e tu

3 Feb
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Si va così, distrattamente avanti, assuefatti alle teste che rotolano e alle bimbe che saltano. Si va tutti per la medesima strada, prateria un tempo per bufali e pecore, noi ora  bruchiamo asfalto  a testa bassa e procediamo a un galoppo fiacco senza più cani né pastori a dirci dove. Siamo lo spavento dei passeri nascosti tra le stoppie, ci alziamo a frotte in volo a farci meglio impallinare, siamo falesie bianche erose dall’oceano e ogni giorno s’inabissa un pezzo di certezza, siamo l’ululato delle sirene nella notte, che non ululiamo più, lupi, alla luna e i brividi sono solo di paura. Siamo come non volevamo essere e rassegnati all’apatia andiamo avanti, che indietro non possiamo.

E tu, né bufalo né pecora, capra semmai, testarda, t’inventi un sentiero tuo dove sono solo sassi spogli ed emozioni da schiantare. Così sali in solitudine, soffri e sorridi, piangi alle bambine, ridi dei passeri, non ti spaventa la falesia né temi il lupo e l’ululato. Vai di passo lento ma convinto e ancora trovi tra sterpi e rovi le more e il mirto, ti guardi intorno li vorresti condividere con chi é disposto al rischio di allontanarsi dalla massa. Ascolto il tuo richiamo, mi volto, sono tentato. Forse non è del tutto spenta la speranza.

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26 Risposte to “e tu”

  1. intempestivoviandante 3 febbraio 2015 a 11:04 #

    Ci alziamo a frotte in volo a farci meglio impallinare.. sto cercando anch’io il mio sentiero, provo a trovare le more e il mirto tra sassi e sterpi e rovi, ma la tentazione più forte a volte è la strada facile. Le salite più dure, per quanto facciano parte della strada che ognuno di noi s’inventa, non dovrebbero essere percorse da soli… mi piace la speranza che esprimi e la condivido

    • massimolegnani 3 febbraio 2015 a 17:44 #

      la speranza c’è, sempre. ma non è facile avventurarsi per nuovi sentieri.
      ciao,
      ml

  2. Prishilla 3 febbraio 2015 a 15:09 #

    no che non la è!
    grazie per questo volo arso e terso,
    prish

  3. mia_euridice 3 febbraio 2015 a 21:18 #

    L’unico modo per resistere alle tentazioni, è cedervi. Così scriveva Wilde.

    Per cui: cedi. Ne vale sempre la pena!

    • massimolegnani 4 febbraio 2015 a 10:28 #

      Concordo in pieno. Pensa che quella frase ce l’ho stampigliata su una maglietta che inopportunamente uso sul lavoro! 🙂
      ml

  4. Stefi 3 febbraio 2015 a 23:25 #

    Mi fa pensare a Erri.
    Ciao ml, è bello ripassare da queste parti dopo tanto tempo.

    • massimolegnani 4 febbraio 2015 a 10:32 #

      che piacere, Stefi,
      Se poi ti richiamo DeLuca, il piacere raddoppia.
      Grazie, felice di ritrovarti qui,
      ml

  5. Alessandro Guerra 4 febbraio 2015 a 02:52 #

    TY

  6. massimolegnani 5 febbraio 2015 a 13:14 #

    non trovo un tuo blog dove tu l’anno scorso possa aver scritto un pezzo sull’orologio (almeno così interpreto le tue parole).
    comunque sia, benvenuto qui.
    ml

  7. Lisa Agosti 6 febbraio 2015 a 19:22 #

    “le bimbe che saltano” mi fa venire in mente Heidi sui monti con Peter e le caprette 😀

    • massimolegnani 6 febbraio 2015 a 19:46 #

      ehm, Lisa, sono bimbe che saltano letteralmente in aria. Mi spiace che non si capisse, forse dovevo essere più esplicito.
      ml

      • Lisa Agosti 6 febbraio 2015 a 19:50 #

        Pensavo fosse un refuso e che intendessi scrivere “bombe” anziché “bimbe”. Adesso che ho capito il vero senso della frase mi pento un po’ di averci scherzato sopra… chiedo scusa… (X_X)

      • massimolegnani 6 febbraio 2015 a 20:18 #

        Scusami tu se te l’ho fatto notare, ma mi spiaceva lasciarti nell’equivoco.

        Ciao, a presto

        ml

        Date: Fri, 6 Feb 2015 17:50:37 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  8. giuliagunda 7 febbraio 2015 a 13:55 #

    “siamo come non volevamo essere”, questa frase è come la vetta dopo il monte sofferto di parole che la precedono, un vento gelido che brucia gli occhi e fa sgorgare le lacrime. E poi si torna giù, anche se in realtà la capra che viene dopo procede in salita e facendosi strada a fatica. Poi è come se, dopo aver osservato il percorso compiuto dall’alto, si guardasse l’orizzonte da una nuova prospettiva, o forse la stessa ma rischiarata da luce nuova, per scovare qualche bacca di mirto e riscoprirne il sapore. Ci vuole coraggio a nutrire speranze e a mantenerle vive, nonostante tutto, nonostante le bambine e le teste che rotolano, nonostante l’alternanza di totale apatia e di estrema sofferenza, nonostante la noia da una parte e il dolore dall’altra. Ci vuole coraggio, sì, e bisogna essere testardi, molto. Credo che tu un po’ lo sia.
    Davvero un testo toccante, ml. Ne condivido timori e speranze.

    G.

    • massimolegnani 7 febbraio 2015 a 14:12 #

      G., la lettura ( esatta) che ne fai mi affascina e commuove.
      (saresti da scritturare per tutti i brani a venire)
      🙂
      ml
      (grazie davvero)

      • giuliagunda 9 febbraio 2015 a 11:51 #

        (bello, mi pagheresti anche? cerco lavoro!) 🙂 🙂
        buona giornata, ml
        G.

      • massimolegnani 9 febbraio 2015 a 13:56 #

        considerati assunta già da questa mattina 🙂 ml

        Date: Mon, 9 Feb 2015 09:51:25 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  9. monika santi 8 febbraio 2015 a 19:48 #

    solidarietà e vicinanza da un’altra che rampa su per il suo scosceso sentiero, correndo i rischi e tenendo duro.
    siamo pochi ma ci siamo.

  10. gattaliquirizia 10 febbraio 2015 a 19:13 #

    quella capretta che si nutre della sua ostinazione mi fa una tenerezza incredibile. chissà, magari la incontro lungo la strada di questo periodo un po’ storto. sarebbe una buona compagna di viaggio…

    • massimolegnani 10 febbraio 2015 a 23:59 #

      Sì, le capre, solitarie e ostinate a cercare una loro strada che non sia quella battuta, dovremmo imparare o almeno farcele amiche 🙂

      ciao,
      ml

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