l’elogio del grigio

7 Feb
by c.calati

by c.calati

Dopo la neve piove, ostinatamente, e per le strade è una poltiglia di fango, sabbia e sale, peggio che al mare. Un cielo incolore di nuvole e nebbia ristagna annoiato a pochi metri da terra. La città si trascina moribonda tra ombrelli cupi, abiti sbiaditi e altri grigiori. È viscido l’asfalto, sporca la pioggia, brutta la gente incarognita, uscirne vivi non è facile L’umor nero ti bracca da vicino, morde ai polpacci mentre cerchi una via di fuga. Inevitabile il contagio dopo il morso. Così ti penetra la rabbia sotto pelle, quell’ira rancorosa senza sbocco che è ancor più pericolosa. Pochi chilometri per arrivare a casa, hai fatto il pieno di veleno, con chi ti sfogherai? Tua moglie, il cane, la gronda rotta del vicino che piscia acqua con rumori di lamiera? Pochi chilometri, ormai sei rassegnato al malumore, lo porterai addosso fino a sera, come il fazzoletto sporco nella tasca.

Ma poi arrivi al tuo paese, le case distese a semicerchio sotto la collina. Non è cambiato il tempo, piove e incupisce come prima, ma tu, all’improvviso, guardando sopra i tetti nell’ultima luce, riscopri il grigio: il fumo scuro dai comignoli anziché puntare al cielo indugia, poi va ad adagiarsi molle sopra i campi e lì si sposa alla foschia che sale lenta dalla neve. Guardi e capisci, il grigio è il bianco e il nero che rinunciando a sé si fondono in un unico colore. Ecco il bel colore che mi rappresenta, che il grigio è specchio opaco e veritiero del nostro stare sulla terra, è il pari di bilancio tra il bene e il male di cui siamo impastati, angeli grigi, siamo, capaci di volare bassi sui campi e alti sopra i tetti.  E allora guardi il crepuscolo in campagna, il cielo basso che quasi buio si fa di madreperla al candido riverbero dei campi, guardi la pioggia mista a neve, le grosse gocce che non sai più se bianche o nere e che vorresti in grigio. E il campanile così brutto e allampanato si fa di colpo bello sbucando sopra la foschia, come il collo teso di un orgoglioso gallo che fuori tempo dà il suo saluto inascoltato al mondo.

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24 Risposte to “l’elogio del grigio”

  1. menteminima 7 febbraio 2015 a 16:48 #

    Sempre bello leggerti, amaro, acre e dolce.

    • massimolegnani 7 febbraio 2015 a 21:25 #

      ..come un caffè con solo una punta di zucchero?
      grazie Lucia
      ml

  2. ogginientedinuovo 7 febbraio 2015 a 17:14 #

    Angeli grigi. E’ bello. Uscirne vivi non è facile, ma ritroviamo il bianco che c’è in noi e ce la facciamo 🙂
    Buon week end, carissimo!

    • massimolegnani 7 febbraio 2015 a 21:27 #

      Oppure restiamo grigi consapevoli di essere anche bianchi
      🙂
      ml

  3. tramedipensieri 7 febbraio 2015 a 20:33 #

    uno dei pochissimi casi del “grigio” che rassicura…

  4. Enzo 8 febbraio 2015 a 10:13 #

    Ben scritto, non so se posso dire ben vissuto, io non amo il grigio, aspetto sempre altro, Sono mediterraneo dentro, ho bisogno di luce e sole, mi piace pensare al mare magari in lontananza che mi guarda sornione mentre io faccio finta di niente,
    Sono di nuovo in rete Massimo, buona domenica.

    • massimolegnani 8 febbraio 2015 a 10:27 #

      A ciscuno il suo ( colore).
      Ben tornato Enzo
      ml

      • Enzo 8 febbraio 2015 a 12:11 #

        Ti piace Sciascia? Ciao Massimo

      • massimolegnani 8 febbraio 2015 a 12:13 #

        sì, ma soprattutto la piccola citazione voleva essere un omaggio alla tua terra e alla luce mediterranea.:-)

        Date: Sun, 8 Feb 2015 10:11:03 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  5. mia_euridice 8 febbraio 2015 a 12:25 #

    La profonda differenza tra una città e il piccolo paese a cui vuoi bene.

