ciaspole

23 Feb
photo by c.calati

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Via dalla pazza folla, via dalla civiltà a motore, finalmente solo, in un silenzio terso.

Sono passi pesanti a imprimere orme ovali nella neve, dove nessun altro prima. Fievole rintocca il campanile, mille metri a valle, forse è mezzogiorno, forse un’altra ora altrettanto irrilevante, che oggi tu possiedi tempo e spazio senza limite. La neve intatta,  sussurrando che sei il primo a passare di qui, fuori dagli schemi e dagli schermi, t’invita a lasciare il tuo segno solitario di fatica come una firma sul libro degli ospiti. Rimarranno uniche le tue impronte per una breve eternità, fino a che anch’esse saranno cancellate da altra neve. Una verginità che si riforma ad ogni nevicata. Così dovrebbe essere anche per i rapporti umani, una dimenticanza che scenda a fiocchi lievi e che ripristini un imene di emozione. E l’emozione qui è tanta, che ciaspolando abbracci il cielo in uno sguardo, la corona di montagne, i pini in coro, i segni di animali andati nella notte alla ricerca di bacche e acqua e amore. Ti senti immenso ed infinitamente piccolo nello stesso istante. Non sei che un palpito, ignaro al mondo, eppure sai che la sopravvivenza dell’universo intero dipende in qualche modo dal pulsare silenzioso della tua vena stanca.

Domani con gli amici sarà una fila allegra, chiasso nel bosco, a battere e ribattere gli uni sugli altri orme e parole fino a snodare un sentiero duraturo, ma oggi è impareggiabile la malinconica euforia di questa bellezza solitaria.

photo by c.calati

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49 Risposte to “ciaspole”

  1. menteminima 23 febbraio 2014 a 11:49 #

    non so, forse non capisco. Perché dovrebbe essere così anche per i rapporti umani? Penso all’esperienza, al ricordo, al senso della memoria… me lo spieghi caro ml?

    • menteminima 23 febbraio 2014 a 11:52 #

      cambiando discorso… tu scrivi benissimo, vorrei sentirti leggere ad alta voce le cose che scrivi. Quando io leggo devo trovare la voce giusta, con te è stato facile, una voce maschile, bassa, di quelle un po’ “rochizzate” da un pacchetto al giorno 🙂

      • massimolegnani 23 febbraio 2014 a 12:36 #

        In effetti il pacchetto al giorno c’e’, la voce bassa, lenta, pure
        🙂
        ml

    • massimolegnani 23 febbraio 2014 a 12:33 #

      Ho l’ossessione della perdita di spontaneita’, di stupore, quando un rapporto di qualunque genere duri da tempo. In questo senso dico che ci vorrebbe una dimenticanza.
      Ciao L.
      ml

      • graziaballe 23 febbraio 2014 a 14:49 #

        io qst stupore lo ritrovo ogni giorno*…non so come mi si ricrei cosi rapidamente l imene metaforico di cui parli.
        vero è ke ci sono tanti arrivi e partenze e io gioisco di entrambe…ma sempre un po di più alla arrivo! 🙂
        (*riferendomi agli affetti più cari, più consuetudinari in certo senso…)

      • massimolegnani 23 febbraio 2014 a 18:48 #

        Ecco, Grazia, avevo in mente proprio questa capacita’ di sentire gli affetti, le emozioni, sempre come la prima volta. Ciao ml

        Date: Sun, 23 Feb 2014 12:49:19 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  2. malosmannaja 23 febbraio 2014 a 16:48 #

    la candida “rivergination” della neve, in effetti, possiede (carnalmente) un fascino speciale. ed è verissimo che quanto t’inciaspoli per sentieri intonsi d’inverno, ogni passo è un aplesso con un altro spazio-tempo (alla faccia dei forzati dello sci, stipati in piste più affollate d’una corsia dell’ipercoop). gran bella foto, poi..
    : )

    • massimolegnani 23 febbraio 2014 a 18:41 #

      Si’, ciaspolando in solitudine si entra in un’altra dimensione fatta di pensieri e piccole magie.
      Ciao malos
      ml

    • gelsobianco 25 febbraio 2014 a 02:56 #

      apprezzo e sento molto tutto il tuo commento, malosmannaja.
      “la candida “rivergination” della neve, in effetti, possiede (carnalmente) un fascino speciale”
      sì:-)
      gb

  3. ili6 23 febbraio 2014 a 17:25 #

    bellissima foto. Complimentissimi a C.Calati!

