per quei silenzi appena attraversati

9 Gen
photo by web

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E le parole, le parole così inutili, quando intorno abbiamo il silenzio che ci parla. 

Il primo fu Charlot, il suo dolcissimo coraggio nascosto sotto i baffi e dietro a una bombetta logora, una rivoluzione silenziosa la sua, nell’apparente ilarità di sbiaditi fotogrammi. Gli Americani, gente attenta, l’avevano capito che sotto quello sgambettare un po’ ridicolo si mascherava un sovversivo. Io che da bambino non sapevo il rosso e il nero, lo guardavo a bocca aperta tra gli schiamazzi degli amici e non riuscivo a ridere, chè intuivo sottopelle una tristezza ingiusta e il tentativo eroico di correggerla. Tacevo alla pellicola con il rispetto che già portavo a DonChisciotte. E intanto assimilavo le parole che taciute mi giungevano precise.

Poi è stata l’erba muta e impercettibile nel quotidiano crescere, che è breve e verde il grano prima della neve e a giugno te lo ritrovi alto e biondo, senza sapere come sia successo. Così, sdraiato al prato, cercavo di afferrare il minimo rumore di ogni stelo, che mi rivelasse il suo allungarsi verso il sole. Ma nemmeno i tulipani, ben più grandi e presuntuosi, nemmeno quei papaveri che all’improvviso esplodevano di rosso, nemmeno loro emettevano alcun suono e intanto ingigantivano. Solo il grillo accompagnava in sottofondo il tacere operoso del giardino.

A volte è una discesa, bianca di neve un tempo, nera d’asfalto ora, con la medesima paura che mi prende e che mi spinge. Si stringe il culo sulla sella, come tremavano le gambe sugli sci. Eppure vado e vado bene, in una frenesia che mi stordisce e non controllo ma subisco. Così m’infilo sotto l’aria che immobile mi giudica e ancora più mi piego, che la paura non è diversa dal coraggio. E nel silenzio mi tace dentro un urlo.

E adesso a sera sono due libri aperti, separati da un divano. Una lettura consensuale di pagine diverse. Con un bicchiere in mano, un po’ di fumo e il gatto che rimbalza quatto da uno all’altra, diventiamo isole assorte in un mare senza onde, dove basta lo scambio di uno sguardo a recuperare intesa, come fosse l’opinione della voce.

E le parole, le parole così inutili, quando le immagini ci attraversano la vita senza fare alcun rumore. La coda della volpe, la sua bandiera ingenua che la svela in mezzo all’erba, l’acqua nel canale che sempre scorre nella stessa direzione, la biscia indifferente a noi stesi sui sassi, la mongolfiera che buca il cielo inseguendo il vento e solo senti lo sbuffo d’aria calda che ritma l’ascensione. E la pelle, la pelle soprattutto, quando nascosta tace e silenziosa dice.

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43 Risposte to “per quei silenzi appena attraversati”

  1. aliota 10 gennaio 2014 a 00:06 #

    mi sembra il controcanto del precedente post sulle parole, ma ti ho letta distrattamente e me ne scuso. rileggerò.
    ciao doc 🙂

    • massimolegnani 10 gennaio 2014 a 11:37 #

      sì e no, perchè in entrambi c’è, è vero, un atteggiamento ambiguo nei confronti delle parole, ma qui l’attenzione è rivolta soprattutto lla percezione del silenzio, quel silenzio particolare, empatico, che appunto non avrebbe bisogno delle parole, se non per dirlo.
      ciao A.
      un sorriso
      ml

      • aliota 11 gennaio 2014 a 00:10 #

        da buona parolaia, ho un rispetto quasi reverenziale del silenzio.
        sshh…
        A

      • massimolegnani 11 gennaio 2014 a 18:59 #

        🙂

        > Date: Fri, 10 Jan 2014 22:10:24 +0000 > To: agilulfo_@hotmail.it >

  2. graziaballe 10 gennaio 2014 a 02:11 #

    non fosse che non è il caso di far rumore, applaudirei.

    • massimolegnani 10 gennaio 2014 a 11:39 #

      non fosse che si dovrebbe tacere, ti direi “grazie davvero”
      🙂
      ml

  3. gelsobianco 10 gennaio 2014 a 03:25 #

    sorrido e ti sorrido.
    non posso che sorriderti ora.
    ritornerò.
    questo tuo scritto!:-)
    io ne sono rimasta colpita già dalla mia primissima lettura.
    è poesia.
    gb

    • massimolegnani 10 gennaio 2014 a 11:40 #

      la primissima lettura! adoro l’emozione che traspare da questa.
      grazie
      ml

  4. tramedipensieri 10 gennaio 2014 a 09:35 #

    Le parole così inutili, ma essenziali.
    .a volte.

    buona giornata
    .marta

    • massimolegnani 10 gennaio 2014 a 11:41 #

      sì, .marta, non ci fossero le parole, non potremmo dire di tacere.
      🙂
      ml

  5. ire 10 gennaio 2014 a 10:33 #

    Mai disturbare il silenzio e le parole mute e intense che ne escono, ma una cosa la devo dire: anch’io da piccola nel guardare Charlot e Ollio e Stanlio piangevo di tristezza. Mi facevano piangere anche le Simpatiche canaglie. Maledetta empatia.

