te, ml 😀
        Arlecchina

  20. LuceOmbrA 7 gennaio 2014 a 13:24 #

    Felicità è diafana e profonda come quel buio luminoso che avvolge tutto così presto al solstizio d’inverno. E’ bellissimo quello che hai scritto, grazie di cuore…

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