canto del piccolo mondo

4 Ott
c.calati

c.calati

 

 

Per quelle briciole finite sotto il tavolo e per la scopa che inesorabile le spazza, per quattro fili d’erba già avvizziti e per la pecora che non li ha brucati, per quel seno che appassisce rinunciando al gesto e per le troppe esibizioni, per un sorriso andato a vuoto e per l’odio che non sbaglia mira, per i capelli rimasti a ciocche sul cuscino e per i ricci di una parrucca azzurra, per le parole tonde trascurate e per quelle sciocche troppo lette, per tutto ciò che è cenere e per quanti si credono immortali, io piango.

Poi recupero le briciole, spezzo le scope, raccolgo le sue ciocche dal cuscino e mi ficco una parrucca in testa. E soprattutto bruco e bacio e scrivo e vivo e sfioro e sputo e leggo e amo e ancora piango. Fino a pareggiare il tavolo che sempre più traballa.

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37 Risposte to “canto del piccolo mondo”

  1. Claire 4 ottobre 2014 a 17:48 #

    Esplosione di vita …

    • massimolegnani 4 ottobre 2014 a 18:33 #

      Si, a mio modo un po’ triste, e’ un’esplosione di vita. Hai ragione, grazie claire.
      ml

  2. menteminima 4 ottobre 2014 a 18:14 #

    No, no, grazie, grazie davvero, ci mancavi tu e questa roba bellissima … e chi smette di piangere oggi?

    • massimolegnani 4 ottobre 2014 a 18:35 #

      Ma guarda che nonostante il pianto c’ amore per questo piccolo mondo che ci circonda.
      Un sorriso
      ml

  3. mia_euridice 4 ottobre 2014 a 19:37 #

    Il clown è triste?

  4. giornoalterno 4 ottobre 2014 a 19:47 #

    Molto bello quello che hai scritto ml. Ti immagino recuperare briciole con la tua parrucca azzurra… e penso che fai bene!
    Mi hai fatto subito venire in mente questa canzone, che mi piace così tanto…

    Buona serata,

    F.

    • giornoalterno 4 ottobre 2014 a 19:49 #

      N.B. La canzone a cui mi riferisco si chiama: il dio delle piccole cose.
      Qui ti ha linkato tutto l’album, non so perché…

      F.

    • massimolegnani 5 ottobre 2014 a 09:57 #

      Grazie F. per le tue parole e per la musica, tanta 🙂
      ml

    • massimolegnani 5 ottobre 2014 a 10:28 #

      Ho ascoltato, grazie per l’accostamento

      Date: Sat, 4 Oct 2014 17:47:49 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  5. tramedipensieri 4 ottobre 2014 a 23:01 #

    Ci leggo tristezza. E rabbia, inesorabile impotenza. Il tavolo traballa…e c’è modo.
    Forse un libro lo salverà?

    • massimolegnani 5 ottobre 2014 a 09:59 #

      Un libro pareggera’ il tavolo leggendolo, non mettendolo sotto la gamba debole
      Ciao .marta
      ml

  6. aliota 5 ottobre 2014 a 00:17 #

    piango per quel seno e per quelle ciocche… e per l’inesorabile.
    piango per il destino misero degli uomini su questa terra.
    un abbraccio, caro doc. al tuo mestiere di scrivere ed al tuo coraggio di dottore. ed al tuo vivere traballante.

    • massimolegnani 5 ottobre 2014 a 10:01 #

      Grazie davvero A. per questo commento che sento partire dal profondo di te.
      un abbraccio
      ml

  7. giuliagunda 5 ottobre 2014 a 11:11 #

    Un abbraccio al pagliaccio consapevole.

    G.

  8. cristiana 2011 5 ottobre 2014 a 18:07 #

    Siiiiiii, ribelliamoci.
    Cristiana

    PS Ti faccio notare che ho cambiato indirizzo. Se vuoi….grazie!

    • massimolegnani 5 ottobre 2014 a 18:24 #

      Si’ c’e’ un desiderio di ribellione in questo pianto.
      Ciao cristiana
      ml
      PS riesco a entrare nel tuo blog ma non a commentare perche’ manca la casella anonimo tra le opzioni e usando quella wordpress non mi riconosce e mi boccia

  9. marlatremaine 5 ottobre 2014 a 21:54 #

    Soprattutto vivo, con intensa, appassionata sincerità.
    Poche righe dense. Non ne servivano altre.

  10. prishilla 6 ottobre 2014 a 11:45 #

    c’è così tanto coraggio, qui. fa traballare il mio tavolo. fa venir voglia di non arrendersi mai.

  11. Nexus - 6 ottobre 2014 a 16:58 #

    Sembra la storia di un blogger serio, uno dei pochi che ama le parole nascoste e i gesti non eclatanti; non sono poi così sicuro che il tavolo si possa sistemare così ma è bello crederci.

  12. rodixidor 7 ottobre 2014 a 16:31 #

    Forse confondo ma mi pare di ricordare un altro tuo racconto dove si raccoglievano briciole di pane.

    • massimolegnani 7 ottobre 2014 a 21:10 #

      Complimenti rodixidor, memoria notevole: era “la pieta’ della polvere (se solo lasciassimo le briciole sul tavolo…)
      ciao
      ml

  13. Badev 7 ottobre 2014 a 21:58 #

    io ci vedo una ricerca di equilibrio, soprattutto, una rincorsa circolare (e consapevole, non triste) di guadagni e perdite

    • massimolegnani 7 ottobre 2014 a 23:30 #

      forse è un desiderio di pareggiare i conti col mondo, ciò che di buono offre, ciò che di odioso dà.
      ciao Barbara, che piacere ritrovarti!
      ml

  14. rossodipersia 7 ottobre 2014 a 22:41 #

    Perché mi è parso un inno alla vita? Oltretutto consapevole, quello di un uomo che ha vissuto, spesso sbagliando, e nel pareggiare il tavolo non vuole sistemare il passato ma semplicemente accettarlo.
    P.S. Sono in ritardo di questi tempi, ma non ti perdo!

    • massimolegnani 7 ottobre 2014 a 23:35 #

      ecco rosso, mi stai aiutando a capirmi, sì l’accettazione emotiva del passato (e quindi dei propri contatti col mondo)
      un abbraccio
      ml

  15. tempodiverso 13 ottobre 2014 a 20:00 #

    questa è una bellissima ode all’assenza,
    allo spreco, a quello che si perde, di noi, della vita, che sparisce quasi inosservato,
    è paura-amore per quel nulla che intuiamo e poi quelle ciocche raccolte, la frenesia di fare-dire, tutto per riempire il vuoto

    • massimolegnani 13 ottobre 2014 a 22:18 #

      hai detto giusto, Grazia: è paura-amore qui, non solo per le ciocche ma per tutto ciò che sembra perdente o perso.
      grazie,
      ml

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