la bellezza di un dì di pioggia

30 Nov
c.calati

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Ha piovuto per ore mentre ancora fingevo di dormire, ma in realtà ascoltavo curioso i tre rumori della pioggia, il ticchettio sul tetto, lo sgocciolio su poche foglie renitenti alla leva dai rami, lo scroscio dalla grondaia che si svuota come una pisciata.

Ora tace il cielo di nuvole basse e mi permette di passeggiare tra piante e prati, respiro l’aria pulita e odoro l’umido gradevole che sale dalla terra. Ogni cosa ha una piccola bellezza che non credevi in un giorno che altri dicono brutto, le pozzanghere che specchiano un grigiore luminoso, i rami spogli e quelli carichi di cachi, le foglie macerate a terra eppure vive, il fango stesso così simile all’argilla cui dar vita, anche l’asfalto che vedo laggiù sulla provinciale ha un nero lucido e invitante che sembra volerti portar lontano. Volano bassi i merli a bere le grosse gocce che s’attardano sugli alberi, alti gli aerei che ascolto nel transito invisibile, sarà Parigi o Barcellona la loro meta? Poco mi importa, in ogni caso è un lontano su cui mi piace soffermarmi mentre mi gusto il luogo dove sto, felice e fermo. Solo mi manca un paio di occhi blu in cui vedere il cielo nel suo colore naturale.

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32 Risposte to “la bellezza di un dì di pioggia”

  1. Claire 30 novembre 2014 a 15:34 #

    La delicatezza mi ha portato a spasso nell’umido di questi giorni e poi … il blu!
    Meraviglioso!
    🙂

  2. menteminima 30 novembre 2014 a 16:28 #

    Ho sempre avuto una totale avversione per l’autunno ma subisco il fascino di quello che attraverso le tue parole ho visto.

    • massimolegnani 30 novembre 2014 a 23:02 #

      l’autunno è ambivalente, stagione mortifera ma con incredibili sprazzi vitali.
      ciao cara,
      ml

  3. remigio 30 novembre 2014 a 17:31 #

    Riesco a cogliere la bellezza di una giornata di pioggia solo in campagna. In città, invece, la pioggia mi mette tristezza, mi immalinconisce.

    • massimolegnani 30 novembre 2014 a 23:03 #

      verissimo, in città tutto è più difficile, anche amare la pioggia.
      🙂
      ml

  4. afinebinario 30 novembre 2014 a 18:08 #

    Bello leggere quest’attenzione alla vita, a queste immagini che riesco a vedere attraverso i tuoi occhi. Un paesaggio autunnale che sembra uscito da un quadro d’autore. 🙂
    Un caro saluto.
    Affy

  5. ogginientedinuovo 30 novembre 2014 a 20:48 #

    Manca solo il caminetto acceso… o no? 🙂

    • massimolegnani 30 novembre 2014 a 23:05 #

      no, è acceso da ore, anche se non l’ho scritto 🙂
      ciao,
      ml

  6. mia_euridice 30 novembre 2014 a 21:34 #

    Ma quanto è bello stare a letto mentre piove?

    • massimolegnani 30 novembre 2014 a 23:06 #

      vero! ma poi a me viene la voglia di andare a vederla la pioggia.
      ml

  7. the pellons' 30 novembre 2014 a 23:49 #

    Io amo la pioggia…

  8. Lisa Agosti 1 dicembre 2014 a 02:33 #

    Leggere il tuo blog mi sta insegnando a prestare attenzione a quel che vedo e come mi fa sentire. La tua sensibilità all’ambiente è ammirevole, riesci a dire in parole ciò che nasce come un’emozione informe.
    PS: non so se hai visto il mio post sulla liquidambra, volevo dirti grazie per avermi fatto conoscere questa pianta romantica e anche che ho fatto appena in tempo a fotografarla perché ieri notte è nevicato e si è trasformata in due rametti bianchi e spogli.

    • massimolegnani 1 dicembre 2014 a 19:33 #

      grazie Lisa (ho letto il post, tu hai anche i cerbiatti, io mi devo accontentare dei gatti!). La liquidambra è così, bisogna prendere al volo la sua bellezza breve, poi diventa piuttosto anonima.
      un sorriso
      ml

  9. iomemestessa 1 dicembre 2014 a 10:41 #

    Qui continua a piovere. E in questa costante lamentazione che mi circonda non riesco a non pensare a quanto amo le giornate di pioggia. Soprattutto in autunno. Una descrizione la tua, di rara bellezza, che rende perfettamente il senso della pioggia.

