Pasta che sia

3 Apr
by margherita calati

by margherita calati

Da sempre amo il piatto nazionale, il primo e quasi unico per me, ma non è molto che mi sono messo a cucinarlo. Spaghetti o pasta corta, trafilata al bronzo o passata alla chitarra, tagliatelle all’uovo o panzerotti di verdure, tutte vanno bene, che l’importante non è il dente della pasta ma il condimento che accompagna.

Da poco ho scoperto il piacere di inventare sughi e terrei la stufa accesa fino a ferragosto, che è fondamentale approntarli sopra i suoi cerchi lenti e arroventati. Vado di tentativi e fantasia e miglioro cogli errori, tanti ne faccio provando, riprovando e buttando a volte il tutto. Ma capita anche che sperimentando tocchi più o meno casualmente punte di sublime. Non ho ricette da seguire, né mi segno cosa ho usato da ripetere in futuro se il risultato fosse buono. Così è ogni volta un ripartir da zero (e a zero a volte arrivo).

Ho una padella di smalto bianco, alta e pesante, che si presta a una cottura meditata di ingredienti disparati fino all’amalgama finale. Amo l’amalgama, è questo il punto, fondere e confondere il gorgonzola con il latte, il parmigiano coi pistacchi, le olive con le noci, io stesso mentre cucino mi confondo, non ricordo da dove son partito e dove volevo arrivare, devio, improvviso improvvide proposte, il whisky no ti prego, mi gridano di là, ripiego sull’olio al tartufo o sulla seppia nera, rimesto con il mestolo di legno vino bianco e panna, a parte frullo filetti di peperoni rossi a ribaltare colore e gusto, non distinguo la paprica dalla curcuma o dal curry, ne aggiungo una a caso affascinato dalla ruggine comune.

E quando credo che l’intruglio abbia raggiunto un aspetto che soddisfa la mia vista, verso acqua bollente fino a metà padella per l’ultima follia: cuocere la pasta immersa in questo sugo. Cruda la butto allo sbaraglio, a consumare piano l’acqua e assimilare assieme ogni singolo ingrediente. È un continuo rigirarla che il rischio è che cuocia squilibrata. D’altronde i tempi di cottura vengono stravolti, grosso modo si moltiplicano per quattro rispetto alla teoria, e il difficile è azzeccare la quantità d’acqua di partenza, in modo che sia rappreso il sugo quando la pasta è cotta.

Ecco ci siamo, porto la padella in tavola. Qualcuno osa allungare il piatto?

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24 Risposte to “Pasta che sia”

  1. poetella 3 aprile 2015 a 11:40 #

    ioooooooooooooooooooooooooooo!
    (P.s.
    la padella di smalto bianco, intendi di porcellana, vero? è uno schianto!)

    • massimolegnani 3 aprile 2015 a 17:11 #

      sì, è proprio quella, cuoce che è una meraviglia!
      ciao, ti riempio il piatto 🙂
      ml

      • poetella 3 aprile 2015 a 17:32 #

        slurp!

      • massimolegnani 3 aprile 2015 a 17:43 #

        🙂

        Date: Fri, 3 Apr 2015 15:32:54 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • Minu 5 aprile 2015 a 20:18 #

        io farei il bis, se non ti spiace. Io le ricette non le seguo mai, perchè non sono una precisa, da bilancia insomma….così azzardo anche io e i risultati ci sono, sai? Niente dolci lì devi esser quasi farmacista, per cui passo…ma la pasta e i sughi….facciamo la scarpetta vero?

      • massimolegnani 5 aprile 2015 a 20:59 #

        Minu, doppia scarpetta, la prima dalla padella appena svuotata ( una leccornia) la seconda dal piatto ( come da tradizione).

