almeno la metà di me *

27 Ott
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Mi hanno strappata al mare quando ero più fragile, una patella staccata dallo scoglio senza bisogno del coltello. Come potevo oppormi? Dipendevo in tutto da loro e loro avevano deciso così senza interpellarmi, ci trasferiamo al Nord, punto. Mi sono trovata catapultata in un altrove che nemmeno immaginavo, asfalto e cemento a sostituire l’acqua e la sabbia, auto che sfrecciavano scomposte al posto delle onde, il sole rimpiazzato dalla caligine, che appunto è un termine che ho imparato qui, a scuola.

Niente è come vorrei e nulla è cambiato dal giorno del mio arrivo, e son tre anni ormai, ogni mattino le medesime sensazioni di rancore per l’oggi e nostalgia per un ieri irraggiungibile.

Odio Bolzano, una conca d’afa in estate, un frigorifero in inverno, odio le montagne intorno che sembrano schiacciarmi, odio gli abitanti, rigidi come ghiaccioli che si sciolgono solo col freddo ai mercatini di natale, lì sono tutti squisitezze e moine da vomito, e lì io rubo tra le bancarelle per dispetto, odio i miei compagni, crucchi rifatti che fingono di non capire il mio italiano. Li odio e me li porto a letto, per noia e per disprezzo. Non provo alcun piacere, ma quando loro, brufoli di fuoco e guaiti da cagnetti, vengono veloci come lepri, io scoppio in una risata sguaiata da far tremare i vetri. È la mia vendetta, ma loro sono così infoiati che mi rispondono ti amo, anzi ich liebe dich, che in quell’affanno bofonchiano in tedesco. Stronzi.

L’amore è un’altra cosa, l’amore l’ho lasciato mille chilometri più giù, in Calabria, insieme a tanto altro. Almeno la metà di me non è venuta via dal mare. L’amore era Rosario, mi conosceva da bambina e come una bambina mi aveva sempre trattata. Poi un giorno di giugno, iniziava per me l’ultima estate ma io non lo sapevo, mi offrì una focaccia calda come spesso faceva scendendo in spiaggia dalla panetteria dove lavorava. Mi offre la focaccia e resta lì muto, pieno di stupore, i suoi occhi sui miei fianchi a guardarmi per la prima volta. Io addento disinvolta, rido, fingo indifferenza, ma erano anni che lo aspettavo. Oggi ti porto in barca alla Grotta Nera, mi dice quando s’è ripreso, col sorriso sfrontato che di solito riserva alle turiste tedesche che calano da noi in agosto.

Guardo Rosario che rema, bello come un dio, io la sua regina per un giorno. La barca scivola silenziosa nella grotta, mi metto a gridare il mio nome per sentire l’eco. Poi, quando il buio si fa più fitto, solo un bagliore si riflette da dove siamo entrati, mi stendo sul fondo della barca, taccio e lo aspetto. Lui si avvicina, mi prende per mano e mi strattona allegro dai, tuffiamoci mi dice e mi trascina in acqua. È un delfino che gioca, mi gira intorno, s’immerge, ricompare dietro di me, mi sfiora, lo sento, tremo, s’allontana, mi riemerge davanti, mi bacia, lo abbraccio, che non mi sfugga via. Lui ride, mi bacia di nuovo e scivola via. Così per ore. Gli grido tu quest’estate non porti qui nessuna zoccola tedesca. E nemmeno italiana! Questo luogo è nostro.

Non so se mi sentì, era nuovamente a piroettare sott’acqua. Eppure quell’estate Rosario non badò alle turiste, aveva occhi solo per me, non mi mollava un istante, la grotta, la spiaggia, il mare, la barca, il motorino, noi due sempre insieme. Avevo quattordici anni e avrei voluto farci l’amore fino in fondo. Ero la sua donna, cazzo!  Ma lui non aveva la mia fretta, sempre a rintuzzare i miei slanci buona, piccolina, avremo tempo più avanti.

