casacche verdi

5 Set

modì

 

 

 

Di malavoglia faccio scattare le porte del caos. Sono stato chiamato in Pronto Soccorso per visitare un bambino e lì non ci sono mezze misure, o è una fesseria oppure è un dramma.

Scorrono le porte dell’ingresso interno e mi coglie il solito malessere, il corridoio è uno spettacolo di varia sofferenza a cui il poco spazio nega intimità. Coliche, traumi, enfisemi giacciono ammucchiati in diverse posture, chi raggomitolato nel dolore, chi seduto con occhi esorbitanti, proteso verso un’aria sempre più difficile. Non potrei mai lavorare qui, a così stretto contatto con l’emergere del male, l’incontenibile emergenza che costringe a setacciare di continuo i gradi di diversa gravità al di là del modo differente con cui questa viene esibita o sottaciuta, assegnare priorità al dolore che c’è chi ingigantisce per sopravanzare gli altri o per pura ipocondria e chi al contrario cela sotto pelle per timore di un ricovero o paura di una diagnosi che sia condanna irreversibile.

Ho bisogno di distanza dalle emozioni e dagli imbrogli degli adulti, i bambini mi basta guardarli in faccia per capire se e quanto stanno male. Però mi occorre metterli a loro agio, avere qualche gioco da proporre, e tempo e umore tendente al buono. Ci vorrebbe l’ambiente adatto, la quiete dell’ambulatorio e una testa più serena della mia. Qui è una baraonda senza fine e loro fiutano l’agitazione che li circonda e il mio fastidio, si fanno diffidenti. Io in Pronto Soccorso ho solo voglia di sbrigarmi e togliermi di lì, loro lo sanno.

Mentre aspetto che facciano entrare il piccolo paziente mi guardo intorno, tra noia e irritazione e così la vedo china su una barella nella stanza attigua. Non so nulla di questa collega, nemmeno come si chiami, ma mi colpisce il collo alla Modigliani e quel muoversi aggraziato da fenicottero verde. Sto in ascolto, “con quanti cuscini dorme?”, la sento chiedere e mi viene da sorridere, anche con gli adulti si usano i trabocchetti di domande indirette che svelino le vere condizioni del malato. La guardo, m’incuriosiscono le palpebre, ora socchiuse come meditasse, ora spalancate in piccoli sgomenti, ma forse è un’emicrania che la incalza, e le mani anemiche che si muovono discrete, quasi farfalle su toraci a botte, su pance rattrappite dal dolore, su arti avvizziti dall’età. È assai sottile la sua scorza di difesa dalla sofferenza altrui, temo che da un momento all’altro il suo argine venga travolto dall’ondata di piena, e invece regge la pressione.

Intanto entra il bambino, mi fissa e subito piagnucola in braccio alla mamma, ma non ha l’aria di avere qualcosa di grave, una fesseria semmai. E questo m’indispone ulteriormente. Mentre la mamma lo spoglia me ne sto distante e immusonito, non è giornata oggi.

Do ancora un’occhiata all’altra stanza. Modigliani mi sembra smarrita tra capacità e affanno, a tratti si trascina in altri danza, morde pensieri tra le labbra, mastica ingobbita la fatica come una foglia di coca. È austera ma a tratti, quando è china su un malato, mostra un seno involontario, pallido e minuscolo, attraverso lo scollo della giubba. Per un istante invidio quel malato e penso assurdamente che anche questo suo mostrarsi donna faccia parte della cura.

Poi la sento appuntare parole come spilli di speranza sulla pelle esausta di un paziente, “è necessario, sa, che la trattenga qui, ma vedrà che andrà tutto bene. Glielo prometto”. E gli sorride. Non so di che si tratti né quanto sia bugiarda la promessa, ma quel sorriso viaggia, si posa su un volto sofferente, un po’ lo rasserena, poi l’oltrepassa e si diffonde per le stanze, investe uomini e ambienti. È un venticello rosa che contagia.

