due cavalli un po’ bastardi

18 Mag

Citroen-2CV

Glielo avevo promesso poco dopo la partenza.
– Ale, tra vent’anni scriverò di te e di questo nostro viaggio troppo breve.
– In effetti sono un bel personaggio, ammettilo.
– Sì, ‘na macchietta.
– No dai, macchietta suona male. Ho mille sfaccettature, io, come un diamante.
– Ma se sei tondo come una palla, cosa vuoi sfaccettare! 
– Fermo, fermo! Mi scappa di nuovo e laggiù ho visto un bel cespuglio. Faccio in un attimo.
Alessio sta seminando ricordi concreti e un poco sfatti sui tornanti del Monginevro. Mentre lui è impegnato dietro il cespuglio, do un’occhiata al botticino da cui ogni tanto beve. E quando torna:
– Ma tu lo sai che cosa ti stai tracannando con tanta avidità?
– Taci, in settimana ho avuto mal di fegato e il dottore mi ha dato questa, da prenderne un sorso ogni tanto. È una medicina schifosa, ma mi sta facendo bene.
– Ti sta facendo cagare come un cammello, pirla! È un lassativo.
L’Epalfen vola nei prati tra bestemmie da messa grande.
– Ne avevo appena comprato quattro scatole e non era nemmeno mutuabile. Fanculo al medico, come torno lo revoco.

Bene, ora che abbiamo messo un tappo alla diarrea di Ale, il viaggio riprende più spedito. La 2CV, a dir la verità, arranca su per la salita, ma siamo in quattro, io e Ale, comodi davanti, Tiziana e Francesca appollaiate dietro tra pacchi, sacchi e tutta l’altra roba che non ci stava nel baule (“dopo facciamo cambio” ci dicono ogni cinque chilometri, ma puoi giurare che le posizioni non cambieranno per tutto il viaggio). Quando siamo quasi in cima al colle, una serie di botti sconquassa la macchina e da dietro arriva uno squittire spaventato.
– Aiuto, il pavimento s’è riempito di benzina. Saltiamo in aria!
Mi fiondo in un prato e rotoliamo tutti e quattro a terra, la testa tra le mani in attesa dell’esplosione.

Niente.

Solo il borbottio del motore che ho dimenticato di spegnere ed un odore dolciastro che si spande nell’aria.
– Un volontario che vada a vedere cos’è successo?
– Tu, Massimo. Sei pure il padrone della macchina.- Rispondono gli altri tre, compatti.
Mai avuto fegato, ma stavolta mi tocca. Mi avvicino strisciando e tremando come un ramarro in gennaio. Scosto una portiera e ficco dentro una mano, con la faccia nell’erba a salvare almeno gli occhi. Il pavimento è fradicio. Lecco le dita, ma…
– Ma questa è birra!
– Le mie birrette! Avevo piazzato qualche lattina sotto i sedili; si vede che l’altitudine le ha fatte scoppiare.
– Lasciatemelo strozzare con le mie mani. Mi sono cagato in mano per le sue fottutissime birrette. E la birra mi fa pure schifo.

Riprendiamo il viaggio con il tetto aperto, un freddo polare nonostante giugno e un tanfo insopportabile in macchina. In discesa mi vendico affrontando i tornanti a manetta: la 2CV s’imbarca e rolla, sembra una barchetta con mare forza 7. I miei passeggeri stanno in piedi dando l’anima dal tetto. Io sogghigno e do colpetti aggiunti con lo sterzo.

Arriviamo ad Avignone in un pomeriggio assolato. Giriamo la città a passo d’uomo, incantati, noi dei sedili davanti, dalla bellezza delle donne francesi. Sicuramente le passeggere del sedile posteriore non sono da meno quanto a bellezza, ma hanno il difetto di essere le nostre donne, già le conosciamo. Quelle là fuori sono il mistero esotico, nasini all’insù, bocche a cuore, seni ricchi di promesse. Ale, non potendo fare commenti, ogni volta che vede un pezzo di francese mi schiaccia il piede destro e la macchina ha una breve accelerazione finchè non riesco a svincolarmi e dar di freno. Procediamo a balzelloni.
– Ma che ha ‘sta macchina? O sei tu che non sai più guidare?- mi chiedono da dietro.
– Ma niente, è lo spinterogeno sporco per il viaggio.

Annunci

4 Risposte to “due cavalli un po’ bastardi”

  1. Giovol 19 maggio 2015 a 13:25 #

    ma che meraviglia Massimo,mi ha richiamato il primo viaggio in macchina,in errequattro decappottabile, bello come quello solo altri due viaggi….

    • massimolegnani 19 maggio 2015 a 13:32 #

      certi viaggi spartani e allegri restano nel cuore.
      ciao, benvenuta 🙂
      ml

  2. Berenice 22 maggio 2015 a 18:07 #

    La mia mamma aveva una Dyane, verde. Mi hai fatto venire in mente una cosa, la racconto da me… Grazie, sai?

    • massimolegnani 22 maggio 2015 a 19:02 #

      Te lo confesso sottovoce: era una dyane anche la mia, ma 2 cv si prestava al doppiosenso 🙂
      Ciao
      ml

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: