storia della pioggia

21 Ago
by c.calati

by c.calati

L’avevo comprato ammaliato dal titolo, ma una volta a casa, rileggendo la quarta di copertina, mi sembrò che il libro avesse parecchi requisiti per rischiare di restarmi indigesto: autore maschile ma scrittura al femminile, un azzardo che spesso naufraga, pioggia quotidiana su un’Irlanda povera e paesana, saga familiare per cui non sapevo se temere di più Beautifull o i Buddenbrock, infine libro che parla di libri con tutti i rischi di autoreferenzialità connessi. Lo lasciai lì per ultimo nella pila degli acquisti. Quando alla fine toccò a lui lo presi in mano di malavoglia.

La diffidenza è durata poche pagine, il tempo che Ruth, la giovane voce narrante, mi prendesse per mano e non me la lasciasse più fino alla fine. La ragazza è relegata a letto in mansarda, a stretto contatto con la pioggia che sente e vede attraverso il lucernaio. Circondata dai libri di suo padre li divora, mai sazia, nel tentativo di capire il genitore attraverso questi.

Ironica, a tratti cinica, irrispettosa, mai commiserevole verso la propria condizione, Ruth ci accompagna tra i meandri della sua strana famiglia, sfortunata o semplicemente inetta: da generazioni è guidata da un imperativo, “raggiungere il livello impossibile”, che per definizione è destinato al fallimento.

È difficile capire la storia della tua famiglia. Quando ci sei dentro la trama ti sfugge e la sua stranezza ti appare normale: una nonna che passa la vita a collezionare il Clare Champion (giornale locale), un nonno che ha pubblicato un libro senza metterci il nome, un padre che vuole fare il poeta e il contadino, ma non sa nulla di agricoltura e non vuole pubblicare le sue poesie. Tutto Normale.

Niall Williams, l’autore, è bravissimo a tenersi nascosto dietro Ruth, mai intravedi la stoffa dei pantaloni sotto la sua gonna. Più che scrittore lo definiresti un abile regista che confeziona uno spettacolo perfetto senza mai imporre la propria presenza, se non per l’inchino finale al pubblico (persino i suoi ringraziamenti sono toccanti: un libro ne suggerisce un altro e al lettore di questo mio romanzo sarà apparso evidente il debito che ho accumulato verso una moltitudine di autori.)

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16 Risposte to “storia della pioggia”

  1. menteminima 21 agosto 2015 a 23:10 #

    Adoro come scrivi e anche in questa recensione non ti smentisci.
    ciao

  2. mia_euridice 22 agosto 2015 a 09:14 #

    Non sembra male…

    • massimolegnani 22 agosto 2015 a 11:13 #

      a me ha folgorato, ma si sa coi libri i gusti sono quanto mai personali
      ciao eurix
      ml

  3. Stefi 22 agosto 2015 a 09:24 #

    Nel gioco del “celo-manca”, questo manca. Già il titolo, per me, varrebbe l’acquisto. Recensione accattivante, lo leggerò.

    • massimolegnani 22 agosto 2015 a 11:15 #

      l’avessi doppia questa figurina la scambierei volentieri con una “Murakami” (norvegian wood?)
      🙂
      ml

  4. tramedipensieri 22 agosto 2015 a 18:54 #

    Ho letto un libro dove l’autore narra al femminile e l’ho trovato straordinario…penso che anche questo non sia male!

    Ho provato anche io lo stesso approccio verso letture che poi, invece, si sono rivelate piacevoli…

    un caro saluto
    .marta

    • massimolegnani 23 agosto 2015 a 10:49 #

      sì, l’inversione di genere (in entrambe le direzioni, quando riesce rende la lettura più affascinante.
      ciao .marta,
      ml

  5. gelsobianco 23 agosto 2015 a 23:03 #

    Oh, bella bella recensione che invita a leggere il libro, sì.

    Ora io aspetto un qualcosa di tuo con titolo “storia della pioggia”.
    Oh sì, ml, è un titolo che appartiene a te e al tuo scrivere.

    La pioggia ha una storia di gocce e di suoni, storia che si apre a ventaglio e…

    Ti sorrido
    gb

    • massimolegnani 24 agosto 2015 a 00:26 #

      eh, la tentazione c’è perchè è un titolo stimolante, ma dopo un libro così bello come si fa a scrivere anche una sola parola?
      grazie gb,
      un sorriso a te
      ml

      • gelsobianco 24 agosto 2015 a 02:05 #

        Oh, ml, lo scrivere non è una gara di “bellezza”.
        Comprendo bene quello che tu mi fai giungere con le tue parole, ma…
        Io aspetto, sì, aspetto.
        So che questo titolo è molto stimolante per te, è “tuo”, e allora…
        😉 🙂
        gb

      • massimolegnani 24 agosto 2015 a 10:40 #

        eheh, chissà! 🙂

        Date: Mon, 24 Aug 2015 00:05:47 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • gelsobianco 24 agosto 2015 a 23:54 #

        Eheh, la tentazione è in te, oh sì.
        🙂
        gb

      • massimolegnani 25 agosto 2015 a 00:50 #

        🙂

        Date: Mon, 24 Aug 2015 21:54:59 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  6. silvia 15 settembre 2015 a 14:50 #

    ho letto altri libri di questo autore, ma non ricordo mi avessero presa più di tanto …
    scrivi però che parla di Irlanda … non posso farmelo scappare!

    • massimolegnani 15 settembre 2015 a 17:06 #

      spero ti piacerà (io lo considero il suo libro migliore).
      è un’Irlanda senza sconti o abbellimenti e proprio per questo particolarmente affascinante.
      ciao,
      ml

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