il vino, il pane, le parole

20 Gen
photo by c.calati

photo by c.calati

 

 

Una transvolata atlantica, pionieri come Lindbergh, una migrazione di anatre selvatiche, un peregrinare lungo la via francigena, più facile morire che raggiungere Cluny, questo il nostro viaggio.

Il vino, il pane, le parole sono le stelle che ci aiutano. Scrutiamo il cielo per non vedere il mare dove affogano anatre stremate. Anche tra noi qualcuno s’inabissa come mai esistito. Eppure resistiamo. Il nostro aereo di tela e di coraggio riprende quota, torniamo a esser Lindbergh.

Ma il nostro arrivo non sarà il trionfo di Parigi, sarà una terra smossa e petali dispersi sulla fossa, anatra, pioniere o scannato pellegrino.

 

 

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34 Risposte to “il vino, il pane, le parole”

  1. graziaballe 21 gennaio 2014 a 00:04 #

    portato l occorrente x i piedi?
    forza e coraggio, la meta è la ricompensa!

    • massimolegnani 21 gennaio 2014 a 12:24 #

      pessima ricompensa, vista la meta!!
      🙂
      ml

      • graziaballe 22 gennaio 2014 a 01:51 #

        ci sono arrivata dopo…mi sa che ringrullisco! (o forse ha ragione rosso? 🙂 )
        in tal caso vale sì il viaggio!
        però anche un loculo ben fatto…! 🙂

      • massimolegnani 22 gennaio 2014 a 14:03 #

        ahah, che macabra! 🙂

        > Date: Tue, 21 Jan 2014 23:51:27 +0000 > To: agilulfo_@hotmail.it >

  2. tramedipensieri 21 gennaio 2014 a 09:50 #

    Torniamo alle cose essenziali. ora e subito!
    🙂

    • massimolegnani 21 gennaio 2014 a 12:25 #

      sì! e l’essenziale è questo viaggio attraverso la vita.
      ciao .marta
      ml

  3. rossodipersia 21 gennaio 2014 a 11:20 #

    Mi stai a diventà ermetico! Ma le tue parole sono belle e sull’anatra, o meglio, sull’oca, mi sento a casa! 🙂
    Ciao ml…

    • massimolegnani 21 gennaio 2014 a 12:30 #

      ermetico? no, dai. è che si sia anatra, pioniere o pellegrino, ci tocca questo viaggio!
      ml
      (rosso, hai fatto la discola ultimamente, che il mio blog aveva messo in moderazione il tuo commento? un sorriso)

      • rossodipersia 21 gennaio 2014 a 13:00 #

        Ah mi hai messo in moderazione? Ma tu guarda che mi tocca di sentire: io non faccio la discola, io sono discola!! 🙂

  4. massimolegnani 21 gennaio 2014 a 13:03 #

    ma non ti ho ci messo io, è come tu fossi andata spontaneamente dietro la lavagna. chissà cosa avevi combinato!
    🙂

  5. pennyblues 21 gennaio 2014 a 16:31 #

    Non so se considerarmi più anatra, pioniera o pellegrina. Forse tutte le cose all’occorrenza.

    • massimolegnani 21 gennaio 2014 a 16:56 #

      Infatti, penso che a seconda delle circostanze ci capita di ricoprire ciascuno dei tre ruoli.
      Ciao
      ml

  6. the pellons' 21 gennaio 2014 a 19:18 #

    Basta che il viaggio valga la pena, perché è il viaggio che conta, non la meta, che è fatta di vuoto, pavento.

    • massimolegnani 21 gennaio 2014 a 22:13 #

      Il viaggio e’ tutto, sono d’accordo, ed e’ bene che sia lungo.
      (Te, ti vedo bene come anatra tenace)
      ciao
      ml

  7. monika santi 21 gennaio 2014 a 21:31 #

    ‘sento’ che mi piace, sento poesia, anche se quella terra smossa…… 🙂

  8. aliota 21 gennaio 2014 a 23:06 #

    ti leggo da poco tempo, doc. troppo poco, forse.
    le tue parole riecheggiano di anacoreti.
    la foto risulta oltremodo evocativa… ermetico, sì, come il “senso obliquo delle cose”.
    ciao 🙂

    • massimolegnaniMassimolegnani 22 gennaio 2014 a 10:21 #

      Forse la brevita’ ha reso piu’ difficile la comprensione. Ti suggerisco, per maggior chiarezza, di leggere quando avessi tempo la versione originale, piu estesa, cliccando sul “related” in fondo a questo testo.
      grazie,
      ciao
      ml

  9. gelsobianco 22 gennaio 2014 a 03:14 #

    La fotografia è splendida.
    La carta, la tua grafia, il pane, il bicchiere con il vino, fotografati dall’alto, come se visti da noi, transvolatori atlantici.
    Il tuo tocco di classe: il bicchiere e il vino adatti a vedere attraverso qualche lettera ingrandita.:-)

    Tu sai che io trovo lo scritto, da cui questo è tratto, uno dei tuoi migliori, impregnato del tuo ritmo musicale poetico e delle tue immagini, con il loro movimento “ondulado”, sì, “ondulado”, che prendo dai versi di Lorca.
    Sei riuscito qui a mantenerne l’essenza del tuo originale, pur riducendolo al minimo.
    Questo testo è, forse, ancora più efficace nella sua brevità.

