sopra la panca…

8 Giu
photo by t.legger

photo by t.legger

 

…la mano è stanca, anche se mai ha provato la fatica della falce, tagliare di ritmo e precisione il fieno o raccogliere con dita abili le spighe a fascio e poi reciderle con un colpo di falcetto. E nemmeno l’impegno gravoso del martello, piantare chiodi dritti e duri come ricordi infissi a fondo nel legno del mio cuore. Poca la falce niente martello, ma che compagno eri?  Raramente, è vero, ho chiuso la mano e alzato il pugno, troppo l’entusiasmo necessario, troppo l’intelletto e quello sguardo così serio, piuttosto sostenitore in ombra, il pugno bello sventolato  nel crepuscolo, lontano dalle masse.

…la mano è stanca di palpare linfonodi e pance, far scorrere i polpastrelli sulla pelle per scoprire dove s’annidi il male, e poi parlare di rimedi, i grandi e i minimi, che quasi mai quello che tocchi è un cancro, a volte è un’infezione, a volte è solo merda accumulata come oro e loro, i genitori, pretendono da te la stessa dedizione nel prescrivere un clistere, anzi vorrebbero (chiedono/esigono) fossi tu a svuotare l’intestino al figlio pigro, che loro non son pratici e a dirla tutta la cosa gli fa schifo. Tu a perder tempo con la merda spicciola quando magari di là in reparto c’è qualcuno che nella merda affonda fino al collo e non ne esce.

…la mano è stanca di stringere le mani, buongiorno, buonasera, mi stia bene, la lingua del reale dai convenevoli svuotati, il contatto-solo-forma, mentre col tatto vorresti esplorare la sostanza, le dita a fare scorribande sulla pelle, essere pirati di ciliegie e seni, scalfire la corteccia, rubare ancora il cuore delle piante.

 

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49 Risposte to “sopra la panca…”

  1. elinepal 9 giugno 2014 a 00:25 #

    Rubare il cuore delle piante…..

    • massimolegnani 9 giugno 2014 a 09:53 #

      già, le piante sono femmine imperdibili (una volta ho scritto “il cuore femminile delle piante”)
      ciao eli,
      ml

      • elinepal 9 giugno 2014 a 14:08 #

        vado subito a cercare…

      • elinepal 9 giugno 2014 a 14:09 #

        segnami il link….

      • massimolegnani 9 giugno 2014 a 14:35 #

        Digita, nella finestrella qui dove c’e’ scritto cerca, ” il cuore femminile delle piante” e ti salta fuori il brano. 🙂

        Date: Mon, 9 Jun 2014 12:09:52 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  2. Laura 9 giugno 2014 a 04:17 #

    Quante volte me lo dico anche io: “Hai le mani stanche, Laura!”… di fare cose,si…ma soprattutto di fare certe cose, quelle che non son proprio mie, che non mi appartengono, quelle dettate dalle regole e io le mie mani saprei riposarle bene, le saprei come muovere e gestire e spesso sarebbero mani curiose, bambine, mani che stringono e mani che man-tengono.
    Forse il riposo di certe mani lo si trova in altre mani, in mani con le stesse linee sui palmi, che a farle combaciare e scivolare le une sulle altre pare d’intravedere il sentiero verso la serenità.

    • massimolegnani 9 giugno 2014 a 09:56 #

      “man-tenere” è magnifico, (mi) esprime tutto quello che di bello si potrebbe fare con le mani.
      grazie Laura,
      ml

  3. pennyblues 9 giugno 2014 a 09:34 #

    E’ un lavoro duro, ma qualcuno deve pur farlo e questo fa di te un eroe.
    La stupidità della gente non deve scalfire il tuo cuore, perché deve essere forte per sostenere il vero dolore.

