Archive | maggio, 2014

lische di pesce fesso, 6

31 Mag
foto by c.calati

foto by c.calati

 

 

Meteo: mi disturba l’esattezza del “domani pioggia” che mi ruba il dubbio e la speranza Continua a leggere

occhi nudi

26 Mag
m.calati

m.calati

 

Camillo era arrivato alla Pensione Mirabella nel primo pomeriggio, dopo una camminata risultata superiore alle sue forze. Maggio imprevedibile gli aveva regalato una giornata di sole cocente, lui neanche un cappellino a proteggere il cranio lucido che ora gli scottava. E la borraccia era finita troppo presto, si sarebbe bevuto il mare, lo guardava con cupidigia dall’alto del sentiero a mezza costa. Continua a leggere

la sposa che verrà

22 Mag
tripoli, 1942

tripoli, 1944

E un mattino all’alba capitò che Attilio uscendo dalla grande tenda che fungeva da sala operatoria scoprisse davanti a sè il deserto. Ma non era il solito deserto. Continua a leggere

una vita fa

21 Mag
fronte libico, 1943

fronte libico, 1943

 

Attilio è sdraiato su una duna. Offre la schiena a un sole ancora sopportabile, Africa d’inverno. Legge un libro e sembra felice Continua a leggere

una scritta rosso-sangue

12 Mag
photo by c.calati

photo by c.calati

 

“Sarà bellissimo” dice la scritta su un muro scrostato, all’incrocio di via Marengo. Non aggiunge altro, come non fosse necessario specificare cosa. Continua a leggere

interno notte *

9 Mag
photo by t.legger

photo by t.legger

 

Mi ricordo che faceva dondolare una pantofola, in bilico su un piede, lo sguardo concentrato in quel virtuosismo sciocco, sul viso un’espressione quasi beata. Forse neanche mi ascoltava e c’era da aspettarsi che sul più bello se ne uscisse con un “guarda, cara, che abilità”. Abile, era abile davvero nel farmi sentire una merdina senza bisogno nemmeno di aprire bocca. Continua a leggere

il clarinetto femmina

5 Mag
photo by c.calati

photo by c.calati

 

 

 

Sui ciottoli di Mantova rotola e rimbalza fino alle mie ruote una musica imprevista. Non m’aspettavo che nella città della scrittura fossero i suoni ad accogliermi, io stremato come sempre dopo i pedali, e, come sempre nella stanchezza, aperto a brevi incanti. Continua a leggere