Così scompiglio i capelli al bimbo, gli faccio una boccaccia e finalmente gli sorrido.

 

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38 Risposte to “casacche verdi”

  1. rodixidor 5 settembre 2014 a 10:36 #

    Dottore è inutile che ora pratichi la clown-terapia, il ragazzino ti ha sgamato … 😉

  2. Minu 5 settembre 2014 a 10:40 #

    bello, sai che a volte mi hanno detto lo stesso di me? che portavo un po’ di rosa….

    • massimolegnani 5 settembre 2014 a 11:15 #

      è un pregio non da poco, saper diffondere questa ventata rosa, soprattutto quando si ha che fare con la sofferenza e la freddezza altrui.
      ciao minu,
      ml

      • Minu 5 settembre 2014 a 12:10 #

        non so se sia un pregio quando è del tutto inconsapevole e hai l’inferno dentro

      • massimolegnani 5 settembre 2014 a 12:26 #

        Lo e’, prprio perche’ inconsapevole

        Date: Fri, 5 Sep 2014 10:10:53 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  3. mia_euridice 5 settembre 2014 a 11:32 #

    Il venticello rosa ha colpito anche te, alla fine.

  4. Claire 5 settembre 2014 a 11:39 #

    Eh sì, il trucco dei cuscini è vecchio come il mondo 😉
    Grazie per parole che fanno bene al cuore … portano un po’ di rosa (tonalità fenicottero) anche qui 🙂

  5. Sun 5 settembre 2014 a 12:15 #

    Questo post fa pensare che ci sono occhi che sanno guardare carezzandoti l’anima

  6. giuliagunda 5 settembre 2014 a 12:27 #

    Ventate di colore (non per forza rosa) che abbelliscono una giornata altrimenti grigia. Piccole gioie della vita. 🙂

    P.s. non sopporto i bambini piagnucolosi.

    Buona giornata, e che sia colorata,

    G.

    • massimolegnani 5 settembre 2014 a 12:40 #

      eheh, nemmeno io, ma per me e’ piu’ grave

      Grazie Giulia
      ml

  7. semprecarla 5 settembre 2014 a 12:57 #

    I bambini sono la “luce & l’energia” … Il lavoro di un medico, se fatto con autentica passione, è uno dei mestieri più faticosi del mondo, portando con se la pesantezza del desiderio di risolvere sempre ogni problema, anche quello senza soluzione. Da piccola era una mia aspirazione, crescendo ho capito di non avere abbastanza coraggio! Dio benedica chi percorre questa strada con immenso amore!

    • massimolegnani 5 settembre 2014 a 13:30 #

      a volte la passione viene meno e proprio allora ti aiuta se trovi un’altra che quella passione ce l’ha intatta e la diffonde come un profumo.
      grazie e ben arrivata
      ml

  8. marlatremaine 5 settembre 2014 a 14:05 #

    Un mestiere importante, il tuo. Da fare sempre con presenza di spirito e umana disponibilità, persino quando non si è in giornata.

  9. ogginientedinuovo 5 settembre 2014 a 15:04 #

    Che bel racconto!
    Due cose. Prima, vorrei che anche qui al PS pediatrico un medico avesse, anche solo una volta, scompigliato i capelli a mio figlio, gli avesse fatto una boccaccia e gli avesse sorriso… Seconda, che cos’è il trucco dei due cuscini? Vorrei essere preparata se mai un giorno dovessero farlo a me 😉

    • massimolegnani 5 settembre 2014 a 22:52 #

      dai possibile che lo facciano?! (da noi son più le pernacchie delle medicine)
      Dal numero di cuscini con cui uno riposa si capisce l’entità della sua difficoltà respiratoria.
      grazie oggi e anche domani
      🙂
      ml

  10. arielisolabella 5 settembre 2014 a 15:47 #

    Il segreto sta sempre nel donare se stessi prima di tutto per il resto…se la nostra conoscenza le nostre forze o il caso ci tradirà non avremo rimpianti.cmq.

