Archivio | settembre, 2014

la seconda lettera

28 Set
photo by web

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Beatrice,
non so se chiamarla cara, come vorrei che fosse, o gentile signora, come sarebbe più corretto. Odio le frasi formali, le parole in punta di forchetta, e se dipendesse da me getterei alle ortiche questo “lei” così asettico e direi semplicemente “Tu. Tu, che senza saperlo sei entrata nella mia vita”. Ma non mi è possibile, rischierei di offenderla, dopo averla già scandalizzata con la mia prima lettera.  Continua a leggere

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allegretto

25 Set
photo by c.calati

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La luce esatta che a sera rasa l’erba meglio della falce, l’attimo appena prima della vetta, l’istante in cui incontri il mattino uscendo dal turno di notte, Continua a leggere

vorrei che non cadessero le foglie, non tutte almeno

23 Set
photo by c.calati

photo by c.calati

Che qualcuna ne rimanga, appesa solitaria ai rami, che mantenga tenace il verde estivo, che sventoli al vento, Continua a leggere

tu la conosci Regina?

19 Set
photo from web (p.cruz)

photo from web (p.cruz)

 

 

La luce nel locale si diffonde a macchie, come faticasse a conquistare spazio al fumo. Ricardo Reis siede al suo tavolo in un alone di penombra. Ha un berretto tondo calcato in testa da cui spuntano sui lati e sulla nuca pochi capelli, grigi e sottili, come una lanetta. Infinite piccole rughe sembrano le tacche che la costanza di un ergastolano ha segnato sul muro. La barba è trasandata, tra le labbra un mozzicone spento come un delinquente, ma in volto ha un’espressione così mite che non ti fa paura il coltellaccio insanguinato che tiene tra le mani. E ti vien voglia di sederti e chiedergli che cosa hai combinato, Ricardo?, con l’affetto di un fratello, anche se non sai nemmeno chi egli sia. Continua a leggere

all’osteria di Tornavento (aspettando massimo)

15 Set
photo by c.calati

photo by c.calati

Il luogo è un’ipotesi impraticabile, un sesto grado per un alpinista poco esperto, che Tornavento, il balcone naturale sul Ticino, anni or sono è stato spazzato via dall’aeroporto della Malpensa, a cui è rimasto solo il nome in sintonia con l’ambiente, il resto è grandiosità stonata. E l’osteria che era il ritrovo spontaneo sopra il fiume quando si voleva bere e meditare in solitaria compagnia, siamo in pochi a ricordarla.

Ma loro, i miei amici, non si pongono di questi problemi, se io dico ci troviamo a Tornavento, loro alla spicciolata o a frotte raggiungono il locale. Continua a leggere

la bella morte

11 Set
photo by c.calati

photo by c.calati

 

Ho sempre sognato una morte eroica e tu guarda cosa mi tocca!
Volevo fiumi di parole alla sepoltura, l’ammirazione della gente, i parenti in pianto, il sindaco che legge un foglietto scritto per lui dall’assessore alla cultura e il prete che al momento del commiato scandisce una promessa, ti faremo santo.
Invece saranno risa soffocate e dita a tapparsi il naso.  Continua a leggere

pietre preziose e no

9 Set
photo by margherita calati

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Non quelle che di prezioso han solo prezzo e disprezzo, che un diamante per sempre evoca eternità da pietra tombale. Continua a leggere