angelo grigio

8 Ott
photo by stephy-mafy (unblogunpocosi.wp)

photo by stephy-mafy
(unblogunpocosi.wp)

 

 

Dicono che avesse messo incinta una studentessa del suo corso e che in un’altra occasione fosse stato riempito di botte da un fidanzato giustamente imbufalito. Dicono anche che un tempo avesse una famiglia, ma che ora vivesse solo. Dicono. Di certo invece c’è che si faceva dare numero di cellulare e indirizzo mail dai suoi allievi con la scusa di poterli seguire meglio nella preparazione degli esami, e può darsi fosse sincero. Ma poi non resisteva alla tentazione e finiva con l’insidiare le ragazze con messaggi dal contenuto ambiguo, quando era sobrio, e con telefonate esplicite quand’era ubriaco.

Una brutta persona, insomma.

Eppure in facoltà e per strada era gentile, colto e solitario. Gli occhi perennemente velati di tristezza, lo sguardo mansueto, il portamento un poco curvo come sotto un peso, non aveva nulla del professore arrogante o dello scaltro profittatore della propria posizione. Piuttosto sembrava un uomo inquieto e fragile. Ma aveva colpe indubbie e un’enorme fame d’affetto, mal condotta.

Mescolato tra il pubblico durante una seduta di laurea per me speciale, l’ho visto battagliare appassionatamente con i colleghi, loro impaludati, lui con un negligente abito grigio, perché fosse attribuita la lode a due ragazze meritevoli. . E l’ha spuntata. Pensare che queste due ragazze poche settimane prima avevano respinto in modo brusco e categorico le sue continue intemperanze.

Poco tempo dopo, in una sera più nebbiosa delle altre, si è incamminato, inutilmente sobrio, nelle acque del Po, come in una via del centro, andando avanti quasi sereno fino a esserne sommerso e trascinato via. Forse era un angelo grigio che ha scelto l’acqua anziché la terra o il cielo.

 

Annunci

41 Risposte to “angelo grigio”

  1. stephymafy 8 ottobre 2014 a 09:52 #

    Che onore!!!! ❤

    • massimolegnani 8 ottobre 2014 a 10:15 #

      mi sembrava una foto particolarmente adatta.
      grazie a te 🙂
      ml

  2. Lisa Miller 8 ottobre 2014 a 09:55 #

    Uhm.. direi un angelo atipico, dal comportamento alquanto discutibile. Forse Lucifero?
    (ho approfittato della quiete) : )

    • massimolegnani 8 ottobre 2014 a 10:18 #

      sicuramente atipico, ho usato “grigio” proprio in quel senso, eppure io non riesco a condannarlo.
      ciao
      ml
      (contento :-))

  3. arielisolabella 8 ottobre 2014 a 10:16 #

    Parli di un mio ex fidanzato? Gli somiglia molto ma lui ha deciso di suicidarsi lentamente …

    • massimolegnani 8 ottobre 2014 a 10:20 #

      potrebbe essere, chissà. Ne esistono di questi personaggi che a seconda che guardi le parti illuminate o quelle in ombra condanni o assolvi.
      ciao ariel
      ml

      • arielisolabella 8 ottobre 2014 a 10:38 #

        Vero , sai non riesco mai a condannare perché tengo troppo in conto la loro intelligenza L ironia tragica lo slancio a sorpresa di genuina generosità raro ed inatteso come un fulmine … E poi perché anch io ho spesso camminato sul limite tra gusto e disgusto… Mi piace come scrivi , mi sei affine bravo. 🙂

      • massimolegnani 8 ottobre 2014 a 10:51 #

        ti ringrazio 🙂

        Date: Wed, 8 Oct 2014 08:38:35 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  4. the pellons' 8 ottobre 2014 a 11:08 #

    Capisco, conosco. Persone estremamente colte ed intelligenti, cui certa vita va stretta, cui manca amore vero, che passano dal lato sbagliato della colpa, e andrebbero salvate.

    • massimolegnani 8 ottobre 2014 a 13:25 #

      spesso, come in questo caso, decidono di fermarsi. A noi resta, unica salvezza che possiamo loro offrire, di mostrare i loro meriti accanto alle colpe che nessuno scorda.
      ml

      • aliota 8 ottobre 2014 a 17:46 #

        (meraviglioso “passano dal lato sbagliato della colpa”)

      • massimolegnani 8 ottobre 2014 a 18:08 #

        Condivido in pieno

        Date: Wed, 8 Oct 2014 15:46:39 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  5. ire 8 ottobre 2014 a 12:39 #

    Anche gli angeli immacolati hanno del grigio nelle pieghe delle vesti, e viceversa. Tuttavia sono un po’ combattuta. A me interessa sempre sapere cosa c’è dentro queste anime inquiete, però poi mi girano le patate quando viene ridotto il tutto nei minimi termini dei risvolti psicologici classici. Non so se mi spiego. É come se per ogni comportamento ci sia la spiegazione del cane di Pavlov e allora si perdona tutto. Certo, la condanna più dura viene da se stessi, il tuo racconto ne è la prova, il problema è che c’è un perdono troppo facile nella società. Scusa, sono andata al di fuori del tuo scritto. É che mi sono chiesta il mio stato d’animo di fronte a una persona così.

    • massimolegnani 8 ottobre 2014 a 13:29 #

      non so se si tenda a perdonare tutto, non credo. Temo che questo professore verrà ricordato (quindi condannato) per le sue indubbie colpe piuttosto che per la sua infelicità o per certi suoi sprazzi di rettitudine morale. e questo mi dispiace.
      ciao ire,
      ml

  6. giornoalterno 8 ottobre 2014 a 13:16 #

    Piuttosto sembrava un uomo inquieto e fragile.
    Una brutta persona, insomma no.

    F.

    • massimolegnani 8 ottobre 2014 a 13:31 #

      sì, una persona controversa, con qualche luce accanto alle ombre.
      grazie effe
      ml

  7. Nexus - 8 ottobre 2014 a 14:01 #

    Tu lo hai conosciuto personalmente credo, l’immagine che ne dai è così vivida.
    Mi hai fatto riflettere che siamo tutti bene o male a metà strada tra inferno e paradiso e che spesso basta un niente per smarrire la strada. Ho letto tutti commenti , mi pare che a maggioranza nessuno di noi lo assolve ma nemmeno lo condanna…sono convinto che non si diventa così per caso, c’è dell’altro, forse una zona grigia che adesso se n’è andata con lui. Scrivi bene signor Legnani, proprio bene, scrivi di realtà evidenti ma trasposte in ambito letterario: così durano di più.

    • massimolegnani 8 ottobre 2014 a 15:05 #

      sì, diciamo che ho assistito indirettamente a tutta la sua trafila.
      La zona grigia che un po’ ci portiamo dentro tutti, nel suo caso ha preso il sopravvento.
      ti ringrazio per il tuo intervento e per gli apprezzamenti.
      ciao
      ml

  8. marlatremaine 8 ottobre 2014 a 14:07 #

    Ogni parola di questo ritratto è intinta nella malinconia. Ho respirato solitudine e sconfitta. Cielo che diventa terra. Acqua che diventa cielo.
    E la tua sensibilità.

    • massimolegnani 8 ottobre 2014 a 15:06 #

      sì mi è sembrato un uomo profondamente malinconico.
      grazie Marla
      ml

  9. Claire 8 ottobre 2014 a 15:22 #

    Scivola via questo racconto di vita, come è scivolato via lui, tra sogni ed angosce, tra errori e riscatti, affamato e solo …

  10. aliota 8 ottobre 2014 a 17:44 #

    una volta mi hanno scritto che sono un angelo su una gamba sola, posso garantirti che – se solo questa gamba ce la facesse – mi porterei anch’io in riva al Po. (autumn blues)

    • massimolegnani 8 ottobre 2014 a 18:06 #

      Va bene, ma poi stai ferma sulla riva, non un passo in piu’
      🙂
      ml

      • aliota 9 ottobre 2014 a 02:36 #

        questo non posso prometterlo 🙂 intanto, aspetto.