  4. penna bianca 23 febbraio 2014 a 18:39 #

    Sono d’accordo su tutto compresa la nuova verginità. E come ti ho capito. Come ti ho capito. Con quelle ciaspole ai piedi…Proprio tutto quello che hai detto. Sai che da quando vado a ciasplore non mi piace più sciare? ciao .-)

    • massimolegnani 23 febbraio 2014 a 18:44 #

      So che mi capisci, pennetta. Ho sempre in mente quella vostra gita in notturna, che sana invidia.
      Ciao bella
      ml

  5. fango 23 febbraio 2014 a 20:01 #

    ho letto solo il titolo, perché non ho tempo (ora) e sono troppo stanca. però ci tengo a dirti che… noi oggi slittino e tante tante palle di neve.

  6. Berenice 23 febbraio 2014 a 20:53 #

    Il silenzio protegge, il silenzio conforta. Anche a me piace camminare nella neve. Ma mi piace anche chiudere gli occhi e saper rimettere i piedi negli stessi solchi, e ritrovare il passo (nei rapporti umani).

    • massimolegnani 23 febbraio 2014 a 21:29 #

      Anch’io pensavo a questo “saper ritrovare il passo”, mentre tornando indietro cercavo di ricalare le stesse impronte dell’andata
      Un sorriso
      ml

  7. ammennicolidipensiero 23 febbraio 2014 a 23:53 #

    ma… sbaglio o e’ la madeleine – chamois? (anche noi, oggi, di palle di neve e slittini. ci voleva)

    • massimolegnani 24 febbraio 2014 a 00:12 #

      E’ il canale di barmasc, sopra antagnod, ma neve bella uguale 🙂
      ciao ammen
      ml

  8. gelsobianco 24 febbraio 2014 a 00:39 #

    E, con le tue parole, io, subito, sono volata via…
    io fiocco di neve, io nota del silenzio della neve, io magia, io emozione prima, io integra, io intatta, io tersa, io lieve, io cielo, io respiro della natura, io spazio-tempo, io piccola immensa, io senza limiti, io oltre…

    Poi, torno a ri_leggerti, ml.
    Sì!:-)
    gb

    • massimolegnani 24 febbraio 2014 a 10:19 #

      bellissimo questo tuo volo emozionato sulle mie parole, immediatezza e intensità.
      grazie gb
      ml

    • tempodiverso 24 febbraio 2014 a 21:12 #

      gb, non posso fare a meno di dirti che queste tue righe le leggo come una bella poesia,
      un saluto 🙂

      • massimolegnani 24 febbraio 2014 a 22:57 #

        Sottoscrivo 🙂

      • gelsobianco 25 febbraio 2014 a 02:44 #

        grazie, cara tempodiverso.
        sono felice che proprio tu mi scriva questo.
        è solo un mio volo!
        un sorriso
        gb

      • gelsobianco 25 febbraio 2014 a 02:51 #

        Grazie, ml!
        Tu mi hai fatto nascere questa emozione intensa.
        Ti sorrido
        gb
        Gran bella fotografia con quella neve così candida, incontaminata!

  9. germogliare 24 febbraio 2014 a 00:49 #

    “l’imene di emozioni’..sarebbe bello si potesse realizzare. sorrido con piacere. un saluto

    • massimolegnani 24 febbraio 2014 a 10:20 #

      a volte si riesce a riprovare la spontaneità della prima volta 🙂
      ciao A.
      ml

  10. Prishilla 24 febbraio 2014 a 17:03 #

    in effetti questa verginità nei rapporti un po’ ha a che fare col silenzio terso, così raro e prezioso, così sacro, a volte.

    prish – che, le ciaspole le ha sempre un po’ nel cuore

    • Prishilla 24 febbraio 2014 a 17:04 #

      (e che si scusa per le virgole che qualche volta scappano a sproposito fuori dalle dita!)

