Archive | ottobre, 2014

dopo Mergozzo

30 Ott
photo by c.calati

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C’è ancora spazio per un altro pezzo di pedale prima che arrivi il grande freddo. Freddo, a dir la verità, ce n’è già parecchio stamattina, mentre abbandono lago e cigni e mi avvio in un fondovalle cupo, ingrigito dallo squallore di case non finite e dalla mancanza di sole. È come un corridoio senza arredi e senza luce, vorrei togliermi di qui in fretta, salire al sole e alla bellezza, ma le gambe sono torpide e rimpiango la poltrona con caffè e giornale vicino al calorifero dei miei coetanei. Continua a leggere

almeno la metà di me *

27 Ott
by web

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Mi hanno strappata al mare quando ero più fragile, una patella staccata dallo scoglio senza bisogno del coltello. Continua a leggere

Immagine

Reyhaneh

26 Ott

foto (2)

lische di pesce fesso 9

23 Ott
foto by c.calati

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Sadismo: Continua a leggere

mergozzo

20 Ott

 

 

A ridosso del Maggiore c’è questo lago minimo, della giusta dimensione per i miei occhi che preferiscono abbracciare poco spazio per volta. Ci sono arrivato quasi per caso, dopo errori di percorso e improvvise crisi di stanchezza. Non era lui la meta ma le mie gambe, che già avevo ingannato al lago d’Orta fingendo lì la sosta, poco dopo Gravellona han detto per oggi basta così e mi hanno concesso solo il tempo di raggiungere un alloggio prima di piantarsi. Continua a leggere

le capre di Ephrem

16 Ott
by web

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Tutti nascono con qualche talento ed Ephrem scoprì presto di possederne due. Ma che il ragazzo avesse qualche dote nessuno al villaggio se ne accorse, né quando ancora sgambettava nella polvere e giocava con i sassi, né più avanti quando a otto anni iniziò a condurre le capre al pascolo.

Giocava con i sassi e li metteva in fila, lui seduto sopra un masso a raccontare, loro, i sassi, immobili come fossero uomini in ascolto. Perché Ephrem aveva pensieri assai profondi e parole in abbondanza, una sorgente che sgorgava di continuo e limpida scorreva tra quei sassi attoniti, unico pubblico disposto allo stupore. Continua a leggere

mastica e bevi

13 Ott
photo by c.calati

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C’è un lago quieto qui vicino, che non sembra nemmeno Italia o che della terra nostra conserva i pregi arcaici di un tempo prima del motore e del cemento.

È poco più di una pozzanghera, un Trasimeno minimo, un Viverone ancor più piccolo, coi margini slabbrati dai canneti e l’acqua bassa coperta di ninfee. Continua a leggere