de-generazioni

7 Gen
photo by c.calati

photo by c.calati

 

 

Pavlov

 

A visita medica ormai conclusa, quasi sempre i genitori, già sulla porta dell’ambulatorio, ordinano al bambino di salutarmi. Mentre quello tace e si scaccola tranquillo o frigna esasperato, io, vittima di un irrefrenabile riflesso, ubbidisco e saluto educatamente.

 

In viaggio con mio suocero

 

–           Bella la tua macchina, Massimo. È un’Audi?

–           No, Bruno, è una Bmw.

–           E che Audi è?

–           Non è un’Audi, è una Bmw!

–           Sì, ma che modello è?

–           È una “serie1”.

–           Audi serie1, mai sentita!

–           Già, è la nuova serie della Audi.

 

Abbiamo un’oretta di viaggio. Mio suocero ogni tanto borbotta qualcosa, io che sono intento alla guida non lo ascolto bene e rispondo un po’ a casaccio, così il dialogo prosegue su due binari paralleli che non s’incontreranno mai. Ma va bene così, sono tanti anni che lui si muove davanti a me, mostrandomi la strada. Un tempo era la neve che d’inverno batteva con le racchette e io dietro di lui senza fatica, ora è la via della vecchiaia che batte a passo stanco, che non sia per me troppa sorpresa.

 

–           Bruno, siamo arrivati. Aspettami che ti aiuto a scendere.

–           Non mi muovo, tranquillo, ti aspetto.

–           Ecco, metti fuori un piede e datti lo slancio mentre io ti tiro su.

–           Non ce la faccio. Mi si deve essere impigliato l’impermeabile.

–           Adesso è a posto, riproviamo. Accidenti, lascia perdere il bastone, te lo prendo dopo.

–           Niente da fare. È come fossi senza forze.

–           Dai, Bruno, collabora! Datti una spinta, perbacco, non stare a peso morto!

–           Massimo, se non mi sganci la cintura di sicurezza da qui non esco!

 

Eseguo in silenzio e penso che non ho da fare molta strada per raggiungerlo.

 

 

Il feltro

 

Sono innamorato del mio nuovo cappello. Sobrio, elegante, ha un color antracite che contrasta bene con la mia barba. Ora che fa freddo lo tengo anche in macchina. Cedo alla tentazione di darmi un’occhiata nello specchietto. Dapprima mi guardo soddisfatto, poi mi prende lo sgomento. “Chi guida col cappello o è un bifolco o è vecchio dentro e fuori” sentenziavo un tempo.

 

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35 Risposte to “de-generazioni”

  1. LuceOmbrA 7 gennaio 2014 a 12:17 #

    Dovessi mai vedere MarioRigoni Stern al volante di una serie 1 saprò che sei tu!
    Un augurio di buon tutto a te caro Massimo ^____^

    • massimolegnani 7 gennaio 2014 a 14:56 #

      ..e allora ti porto a fare un giro sulla serie1
      Mi raccomando allacciati e poi slacciati la cintura da sola 🙂
      ml

      • LuceOmbrA 7 gennaio 2014 a 15:26 #

        se mi impegno ce la posso fare!! 😀
        p.s. cmq preferisco le audi… 😛

  2. litedinnamoratoconilmondo 7 gennaio 2014 a 12:25 #

    Tranquillo.
    I bifolchi non guidano Audi serie1. 🙂

  3. harleyquinn86 7 gennaio 2014 a 13:43 #

    Non so fuori, lo saprà l’anagrafe, ma se continui ad avere questa ironia, dentro non sei invecchiato, direi proprio di no.

    • massimolegnani 7 gennaio 2014 a 14:59 #

      Oh, che bella cosa mi dici, Arlecchina
      Un sorriso di gratitudine
      ml

      • harleyquinn86 7 gennaio 2014 a 15:10 #

        Lo penso. Un sorriso a te.

  4. bakanek0 7 gennaio 2014 a 14:25 #

    Il cappello di feltro ha un’eleganza senza tempo. Avrei detto che eri tipo da cappello di feltro: non in senso limitativo, naturalmente, ma come valore aggiunto, a confermare il mio percepirti persona di garbo e sensibilità.

  5. penna bianca 7 gennaio 2014 a 15:42 #

    Chabbraccio e bello questo post, che bello questo sguardo ironico su se stessi e sulla vita. Ma chi è davvero vecchio ml? Dico, vecchio nell’anima. Perché te non ti ci vedo proprio. Nemmeno se guidi con il cappello (per altro bellissimo). Ma in questa considerazione forse sono un po’ di parte. Anch’io guido con il cappello quando è freddo 😉 un

    • massimolegnani 7 gennaio 2014 a 16:03 #

      Decriptato il tuo messaggio (abbraccio andava in fondo)…ti abbraccio 🙂
      ciao pennetta
      ml

  6. gelsobianco 7 gennaio 2014 a 16:42 #

    Sei proprio un vecchio-ragazzo, ml. Sì.
    Hai una consapevolezza grande unita ad un’ ironia rara.

    Vittima del riflesso condizionato di Pavlov “ubbidisco e saluto educatamente.”
    In poche pennellate dipingi questo piccolo quadro che ammiro molto. Il bimbo continua a mettersi le dita nel naso e tace.
    Hai una dolcezza ferma con tuo suocero che aiuti, che stai a sentire con pazienza vera e affetto profondo mentre “penso che non ho da fare molta strada per raggiungerlo.”
    Poi, vanitoso, ti innamori del tuo elegante cappello e vuoi tenerlo anche in macchina pur ricordandoti, con sgomento, che cosa dicevi un tempo.