    • massimolegnani 24 febbraio 2014 a 22:40 #

      Si’ prish, quel silenzio naturale, che non pesa, leggero come neve.
      Ciao, compagna di ciaspole 🙂
      ml
      (e che c’importa delle virgole, quando le parole sono belle!)

  11. rossodipersia 24 febbraio 2014 a 18:33 #

    Mi ha molto colpito questo post e avevo deciso di non commentare, già dai giorni scorsi. Ma penso e ripenso a quello che hai scritto e trovo che avrei molto da dire, anche se non so come dirlo. Ci provo.
    La dimenticanza del vissuto che rinnova l’emozione è plausibile solo se rivolta verso se stessi: solo quando torni a vivere un’emozione del passato (come il sentiero innevato) con una consapevolezza diversa, perché il tuo tempo è diverso, stai riformando una verginità autentica. Ma con le persone, no, non è possibile. Non troverai mai l’emozione della prima volta, la sorpresa del sorriso, la memoria degli occhi, la sensazione sulla pelle e per tutto il tempo degli anni a venire starai sempre lì, a riattizzare la memoria, a scrutare quella persona per cercare ancora una traccia di emozione. E’ una chimera la tua. Per questo io mi astengo, perché sono stanca di vedere morir le cose.
    Lo so, scritto male, malissimo ma spero sia arrivato il senso.
    Ciao ml…

    • massimolegnani 24 febbraio 2014 a 22:53 #

      rosso, l’hai scritto benissimo e l’ho compreso. Sono d’accordo e’ una chimera, non a caso avevo usato il condizionale, ma come tutte le chimere si spera sempre che si realizzi e qualche rara volta capita.
      E mi piace molto che tu mi abbia reso partecipe del tuo pensiero 🙂
      Un abbraccio
      ml

  12. tempodiverso 24 febbraio 2014 a 21:10 #

    come dice rossodipersia, certe emozioni, certi stupori passano e non si potranno ritrovare mai più, ma credo che tu, ti riferisca al desiderio (vano) che invece tutto questo sia possibile. ed è questa consapevolezza che fa scaturire la nostalgia.

    • massimolegnani 24 febbraio 2014 a 22:56 #

      Una nostalgia in bilico tra passato e futuro, che si vorrebbe replicare domani quanto abbia provato ieri.
      Ciao Grazia
      ml

  13. righe orizzontali 24 febbraio 2014 a 22:17 #

    Per la neve ho un’avversione innata, non riesco ad apprezzarla, è l’unico fenomeno naturale che proprio non tollero. Credo sia una questione genetica. Nella doppia elica del mio dna ci sono il sole, la pioggia, il vento, la nebbia, ma la neve no. Però invidio il silenzio e la bellezza solitaria che hanno accompagnato la tua ciaspolata. Buona vacanza, buon riposo, buona neve.
    Stefi

    • massimolegnani 24 febbraio 2014 a 23:02 #

      Mi verrebbe da dirti “non sai cosa ti perdi” e invece non lo dico perche non si deve provare piacere tutti per le stesse cose. L’importante e’ che tu con il sole, la nebbia e la pioggia ti sappia emozionare 🙂
      Ciao
      (e grazie)
      ml

  14. aliota 24 febbraio 2014 a 22:50 #

    mi hai fatto quasi venir voglia, bruco ml. peccato che non subisca il fascino della montagna… bacio

    • massimolegnani 24 febbraio 2014 a 23:10 #

      Peccato, ma non tutti i gusti sono alla menta, come dicono qui in piemonte.
      🙂
      b.ml

  15. ire 26 febbraio 2014 a 10:14 #

    Ce l’hai fatta! Sai che invece io mi guardo sempre indietro perchè non voglio lasciarle le impronte e cerco di essere il più leggera possibile? Mi piace che ci siano solo quelle degli uccellini e dei camosci, non le mie. A pensarci bene è così anche nei miei rapporti umani!!