        🙂

        ml

        Date: Sun, 5 Apr 2015 18:18:31 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  2. rodixidor 3 aprile 2015 a 12:23 #

    Ecco il mio piatto 🙂

  3. ogginientedinuovo 3 aprile 2015 a 15:03 #

    Io non amo cucinare, ma le uniche volte in cui mi diverto sono quelle dell’improvvisazione: allora sì, come te, azzardo accostamenti olfattivi e visivi e mi calmo e solitamente il risultato è buono 🙂
    Dammi da seguire una ricetta e stai sicuro che sarà immangiabile!

    • massimolegnani 3 aprile 2015 a 17:17 #

      eheh con le ricette m’impappino…meglio sbagliare per conto proprio 🙂 🙂

      ml

  4. Donatella Calati 3 aprile 2015 a 16:43 #

    sarà perchè si avvicina expo che si moltiplicano i tuoi scritti legati al cibo?
    fantasia concreta
    intrecci culturali: il tuo sistema di cuocere la pasta è lo stesso dei tuareg, grandi amanti di maccheroni e sapienti nell’economizzare l’acqua preziosa!

    • massimolegnani 3 aprile 2015 a 17:19 #

      preferisco l’accostamento ai tuareg che non il richiamo all’expo.

      ciao dona, magari domenica mi scateno a vostro rischio 🙂

      c.

  5. Lisa Agosti 4 aprile 2015 a 05:27 #

    Che fame! Vieni qui per un paio di mesi, ti ospito volentieri se mi fai ‘sti manicaretti 🙂

    • massimolegnani 4 aprile 2015 a 11:34 #

      Affare fatto, Lisa. Preparo lo zainetto e ci ficco dentro il mio mestolo di legno 🙂

      ml

  6. roceresale 6 aprile 2015 a 22:43 #

    Arrivo tardi. Ma magari, visto che il whiskey non l’hai usato, prendo quello… 😉

    • massimolegnani 7 aprile 2015 a 09:51 #

      se hai pazienza pochi minuti ti faccio saltare sulla stufa la pasta avanzata, croccante è anche più buona 🙂
      ml

  7. giuliagunda 7 aprile 2015 a 19:50 #

    Ogni volta che scrivi di cucina mi sembra di vederti danzare ai fornelli, sì, ti immagino proprio così, ballerino, allegro e fischiettante, non so perché. Questi post sprizzano del travolgente entusiasmo bambino. 🙂
    Sai, il modo in cui “inventi” di volta in volta accostando gli odori credo sia tipico dei migliori cuochi visionari, perciò continua a provare, osare e, chissà, magari ti verrà fuori un capolavoro.

    (Ho giusto un piccolo consiglio: anziché buttare la pasta fin da subito nella padella insieme al condimento perché non la fai bollire a parte per qualche minuto e la aggiungi al sugo solo verso la fine, per ultimare la cottura? Così non rischi di scuocerla.)

    In ogni caso… allungo il piatto! (pasta saltata sulla stufa, dato che arrivo tardi)

    G.

    P.S. per caso il cucchiaio di legno è lo stesso apparso in una foto che accompagnava un tuo vecchio post? Un fedele alleato 🙂

    • massimolegnani 8 aprile 2015 a 20:20 #

      E’ giusto l’ora di cena per cui ti riempio volentieri il piatto.
      Sai, piu’ che tornare bambino, divento bambino come non lo fossi mai stato 🙂
      (il tuo suggerimento mi sara’ utile, grazie)
      Ciao G, con un sorriso
      c.
      PS si’ proprio quello, inseparabile e adatto a tante funzioni

  8. tempodiverso 8 aprile 2015 a 21:54 #

    chez Maxim’s ? 🙂
    arrivo subito

  9. remigio 9 aprile 2015 a 12:04 #

    Mi hai fatto venire fame. Vado perciò a farmi un bel piatto di spaghetti al pomodoro e parmigiano: il mio preferito. Ciao 🙂

  10. silvia 21 aprile 2015 a 16:37 #

    la cucina all’insegna del motto “o la va o la spacca” 🙂

    • massimolegnani 21 aprile 2015 a 23:40 #

      eheh, qualche volta va bene, altre va male 🙂 così è la vita

      ml

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