    Con la fotografia mostri ai tuoi lettori il contrasto piacevole tra il colore del feltro e la tua barba! 😉
    Perfetto il tuo titolo “de-generazioni”. 🙂

    Apprezzo davvero molto il tuo scritto, vecchio-ragazzo!
    E con l’ironia si resta pur sempre ragazzi anche se non giovani ragazzi.

    Ti sorrido, ml.
    Con stima ed affetto
    gb

    • massimolegnani 7 gennaio 2014 a 19:44 #

      “Vecchio-ragazzo” in effetti e’ la chiave, assieme al titolo che puo’ essere letto tutto attaccato (e prevale il degenerare, lo sfacelo mentale) o separato (allora e’ un saltare del soggetto, io, da una generazione all’altra, ragazzo-vecchio).
      Ineccepibile e “calda” la tua analisi, gb.
      Grazie
      un sorriso
      ml

      • gelsobianco 8 gennaio 2014 a 00:46 #

        la chiave è in quel trattino, sì. 😉

        sorrido.

        consapevolezza, continua meraviglia per ciò che accade in noi, intorno a noi e ironia. ecco la miscela per restare ragazzi e non divenire ridicoli.

      • massimolegnani 8 gennaio 2014 a 10:55 #

        🙂

        > Date: Tue, 7 Jan 2014 22:46:58 +0000 > To: agilulfo_@hotmail.it >

  7. Badev 7 gennaio 2014 a 16:58 #

    L’atmosfera ironica era da topolino amaranto, nè da audi, nè da bmw, questo ho pensato. Ciao caro!

    • massimolegnani 7 gennaio 2014 a 19:46 #

      Eheh, ci mancava la topolino, non ne sarebbe piu uscito mio suocero, con o senza il mio disastroso aiuto!
      Ciao B.

  8. tramedipensieri 7 gennaio 2014 a 18:09 #

    Tra due generazioni tele cavi ottimamente!
    Bravo anche far finta di non aver visto la cintura! 😉

    buona serata
    .marta

    Il cappello ti sta benissimo!

    • massimolegnani 7 gennaio 2014 a 19:48 #

      Ho finto proprio bene di non aver notato la cintura, eh?
      Ciao .marta
      🙂
      ml

  9. monika santi 7 gennaio 2014 a 19:21 #

    ma che lettura piacevole !! 😀
    mi sono divertita, trovandola delicata al contempo.
    cappello perdonato, non è la vecchiaia, è che è davvero bellissimo…..

    • massimolegnani 7 gennaio 2014 a 19:51 #

      Bello il cappello!
      Come dice Luce mi fa assomigliare a Rigoni Stern!
      Ciao Monika
      un abbraccio
      ml

  10. aliota 7 gennaio 2014 a 21:31 #

    uh, sempre temuti i guidatori col cappello 😀

    bellissimo post, magnifico! tre istantanee di consapevolezza e meraviglia nei confronti del mondo, della vita, di sé stessi e degli altri.

    e adesso, saluto il dottore 😉

    • massimolegnani 7 gennaio 2014 a 22:52 #

      Sapessi come mi arrabbio ( con me stesso) dopo che mi accorgo di aver salutato al posto del bambino!
      Ciao A.
      grazie
      ml

  11. menteminima 7 gennaio 2014 a 22:53 #

    Figo con quel cappello.
    Ciao dotor 🙂

  12. massimolegnani 7 gennaio 2014 a 22:56 #

    Figo ma invecchiato col cappello 🙂
    Ciao, Lucia
    ml

  13. graziaballe 8 gennaio 2014 a 00:32 #

    mi vien solo da dire “chapeau!” 🙂

  14. rossodipersia 8 gennaio 2014 a 05:02 #

    Capita a volte che un oggetto sempre stato superfluo nella nostra giovinezza diventi all’improvviso indispensabile: come un cappello per celare il nostro sguardo, un paio di scarpe per andare dove non si dovrebbe, un libro per non distrarsi da altro. E sembra quasi che senza non ci si senta più se stessi perché quell’oggetto ci cambia pur lasciandoci sempre uguali, ci rende misteriosi, affascinanti, determinati e con un cappello così diventa possibile proiettarsi altrove e sentirsi un Edmond Dantès alla guida di una macchina.
    Ciao ed…

    • massimolegnani 8 gennaio 2014 a 10:50 #

      vero, Rosso, quell’oggetto acquisito in età adulta ci permette di andare ancora lontano. 🙂
      ciao P.
      ml

  15. londarmonica 8 gennaio 2014 a 10:24 #

    Avrai il cappello, ma lo indossi in una BMW o Audi, dipende dai punti di vista, e non una Prinz verde. Perciò puoi star tranquillo a meno che anche l’estetica non inizi a far scherzi. Anch’io obbedisco, saluto con la manina e ringrazio 😉

  16. the pellons' 8 gennaio 2014 a 15:10 #

    Chi guida col cappello non sa guidare! (anche io ho un cappello nuovo. Mi sento molto Casablanca, te lo dico, ma meno gnocca).

    • massimolegnaniMassimolegnani 8 gennaio 2014 a 17:13 #

      ..meno gnocca della bergmann ci puo’ stare senza disonore!
      ml

      • the pellons' 8 gennaio 2014 a 18:29 #

        Peccato, speravo mi dicessi che invece sono meglio!! 😉

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