    • massimolegnani 26 febbraio 2014 a 14:59 #

      a me invece piace lasciare tracce, consapevole di quanto queste siano effimere.
      che siano sulla neve, sulla pelle o sulla carta so che la “polvere” ben presto le coprirà e mi va bene così.
      ciao ire,
      (ce l’ho fatta sì, sopravvissuto a valanghe e sbornie :-))
      ml

  16. pennyblues 26 febbraio 2014 a 11:21 #

    E’ vero, dovrebbe essere così anche per i rapporti umani… un balsamo in grado di cancellare all’istante qualsiasi cicatrice, di ricucire magicamente qualsiasi strappo, dando l’opportunità agli esseri umani di liberarsi una volta per tutte dal seme insidioso del risentimento.
    E’ difficile perdonare al proprio padre di essere un uomo, un essere umano. Quando si è pronti a farlo, è sempre troppo tardi…

    • massimolegnani 26 febbraio 2014 a 15:03 #

      sì, la neve come un velo di pietà che ci restituisca innocenza e stupore.
      grazie
      ciao
      ml

  17. bakanek0 26 febbraio 2014 a 13:46 #

    La tua empatia con la natura si trasforma in linguaggio azzurro come la fiamma più intensa. Io amo il rumore scrocchiante della neve, nel silenzio sospeso del cosmo. Perfezione.

    • massimolegnani 26 febbraio 2014 a 15:08 #

      impareggiabile nel silenzio il rumore dei nostri passi che saranno piccoli tonfi o scricchiolii a seconda della consistenza della neve.
      (linguaggio azzurro…whauhh!)
      ciao bak
      (spero che il blocco dei commenti sia solo momentaneo)
      ml

      • bakanek0 26 febbraio 2014 a 16:42 #

        (certo che sì)

  18. giuliagunda 10 ottobre 2014 a 09:23 #

    Rasserenante.

    Bella l’immagine dell’imene di emozione, condivido il tuo desiderio di rinnovare continuamente la verginità emotiva. Certo, percorrere una strada conosciuta a memoria è bello e rassicurante, e ne abbiamo tanto bisogno, ma le “prime volte” delle emozioni sono impagabili.

    “Ti senti immenso ed infinitamente piccolo nello stesso istante”, sai, questo mi ricorda Kant, quando parla del concetto di “sublime”: anche secondo Kant, l’uomo davanti alla bellezza della natura viene preso da una meraviglia inquieta (un piacere “negativo”), che lo fa sentire piccolo e cosciente dei propri limiti, ma anche immensamente fortunato, perché si rende conto di essere “libero” e razionale, perciò anche “privilegiato”, superiore a qualsiasi altro ente naturale (su quest’ultimo punto forse non sono troppo d’accordo però, insomma, è Kant!).
    Questa digressione non voleva annoiarti, solo comunicarti che ti ho trovato in sintonia con uno dei più grandi filosofi di tutti i tempi! 🙂

    ciao ml,

    G.

    • massimolegnani 10 ottobre 2014 a 10:16 #

      caspita Kant! Confesso che di lui non ricordo nulla, se mai ne ho saputo qualcosa, ma l’accostamento è da leccarsi le dita!
      nel tuo commento hai toccato i due punti che più mi premevano: il rinnovarsi delle emozioni che si “riverginano” e il rapporto con lo spettacolo della natura che ti fa grande e piccolo allo stesso tempo.
      cosa chiedere di più?
      grazie,
      un abbraccio
      ml

      • giuliagunda 10 ottobre 2014 a 16:02 #

        Cosa chiedere di più a te, che esprimi sempre al meglio emozioni così intense?

        un abbraccio a te,

        G.

      • massimolegnani 10 ottobre 2014 a 18:16 #

        Ti sorrido

        Date: Fri, 10 Oct 2014 14:02:18 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

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