vedo nudo

30 Gen
photo by web

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Le stava succedendo di nuovo.

Enrichetta Bollati aveva un bel concentrarsi sull’editoriale dell’ultimo numero di Famiglia Cristiana. Non riusciva ad andare oltre la terza riga e quelle tre righe, lette e rilette, non avrebbe saputo dire di che parlavano. Il fatto è che ogni volta che alzava lo sguardo, se lo trovava davanti. Nudo, peloso, indifferente.

 

Tutto era iniziato un mese prima, alla festa della Madonna di Ardena. Una giornata splendida, piena di canti e fervide preghiere, rovinata a sera da un autentico atto di sabotaggio. Enrichetta, mentre mescolata alla folla dei fedeli attendeva il ritorno della statua della Vergine, aveva visto spuntare dalla salita che portava al santuario un ragazzone che solitario precedeva il corteo. Correva sull’acciottolato con indosso solo delle scarpe da ginnastica. Sembrava un maratoneta antico al termine della sua fatica, invece era un mascalzone che si faceva beffe della loro fede. I ceri illuminavano la sua nudità irriverente tra il mormorio scandalizzato della gente. Il ragazzo si era fermato proprio davanti a lei che pur colma di orrore non era riuscita a staccare gli occhi da tanto bendiddio. Lo sconosciuto aveva alzato le braccia al cielo ed era esploso in una risata satanica. Subito dopo lo svergognato aveva solcato la folla sparendo in una viuzza laterale, dove probabilmente l’attendeva un compare con i vestiti.

L’episodio aveva segnato Enrichetta nel profondo.

Di notte spesso le compariva in sogno il ciondolare osceno di una specie di serpente tra le gambe di quell’individuo, altre volte era un bastone nodoso o una spranga d’acciaio rovente che l’uomo esibiva come un trofeo. Immancabilmente l’incubo era interrotto da una lugubre risata che alla donna, risvegliandosi di soprassalto, sembrava rintronasse ancora nella stanza. Allora lei, ancora frastornata, balzava dal letto all’inginocchiatoio su cui espiava in preghiera le colpe dell’inconscio. Forse avrebbe dovuto dormire col cilicio.

Di giorno le cose andavano anche peggio. Quando incrociava un giovane prestante era travolta da un’agitazione che la metteva in imbarazzo. Era tanta la sua apprensione e così vivo il ricordo di quella sera che più di una volta, per un brevissimo istante, aveva avuto l’impressione che questi fosse nudo. Erano attimi di sbandamento, poi la donna riprendeva il controllo del proprio fisico e della propria psiche. Si metteva a recitare tre avemaria e due paternoster, muovendo silenziosamente le labbra a una velocità sbalorditiva, e ogni cosa tornava a posto.

 

Ma ora le stava succedendo di nuovo.

E questa volta era più grave del solito; non fugaci allucinazioni, ma una visione persistente. Che si trattasse di allucinazioni Enrichetta ne era consapevole. Non era possibile che l’uomo seduto di fronte a lei fosse veramente privo di vestiti in uno scompartimento così affollato. Bastava osservare i volti imperturbabili degli altri viaggiatori per comprendere che solo lei lo vedeva nudo. Ma questo non le era di alcuna consolazione.

Quello che più sconcertava la non più giovane donna era che, a dar retta agli incubi e alle visioni, sembrava che lei avesse in mente solo quello, sì, il..il sesso, si disse arrossendo. L’idea che qualcuno potesse giungere a quella stessa conclusione oscena costituiva l’unico motivo che le aveva impedito di rivolgersi a uno psicologo. La donna ebbe un sussulto immaginando lo specialista uscire dallo studio e dar di gomito a un collega mostrandogli un’elegante cartelletta con la dicitura Enrichetta Bollati, fobie e ossessioni sessuali. Per carità, quella era una faccenda che era costretta a risolvere da sola.

Già, ma intanto l’uomo al suo cospetto era sempre nudo. E per giunta ora teneva le gambe leggermente divaricate, come a voler incanalare il suo sguardo verso i propri tesori. Enrichetta, come vinta da una forza superiore, lasciò correre gli occhi proprio lì. Boccheggiò in una vampata di calore, poi serrò le palpebre e recitò l’intero rosario. Quando le riaprì il panorama non era mutato. Era un’indecenza, ma lei non poteva prendersela certo con l’interessato. L’unica possibilità di sopravvivenza era che l’uomo scendesse presto dal treno.