  11. tramedipensieri 8 ottobre 2014 a 20:37 #

    Il dramma delle persone (alcune) molto colte, molto intelligenti…che capiscono ogni loro passo (fragile).
    Conoscono la compagna solitudine, perciò sono forti.
    Penso, eh…io ho avuto questa visione leggendo.

    Bravissimo 🙂
    ciao
    .marta

    • massimolegnani 9 ottobre 2014 a 09:24 #

      grazie .marta.
      concordo con le tue affermazioni tranne quando sostieni che sono “forti”. Secondo me sono fragili.
      ciao,
      ml

  12. mia_euridice 8 ottobre 2014 a 21:17 #

    Ci sono creature che sanno volare solo in acqua…

    • massimolegnani 9 ottobre 2014 a 09:25 #

      sì, mi piace la tua affermazione.
      ciao,
      ml

      • Minu 9 ottobre 2014 a 09:46 #

        è come se lo vedessi piano piano…grazie un quadro di parole bellissimo. grazie

      • massimolegnani 9 ottobre 2014 a 10:38 #

        grazie a te Minu per la lettura così sentita. ml

        Date: Thu, 9 Oct 2014 07:46:09 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  13. ogginientedinuovo 9 ottobre 2014 a 09:26 #

    Se lo avessi incontrato, lo avrei giudicato anch’io per il suo lato oscuro, credo. Purtroppo (o per fortuna, dipende) non si riuscirebbe a vivere indagando i perché di ogni singolo individuo.
    A tutti noi serve un “abito buono da usare nei giorni di festa”, lui non l’aveva.
    E’ una storia dolorosa, di solitudine e incomunicabilità, raccontata con delicatezza e partecipazione. Grazie.

    • massimolegnani 9 ottobre 2014 a 10:43 #

      indubbiamente, oggi, non è possibile “indagare” sugli atti riprovevoli di ogni singolo individuo.
      ho voluto proporre questa storia senza esprimere o sollecitare giudizi, per sottolineare che non siamo fatti di un solo colore. Ma se un solo colore deve risultare dalla miscela che siamo, allora questo è il grigio in tante sfumature diverse.
      ciao
      un sorriso
      ml

  14. giuliagunda 9 ottobre 2014 a 10:11 #

    Mi piace quel “inutilmente sobrio”, penso infatti che se ci si decide a morire, si dovrebbe fare in modo di non essere del tutto coscienti, quando arriva il momento.
    Molto bello il racconto, malinconico.
    Il tuo angelo grigio non era una brutta persona, affatto.

    G.

    • massimolegnani 9 ottobre 2014 a 10:46 #

      ho immaginato che fosse lucido, perfettamente consapevole e determinato nel suo gesto.
      no, non era una brutta persona, nonostante le indubbie pecche.
      ciao G
      ml

  15. agane 9 ottobre 2014 a 11:55 #

    non me la sento di condannare a prescindere senza sapere chi era davvero. E’ indubbio che non sia lecito il suo comportamento con le studentesse e mi auguro che non ci sia mai stato atto grave ma mi pare che di fondo, in questa storia, ci sia un grande vuoto e una grande tristezza 😦

    • massimolegnani 9 ottobre 2014 a 13:01 #

      pienamente d’accordo, agane. Non è che volessi assolverlo, ho cercato di proporlo nella sua interezza.
      ciao,
      ml

  16. rossodipersia 10 ottobre 2014 a 16:45 #

    Un angelo grigio sopraffatto dalla sua malattia e stanco di convivere con quel mostro che gli camminava accanto: un uomo integro, capace di esporsi per gli altri, e un sognatore che subisce l’amore che ha vissuto, in un eterno squilibrio tra redenzione e giustificazione. Poi, quando lo squilibrio ha trovato il giusto peso, la nausea di sé stesso è sopraggiunta trovando nel fiume una sorta di purificazione.
    Non l’ho visto come un mostro, i mostri sono altri, lui è stato solo travolto.

    • massimolegnani 10 ottobre 2014 a 17:53 #

      la tua interpretazione (e penso al teatro, non solo alla correttezza della lettura) è stupenda. Era così!
      grazie, rosso,
      un abbraccio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: