breve storia di GianGaleazzo Legnani, eroe per caso

13 Feb
photo by web

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GianGaleazzo Legnani era un uomo quieto e un sognatore silenzioso. Per amore del pane si era impiegato nelle ferrovie, quando i treni viaggiavano in orario, ma la sua passione era la scrittura. Di giorno ricopiava orari ferroviari in calligrafia impeccabile che poi affiggeva in bacheca alla stazione, alla sera cercava di far quadrare i versi come fossero colonne di arrivi e di partenze. Chino sui fogli finì col confondere il giorno con la notte, che quel sediciezerotre proprio non gli piaceva, molto più dolce sarebbe stato quindicietrentotto. Per non parlare dell’espresso delle ventitreetrentasette che gli toglieva il sonno tanto era brutto. GianGaleazzo, poco alla volta, per amor della poesia, si provò a correggere quei versi zoppicanti, limando qualche zero cacofonico ed aggiungendo qualche otto assai più tondo.
La polizia segreta lo arrestò all’alba, sequestrando in casa sua pile di materiale sedizioso, abilmente celato sotto forma disillogi e metafore che a un occhio ingenuo sarebbero parse innocenti anche se pessime.
Al giudice annoiato il Legnani s’incaponì a spiegare l’armonia dell’ottoediciotto, numeri morbidi, disse, e degli altri nuovi orari da lui coniati, recitando con voce ben impostata gli arrivi originali e quelli che aveva ritoccato, inezie sostanziali, aggiunse sottolineando il gioco delle zeta e azzardando un ardito paragone tra la propria poetica dolce, così la definì con una punta d’orgoglio, e quella spigolosa del Marinetti tanto in voga.

Tutto questo perorare gli valse un anno di confino per oltraggio alla corte, da scontarsi dopo i tre anni di carcere duro inflittigli per atti di sabotaggio nell’espletamento del proprio lavoro.
Ben più increscioso fu il comportamento di GianGaleazzo alla cerimonia solenne durante la quale, nell’immediato dopoguerra, gli consegnarono la medaglia d’argento al valore partigiano. Perchè il nostro, rigirando perplesso la medaglietta tra le mani, davanti a un microfono gracchiante esordì chiedendo “ma è per la musicalità dell’ottoediciotto?”

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27 Risposte to “breve storia di GianGaleazzo Legnani, eroe per caso”

  1. ire 13 febbraio 2014 a 11:39 #

    Per quello ne hai preso il nome?
    Non mi succede niente, mi diverte cambiare nome e disorientare.
    Sai una cosa dottore? Tu scrivi in modo serio, composto, poetico, dolce, malinconico… però secondo me, in realtà, non so perchè ma credo tu sia uno da… seguimi eh? immagina… baita in montagna, caminetto acceso, grolla, e tante risate fino al mattino dopo 🙂
    Ho finito il libro di Marai, quando riesco ne scrivo qualcosa. Non so se consigliartelo, occorre essere in un momento in cui ci si lascia prendere da una letteratura descrittiva e lunga, non accade sempre. Scrittura bellissima, come tutte le ungheresi, però occorre tempo. Tienilo in lista.

  2. massimolegnani 13 febbraio 2014 a 13:09 #

    vero quello che dici, c’è anche la baita in me. pensa che ci vado tra pochi giorni, mi porto ciaspole, tre amici e una scorta alcoolica 🙂
    ml
    (no, giangaleazzo è inventato, sono io, anzi il mio nick, che gli ha dato il nome)

    • ire 14 febbraio 2014 a 10:26 #

      Fico, un weekend maschile. Farete anche la gara di rutti e di chi fa la pipì più lontano? 😀 Questa cosa fa sempre molto ridere i miei bambini. Riuscite a ciaspolare lì? Qui nada de nada, pericolo valanghe ovunque.

      • massimolegnani 14 febbraio 2014 a 19:42 #

        sfodereremo tutto il repertorio maschile peggiore 🙂
        in verità lavoro ancora qualche giorno, weekend compreso, ma poi mi aspetta tanta neve e spero di trovare un percorso al riparo dalle valanghe, sennò mandami un san bernardo con la fiaschetta 🙂

  3. righe orizzontali 13 febbraio 2014 a 17:21 #

    Delicata questa breve storia, potrebbe diventare una favola per bambini, alla Rodari.
    Stefi
    ps: perché, pur essendo iscritta al tuo blog, non ricevo le mail che mi avvisano dei tuoi nuovi post?

    • massimolegnani 13 febbraio 2014 a 22:22 #

      Non ci avevo pensato, ma in effetti potrebbe essere adatta anche a piccoli lettori.
      ciao e ben arrivata
      ml
      P.S. Non ne ho idea, prova a cancellarti e a reiscriverti

      • righe orizzontali 14 febbraio 2014 a 16:30 #

        Disiscritta e reiscritta. Vediamo se funziona.

