penombra

10 Ott
photo by c.calati

photo by c.calati

Nelle giornate brevi di tardo autunno Camillo seduto alla seggiola larga attendeva fiducioso il crepuscolo. Quando i suoi occhi non distinguevano più i caratteri della pagina significava che era giunto il momento. Allora chiudeva il libro e osservava l’avanzare della penombra che si stendeva sulle cose, come una polvere benefica o una marea atlantica. Più sfumavano i contorni degli oggetti e più vedeva con nitidezza i profili dell’immaginazione. Era un breve divagare al confine tra memoria e fantasia dove l’emozione consisteva nel costruire ricordi inesistenti, futuri improponibili. Poi quando il buio prevaleva, accendeva la luce e abbandonava rassegnato la stanza.

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26 Risposte to “penombra”

  1. Lisa Miller 10 ottobre 2014 a 13:38 #

    Mi ha ricordato un pochino “La chambre double” di Baudelaire. E’ bello il contrasto tra la dimensione immaginaria (supportata dalla penombra del crepuscolo) e quella reale (nel momento in cui viene accesa la luce artificiale)

    • massimolegnani 10 ottobre 2014 a 13:42 #

      sì, e la luce toglie la suggestione come il buio troppo fitto, tanto c. abbandona la stanza.
      grazie Lisa
      ciao
      ml
      (confesso che non conosco la poesia di Baudlaire)

  2. mia_euridice 10 ottobre 2014 a 13:48 #

    Ma che bel somarello!
    Bella foto, bella!

  3. enricogarrou 10 ottobre 2014 a 14:11 #

    Bellissima questa visione. La capacità di farsi passare il,tempo addosso per sognare. Un abbraccio

  4. Claire 10 ottobre 2014 a 14:45 #

    Delicato e sfuggente.
    Ho sentito il rumore del mare …

  5. the pellons' 10 ottobre 2014 a 15:27 #

    Bello quel momento, sempre magico. Bello pure tu in foto. 🙂

  6. giuliagunda 10 ottobre 2014 a 15:55 #

    Bello viaggiare lungo il confine tra memoria e fantasia, dove di continuo cambiano e sfumano i colori, i visi e i luoghi (è forse l’attività più appagante che ci è concessa).
    Dopo aver esplorato la penombra Camillo non regge più né la luce accesa né il buio totale, così decide di uscire fuori dalla stanza… Chissà dove si è rifugiato, mi chiedo!
    Proprio un bel personaggio 🙂

    Dolcissimo anche l’asinello in penombra.

    G.

    • massimolegnani 10 ottobre 2014 a 17:49 #

      vero, è un’attività da crepuscolo..da ti so ma non ti vedo.
      Camillo sparisce come un fantasma, poi ricompare senza che tu sappia nel frattempo dov’è stato 🙂
      ciao G.
      ml

  7. rossodipersia 10 ottobre 2014 a 16:48 #

    La doppia vita di Camillo…

    • massimolegnani 10 ottobre 2014 a 17:50 #

      sì, rosso, Camillo ha una vita a doppio fondo dove a volte si rintana
      ciao
      ml

      • minu 10 ottobre 2014 a 19:20 #

        Tutti noi credo abbiamo una vita a doppio fondo. L’asino però era già apparso….:-P

      • massimolegnani 10 ottobre 2014 a 21:37 #

        Stupefatto dalla tua memoria visiva!

        Ciao 🙂

        ml

        Date: Fri, 10 Oct 2014 17:20:58 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  8. Nexus 10 ottobre 2014 a 19:03 #

    Scrivi in penombra ma le parole sono luminose e gentili: scivolano via in un sussurro.

    • massimolegnani 10 ottobre 2014 a 21:39 #

      Ti ringrazio
      ml

      • prishilla 11 ottobre 2014 a 00:00 #

        Luminose e gentili, si si, concordo con Nexus. E l’asino ha occhi di penombra, decisamente. prish

  9. massimolegnani 11 ottobre 2014 a 09:48 #

    ciao prish
    l’asino l’ho scelto per quello e perchè un poco mi assomiglia
    🙂
    ml

  10. winterabend 13 ottobre 2014 a 17:08 #

    Gli asinelli mi fanno tenerezza, non so perchè, ma quando li incontro in montagna vado sempre ad accarezzarli, anche i muletti. Ti assomigliano perchè sei testardo?
    La poeticità della penombra. A volte questa cosa la sento anche con la nebbia.

    • ire 13 ottobre 2014 a 17:09 #

      scusa, sono io, ho dimenticato di modificare il nome

    • massimolegnani 13 ottobre 2014 a 18:32 #

      la nebbia è una penombra bianca 🙂

      ..diciamo cocciuto come loro

      ciao ire
      ml

  11. tempodiverso 13 ottobre 2014 a 19:47 #

    quando non si possono esercita i sensi usuali, se ne scoprono altri, al crepuscolo Camillo espande i suoi, in questo momento avviene il passaggio all’altra sua vita nascosta, e se si mettesse a scrivere ne tirerebbe fuori un’altra ancora, forse differente dalle prime due.
    sempre piccole chicche qui 🙂

    • massimolegnani 13 ottobre 2014 a 22:15 #

      camillo è un sensibile e io gli faccio da scrivano 🙂

      ciao Grazia
      ml

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