    • massimolegnani 9 giugno 2014 a 09:59 #

      si bisognerebbe scrollarsi di dosso tutto il superfluo, il convenevole e il falso per lasciare il cuore intatto a dolori e gioie autentiche.
      Nessun eroe, penny, per carità.
      un sorriso,
      ml

  4. prishilla 9 giugno 2014 a 09:41 #

    questo post fa dire a tutti sì anche io. è questo il suo entrare nel cuore delle piante. e lo dico anche io, sì anche io, con le mie mani sporche di pennarelli e desiderose di andare a riposare poggiandosi su un viso, invece di continuare a librarsi nell’aria, davanti a certi occhi grandi, provando e riprovando a suggerire discretamente possibilità…
    buona settimana, a te e alle tue mani!
    Prish

    • massimolegnani 9 giugno 2014 a 10:02 #

      sì, le mani di ciascuno sono costrette a gesti formali, vacui e necessari (le regole del buon vivere!) quando le si vorrebbe libere di volare leggere.
      ciao prish,
      ml

  5. rodixidor 9 giugno 2014 a 10:52 #

    Firmare ricevute per spese da detrarre

  6. the pellons' 9 giugno 2014 a 11:11 #

    Anche la testa è stanca, tante volte, la lingua di parlare, uh quante stanchezze che ci sono..

  7. aliota 9 giugno 2014 a 12:49 #

    adoro le panchine, poi ti leggo…
    ne ho fotografate dappertutto, le ultime a Venaria 🙂
    baci,
    A

    • massimolegnani 9 giugno 2014 a 13:33 #

      A., gli orti di Venaria reale? Sempre piu inconsapevolmente vicina 🙂
      (Non ti azzardare a cavartela cosi’ senza leggere il brano :-))
      ml

      • aliota 10 giugno 2014 a 20:28 #

        e poi ti leggo e resto senza parole: niente di quello che posso dire somiglia minimamente all’impatto che ha questo tuo scritto. (e la tua scrittura in generale)
        l’ultima parte, soprattutto, la condivido. i “pompini” sociali, tra cui quelli indispensabili per fare carriere o continuare ad averne una 😉
        [scusa, devo sempre cazzoneggiare!]

      • massimolegnani 10 giugno 2014 a 21:14 #

        Cazzoneggia, cazzoneggia, che sei simpatica anche se non e’ venerdi’ 🙂

        Date: Tue, 10 Jun 2014 18:28:50 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • aliota 10 giugno 2014 a 22:58 #

        grazie, doc!
        ho scaricato le foto di Venaria, magari te ne mando qualcuna di panchine 🙂

      • massimolegnani 10 giugno 2014 a 23:07 #

        🙂

        Date: Tue, 10 Jun 2014 20:58:34 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  8. menteminima 9 giugno 2014 a 14:23 #

    E io che stavo per commentare “Non ti credo. Nemmeno se lo giuri!” Poi le ultime righe e non l’ho potuto più fare.
    Ti abbraccio forte.

  9. viaggiandonam 9 giugno 2014 a 15:50 #

    tu scirvi dei pezzi che sono risposte ai miei oggi, sai?

    • massimolegnani 9 giugno 2014 a 19:46 #

      devo andare a vedere a che domande ho risposto, m’incuriosisci.
      🙂

  10. ire 9 giugno 2014 a 16:35 #

    Eh, forse dovresti essere un po’ più cattivo (la solita frasetta “non è di mia competenza”), o forse potresti portare quei genitori di là e chiedere loro, se fossero in quella situazione, gli farebbe piacere che uno che potrebbe fare qualcosa in realtà sta lì a fare altro?
    Per quanta stanchezza avrai, non ce ne sarà mai per fare quello che hai scritto nelle ultime righe. E forse lo apprezzi proprio perchè troppo poco.

    • massimolegnani 9 giugno 2014 a 19:50 #

      sì, qualche volta sono sbottato e ho proposto che facessero cambio con quanto c’era oltre la porta del reparto, ma non sempre capiscono, nemmeno così!
      quanto alle ultime righe, bè, ire, c’è pianta e pianta 🙂
      ml

  11. tramedipensieri 9 giugno 2014 a 17:08 #

    Bello, bello legger-e-ti.

    ciao
    .marta

  12. Berenice 9 giugno 2014 a 17:13 #

    Ma poi quelle mani stanche sai quanto leggere, sono, per qualcuno? Mi metto nelle mani che stringi, e provo conforto. B.

