il Gran Balun

16 Dic
c.calati

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Mi sono auto trapiantato in Piemonte da alcuni decenni ormai, ma sono pianta a lento attecchimento, radici pigre che faticano a farsi largo nella terra, in questa terra. Così non ho ancora imparato una parola di dialetto, ho poche conoscenze tra gli indigeni e i luoghi belli, che pure ce ne sono tanti, li vado scoprendo poco alla volta. E poi ho un’istintiva diffidenza per gli eventi noti, sto alla larga dagli spettacoli e dagli svaghi di massa ritenuti imperdibili, io li voglio proprio perdere, con metodo.

Insomma in trent’anni non ero mai stato al Balun, il mercato di robe vecchie che da secoli si tiene una volta al mese a Torino. Ci sono voluti degli amici di Milano e una figlia ormai cittadina adottiva del capoluogo per decidermi a fare il gran salto. Forse è stato il freddo che mi piace, forse la compagnia, che con Ale e Rosi non ci sono convenevoli, forse Margherita che ci faceva da cicerone e da badante che non ci perdessimo, forse Tiziana che sembrava un setter a caccia d’occasioni, o forse era proprio il Balun che era bello di suo, fatto sta che per ore ho battuto le stradine di BorgoDora con un entusiasmo raro. M’incantavo alle bancarelle, alla merce esposta nei cortili, ai passaggi misteriosi da una via all’altra, che entravi in un negozio da una parte, giravi tra tavoli d’osteria e lampade tiffany e ti trovavi a un’altra uscita che s’affacciava su un altro spezzone di mercato in un gioco di scatole cinesi. E per una volta mi piaceva la gente che incrociavo, ragazze con orrendi stivali a zeppa, uomini dal naso rosso di vino, vecchi panzoni, signore sofisticate ed altre improponibili, venditori scaltri, altri più naif, famiglie tradizionali con passeggino, cane al guinzaglio e nonna al seguito, solitarie coppie di gay per mano, tutti mi sembravano belli, autentici nei loro limiti, erano al loro posto tra oggetti d’incerta e varia provenienza, vasi cinesi fatti a Canegrate, divani di una bruttura assolutamente originale, armadi dalla tarlatura che fa antico ottenuta con una fucilata a piccoli pallini, finestrelle di stalla, sgabelli in paglia di Vienna, lenzuola di lino ingiallite ad arte, roba vecchia e roba finta, una accanto all’altra in uno scenario che non pretendeva di essere diverso da quel che era. E io a zonzo con un sorriso benevolo per ogni bruttura e ogni bellezza. Ed era bello perdersi tra i banchi, ogni tanto mi voltavo e del mio gruppo non c’era più nessuno eppure mai mi sentivo solo, che mi sembrava di avere ancora e sempre qualcuno a fianco con cui scambiare quattro parole.

La cosa più stupefacente è stata la scoperta della trattativa. Io che ho sempre avuto un’avversione a tirare sul prezzo (a me possono sparare qualunque cifra che se ho deciso di comprare compro e infatti mi buggerano in lungo e in largo) ho passato ore a contrattare. C’erano quei due sgabelli che mi piacevano. Tiziana e gli altri vedendomi propenso nonostante lo sproposito del prezzo mi avevano trascinato via come si fa con il cane al guinzaglio che vorrebbe fare una lisciatina giusto sulle scarpe del commendatore. Ma ci sono passato e ripassato davanti a quel banchetto, come un bambino davanti al negozio di giocattoli, e ogni volta chiedevano qualcosa meno. Quando il prezzo è arrivato alla metà di quello iniziale, ho sparato un altro ribasso e con mia meraviglia il venditore, che evidentemente aveva ancora margine ma era stufo di avermi tra i piedi, ha detto affare fatto. Ho raggiunto gli altri sventolando i miei trofei. Ma tu non mi avevi detto di non comprare niente, che la casa strabocca? mi dice mia moglie tra il rimprovero e il riso. Appunto, infatti tu non hai comprato nulla e io solo roba strettamente necessaria. E sulle ali dell’entusiasmo, mentre ormai siamo sulla strada del ritorno, vedo la finestrella da stalla che avevo adocchiato all’inizio e compro anche quella, senza fare trattative che il prezzo mi sembrava fin basso.

c.calati

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32 Risposte to “il Gran Balun”

  1. aliota 16 dicembre 2014 a 13:50 #

    che meraviglia, doc 🙂
    ma di dove sei, dunque?

    • massimolegnani 16 dicembre 2014 a 14:08 #

      Sono un sangue misto, lombardo-sardo, da una vita in canavese
      🙂
      ciao A.
      ml

  2. enricogarrou 16 dicembre 2014 a 14:45 #

    Hai ai ragione il gran Balon merita una visita. Purtroppo i prezzi sono lievitati, una volta riuscivi a fare acquisti importanti a prezzi stracciati, ma ancora adesso si riesce a fare qualche buon affare. Un caro saluto

  3. ammennicolidipensiero 16 dicembre 2014 a 15:09 #

    vuoi dire che non sei piemontëis?!? non ci credo. trapiantato da dove?
    (quel ripiano in muratura è una favola, lo sai?)