    • massimolegnani 5 settembre 2014 a 22:54 #

      il più delle volte basterebbe che lasciassimo fuori dalla stanza i nostri malumori.
      ciao,
      ml

  11. the pellons' 5 settembre 2014 a 21:38 #

    Te c’hai bisogno di veder più tette. Vuoi che ti mandi delle riviste specialistiche? 😉

    • massimolegnani 5 settembre 2014 a 22:58 #

      ahahah…lo sapevo. Mi ero detto, se solo passa di qui, la pellona (famosa pettoruta) mi infiocina per quella frase!
      🙂

      • the pellons' 6 settembre 2014 a 07:13 #

        È che tu le chiedi proprio, le mie frasi, me le porgi su un piatto d’argento!!

      • massimolegnani 6 settembre 2014 a 09:31 #

        !vero!

        🙂

        Date: Sat, 6 Sep 2014 05:13:28 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  12. Lisa Miller 7 settembre 2014 a 15:42 #

    Non basta il footing effettuato al parco: ogni volta che scendo per accomodarmi in coda mi viene il fiatone! Se poi mi viene una crisi respiratoria non posso nemmeno chiederti aiuto, visto che non rientro nella giusta fascia d’età!!!! 🙂
    Lavorare con o per i bambini trovo sia molto arricchente: ho sempre sostenuto che da loro c’è sempre da imparare qualcosa. Ci ricordano chi eravamo e come si possono vedere le cose, oltre i filtri e gli inquinamenti del nostro “essere diventati”; ci aiutano ad essere umili e ad ascoltare. Almeno, così è per me. Ci sono due fantastiche persone che ammiro molto per ciò che hanno fatto, in modi diversi, pensando ai bambini : Loris Malaguzzi e Bruno Munari.

    Poi chiaro, anche un seno intravisto da sotto un camice ha la sua importanza, posso comprendere : )

    • massimolegnani 7 settembre 2014 a 16:26 #

      per carattere, non solo nella scrittura, tendo a mescolare il sacro col profano. forse scandalizzo qualcuno ma ricevo la stessa spinta a migliorare dall’ammirazione per il buon operare di una collega e dalla visione fugace e involontaria di un suo seno.
      condivido il discorso sui bambini che spesso sono loro ad aiutare noi a crescere!!
      confesso, con un po’ di vergogna, che non conoscevo Malaguzzi. mi sono informato e la vergogna è cresciuta 🙂
      ciao
      ml
      (se proprio respiri male, posso sempre chiudere un occhio sull’età!!)

      • Lisa Miller 7 settembre 2014 a 17:20 #

        Io sto imparando a fregarmene di chi si ritiene scandalizzato da un atteggiamento. Tanto ci sarà sempre qualcuno pronto a giudicare, qualsiasi cosa facciamo.

        Se conoscessimo tutto e tutti non ci sarebbe più gusto nel procedere, che dici?

        (dovresti chiuderli entrambi, temo.)

        : )

      • massimolegnani 7 settembre 2014 a 17:33 #

        🙂

        🙂

        Date: Sun, 7 Sep 2014 15:20:47 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  13. Berenice 9 settembre 2014 a 18:55 #

    Ma quel sorriso, quante volte lo si supplica… anche finto, va bene. Un brivido mi assale, il ricordo galleggia ancora, tipregotipregotiprego dimmi che… B.

    • massimolegnani 9 settembre 2014 a 21:40 #

      di chi vuoi sapere, berenice? del bambino? non aveva nulla di grave. del paziente ricoverato? non so nulla, ma non mi sembrava in pericolo, e poi era in buone mani.
      ciao
      ml

      • Berenice 10 settembre 2014 a 20:43 #

        No, no… non volevo sapere di nessuno. Avevo maldestramente riportato una mia supplica… ero io che pregavopregavopregavo che…

      • massimolegnani 10 settembre 2014 a 21:35 #

        Avevo frainteso!

        un sorriso

        Date: Wed, 10 Sep 2014 18:43:46 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

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