Raffaele a nove anni…

15 Mar
photo by c.calati

photo by c.calati

 

Raffaele è la terza volta che si presenta in Pronto Soccorso nel giro di 24 ore. Ha nove anni ma l’aspetto e la taglia sono di un dodicenne ben piantato e indubbiamente sano. La sua pancia, nonostante lui riferisca dolori e malessere, mi lascia del tutto tranquillo. Per dirla breve non ha un’appendicite, né un addome chirurgico d’altro genere, e nemmeno malattie intestinali tipo enterite o altro, e non ho bisogno di alcun esame per capirlo, basta toccarla, la pancia, e interrogarlo, il bambino. Sono tentato di rispedirlo a casa con un rimbrotto, ma il suo sguardo cupo, l’aria preoccupata mi frenano. C’è un timore adulto nei suoi occhi, come un tarlo di malattia. Così decido di tenerlo per la notte.

Non appena varca  la soglia del reparto Raffaele sembra un altro, il viso si distende, si guarda intorno incuriosito, fa domande su monitor e apparecchi della saletta-prelievi, non fa storie mentre le infermiere lo “bucano” per mettergli su una flebo con l’antidolorifico. E prima che il farmaco possa far effetto, lui già dorme nel suo letto.

Troppo semplice dire che mi ha fatto fesso. Mi fa pensare a una barca che, sballottata dalle onde per ore, ora si senta al sicuro in porto. Ma perché un bambino a nove anni sente il bisogno di un porto? E può un reparto d’ospedale costituire il porto di un bambino di nove anni, sano?

Quando nella notte entro in stanza per sincerarmi che stia effettivamente bene, il ragazzino, svegliatosi di soprassalto al contatto della mano sulla pancia, mi chiede, con voce impastata dal sonno ed espressione di nuovo cupa, “non sono malato come papà, vero?” Preso alla sprovvista bofonchio una risposta un po’ impacciata che però evidentemente lo tranquillizza, perche’ alle mie parole si riaddormenta di botto.

E finalmente la mamma, aiutata dal buio, mi racconta: suo marito è morto da poco. Ha voluto morire a casa dopo tanti mesi in ospedale. Raffaele l’ha visto spegnersi.

Torno a lavorare, ma mi resta dentro un disagio, ripenso alla mia infanzia priva di scossoni e drammi, invece Raffaele a nove anni ha toccato con mano la morte e adesso non sa come tenerla lontana. Ha un’età in bilico, che gli impedisce di dimenticare, ma ancora non gli è d’aiuto ad accettare.

 

 

Le poche ore che restano all’alba scorrono così, con il suo sonno sereno e il mio agitato.

È già sorto il sole quando Raffaele si sveglia. Ha uno sguardo gioioso, di totale benessere, tanto che scompigliandogli i capelli azzardo una battuta: “tu sei un furbetto!”

Il ragazzetto ride, “è vero, me lo diceva sempre anche il mio papà.” E ride a lungo Raffaele, in un’accettazione limpida della morte e della vita. Poi forse gli tornerà paura per la vita e per la morte, ma intanto mi godo questa sua breve spensieratezza.

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40 Risposte to “Raffaele a nove anni…”

  1. menteminima 16 marzo 2014 a 00:55 #

    Eccolo qua, che bello che sei 🙂

  2. gelsobianco 16 marzo 2014 a 03:17 #

    Ah, quanto, quanto mi parla questa fotografia, che non voglio de_finire con un aggettivo.

    Sì, tu sai comunicare profondamente in più modi.
    Sì:-)
    gb

    • massimolegnani 16 marzo 2014 a 12:40 #

      Grazie!
      ho pensato a un’immagine che potesse ricollegarsi alla storia e nell’uovo nel nido ci ho visto Raffaele.
      ciao
      ml

      • gelsobianco 16 marzo 2014 a 13:01 #

        anche io ho visto Raffaele in quel nido in quell’uovo.
        emozione viva profonda.
        sorriso per te
        gb

  3. annaba1 16 marzo 2014 a 11:40 #

    e niente.. mi sono commossa

    • massimolegnani 16 marzo 2014 a 12:43 #

      …al momento mi sono commosso anch’io per raffaele.
      ciao, benvenuta
      ml

  4. the pellons' 16 marzo 2014 a 16:09 #

    E sarà una bella persona raffaele, forse un bravo medico, chissà.

    • massimolegnani 17 marzo 2014 a 11:08 #

      anche un bravo idraulico, perchè no? Ma soprattutto una bella persona.
      🙂

      • the pellons' 17 marzo 2014 a 12:07 #

        Sî, tutto ha poesia se fatto col cuore. Ma spesso chi soffre un lutto del genere vuole poi esser d’aiuto agli altri.

      • massimolegnani 17 marzo 2014 a 12:42 #

        sarebbe una motivazione forte, ma mi farebbe pensare anche a qualcosa d’irrisolto.