    • massimolegnani 8 febbraio 2015 a 12:45 #

      Ho vissuto a lungo in città(dina), ora non riuscirei più a staccarmi dalla campagna. 🙂
      ml’

  6. remigio 8 febbraio 2015 a 18:27 #

    “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. Così scriveva Cesare Pavese.
    Io vivo in una grande città, però ho sempre un paese che mi aspetta, la mia unica medicina per il corpo e per l’anima. Un’ancora di salvezza, dove anche il grigio appare un colore meraviglioso. Buona serata 🙂

    • massimolegnani 9 febbraio 2015 a 01:25 #

      Remigio, le parole di Pavese si adattano perfettamente all’atmosfera del brano, e le tue anche.
      grazie!
      ml

  7. Lisa Agosti 9 febbraio 2015 a 06:29 #

    Che bel finale, il campanile come il collo del gallo. Così italiana, come similitudine, che solo chi l’ha vista dal vivo potrà coglierne il senso fino in fondo.

    • massimolegnani 9 febbraio 2015 a 19:03 #

      sì, il campanile che fa paese è tipicamente italiano, o meglio del sud Europa.
      grazie Lisa di aver apprezzato il gallo 🙂
      ml

  8. giuliagunda 9 febbraio 2015 a 11:49 #

    “è una poltiglia di fango, sabbia e sale, peggio che al mare”… proprio ti fa schifo il mare, eh! 🙂
    (sdrammatizzo)
    Apprezzo molto questo tuo saper cogliere la poesia del grigio (e poi ce ne sono tanti tipi, infatti mescolando vari colori tra loro quel che viene è sempre una specie di grigiastro, dalle tonalità diverse), il mistero del bianco e nero che sfumano l’uno nell’altro. Malinconico e bello riconoscersi in un grigio universale, tutti, tu e ogni altra persona sulla terra (terra che insozza e protegge), angeli grigi.
    Siamo indissolubile miscuglio di bene e male, pulito e sporco, luce e ombra. Grigio è il punto d’incontro di ogni colore e ci permette di essere tutto, possiede in potenza ogni sfumatura di luce, è un’inesauribile fonte di possibilità. Ogni tuo racconto, mi sembra venga un po’ anche da questo, tu tiri fuori dal grigio i colori che ti sembra di vederci dentro e li descrivi uno per uno e tutti insieme, senza togliere mai quella patina fumosa di nostalgia.

    Toccante, come sempre.

    G.

    • massimolegnani 9 febbraio 2015 a 13:54 #

      il grigio mi affascina e dopo le tue parole mi affascina ancora di più (è vero dai miei personaggi “grigi” tiro fuori i loro colori originari, o almeno cerco di farlo)
      grazie G.
      ml

  9. Minu 10 febbraio 2015 a 11:47 #

    il grigio mi è sempre piaciuto, oggi ad esempio ho su un bel maglione comodoso grigio. non lo trovo affatto un colore triste..bello leggerti sempre e trovare ancora delle …complicità ( me lo permetti?).

  10. massimolegnani 10 febbraio 2015 a 17:15 #

    oh, sì, Minu, m fa piacere la tua complicità.
    (viva i maglioni comodosi, specie se grigi).

    un abbraccio
    ml

  11. Claudiappì 11 febbraio 2015 a 11:21 #

    Finalmente delle sfumature di grigio che mi piacciono, delle altre 50 meglio non parlarne 😉

  12. Stefi 15 febbraio 2015 a 16:47 #

    Io ci aggiungo la nebbia e annullo i pensieri nel silenzio ovattante.

    • massimolegnani 15 febbraio 2015 a 23:30 #

      la nebbia, o la foschia che sale dalla neve, è quasi indispensabile, ne convengo 🙂
      ciao Stefi,
      ml

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