      • massimolegnani 14 febbraio 2014 a 23:21 #

        che funzioni o no il preavviso, mi auguro di titrovarti da queste parti 🙂 ml

        Date: Fri, 14 Feb 2014 14:30:36 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  4. rossodipersia 13 febbraio 2014 a 18:24 #

    Perché lui quello aveva fatto nella vita: aveva cercato di rendere giustizia alla poesia dei treni in partenza. Solo per quello meritava una medaglia e pure perché alla fine si era anche un po’ rinco a combinare i numeri. A me succede sempre… e a te??
    Scrivi dalla baita, mi raccomando.
    Ciao ml…

    • massimolegnani 13 febbraio 2014 a 22:30 #

      In fondo GG era un esteta, voleva che il bello trionfasse ovunque. Che poi proprio le sue poesie fossero brutte e’ un’altra faccenda.
      ciao rosso
      🙂
      (dalla baita solo palle di neve)

  5. graziaballe 14 febbraio 2014 a 10:35 #

    con tutto il rispetto, io credo che la ricerca della perfezione renda pazzi…
    ed in questo gg mi sembra più un nuomo testardo che poetico (anche se la sua poesia secondo me sta nel tentativo disperato di aggiungere bellezza a ciò che si fa).
    Forse doveva solo scoprire quanta bellezza c’è anche nel sette e nel tre per poter scegliere l’otto solo in certe occasioni.
    Nela baita gg ci starebbe un pò sacrificato. O no? 🙂
    Ma

    • massimolegnani 14 febbraio 2014 a 19:46 #

      più che testardo proprio folle..non sapeva più distinguere orari e versi:-)
      e sì, la sua poesia sta proprio in questo desiderio di aggiungere bellezza al mondo.
      ciao Grazia
      ml

  6. bakanek0 14 febbraio 2014 a 12:15 #

    Oh, a me Gg. piace moltissimo…dici tu nelle prime righe: tocca lavorare per guadagnarsi il pane, ma certo questo non era il lavoro più adatto ad un sognatore che gioca con la musicalità delle parole! Apprezzo anche il tuo stile volutamente old-fashioned, che s’attaglia assai alla collocazione storica e alle atmosfere del racconto. Bakabbraccio.

    • massimolegnani 14 febbraio 2014 a 19:49 #

      anche a me gg è simpatico, così stralunato e…poetico.
      ciao bak
      abbraccio
      ml

  7. the pellons' 14 febbraio 2014 a 22:45 #

    E il massimo dell’ossimoro sta in quel nome, o no? Sei un burlone della storia, caro legnanimassimo.

  8. gelsobianco 15 febbraio 2014 a 00:00 #

    Quanto mi piace questo GianGaleazzo Legnani, personaggio stralunato, bizzarro, che insegue un suo sogno di bellezza… un personaggio alla Baricco.

    Lui cercava la poesia negli orari dei treni.
    E fu mandato in carcere e al confino.
    Poi gli fu data una medaglia.
    Lui viveva solo per i suoi versi!
    Lui pensava solo alla musicalità, all’armonia dell’”ottoediciotto” e alla sua poetica dolce che contrapponeva a quella spigolosa del Marinetti.

    Sognatore o folle?
    Che importa!

    Grazie, ml, di avermi fatto conoscere GGL!
    Posso chiedere che rapporto esiste tra te e lui veramente? 😉
    Ti sorrido
    gb

    • massimolegnani 15 febbraio 2014 a 00:14 #

      Comincio dal fondo: il nesso tra noi e’ che siamo due falsi storici, nessuno dei due esiste!
      Direi sognatore E folle!
      Di Baricco (caspita!) mi viene in mente mr. Gwyn, straordinario personaggio stralunato..”scrittore esegue ritratti”!!
      e nel suo piccolo, anche ggl ha qualcosa di involontariamente fascinoso
      grazie gb
      🙂
      ml

      • gelsobianco 15 febbraio 2014 a 00:31 #

        Allora avete molto in comune voi due Legnani!
        Mr. Gwyn mi è balzato subito alla mente, ml!
        Il fascino involontario! 🙂
        gb

  9. massimolegnani 15 febbraio 2014 a 00:34 #

    Io sono innamorato di quel libro!

  10. Iena 16 febbraio 2014 a 11:24 #

    A me i “poetismi” fan venire l’orticaria, ma “scrivere è entrare nelle ore a rovescio” è davvero una perla. Bravo.

  11. Urania 17 febbraio 2014 a 23:19 #

    Sei un vero artista.. Sai cosa mi ricordano i tuoi racconti ? “L’uomo invaso” di G. Bufalino.. Si respira la stessa sottile ironia, si attende l’ inaspettato nel dipanarsi della tua elegante prosa.

    • massimolegnani 18 febbraio 2014 a 12:20 #

      non conosco quel libro di Bufalino, ma le tue parole gentili mi spingono a leggerlo.
      ciao
      (grazie)
      ml

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