  4. tachimio 16 dicembre 2014 a 15:17 #

    Ho degli amici a Torino, magari m’informo e faccio una capatina a trovarli quando prossimamente ci sarà il famoso Balun. Sarà un pò come Porta Portese a Roma? Carini gli oggetti comprati, per non essere un tipo interessato a queste cose, te la sei cavata. Ciao. Isabella

    • massimolegnani 16 dicembre 2014 a 19:57 #

      Si, e’ sul genere di porta portese. Ti piacera’.
      Ciao Isabella
      ml

  5. giuliagunda 16 dicembre 2014 a 17:08 #

    Bellissima la finestrella! 🙂
    Grazie ml per averci portato a spasso con te tra i banchi di “roba vecchia” per le strade di Torino. É bello essere di buon umore al punto che ogni persona incrociata per strada sembra trovarsi esattamente al suo posto, chiunque appare bello, ovunque c’è perfezione. Sono preziosi (e rari) momenti di armonia con il Tutto. 🙂

    G.

    • massimolegnani 16 dicembre 2014 a 20:00 #

      Se ti sei sentita li’, ho raggiunto il mio obbiettivo di comunicare l’atmosfera.
      Ciao G.
      ml

      • giuliagunda 16 dicembre 2014 a 20:05 #

        (Come sempre)
        🙂

        G.

      • massimolegnani 16 dicembre 2014 a 20:12 #

        troppo buona 🙂

        Date: Tue, 16 Dec 2014 18:05:56 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  6. remigio 16 dicembre 2014 a 17:08 #

    Anche il sottoscritto ama frequentare questi posti: mercatini dell’usato e di “robe vecchie”, come deliziosamente li descrivi tu. Roma, la città in cui vivo, ne è piena. E quando giro tra quelle bancarelle, un po’ per curiosità e un po’ per darmi arie da vero intenditore, alla ricerca di qualche “affare”, mi piace osservare anche i frequentatori di questi romantici luoghi, che risultano essere agli antipodi se confrontati con la modernità più spinta. Ebbene, a volte ho l’impressione che gli habitué – compreso naturalmente lo scrivente – assomiglino molto alla merce esposta e si rispecchino totalmente in quello che cercano e comprano. 🙂 ciao

    • massimolegnani 16 dicembre 2014 a 20:02 #

      Esatto, frequentatori e merce esposta si assomigliano e stanno bene solo li.
      Ciao remigio,
      ml

  7. tramedipensieri 16 dicembre 2014 a 19:38 #

    Ottimo acquisto! La finestrella è davvero un’amore!! 😀

  8. cristianamarzo 16 dicembre 2014 a 19:41 #

    La finestrella è un capolavoro ed evidentemente hai un occhio da fare invidia.
    Cristiana

  9. intempestivoviandante 16 dicembre 2014 a 21:35 #

    Mi ritrovo in questa riservatezza (che a volte sfocia nella scontrosità, parlo per me:)) e in questi entusiasmi improvvisi, questi giorni in cui tutto sembra prendere una luce nuova e tutti sembrano belli e ti innamori di oggetti curiosi. comunque i due sgabelli e la finestra sono bellissimi!

    • massimolegnani 17 dicembre 2014 a 10:08 #

      Quella riservatezza io la chiamo “misantropia annacquata”, che non è uno stato assoluto e talvolta si apre al suo opposto, l’effimera benevolenza per il genere umano.
      per quel che riguarda la scontrosità, parla pure anche per me 🙂

      un sorriso a te,
      ml

  10. iomemestessa 17 dicembre 2014 a 21:06 #

    al gran balun, l’é ‘l gran balun. E, da riservata a riservato, la riservatezza non è un limite, è una forma mentis. E ci fosse più gente riservata in giro, si starebbe pure meglio 😉

    • massimolegnani 18 dicembre 2014 a 10:40 #

      e poi, noi “riservisti” le poche volte che ci facciamo prendere dall’entusiasmo siamo travolgenti 🙂
      ciao iome,
      ml

  11. Badev 18 dicembre 2014 a 11:19 #

    Se fossi passata prima di te, la finestrella non l’avresti più trovata… (Eri qui, mannaggia!)

    • massimolegnani 18 dicembre 2014 a 11:48 #

      che peccato non esserci incontrati
      però c’è anche del bello nell’aver condiviso lo stesso spazio, lo stesso tempo e le stesse emozioni senza esserci materialmente incontrati. 🙂
      Chissà che belle foto hai fatto
      ciao B.
      un sorriso,
      ml

      • Badev 18 dicembre 2014 a 11:49 #

        No, io non sono passata, ma mi piace molto la finestrella!

      • massimolegnani 18 dicembre 2014 a 11:56 #

        ne erano rimaste invendute due un po’ più piccole. Se il prossimo mese ci vai, magari le trovi ancora 🙂

        Date: Thu, 18 Dec 2014 09:49:56 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  12. ire 19 dicembre 2014 a 11:08 #

    Omioddio hai lasciato mucche e cavallini al freddo!! 🙂
    Dottore, ti sei fatto raccontare la storia di quella finestra?

    • massimolegnani 19 dicembre 2014 a 15:27 #

      ire adesso nella stalla hanno messo finestre con doppi vetri 🙂

      la storia non me l’hanno raccontata, ma la posso sempre inventare.
      un abbraccio
      ml

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