    • massimolegnani 10 gennaio 2014 a 11:43 #

      ..e l’empatia sarà maledetta, ma è anche benedetta.
      ciao, irene
      ml

  6. harleyquinn86 10 gennaio 2014 a 12:47 #

    “Così m’infilo sotto l’aria che immobile mi giudica e ancora più mi piego, che la paura non è diversa dal coraggio. E nel silenzio mi tace dentro un urlo” . Wow! Vale per la maggior parte dei momenti…

  7. bakanek0 10 gennaio 2014 a 18:49 #

    Bello, bello, bello! L’onda di parole che imbastici in un mare rotondo, pieno di poesia. E condivido il significato. Il silenzio fatto di serena comprensione e intesa.

    • massimolegnaniMassimolegnani 10 gennaio 2014 a 20:59 #

      Oggi abbiamo post speculari
      🙂
      Ciao Bak
      ml

      • bakanek0 10 gennaio 2014 a 21:26 #

        Non è la prima volta che abbiamo ispirazioni in accordo. Il filo che unisce, di cui già parlammo.

  8. monika santi 10 gennaio 2014 a 20:15 #

    a me una frazione silenziosa di giornata serve fisiologicamente alla sopravvivenza.
    bella la tua ode, a amabilissimo il frammento della serata, dei libri e degli sguardi.
    sempre un piacere, caro.

  9. rossodipersia 10 gennaio 2014 a 20:22 #

    è dentro il silenzio
    che ti osservo di sottecchi
    quando sfogli il giornale
    ed io il mio
    senza parole
    per un tempo
    intero
    e poi la tua
    mano che lentamente
    arriva
    scosta bicchieri
    tazze e imprevisti
    per riposare calda
    nella mia
    per questo ti scelsi
    e per questo
    ti mandai via
    quando mi accorsi
    che il tuo silenzio
    diventò rumore

    • massimolegnaniMassimolegnani 10 gennaio 2014 a 20:50 #

      Che meraviglia!
      Faccio la figura dell’ignorante se ti chiedo e’ tua?
      ml

      • rossodipersia 10 gennaio 2014 a 20:52 #

        Certo scritta adesso fresca fresca di inchiostro. Me l’hai suggerita tu con il tuo testo.

    • bakanek0 10 gennaio 2014 a 21:29 #

      Se Massimo lo consente, mi permetto di fare anche i miei complimenti.
      Mi piace moltissimo.

      • rossodipersia 10 gennaio 2014 a 23:31 #

        Non vedo perché non dovrebbe 🙂 🙂

  10. massimolegnaniMassimolegnani 10 gennaio 2014 a 20:57 #

    Ma, rosso, e’ bellissima! Io pensavo a Prevert!
    grazie bella

  11. gelsobianco 11 gennaio 2014 a 01:48 #

    @ rossodipersia

    “scosta bicchieri
    tazze e imprevisti”
    Questi versi mi piacciono particolarmente perché, per me, sono molto significativi.
    Sì. Bella davvero la tua poesia, Rosso.
    La chiusa mi parla molto.
    Brava.
    🙂
    gb

    @massimolegnani

    Mi sono permessa interagire direttamente con una tua ospite, ml, per manifestarle il mio apprezzamento per i suoi versi, senza averti chiesto il consenso prima.
    Spero tu mi scuserai.
    Sì, lo farai.
    E’ bello con_dividere!:-)
    Grazie.

    Più leggo il tuo scritto, più intensa e nuova è la mia emozione.
    Alcune tue immagini sono così uniche, così “poesia”.
    C’è forte musicalità nella tua “prosa poetica” ad iniziare dal titolo.
    E…
    Ti sorrido, ml
    gb

  12. menteminima 11 gennaio 2014 a 10:25 #

    Adoro scoprire che non sono l’unica a sentire il grano che cresce.
    Pensa che quella mongolfiera l’ho fotografata l’altro giorno dalle tue parti 🙂

  13. the pellons' 12 gennaio 2014 a 20:52 #

    Il silenzio di chi si capisce anche a centinaia di chilometri, perché semplicemente, si sente.

  14. Prishilla 13 gennaio 2014 a 00:11 #

    Parlare del silenzio, che magia… Le mie parole, non ce l’hanno fatta! 😉
    Buon Anno, Prish

  15. penna bianca 13 gennaio 2014 a 18:04 #

    ma che bello!

  16. viaggiandonam 13 gennaio 2014 a 23:30 #

    La pelle soprattutto, quando nascosta tace e silenziosa dice. Mi piace rileggere questa frase che chiude e tiene insieme il resto. E’ già stato detto,questo post è meraviglioso.

  17. ili6 14 gennaio 2014 a 16:51 #

    Complimenti, Massimo! hai attraversato un’intera vita che si è svolta senza assordanti, fastidiosi e dolorosi rumori e ora è il tempo dei libri conosciuti da rileggere nei suoi momenti di meraviglia e degli sguardi di parole.
    Splendida la chiusa: la pelle che nascosta tace e silenziosa dice!
    Beh, diciamo che se così è, diventa anche bello invecchiare (insieme).

    • massimolegnaniMassimolegnani 14 gennaio 2014 a 18:20 #

      E’ che rumori e frastuoni li ho annullati come fossi sordo, un sordo selettivo che sente solo i silenzi.
      Grazie Mariro’
      ciao,
      ml

  18. giuliagunda 22 ottobre 2014 a 14:40 #

    Ohh… wow, solo wow. 🙂

    G.

    • massimolegnani 22 ottobre 2014 a 15:03 #

      Hai un modo meraviglioso di meravigliarti, tra Alice e la donna di mondo rotta a quasi tutte le meraviglie.
      🙂
      ml

      • giuliagunda 22 ottobre 2014 a 15:20 #

        È un complimento bellissimo (meraviglioso).
        🙂
        G.

      • massimolegnani 22 ottobre 2014 a 15:26 #

        🙂

        Date: Wed, 22 Oct 2014 13:20:08 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

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