Amalia e Goffredo

30 Giu
by c.calati

by c.calati

Goffredo entrava in cucina con il passo felpato delle sue pantofole di feltro. Le mani dietro la schiena, osservava in silenzio la moglie che trafficava ai fornelli, così come i suoi colleghi facevano con gli addetti ai lavori in corso. Ma a differenza di questi che tacevano per mattinate intere nel timore di essere cacciati dagli operai, il suo silenzio durava poco, giusto il tempo di cogliere Amalia in fallo. “Vedi, diceva allora, hai caricato troppo la caffettiera che adesso sgocciola dalla giunzione sporcando dappertutto”. Per Amalia era uno spavento che si rinnovava tutti i giorni quell’intervenire di soppiatto del marito. Ma lui era così discreto nel muovere i rimproveri, sempre con un filo di voce e nessun malanimo, che la donna, dopo il sussulto iniziale, si limitava a dargli ragione, passando veloce uno straccio sull’acciaio macchiato dei fornelli.
Una volta installatosi in cucina, Goffredo seguiva come un’ombra i gesti della moglie, pronto a intervenire alla successiva mossa sbagliata. Di solito era il ritiro del vassoio in porcellana del servizio bello, che per un vezzo usavano esclusivamente se portavano in tavola i formaggi. “Non ritirarlo ora che è ancora umido. Chiuso nell’armadio si riempirà di muffa.” E Amalia accantonava il piatto in attesa di tempi migliori, quando, cioè, il marito fosse uscito per andare a comprare il giornale. In quella pausa il piatto avrebbe ritrovato la sua collocazione sbrigativa.
In pratica erano quattro i rimproveri che Goffredo ripeteva con puntiglio, anche più volte al giorno, sempre con la pacatezza della prima volta: i due già detti, poi la conservazione del pane (“Non lasciare all’aria il pane, che s’indurisce. Subito nel cellophane la parte di pagnotta che è avanzata al taglio.”) e il modo di riporre i condimenti nella vetrinetta (non ritirarli a casaccio, serve una sequenza logica: in fondo l’aceto che usiamo poco, poi il pepe che è meglio non abusarne e davanti il sale e l’olio che sono di uso più frequente”). Amalia annuiva alla saggezza petulante del marito e si consolava pensando alla prossima puntata di “Ancora un bacio prima di lasciarci”.
Ma quel mattino Amalia si svegliò con l’emicrania, un pulsare delle tempie che non le capitava da anni. Davvero insopportabile. E non sopportò, quella mattina, il passo felpato e la voce melliflua.
Al carabiniere che inorridito fissava la pozza di sangue e il coltellaccio che ancora spuntava dall’addome di Goffredo, Amalia disse, con una certa tenerezza:
– Vede, mio marito era un brav’uomo, ma è andato in pensione troppo presto.-

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27 Risposte to “Amalia e Goffredo”

  1. ginevra 30 giugno 2015 a 11:38 #

    Sssssssoooopppa! Merita uno sviluppo più generoso.
    Bello.

    • massimolegnani 30 giugno 2015 a 11:45 #

      Grazie!
      forse è pigrizia, ma a volte mi piace essere conciso e lasciare a chi legge la possibilità di ricamarci sopra. 🙂
      ml
      (ma che vuol dire “soppa”?)

      • Mezzatazza 30 giugno 2015 a 12:47 #

        “Succhia”, un’esclamazione random bolognese che è gente che basa le uscite goliardiche sulla fellatio 🙂

      • ginevra 30 giugno 2015 a 13:35 #

        Esatto! È la forma gentile di Soccia, per esteso Soccmél:,Succhiamelo!

        Indovina dove vivo?

      • massimolegnani 30 giugno 2015 a 14:28 #

        bolognesi, gente frizzante 🙂

        Date: Tue, 30 Jun 2015 11:35:51 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  2. rodixidor 30 giugno 2015 a 12:38 #

    Grande !! Per tutta la prima parte pensavo ti fossi dato alla fantascienza o al fantasy, tanto mi pareva irreale la pazienza di Amalia, poi l’epilogo ci ha riportati nella realtà, anche se un po’ brutalmente. 🙂

    • ginevra 30 giugno 2015 a 13:36 #

      Buffo: io invece ho trovato molto più reale la prima parte.

      • massimolegnani 30 giugno 2015 a 14:25 #

        vero, la pedanteria di tanti mariti (io?) è un martirio per chi ci vive a fianco.

      • rodixidor 1 luglio 2015 a 08:27 #

        Esistono donne così pazienti?

      • massimolegnani 1 luglio 2015 a 08:57 #

        sì, esistono, ne conosco una…ma la coltellata è sempre in agguato 🙂

        Date: Wed, 1 Jul 2015 06:27:51 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

    • massimolegnani 30 giugno 2015 a 14:22 #

      A Rodix: questo più che altro è un esorcismo: ho calcato su certe mie pignoleria, sperando di aver così scongiurato quella fine. 🙂
      ml

      • rodixidor 1 luglio 2015 a 08:26 #

        C’è sempre dell’autobiografico in quello che scriviamo.

  3. massimolegnani 30 giugno 2015 a 14:31 #

    A Mezzatazza: ah, ecco, non c’ero arrivato. Ma io sono un candido 🙂
    ciao,
    ml

  4. poetella 30 giugno 2015 a 14:33 #

    certo… quella Magda de Verdoniana memoria… me sa che ha risolto mejo ‘a questione… annandosene cor bonazzo de turno. No?
    Ber post! (si voi parlate bolognese… io parlo romano. Va beh?)

    • massimolegnani 30 giugno 2015 a 14:49 #

      Magda l’aveva risolta meglio, o quantomeno in modo più indolore. Amalia però ha risolto il problema alla radice 🙂
      ciao poetella de Roma,
      ml

  5. mia_euridice 30 giugno 2015 a 20:37 #

    Mi ricorda un racconto della meravigliosa Agota Kristof.
    Conosci?

    • massimolegnani 30 giugno 2015 a 22:01 #

      solo di nome, credo di non aver letto niente di suo.
      ciao,
      ml

      • mia_euridice 1 luglio 2015 a 07:57 #

        Cerca un suo librino intitolato “La vendetta”.
        Leggi il primo racconto che contiene.
        E poi mi dirai…

      • massimolegnani 1 luglio 2015 a 08:55 #

        me lo segno. grazie del suggerimento

        Date: Wed, 1 Jul 2015 05:57:52 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  6. gelsobianco 2 luglio 2015 a 16:07 #

    Grande grande ironia hai!
    E non solo.
    “…Amalia disse, con una certa tenerezza:…”
    Come sai entrare nei personaggi!
    🙂
    gb

    • massimolegnani 2 luglio 2015 a 21:04 #

      Ho usato ironia affettuosa, come mi fossi guardato allo specchio sorridendo ai miei difetti.
      Grazie gb
      un sorriso
      ml

      • gelsobianco 2 luglio 2015 a 23:19 #

        Sì, notevole ironia affettuosa in questo tuo racconto che a me è piaciuto molto.
        Grazie a te, ml, e… attenzione! 😉
        gb

      • massimolegnani 3 luglio 2015 a 00:22 #

        🙂

        Date: Thu, 2 Jul 2015 21:19:41 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

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