    • Nexus 1 dicembre 2014 a 13:23 #

      Lascia scorrere il tempo
      sull’acqua residua del cielo.
      Eri qui potresti essere
      altrove
      potremmo essere anche noi
      acqua
      sogni
      voli per luoghi lontani.
      Quando si scrive così è più facile lasciare la propria sponda e rincorrere pensieri di altri che si aprono a condivisioni più ampie; mi sei veramente piaciuto.

    • massimolegnani 1 dicembre 2014 a 19:34 #

      il tuo commento in versi è toccante, soprattutto “l’acqua residua del cielo”
      grazie
      ciao Nexus
      ml

    • massimolegnani 1 dicembre 2014 a 19:37 #

      A “iome”: la pensiamo allo stesso modo sulle giornate di pioggia 🙂
      grazie per l’apprezzamento.
      ciao
      ml

  10. wannabefiga 1 dicembre 2014 a 14:34 #

    La pioggia è poesia.

  11. ire 2 dicembre 2014 a 11:09 #

    So che pochi condividono, ma adoro andare in bici sotto la pioggia. Adoro anche passeggiarci dentro, con gli stivali e la mantella. Ho solo il piccolo problema degli occhiali: devo toglierli e vedo tutto sfocato, ma a volte è meglio, no? Soprattutto, dopo questo, adoro arrivare a casa, levare tutti i vestiti zuppi, fare la doccia calda e poi guardare fuori dalla finestra il resto della pioggia. Incomparabile bellezza. Sei proprio sicuro che il cielo sia blu? (É la domanda che fanno tutti i bambini).
    Poi vabbè, c’è anche il rovescio della medaglia: il mio giardino è un pantano, e i vermetti laboriosi l’hanno riempito dei loro mucchietti. Sono nati anche i funghi ma non quelli buoni, e i fiori sono marciti. Non vedo l’ora che arrivi la neve.

    • massimolegnani 2 dicembre 2014 a 13:44 #

      per non bagnare gli occhiali, quando piove porto un berretto dalla lunga visiera sotto la cerata 🙂
      da te di neve ne arriverà tanta, qui purtroppo saranno poche spruzzate.
      un abbraccio, ire.
      ml

  12. monika santi 4 dicembre 2014 a 11:29 #

    mi viene da commentare con un ‘sì’.
    sarà un commento scemo, ma quando le sensazioni sono così combacianti con quel che leggi…..quasi da toglierti le parole di dentro.
    portentosa anche la foto.

    • massimolegnani 4 dicembre 2014 a 14:04 #

      ma un sì espresso così è magnifico.
      un abbraccio, monica
      ml
      (orgoglioso della foto :-))

  13. giuliagunda 4 dicembre 2014 a 17:08 #

    “Un lontano su cui mi piace soffermarmi mentre mi gusto il luogo dove sto”, come rendi bene la serenità che pur restando tale si mantiene ricca di pensieri ed emozioni, ml. Sono istanti preziosi questi, offrono infiniti spunti per la contemplazione.
    Sempre calde e piacevoli alla lettura le tue parole e poi c’è anche la foto, stupenda, che infonde pace e serenità. Un’armonia perfetta, ho passeggiato con te.

    G.

    • massimolegnani 4 dicembre 2014 a 17:32 #

      ogni tanto mi sdoppio, vivo bene il luogo dove sto e condivido luoghi lontani dove magari sono stato 🙂
      grazie G.
      un sorriso
      ml

  14. gattaliquirizia 5 dicembre 2014 a 00:12 #

    il fango fecondo di argilla.
    sai che non avevo mai visto la faccenda da questo punto di vista? ma l’odore dell’autunno me lo sento nelle ossa da sempre, e mi costringe a perdonagli praticamente tutto. forse quella tua frase, inconsciamente, me la portavo un po’ dentro già prima di leggerla e “scoprirla”.

    • massimolegnani 5 dicembre 2014 a 00:33 #

      hai ragione, all’autunno gli si perdona tutto (io la caduta delle foglie) tanto sa farsi amare.
      le letture servono anche a questo, a far affiorare ciò che ci portavamo dentro inconsapevolmente.
      (in fondo il fango è l’argilla dei bambini, con grande strepito delle loro madri)
      ciao e ben arrivata qui 🙂
      ml

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