E di tempo non ce n’è stato più.

Fanculo alle montagne, fanculo al mare. Fanculo anche a Rosario.

* il racconto ha partecipato al gioco di scrittura su: mimettoingioco.wordpress.com

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22 Risposte to “almeno la metà di me *”

  1. poetella 28 ottobre 2014 a 07:25 #

    bello bello…

  2. cristianamarzo 28 ottobre 2014 a 13:34 #

    L’ha ribloggato su pincocri2011e ha commentato:
    Eccezionale

  3. Claire 28 ottobre 2014 a 16:19 #

    Sorrido 🙂

  4. giuliagunda 28 ottobre 2014 a 16:52 #

    Stupefacente come tu riesca a risultare credibile persino interpretando una ragazzina di diciassette anni.
    Il titolo è molto bello, il racconto anche. C’è un piacevole miscuglio di rabbia e passione nelle sue parole, che dopotutto sono i sentimenti più comuni tra gli adolescenti.
    Bravo come sempre ml 🙂

    G.

    • massimolegnani 28 ottobre 2014 a 19:44 #

      Riesco a restare serio anche indossando la gonna!
      Ciao G.
      ml
      (grazie)

      • giuliagunda 28 ottobre 2014 a 21:44 #

        …io invece non riesco a restare tanto seria pensando a te con la gonna, ahah 🙂

        (prego)

        G.

      • massimolegnani 29 ottobre 2014 a 01:05 #

        non posso darti torto 🙂

        Date: Tue, 28 Oct 2014 19:44:36 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  5. rossodipersia 28 ottobre 2014 a 17:02 #

    Bellissimo: uno scorcio d’estate vissuta, per tutte quelle ragazzine, come me, che hanno vissuto il mare. I primi amori che nascevano solo d’estate, e mai sui banche di scuola, e che d’inverno magicamente si spegnevano quasi avessero smarrito l’energia necessaria a sopravvivere nel grigiore dell’inverno. E passavi tutto l’anno a guardare la lavagna con idiota fissità in attesa della prossima estate.

    • massimolegnani 28 ottobre 2014 a 19:47 #

      Ecco, rosso, se tu che hai vissuto al mare, ti rivedi nella protagonista, vuol dire che sono stato abbastanza credibile.
      Un sorriso
      ml

      • Nexus 28 ottobre 2014 a 21:01 #

        Bello fino alle ultime righe Massimo, poi si capisce che chi scrive è un maschio perchè chiudi troppo in fretta. Ma tu a Bozen ci sei mai stato? Sembrebbe di sì per come ne parli. Sai che penso e ripenso al mio “peccato originale come maschio”? Finirò per darti ragione mi sa.

  6. massimolegnani 29 ottobre 2014 a 01:14 #

    sì, il finale è la parte più fiacca, nonostante o forse proprio per l’invettiva che risulta un po’ brusca, come l’avessi appiccicata lì.
    (quanto al peccato originale, ci siamo incrociati coi pensieri, infatti riflettevo che non deve diventare il nostro alibi per tacere ma un motivo in più per gridare le ingiustizie)
    ciao Nexus,
    grazie.
    ml

  7. Prishilla 29 ottobre 2014 a 11:17 #

    Macchè gonna, io direi che chi scrive è Rosario…. 😉
    Bellissimo, comunque, chiunque sia l’autore…
    Prish

    • massimolegnani 29 ottobre 2014 a 22:42 #

      Eheh, dici che e’ stato Rosario? Chissa’!
      🙂
      Ciao prish.
      ml

  8. gaddo 29 ottobre 2014 a 20:06 #

    Davvero bello. Ha ridestato il borbonico che, in terra straniera, mi dorme dentro.

  9. Berenice 2 novembre 2014 a 12:22 #

    Son cose che fan male, queste… B.

    • massimolegnani 2 novembre 2014 a 16:21 #

      bè non è una storia allegra, ma a quell’età hanno risorse incredibili per riprendersi.
      ciao Berenice,
      ml

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