–         Mi scusi, lei dove è diretto?- la voce le era uscita strozzata. Il suo viso da topina era contratto come avesse chiesto una cosa sconveniente.

–         Roma.- rispose quello, stupito.

–         Ahh.- mormorò lei accasciandosi sullo schienale, mentre gli occhi ancora una volta le cadevano dove non avrebbero dovuto.

–         Anche lei?- domandò l’uomo, più per educazione che per interesse.

Enrichetta annuì senza trovare il fiato per rispondere.

Tutte le sue energie mentali erano tese a trovare una soluzione. Non fosse stato per il Congresso Eucaristico a cui era stata invitata come uditrice laica, sarebbe scesa alla prima fermata per tornarsene in Piemonte. Ma lei doveva rappresentare la propria comunità religiosa, non poteva venir meno a un compito così prestigioso. Cambiare vagone? Si viaggiava su prenotazione e il treno era sovraffollato, rischiava di compiere il resto del viaggio in piedi in un corridoio stipato di gente, a stretto contatto con uomini sfacciati che magari avrebbe visto nelle stesse condizioni di questo. Cambiare treno? Ancora più rischioso, avrebbe dovuto rifare la prenotazione senza la certezza di trovare un altro convoglio in tempo utile, quella sera si sarebbe inaugurato il congresso con una seduta plenaria a cui non voleva assolutamente mancare. E allora, che fare? Di sicuro, se fosse continuata questa situazione incresciosa, non sarebbe arrivata viva nella Città Santa.

Si sforzò di fissare il suo dirimpettaio in viso, mentre dentro di sé lo implorava di coprirsi. “Almeno il coso” mormorò fra sé. “E i cosi”, aggiunse subito, nel timore che la preghiera telepatica risultasse monca. Avrebbe voluto invocare l’intercessione di qualche santa per rendere più efficace la sua supplica, ma non gliene venne in mente nessuna adatta e l’argomento era troppo scabroso per rivolgersi più in alto.

L’uomo sonnecchiava ignaro. Ma qualcosa di indefinito lo raggiunse perché all’improvviso riaprì gli occhi. Faticò qualche istante a mettere a fuoco l’immagine della donna che lo fissava con un’intensità imbarazzante. Era quasi protesa verso di lui e teneva le mani giunte come lo stesse pregando di qualcosa.

–         Scusi?- le chiese, convinto che lei gli avesse rivolto una domanda che non aveva registrato.

Enrichetta arrossì violentemente sentendosi colta in fallo.

Poi la forza della disperazione o la mano di Dio le venne in soccorso.

–         Il cappello, per cortesia.- disse con voce querula.

Lo aveva notato solo ora, ma il cappello in testa all’uomo lo “vedeva” dall’inizio. E adesso le poteva tornare utile, se solo avesse avuto un po’ di fortuna.

–         Scusi?- ripetè lui, che non capiva.

–         Sì, il cappello, se lo potrebbe togliere?-

–         E perché mai?-

–         Bè, davanti a delle signore.- azzardò Enrichetta con le ultime forze.

–         Questa poi!- bofonchiò l’uomo incredulo.

Poi però prese il Borsalino, lo rigirò tra le mani sistemando la tesa con gesti infastiditi e anziché rimetterselo in testa se lo appoggiò sul ventre.

–         Grazie Signore!- esultò la donna.

–         Prego- rispose secco lui, non capendo che intendevano due signori diversi.

 

 

 

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56 Risposte to “vedo nudo”

  1. litedinnamoratoconilmondo 30 gennaio 2014 a 10:48 #

    “Era quasi protesa verso di lui e teneva le mani giunte come lo stesse pregando di qualcosa.”
    Se in quella posizione dicessi che ci ho letto un doppio senso sarei troppo malizioso?

  2. ammennicolidipensiero 30 gennaio 2014 a 10:52 #

    bello! piacevole lettura da viaggio in treno (tipo: io in questo momento) ;). ciao ml.

    • massimolegnani 30 gennaio 2014 a 11:36 #

      …e magari qualcuna ti sta guardando..allucinata!

      • ammennicolidipensiero 30 gennaio 2014 a 16:40 #

        sì, effettivamente non capivo gli occhi sgranati di quella di fronte… ma penso fosse per via del profumo: solo 5 gocce di “blue de chanel” 😀

        [disclaimer: adp non usa profumi, ha dovuto guglare il nome di uno famoso ‘pour homme’ e copiare la prima occorrenza a caso. adp precisa che questo commento non è un messaggio promozionale]

  3. ire 30 gennaio 2014 a 10:59 #

    Hep! Devi avvertire quando metti foto così, mica le posso aprire nel pc dell’ufficio! Aspetta che rimetto gli ormoni a posto, ma è bellissimo! (Il racconto, ovvio) Letto in un fiato e molto divertita.