        Date: Mon, 17 Mar 2014 10:07:53 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • gelsobianco 18 marzo 2014 a 00:46 #

        Raffaele sarà una bella persona che avrà saputo elaborare, nel modo più completo, il suo lutto e che sarà libero nelle sue scelte.
        Questo gli auguro di cuore.
        🙂
        gb

      • massimolegnani 18 marzo 2014 a 18:20 #

        E’ l’augurio che gli faccio anch’io ml

        Date: Mon, 17 Mar 2014 22:46:54 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  5. righe orizzontali 16 marzo 2014 a 19:17 #

    Ero anch’io bambina quando è mancato mio padre, una breve e spietata malattia l’ha portato via da me troppo presto. Raffaele reagisce al dolore proteggendosi, ancora non capisce cosa sia successo né perché. Impiegherà molti anni prima di provare a dare un senso al lutto, se mai ci riuscirà.

    • massimolegnani 17 marzo 2014 a 11:11 #

      ecco, mi fai pensare che il suo sarà un percorso intricato fatto di alti bassi, fiducia e timori, ma sono convinto che raffaele ce la farà a crescere bene nonostante l’inizio triste.
      ciao, grazie
      ml

      • righe orizzontali 18 marzo 2014 a 17:05 #

        Crescerà prima dei suoi amici, sarà più consapevole e più riflessivo, più taciturno, ma anche più battagliero. Da grande avrà le spalle robuste e un sorriso malinconico da regalare a chi soffre. E nel suo cuore rimarrà scolpita per sempre una domanda senza risposta.

      • massimolegnani 18 marzo 2014 a 18:17 #

        Apprezzo come attraverso la tua esperienza prospetti a raffaele un futuro conquistato con sofferenza ma sicuramente positivo. Un sorriso ml

        Date: Tue, 18 Mar 2014 15:05:17 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  6. graziaballe 16 marzo 2014 a 23:27 #

    quanto bene si può fare col tuo mestiere caro ml…
    un abbraccio

    • massimolegnani 17 marzo 2014 a 11:16 #

      sai, Grazia, a volte penso che da questa mia posizione privilegiata mi limito a osservare mentre potrei incidere di più.
      un saluto
      ml

      • graziaballe 18 marzo 2014 a 01:08 #

        non crucciarti di questo.
        penso che non strafare sia una protezione talvolta necessaria.
        e sono sicura che non ti limiterai ad un “pat-pat” sulla spalla in certi casi.
        l intesa e la gratitudine non passano in fondo anche attraverso gesti apparentemente piccolissimi?

      • massimolegnani 18 marzo 2014 a 22:56 #

        sei gentile Grazia,s, sono i piccolissimi gesti che fanno la differenza

        Date: Mon, 17 Mar 2014 23:08:09 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  7. ili6 16 marzo 2014 a 23:56 #

    Oh, i mal di pancia dei bambini…conosco, conosco…
    Il problema di Raffaele è serio e profondo, ma i ragazzini sanno trovare tante risorse e la vita pian piano lo distrarrà e lo affascinerà.
    Dolce storia.

    • massimolegnani 17 marzo 2014 a 11:17 #

      ho fiducia in questo ragazzetto che sta imparando a ridere.
      🙂
      ciao
      ml

  8. Minu 17 marzo 2014 a 12:20 #

    anche a me ha colpito la fotografia allegata a Raffaele. Bella…bello! grazie

    • massimolegnani 17 marzo 2014 a 12:46 #

      un colpo di fortuna quel nido nel groviglio del glicine abbarbicato al muro di casa.
      🙂
      ml

      • gelsobianco 18 marzo 2014 a 01:28 #

        su, dai, ml! 😉
        …è stato un colpo di fortuna che tu hai saputo cogliere e sviluppare così!
        gb

      • gelsobianco 18 marzo 2014 a 03:48 #

        prima ho dimenticato di inserire
        🙂

      • massimolegnani 18 marzo 2014 a 18:18 #

        Te ne metto uno io, qui 🙂

        Date: Tue, 18 Mar 2014 01:48:10 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  9. Prishilla 18 marzo 2014 a 11:39 #

    Bello Raffaele, che a nove anni sa infilarsi in porto, che sa mettere la pancia sotto certe mani. Raffaele è già una bella persona.
    Prish

  10. viaggiandonam 18 marzo 2014 a 14:58 #

    Sei fortunato che oggi è il giorno in cui posso piangere e commuovermi, se no non avrei saputo come fare.

  11. aliota 19 marzo 2014 a 00:53 #

    avrei voglia di abbracciarlo, Raffaele.
    ma forse i maschietti a quell’età non gradiscono già più le smancerie 🙂
    ciao doc!

    • massimolegnani 19 marzo 2014 a 17:56 #

      ricordi come da bambini ci si ripuliva, di nascosto ma non tanto, la guancia dopo gli sbacciucchiamenti dei grandi?
      🙂
      (ma tu fregatene e abbraccialo)
      ciao a.
      ml

  12. penna bianca 19 marzo 2014 a 00:55 #

    Siamo tutti fragili. Raffaele non è solo. ciao ml

  13. ogginientedinuovo 25 marzo 2014 a 21:38 #

    Perdita, ospedale, mamma, papà… Grazie per questa storia, proprio ora, qui.

  14. monika santi 25 marzo 2014 a 22:03 #

    grande e sensibile colui che sa dare un porto alle altrui inquietudini….

    • massimolegnani 25 marzo 2014 a 23:50 #

      Ho la fortuna di lavorare in un luogo che sa diventare porto
      Un sorriso
      ml

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