Archivio | settembre, 2015

pollo al cherri (o come diavolo si scrive)

30 Set
by c.calati

by c.calati

Ci mancava quest’abissina dai capelli ricci e la pelle colore del cacao. Credevo che sarebbe stata una specie di schiava, così mi aveva detto mio figlio, “Papà, Awadi sarà al tuo servizio 24 ore su 24, e io sarò più tranquillo a non saperti solo.

Le balle! È qui da un mese e già gira per casa da padrona. Continua a leggere

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27 Set
by c.calati

by c.calati

Il viaggio breve

Poco più di un giro intorno a casa, entro il raggio dello sguardo, a scovar segreti nel paesaggio quotidiano. Continua a leggere

turismo (ri)ciclabile

24 Set
by c.calati

by c.calati

Amo cercare territori che ancora non conosco per brevi scorribande, e se possibile inseguire il caldo sostenibile in settembre, il sole amico e l’aria tiepida, cucirmi addosso un ritaglio di fine estate mentre parto dall’autunno. Continua a leggere

la via delle vigne

19 Set
by c.calati

by c.calati

C’è una strada nascosta che sale dalla riva del lago, s’inoltra serpeggiando in brevi pendenze e corre poi a mezza costa parallela alla collina dall’ inconfondibile profilo rettilineo. Continua a leggere

Beniamino (2), l’uomo che scriveva lettere d’addio

16 Set
photo by c.calati

photo by c.calati

Il tempo delle lettere d’amore era passato, Beniamino aveva ripreso quasi con serenità a sostituire suole e ribattere chiodini senza che le donne gli chiedessero più di risuolare anche le loro parole. Dentro però gli era rimasto il gusto per la scrittura, una specie di mania per l’invenzione della frase, forse una passione, sai la parola tonda da stendere su carta come una sfoglia fatta in casa, pronta per l’impasto.  Continua a leggere

la prima pioggia d’autunno

13 Set
by c.calati

by c.calati

Metodica, fredda, incessante, è arrivata la prima pioggia d’autunno. Come una madre severa Continua a leggere

Beniamino, l’uomo che scriveva lettere d’amore

11 Set
photo by c.calati

photo by c.calati

Un orbo in un piccolo mondo di ciechi. Ecco cos’era stato.
Beniamino, a chi ancora lo andava a trovare, non si stancava di ripetere che lui non avrebbe potuto chiedere una vita migliore: “Senza doti particolari, sono stato come una guida per molti compaesani ciechi.” La cecità a cui si riferiva, non era degli occhi, ma delle parole.  Continua a leggere