    • massimolegnani 30 gennaio 2014 a 11:38 #

      ma ire, non dirmi che l’immagine ti sembra nuda! ti garantisco che è un giovane vestito elegantemente, con tanto di cappello!
      ml

  4. aliota 30 gennaio 2014 a 11:07 #

    (non ho ancora letto) …vedo che abbiamo cambiato “pesce”!
    buona giornata, doc 🙂

  5. bakanek0 30 gennaio 2014 a 11:48 #

    Credo che la buona Enrichetta dovrebbe lasciar perdere i congressi eucaristici e dedicarsi a passatempi ludici molto più in sintonia con la natura umana.
    Soprattutto se il nudo che vede corrisponde all’immagine della foto!

    • massimolegnani 30 gennaio 2014 a 12:28 #

      sarebbe un salto non da poco ma assai gratificante per lei
      🙂
      ciao bak
      ml

  6. the pellons' 30 gennaio 2014 a 12:06 #

    Dunque devo credere che dato che io di quasi tutti quelli con cui parlo mi chiedo come sono sotto le mutande nonchè come scopano, sono una altra Enrichetta??

    • massimolegnani 30 gennaio 2014 a 12:26 #

      Enrichetta sei grande!

      • the pellons' 30 gennaio 2014 a 13:59 #

        Legnani sei uno str***!!

  7. pegappp 30 gennaio 2014 a 12:20 #

    Deliziosa.

  8. poetella 30 gennaio 2014 a 13:21 #

    ohhhhhhhhhhhhhhhhhh!
    quel bambolo della foto mi ricorda dannatamente un qualcuno al quale erano forse più di cinque minuti che non pensavo! (prima di cominciare a leggere…che poi, vedendo…ci ho pensato. Ovviamente.
    Che somiglianza sconvolgente…sembra proprio lui, qualche anno fa…che poi mica è cambiato tanto!
    (poetella è fortunata. Me sa…vero?)

    (dimenticavo, ma so’ confusa! post delizioso!)

  9. menteminima 30 gennaio 2014 a 15:03 #

    Ma che fico questo post!!!
    Quanti anni avevi nella foto?

  10. arielisolabella 30 gennaio 2014 a 16:27 #

    Questo capita a trascurare la propria sessualità’! 🙂 un caro saluto

  11. monika santi 30 gennaio 2014 a 21:19 #

    ossessioni da repressione spinta….con finale ambiguo 🙂
    sei spassosissimo ml

  12. gelsobianco 30 gennaio 2014 a 21:27 #

    Oh, quanto mi è piaciuto questo racconto divertente, malizioso, proprio bello, che è un bonbon da lasciar sciogliere in bocca molto lentamente.

    Ho notato il vestito e il cappello del “bambolotto al caramello” ritratto nella fotografia.
    Devo dire che ne ho visti di più eleganti, notevoli ed esclusivi, fatti magari su misura. 😉

    Ciao, ml
    gb

    • massimolegnani 30 gennaio 2014 a 23:08 #

      Ecco! Vero che e’ vestito il bambolotto?
      Quanto all’eleganza, ne avrai visti di migliori, certo!
      🙂
      Ciao gb,
      ml

      • gelsobianco 30 gennaio 2014 a 23:21 #

        Certo che è vestito il “bambolotto al caramello”.
        Ha anche il cappello!
        Qualcuno lo vede nudo, forse?
        Come mai?

        🙂
        gb
        Sì. Ne ho visto di più eleganti e più esclusivi.
        Parliamo dei vestiti o dei bambolotti? 😉

      • massimolegnani 31 gennaio 2014 a 12:39 #

        :-)chi lo sa di che parliamo! (tu lo sai!)

