parole scordate nel frattempo

14 Ott
by c.calati

by c.calati

Quelle che si sono arrugginite nei meandri del non uso, frasi di difesa a oltranza, la lingua più veloce della spada, frasi d’azzardo, sai l’abbordaggio da pirata, però mai ho osato un arrembaggio, parole evaporate al troppo sole, nate per la luna sono finite uccise dalla luce, e ti rimane solo un sale insipido sul fondo. Quelle allineate e nere, quelle nell’aria rare, stupefacenti entrambe più della coca, credi che le ricorderai per sempre e già non sai ripeterle precise mentre svanisce l’effetto della droga, quelle pensate per rendere l’idea più affascinante, spilli puntati al manichino, orli imbastiti, ti sembra tutto a posto ma, nell’attesa della prova generale, cade uno spillo, inopinatamente cede il filo bianco di una manica e anche l’idea, che avevi nitida in testa come la pelle della tua prima donna, invecchia e raggrinzisce al buio dell’occipite. Quelle affastellate e dritte come pioppi tirati su a boschetto, tu pensi al bosco dei violini ma al momento buono andranno bene solo come impalcature da ponteggi. Quelle che a mille ti ripeti per tenerle in esercizio in attesa della pista, cani levrieri, te le immagini, pronti a schizzar dietro la lepre, pure loro mancano all’appello quando s’aprono le gabbie. E quelle poche che ricordi, alla fine risultano scordate, stonano e stridono come le corde molli della chitarra che s’impolvera nell’angolo.

Così queste parole nate per dire tornano utili solamente per tacere.

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29 Risposte to “parole scordate nel frattempo”

  1. rodixidor 14 ottobre 2015 a 09:52 #

    nate in bozza, in bozza morte.

  2. Prishilla 14 ottobre 2015 a 10:06 #

    questo post è semplicemente meraviglioso. le mie parole per commentarlo sono senza senza fiato. quindi, niente, lo rileggo e taccio.
    prish

  3. tramedipensieri 14 ottobre 2015 a 10:08 #

    …cogliere il momento, se si pensa…si è già ritardo…

    • massimolegnani 15 ottobre 2015 a 00:53 #

      sì marta, si dovrebbe rispondere con immediatezza a quanto sentiamo, ma se non si pensa le parole escono a casaccio. bel dilemma!
      ml

  4. Stefi 14 ottobre 2015 a 20:27 #

    Non posso che pensare a “Le mie parole” di Pacifico, cantata da Samuele Bersani.
    https://righeorizzontali.wordpress.com/2013/09/03/le-mie-parole/

    • massimolegnani 15 ottobre 2015 a 00:55 #

      mi sono documentato con le parole tue e quelle di pacifico.
      sottoscrivo soprattutto le tue perchè diciamo più o meno la stessa cosa 🙂
      ciao Stè,
      ml

    • giuliagunda 21 ottobre 2015 a 11:28 #

      Proprio quello a cui ho pensato anche io, canzone magnifica.

      • massimolegnani 21 ottobre 2015 a 11:44 #

        Allora grazie anche a te G 🙂
        ml

  5. mia_euridice 14 ottobre 2015 a 21:10 #

    Un bel post. Non c’è che dire!

  6. entomotimica 14 ottobre 2015 a 21:30 #

    Il mio preferito, la storia di tante parole: dimenticare prima dell’uso!

  7. sguardiepercorsi 14 ottobre 2015 a 21:52 #

    Mi è piaciuta molto anche la foto…
    Ciao!
    Chiara

    • massimolegnani 15 ottobre 2015 a 00:59 #

      sono i “pioppi tirati su a boschetto” 🙂
      grazie Chiara,
      ml

      • sguardiepercorsi 15 ottobre 2015 a 06:22 #

        Sono sempre bellissimi quei boschetti… Tra geometrie e giochi di luce, sono un incanto… 🙂

      • massimolegnani 15 ottobre 2015 a 10:08 #

        Come le parole che conserviamo affastellate nella mente 🙂

        Date: Thu, 15 Oct 2015 04:22:31 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  8. stella scadente 16 ottobre 2015 a 14:24 #

    Ehi, ciao!

  9. giuliagunda 21 ottobre 2015 a 11:29 #

    Amore e odio, il mio, per le parole. Complimenti per le tue, ml

    G.

    • massimolegnani 21 ottobre 2015 a 11:46 #

      Anche il mio e’ un rapporto ambivalente.
      Ciao G, un sorriso
      ml

      • giuliagunda 21 ottobre 2015 a 11:49 #

        A.te

  10. Miriam Sol 31 ottobre 2015 a 21:10 #

    Le parole di qs testo non rimandano solo a se stesse, alle storie che si ha in mente di scrivere di notte, o quando pensiamo di essere in stato di grazia, e che poi evaporano al giorno, ma forse alle tante possibilità e sentimenti che si pensa di intravvedere nella vita, alla forza iniziale, all’intensità che svanisce, così di tanto alla fine poco rimane, tracce labili, suoni cordati. E alla fine le parole che più si ricordano sono le parole-coltelli, quelle ante per ferire a volte dietro un impulso, fuori da ogni letteratura.

    Ecciao ml (però oltre alla chitarra scordata hai anche un flauto magico che sa trovare parole incantate ..)

    • massimolegnani 31 ottobre 2015 a 21:38 #

      Condivido in pieno la lettura che ne fai, Miriam. Ed e’ vero, quelle che piu’ resistono spesso sono le parole coltello.
      Ciao Miriam,
      ml
      (grazie)

  11. Miriam Sol 31 ottobre 2015 a 21:14 #

    e a proposito di parole scordate rileggendo vedo che le ho trasformate in cordate, che la parola nate è diventata ante … più “scordata” di così

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