Archivio | ottobre, 2015

lo strano matrimonio di Maddalena Sanna

30 Ott

bisnonna

  • No!

Non era ancora iniziato il Novecento, la gente vivacchiava al crepuscolo di un secolo lento a morire e nulla di nuovo sembrava potesse più accadere prima che finisse il ‘99, quando la voce cristallina di Maddalena con un solo e secco monosillabo fece crollare le certezze, assieme alla navata centrale del duomo di Nuoro. Continua a leggere

viaggio al termine della quajetta (microcosmo3)

27 Ott
photo by c.calati

photo by c.calati

Quando mi hanno invitato a mangiare la “quajetta” per festeggiare il mio ingresso a pieno titolo nell’organico dell’Ospedalino, ho pensato fosse un risotto con le quaglie, piatto un po’ pesante ma sopportabile anche per il mio stomaco cittadino.

Ma mi sono sbagliato di parecchio.

Non credo che arriverò vivo al termine della quajettaContinua a leggere

la fotografa

24 Ott
margherita calati by alice pascarella

margherita calati by alice pascarella

Un occhio all’obbiettivo, l’altro al mondo, è così che avanza Margherita nella vita. Continua a leggere

la signora del sax (teatro)

21 Ott
by web

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All’interno di uno scompartimento ferroviario siedono due donne e un uomo. Non si conoscono e inizialmente si ignorano. L’uomo legge il giornale, una donna stizzita manda messaggi col cellulare, l’altra guarda assorta fuori dal finestrino. Continua a leggere

è quasi inverno, sai

17 Ott
photo by margherita calati

photo by margherita calati

Già s’infittisce il freddo e il pelo protettivo ai gatti, Birolli che smagrisce e che s’ingrossa. Già il sole ha perso tracotanza, illumina umilmente il mondo e non stravolge più il colore delle cose, rosso è il mattone, ancora verde l’erba, gialle le foglie agghindate alla partenza come rondini sui fili, mentre precoce la luna t’impallidisce e gela. Continua a leggere

parole scordate nel frattempo

14 Ott
by c.calati

by c.calati

Quelle che si sono arrugginite nei meandri del non uso, frasi di difesa a oltranza, la lingua più veloce della spada, frasi d’azzardo, sai l’abbordaggio da pirata, però mai ho osato un arrembaggio, parole evaporate al troppo sole, nate per la luna sono finite uccise dalla luce, Continua a leggere

i timidi baffetti

11 Ott
by web

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Chiusa la porta di casa a doppia mandata chiamò l’ascensore. Di fronte allo specchio della cabina si sistemò il nodo della cravatta, si lisciò i baffi sottili e si diede un’ultima pettinata con il fido strumento che teneva nel taschino interno della giacca. Nonostante questi piccoli aggiustamenti gli rimase appiccicata un’espressione poco soddisfatta. In effetti Giuliano Lamberti aveva una faccia fiacca, da ceto medio tendente al basso, a scelta poteva essere bancario ancora avventizio a dispetto dell’età, impiegato di poco concetto e ancora minori responsabilità o precario pericolante della riformata Scuola Pubblica. Di fatto era archivista di tutto il cartaceo del suo Comune, polvere e solitudine nel sottotetto del vecchio palazzo del Municipio.

L’ascensore si arrestò quasi subito, lui vide l’immagine riflessa della ragazzina dell’ottavo piano che entrava imbronciata e si voltò per salutarla. Continua a leggere