        > Date: Thu, 30 Jan 2014 21:21:21 +0000 > To: agilulfo_@hotmail.it >

      • gelsobianco 31 gennaio 2014 a 13:38 #

        :-)io no!
        gb

  13. penna bianca 30 gennaio 2014 a 22:36 #

    vedi che i traumi dell’infanzia ci si portano dietro tutta la vita? (bel post) ciao caro 🙂

    • massimolegnani 30 gennaio 2014 a 23:10 #

      Quello di Enrichetta nell’infanzia deve essere stato un trauma non da poco
      🙂
      Ciao bella,
      ml

  14. graziaballe 31 gennaio 2014 a 11:53 #

    ahahah! anche io colta in FALLO qui in ufficio!!
    ma la collega non poteva che apprezzare 🙂
    bel racconto ml, bravò!
    mi è venuto in mente un racconto di Calvino (In treno, credo sia il titolo)…un enrichetta/o molto al contrario ma le associazioni si sa…sono impulsive! e cmq, non so se mi spiego…calvino! mica cotiche!

    • massimolegnani 31 gennaio 2014 a 12:36 #

      eheh, fallo in ufficio!!
      che poi a me le cotiche nel minestrone fanno impazzire 🙂
      ciao
      (grazie)
      ml

  15. Pablo 31 gennaio 2014 a 17:47 #

    Due “signori” diversi. Certo. Uno con la “S” maiuscola e l’altro con la “s” che si allunga.
    Pablo

  16. ili6 31 gennaio 2014 a 18:42 #

    beh, ognuno ha le sue fisime. Però, il Borsalino…che fascino! Peccato sia opaco 😉

  17. Urania 31 gennaio 2014 a 22:43 #

    Che talento. Eh gli eccessi sono pericolosi. e scatenano la furia dell’ inconscio. .. (un attimo di sussulto lo abbiamo avuto.. nel vedere il masculo.. )

    • massimolegnani 1 febbraio 2014 a 00:30 #

      Gia’, Enrichetta e’ passata da un misticismo all’altro!
      Grazie
      ml

  18. giuliagunda 5 ottobre 2014 a 18:37 #

    ahahah ma cosa mi fai leggere? 😀
    Sei davvero versatile nella scrittura, non c’è che dire!

    «”Almeno il coso” mormorò fra sé. “E i cosi”, aggiunse subito, nel timore che la preghiera telepatica risultasse monca.» : questa è una delle frasi migliori.

    Bravo!

    G.

    • massimolegnani 5 ottobre 2014 a 22:08 #

      detto tra noi sono convinto che Enrichetta nel segreto di casa sua sia uno schianto atomico 🙂
      ml

      • giuliagunda 5 ottobre 2014 a 23:16 #

        Mah, non lo so… legge “Famiglia Cristiana” 😛
        In fondo è una tua creazione, quindi lo saprai meglio di me!

  19. lucilontane 17 marzo 2016 a 11:59 #

    Mi sono rotolata per terra dalle risate. Conosco decine di Enrichette, penso di stamparlo e metterglielo nella cassetta delle lettere… (Cattiva). Concordo sulla tua visione casalinga di Enrichetta. e adesso capisco perché la gente arriva qui, o meglio tramite cosa ci arriva 😊. Comunque la prossima volta che prendo il treno per Roma sto bene attenta a chi ho di fronte. Se mi va bene non è Enrichetta.

    • massimolegnani 17 marzo 2016 a 12:45 #

      🙂
      pensa che ne ho tratto un pezzo teatrale che l’anno scorso abbiamo recitato con gran divertimento.
      (contento che sei venuta a leggerlo)
      ml

  20. alessialia 19 marzo 2016 a 14:49 #

    ma ml 😀
    apperò! hai capito massimo, qua! che raccontelli eh! enrichetta mi ha fatto scompisciare, porella cucciolina lei! e lui sul treno così tranquillo e composto?!?!?!
    MA IO STO AL LAVORO E MI SI è APARTO IL POST CON IN BELLA MOSTRA STO POPò DI RAGAZZO VESTITO TRASPARENTE!
    😀

    • gelsobianco 19 marzo 2016 a 17:05 #

      Non mi dire, Alessi cara, che anche tu vedi nudo il “bambolotto” nella fotografia? 😉
      Ha anche il cappello…
      gb

      • gelsobianco 19 marzo 2016 a 17:07 #

        Sempre divertentissimo questo tuo racconto, ml.
        Sorrido
        gb

      • massimolegnani 19 marzo 2016 a 18:00 #

        grazie gb 🙂

        Date: Sat, 19 Mar 2016 15:07:16 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • alessialia 19 marzo 2016 a 17:11 #

        gelsooooo! ahahaha! no no…. lo vedo vestito, ma un po trasparente….. che mi ha fatto cappottare dal ridere! 😀

    • massimolegnani 19 marzo 2016 a 17:58 #

      eheh, mai fidarsi delle persone serie come ml :))

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