Archive | gennaio, 2015

chiamami Gio’

31 Gen

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Ricordo il matrimonio di Aldo e Lella, un agriturismo affittato solo per noi, tanti amici, memorabile baldoria, calura, cibo e un poco d’erba. Per ore mi ero goduto l’euforia, quello stare inconsueto sopra le righe senza timore di caderne. Poi, improvvisa, mi era venuta fame d’aria e sete di quiete. Continua a leggere

la donazione

27 Gen
photo by c.calati

photo by c.calati

Ha un mappamondo esorbitante che porta sotto vestiti larghi e che esibisce con qualche timidezza e un po’ di affanno la donna non più giovane che entra nello studio. Primipara attempata è un brutto termine, quasi un’infamia coniata dalla scienza a bollare la sconvenienza di un frutto tardivo. Ma la donna non lo sa e se lo sa non se ne cura, è raggiante per quel frutto in grembo, che resterà unico nel tempo. Ed è qui perché nulla di questi nove mesi vada sprecato, Continua a leggere

lische di pesce fesso 11

24 Gen
foto by c.calati

foto by c.calati

Deodoranti:       ora durano 48 ore, ma chi è così maiale da non lavarsi per due giorni? Continua a leggere

ora le noci

20 Gen

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Troppo a lungo sono rimasto legato alle consuetudini alimentari assimilate nell’infanzia, coltivando una diffidenza coriacea per tutto ciò che non aveva fatto la sua comparsa allora sulla tavola. Etichettavo come “esotico” quel che non avevo assaggiato da bambino, esotico anche se si trattava di castagne o angurie da acquistare sotto casa. Continua a leggere

solo di notte

14 Gen
m.calati

m.calati

 

 

Di giorno si balbetta, ma le parole nella notte si fanno tonde e calde, piccole pagnotte dal buon odore alle narici, pietre di fiume smussate all’acqua e intiepidite al sole da passare di bocca in mano e da sgranare come grani di rosario, bocce di ferro che rotolano precise fino a raggiungere il pallino. Continua a leggere

Fujiyama

9 Gen
by c.calati

by c.calati

 

 

Poi un mattino, questo mattino slabbrato e fermo, vedi in fondo al rettilineo il Mombarone, il primo sole che gli illumina la nuova neve, la bruma che nasconde la sua base come si ergesse dal nulla la montagna, il pennacchio cotonato sulla cima, residuo di una nuvola, come di qualcosa scordato lì dopo una notte di bisboccia e vento. Vedi la sua minima imponenza e sei costretto ad arrestarti. Scendi dall’auto, corazza inutile, resti nel freddo che t’invita ad esser nudo, non hai più bisogno di difese, spegni la sigaretta come segno di rispetto, diventi solo sguardo attento e illimitato.

Guardi. Non è diverso il Fujiyama, non sei lontano tu dal senso sacro del Giappone. Continua a leggere

la bici in inverno

7 Gen
by c.calati

by c.calati

È per lo più un telo impermeabile che l’avvolge sul terrazzo a proteggerla dal freddo e a nasconderla al mio rimorso pigro che da un mese preferisco la poltrona ai suoi pedali e i piedi li tengo spesso sotto il tavolo ad abbuffarmi come avessi pedalato. Ho collezionato scuse, le più varie, per non uscire in bici, il giorno poco adatto, il raffreddore, la scrittura, il vento, gli amici, i pranzi, le letture, il gatto, la moglie, una figlia, il cane, l’età, gli scacchi, la digestione, l’indigestione, trovavo sempre qualcos’altro da fare più impellente, per esempio niente, e ogni scusa aveva il soprannome di pigrizia. Continua a leggere