Archivio | febbraio, 2015

il minestrone in inverno *

28 Feb

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Odio i piatti estivi, freddi come affetti disossati, la gelatina attorno al pollo, la panna sulle fragole, la cassatina siciliana. E peggio le delizie da gourmet, perfette e frigide come irraggiungibili pin-up. Continua a leggere

la verginità del tarlo

24 Feb

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Serve un silenzio benedettino, come una piccola devozione (ricordi la Grande Chartreuse?),ad ascoltare il tarlo che al ticchettio sfrontato delle pendole sembra tacere e certo ad intervalli tace ma poi riprende e morde il cuore al legno. Continua a leggere

osteria dell’odio e dell’amore

21 Feb
photo by c.calati

photo by c.calati

 

 

Non ero in vena di socializzare, forse avrei dovuto comprare la bottiglia e portarmela a casa. Invece ero rimasto lì a far macerare i pensieri nel vino e come unica difesa dal mondo che mi arrembava intorno avevo rivolto la sedia in paglia verso il muro. Le mie spalle ad arginare voci, risa, scalpiccii, e soprattutto facce a cui dover rispondere. Continua a leggere

ricordi Saint Malò? *

18 Feb

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Liliana cara,

se quel mattino non avesse piovuto, sarei venuto da te come promesso.

Forse.

A essere franchi desideravo un qualunque impedimento che mi sottraesse a un incontro per il quale ormai avevo perso interesse. Non fosse stata la pioggia, sarebbe stata la malattia del cane, in quei giorni era acciaccato povera bestia, o l’arrivo benedetto dell’idraulico a riparare la caldaia, da una settimana mi mancava l’acqua calda. Continua a leggere

atlante, l’arte del possibile

14 Feb
by c.calati

by c.calati

 

 

 

Sulla carta i luoghi noti da rivivere, a ripetere fatica e fremito con la medesima emozione, la neve e il mare come pelle ripercorsa alla memoria, da rispossarti il corpo. Un viaggio di baldanza per le accese vie, i passi di montagna e le strette strade, gente e silenzi. Continua a leggere

a margine dei vivi

12 Feb
c.calati

c.calati

Quando mi muovo per turismo, che sia tra le risaie sotto casa o tra le betulle su in Finlandia, sento il bisogno di scoprire il nucleo limpido del luogo, di arrivare al segno distintivo che accomuna la gente di quel posto e la fa diversa dalle altre. La via più breve sarebbe coltivare i contatti umani, due chiacchiere al pieno di benzina, un sorriso e una domanda mentre compri i panini al sesamo, una piccola indagine con il lattaio mentre fa le consegne a domicilio. Ma tutto questo implica avere una predisposizione, per l’appunto, per i contatti umani ed io non sono tagliato per certe imprese.  Continua a leggere

l’elogio del grigio

7 Feb
by c.calati

by c.calati

Dopo la neve piove, ostinatamente, e per le strade è una poltiglia di fango, sabbia e sale, peggio che al mare. Un cielo incolore di nuvole e nebbia ristagna annoiato a pochi metri da terra. La città si trascina moribonda tra ombrelli cupi, abiti sbiaditi e altri grigiori. È viscido l’asfalto, sporca la pioggia, brutta la gente incarognita, uscirne vivi non è facile L’umor nero ti bracca da vicino, morde ai polpacci mentre cerchi una via di fuga. Inevitabile il contagio dopo il morso. Continua a leggere