    • massimolegnani 9 giugno 2014 a 19:52 #

      però quelle mani occorre stringerle con convinzione e non per pura formalità.
      grazie berenice
      ml

  13. ogginientedinuovo 9 giugno 2014 a 18:20 #

    Quando le mie mani sono stanche di cose non mie, le faccio concentrare su lavori di bricolage e mi rilasso. Chiediamo molto alle mani, certi giorni. Buona serata 🙂

    • massimolegnani 9 giugno 2014 a 19:54 #

      hai ragione e io in questi giorni ho scartavetrato tavolo panca e sedie del terrazzo, che per il mio standard è come aver scolpito la pietà 🙂
      ciao,
      ml

  14. righe orizzontali 9 giugno 2014 a 21:44 #

    Se potessi scegliere non le mani vorrei essere, ma un paio d’occhi. Liberi da ogni forma di contatto però capaci di scalfire le cortecce più resistenti. Come quelli di Enrico, che mi sovrastano sereni in un ritratto appeso di fianco alla mia scrivania. Lui la falce e il martello li ha guidati dal giorno in cui sono nata io fino a quello in cui è morto lui. L’ho voluto al mio fianco a rammentarmi quotidianamente cosa sono l’impegno, il dovere, la giustizia, l’onestà. Gli occhi di Enrico.

    • massimolegnani 9 giugno 2014 a 22:18 #

      Di te e di Enrico non si discute, gente seria, da ammirare, ma io sono terra terra, volo basso, e come ho detto nel brano..troppo l’entusiasmo necessario, troppo l’intelletto, e quello sguardo cosi’ serio..
      Ciao e grazie
      ml

      • righe orizzontali 9 giugno 2014 a 22:27 #

        Lo sguardi di Enrico non è mai così serio, anche nelle immagini in cui appare torvo, c’è sempre un fondo di quiete, di serena e pacata sicurezza, una velatura di dolcezza commovente. A Enrico non sarebbero servite le sottili ragnatele di capelli.
        Grazie a te ml

      • massimolegnani 9 giugno 2014 a 23:11 #

        🙂

        Date: Mon, 9 Jun 2014 20:27:30 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  15. roceresale 9 giugno 2014 a 22:16 #

    Le mani pirata di frutti rossi e pelle rosa. Bello, questo post

  16. Personale Femminile 10 giugno 2014 a 13:27 #

    Se c’ e’ una parte del corpo che non e’ stanca sono proprio le mani…il tatto mi trasmette tante sensazioni 🙂

    • massimolegnani 10 giugno 2014 a 18:34 #

      le mani sono simbolo di operosità, io le ho usate come simbolo di stanchezza.
      🙂
      ciao,
      ml

  17. rossodipersia 10 giugno 2014 a 21:46 #

    Quando ho letto il tuo post ho avuto tutt’altre emozioni, volevo parlarti delle mani che si aggrovigliano come per una resa. Poi ho visto alla tele dei non vedenti che giocavano a baseball e uno di loro sosteneva che “i vedenti” non sanno gioire del dono di vedere. Allora ho capito che anche quello delle mani è un regalo. E per chi, come te, usa questo regalo per accarezzare il dolore, non può arrendersi alla stanchezza. È retorica? Forse sì o forse è solo una missione che, a volte, le tue dita stanche dimenticano, distese lungo il bordo di una panchina.

    • massimolegnani 10 giugno 2014 a 22:27 #

      prima ti abbraccio, rosso cara.
      poi ti dico che il dolore lo accarezzo ancora e sempre. Sono i finti problemi, i dolori fasulli con il corteo di parenti (fintamente) preoccupati che mi sfiniscono.
      e a proposito dei non vedenti, bè…io sono molto miope e in quel senso (il tatto!) forse questo mi aiuta 🙂
      ml

  18. remigio 11 giugno 2014 a 19:10 #

    Diceva San Francesco: “chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista”.
    Mi permetto di aggiungere che chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore, può salvarti anche la vita.
    Buona serata

    • massimolegnani 11 giugno 2014 a 22:25 #

      apprezzo molto il tuo commento, le parole di san francesco (che non conoscevo) e le tue, remigio.
      a mia volta mi permetto di aggiungere che “può salvarti anche la vita” a prescindere dal lavoro che fa, se ha mani, testa e cuore.
      ciao,
      ml

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