vasi comunicanti

4 Mar
foto da internet (b.de vito)

foto da internet (b.de vito)

Camillo era dotato di una pigrizia meticolosa, una sorta di parsimonia dell’energia, che pure c’era chi scambiava per avarizia di gesti e sentimenti, forse non del tutto a torto. Si era lasciato ingrassare alla poltrona, anche se ancora gli si contavano le costole, che erano le poltrone ad ingrossarsi attorno a lui, tante ne aveva cambiate nella vita, sempre più grandi ed accoglienti col progredire della dote. La pigrizia infatti, quella particolare sua pigrizia, l’aveva conquistata poco alla volta, come un’arte da affinare con pazienza.
Guardava il campo Camillo, dalla poltrona sempre più grande, e percepiva la fatica svantaggiosa del contadino, così come comprendeva l’utopia del volo controvento di una gazza ferma nell’aria a sbattere le ali e il vano scorrere frenetico dell’acqua laggiù nel fiume, che tutta gli sarebbe ritornata come pioggia dopo un estenuante giro. Guardava e si faceva carico di tutti i gesti inutili del mondo, li assimilava come può una spugna e non li restituiva, in un disperato tentativo di pareggiare i conti, perchè Camillo amava il mondo, disperatamente.
E s’era fatto fama di saggezza un po’ bizzarra, con quel suo modo caldo di silenzio attento, rivolto a chi si avvicinava in cerca. Sì, perchè lui agli altri rivolgeva il silenzio più che la parola e loro, gli altri, a parlare per entrambi, che lui con gli occhi socchiusi in un sorriso risucchiava le parole, come fosse un vaso che comunicava e vuoto si riempiva, l’osmosi unica poesia della Fisica. E quando era lui a dover dire, sollevava una mano dal bracciolo in un gesto che presto si perdeva e iniziava sempre con un “sai” carico d’affetto e significato che spesso finiva lì come un fiume che nel Carso sparisce sottoterra. E chi ascoltava sapeva di quel fiume e gli bastava.

 

 

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34 Risposte to “vasi comunicanti”

  1. gelsobianco 4 marzo 2014 a 12:48 #

    Camillo mi dice “Sai” ed io so di quel fiume. mi basta quel sollevare dal bracciolo la sua mano.
    in un sorriso risucchio io la parola questa volta. e sento che “Camillo ama il mondo, disperatamente”
    bello bello bello
    gb

  2. ammennicolidipensiero 4 marzo 2014 a 13:26 #

    ehi ma che foto! badev, che tariffe hai per un portfolio? sto mandando in giro curriculum 😀 😀

    • massimolegnani 4 marzo 2014 a 13:57 #

      Badev? No, no, non e’ russo! Barbo DeVito e’ un ritrattista argentino, forse di origine italiana.
      Bravo, vero?
      🙂
      ml

      • ammennicolidipensiero 4 marzo 2014 a 14:11 #

        è già tra i miei preferiti! 😉

      • graziaballe 6 marzo 2014 a 17:18 #

        figo! ehehehe! il racconto e non solo…
        ora sai non sono una dall’eloquio fino, sto scadendo in un’adolescenza di ritorno…(questo per dirti che figo per ora è il massimo della mia produzione lessicale!) 🙂
        dettoccciò, io devo correre ad approfittare del famoso barbo de vitev! hai visto mai che riesca a farmi una foto decente delle mille che rincorro e che mi deprimono! 😉

      • massimolegnani 6 marzo 2014 a 19:05 #

        mi risulta che Barbo abbia uno studiolo anche a Torino…ma non so dove 🙂

        Date: Thu, 6 Mar 2014 15:18:58 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  3. aliota 4 marzo 2014 a 22:25 #

    sei tu doc?
    latito, scusa.
    ciao,
    A

  4. the pellons' 5 marzo 2014 a 11:40 #

    Hai capito. E a me non mi invitate.