    Abbiamo solo questo nostro viaggio.
    La meta, che noi conosciamo, non ha importanza.
    E’ il viaggio che conta.
    Compiamolo con il coraggio e l’entusiasmo di Lindbergh.
    Scambiamoci pane vino e parole che ci diano speranza quando “il nostro aereo di tela e di coraggio” vacilla.
    E possiamo essere anatra, pioniere o pellegrino. Dipende dalle situazioni.

    Con sempre intero piacere ti leggo e ti ri_leggo.
    Ti sorrido, ml.
    gb
    Tra i related, c’è una tua pagina di diario, importante per me e bella, “il passinbruno”!

    • massimolegnani 22 gennaio 2014 a 10:32 #

      Oh, mi piace molto che tu abbia colto certi dettagli della foto, grazie.
      Ridurre un testo a cento parole senza snaturarne il senso puo’ sembrare un giochino sciocco, ma secondo me impegna a ricercarne l’essenza e a soppesare ogni parola.
      Grazie molte gb per l’apprezzamento,
      ml

      • gelsobianco 22 gennaio 2014 a 22:53 #

        soppesare ogni parola

        sempre

        gb
        🙂

      • massimolegnani 22 gennaio 2014 a 23:27 #

        🙂

        > Date: Wed, 22 Jan 2014 20:53:24 +0000 > To: agilulfo_@hotmail.it >

    • aliota 23 gennaio 2014 a 01:48 #

      (peccato che non si possa mettere un “mi piace” ad un commento)

  10. ire 22 gennaio 2014 a 10:19 #

    Vorrei essere pioniera e invece alla fine credo che sarò anatra. Mi piace e mi piace uno dei commenti che dice basta che il viaggio ne valga la pena, molto molto. Hai una bella calligrafia. Anche tu quando scrivi, scrivi sul serio intendo, lo fai su carta e non sul pc? Io faccio così.

    • massimolegnani 22 gennaio 2014 a 10:38 #

      Ma l’anatra e’ stupenda e resistente quando vola 🙂
      Di solito scrivo al pc, ma quando voglio dar peso scrivo su carta, come qui.
      ciao
      ml

  11. cecil 23 gennaio 2014 a 17:24 #

    sempre piaciute le tue anatre stremate, in qualsiasi forma vengano presentate, strette nel volo serrando i ranghi e noi con loro, compagni di viaggio con medesimo destino, ma loro hanno il privilegio dell’ignoranza, a noi il peso della consapevolezza.

    • massimolegnani 24 gennaio 2014 a 18:02 #

      Vero, la consapevolezza e’un handicap non da poco.
      ciao Grazia
      ml

  12. giuliagunda 26 settembre 2014 a 19:28 #

    Wow.
    (certe volte non mi viene altro da dire, perdonami)

    P.S. foto meravigliosa

    G.

    • massimolegnani 26 settembre 2014 a 19:39 #

      Perdonarti? la tua esclamazione di meraviglia è un toccasana!
      (nella foto il famoso bicchiere di buon vino da….)
      ciao G
      ml

      • giuliagunda 26 settembre 2014 a 19:52 #

        🙂

  13. alessialia 4 maggio 2016 a 11:27 #

    io mi perdo sempre a leggerti.,…
    forse per questo non ho capito molto stavolta…. cioè si percepisce il disagio di arrivare da qualche parte e la volontà di volare liberi….

    • massimolegnani 4 maggio 2016 a 12:15 #

      come darti torto, Alessia? questo è un pensiero spolpato, ridotto all’osso e all’essenziale e per questo abbastanza incomprensibile. di fatto è una visione piuttosto cupa sul nostro attraversare la vita.
      Se hai ancora pazienza con me, ce n’è una versione un po’ più articolata: https://orearovescio.wordpress.com/2013/02/24/il-vino-il-pane-e-le-parole/
      ml

      • alessialia 4 maggio 2016 a 12:19 #

        eh già….. un po cupa davvero…. a volte non conta la partenza o la meta,. ma il viaggio e con chi lo affronti… altre sono proprio l’arrivo e l’origine invece a colpire e affondare….
        beh, corro a leggere l’altra versione! ho pazienza si: mi piace leggerti! molto! e lo sai!

      • massimolegnani 4 maggio 2016 a 12:27 #

        ti sorrido

        Date: Wed, 4 May 2016 10:19:35 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

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