    • massimolegnani 5 marzo 2014 a 13:36 #

      no, non ho capito, ma, se mi dici dove, ti invito anche!

      • the pellons' 5 marzo 2014 a 13:46 #

        Pvt!

  5. monika santi 6 marzo 2014 a 21:38 #

    questo camillo ….me lo vedo a suo modo come un buddha….

  6. Badev 7 marzo 2014 a 00:20 #

    Ha studioli gemellati, a Torino e a Buenos Aires, questo Barbo. La Magnum probabilmente lo acquisirà dopo aver giudicato i ritratti di graziaballe e della pellona, se mai si concederanno, quelle belle signore.

    • massimolegnani 7 marzo 2014 a 00:51 #

      Bisognera’ pero’ avvertire le belle signore che Barbo per scelta intellettuale tende nei suoi ritratti a invecchiare i soggetti. Pensa che il Camillo della foto ha solo 35 anni! 🙂 ml

      Date: Thu, 6 Mar 2014 22:20:05 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • graziaballe 7 marzo 2014 a 10:54 #

        ahahahha!! bello però…ciosì sarà come vedersi tra un tot di anni! 🙂
        io sono pronta a concedermi! (wow!!) 😉

  7. ire 7 marzo 2014 a 11:52 #

    Gli uomini di poche parole sono sempre dei grandi, hai notato? Forse perchè sanno ascoltare. Bello, dottore!

  8. viaggiandonam 8 marzo 2014 a 00:12 #

    Il mio fiume mi basta. Me lo tengo sempre dentro e gli sono grata un po per tutto.

    Invitate anche me 🙂

    Ciao M.

  9. menteminima 8 marzo 2014 a 11:05 #

    Mi piace! Mi soffermo sulle ultime righe… adoro il carsismo 🙂
    … tempo fa in un post, mi vedevo fiume di risorgiva 🙂

    • massimolegnani 8 marzo 2014 a 11:22 #

      la scrittura è un fenomeno carsico, intendiamo più di quello che appare in superficie
      🙂
      ciao Lu
      ml

  10. rossodipersia 10 marzo 2014 a 15:11 #

    Leggendo il testo ho desiderato subito di invitare Camillo a pranzo. Gli avrei preparato un risotto al radicchio con scaglie di Taleggio. Guardando la splendida foto ci avrei aggiunto un calice di Chablis.
    Ciao ml…

  11. Cecil 11 marzo 2014 a 18:43 #

    mi sembra diventato più silenzioso, Camillo, ma continua a mantenere il suo tratto distintivo: il moto del salmone, che sia l’andare in risalita, il volo controvento, o preferire il silenzio quando tutti ciarlano.

    • massimolegnani 11 marzo 2014 a 21:23 #

      Camillo non poteva mancare qui, anche se taciturno. Ti pare?
      Grazie Cecil
      ciao
      ml

  12. malosmannaja 15 marzo 2014 a 12:03 #

    sempre detto che il silenzio (o la pagina bianca) è potente quanto un test di Rorschach nell’evocare e comunicare universi sempre diversi (resta però da capire se è il vuoto che si riempie perché il fiume carsico ci cade dentro, venendone inghiottito, o se è il fiume di parole che pian piano – goccia di grasso dopo goccia di grasso, poltrona dopo poltrona, scava scava – finisce per trovare un’altra via per abitare il vuoto).
    eh, non a caso “con gli occhi socchiusi in un *sorriso* risucchiava le parole”, in buon camillo, ergo è evidente che la sapesse lunga…

  13. giuliagunda 26 novembre 2014 a 17:31 #

    Ohh, che meraviglia!
    Sorrido, tanto, perché mi sento esattamente come Camillo. 🙂
    Parole sempre precise ed evocative le tue, sai sempre dire molto di più di ciò che scrivi.
    E che simpatica l’immagine della poltrona che diventa grassa al posto suo!

    G.

    P.S. Camillo ha occhi che ridono 🙂

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