il custode delle cose (in)utili

24 Nov
by c.calati

by c.calati

 

 

Trascurato in fondo a un cassetto ritrovi un cucchiaio in legno, di quelli lunghi e massicci, quasi un mestolo, non fosse per la sua concavità poco pronunciata. È tutto consumato, levigato all’impugnatura e smusso all’estremo a furia di rimestare nel fondo delle pentole quando anche l’ultimo frammento di cibo andava rispettato. Forse era della tua bisnonna, rotolato di casa in casa fino a te. Lo guardi, lo tasti, ne segui le linee e le sbeccature, immagini l’uso negli anni a rigirare polente e spezzatini, te ne commuovi però non trovi volti e gesti nella memoria, troppa distanza tra te e il tempo in cui questo era un oggetto vivo. Stai per buttarlo tra i rifiuti quando abbaiando sopraggiunge il tuo cane che reclama attenzione e gioco. Così per scherzo glielo fai annusare. Lui subito guaisce, scodinzola, si eccita. Lo lecca con l’avidità di un buongustaio e sembra scovare infinitesimali residui di cibo che nel tempo si sono stratificati nel legno. Lo fiuta con la pignoleria e la pazienza dell’esperto, ti accorgi che annusa e distingue l’odore delle diverse mani che per generazioni l’hanno stretto, sente a naso l’umanità nascosta nelle venature, differenzia una traccia da un’altra. Ricostruisce meglio di te una genealogia che avevi perduta o mai cercata.

Allora è quasi con riconoscenza che glielo affidi. Seppellirà il cucchiaio in un luogo sicuro del giardino e andrà spesso a controllare che nessuno l’abbia rubato. D’ora in avanti sarà lui il custode delle cose (in)utili.

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12 Risposte to “il custode delle cose (in)utili”

  1. Nuzk 24 novembre 2015 a 09:48 #

    Pensa che il mattarello che uso e che mi ha seguito nei vari traslochi nel corso degli anni, lo ha costruito il mio bisnonno all’esame di avviamento al lavoro. Lo custodisco con cura anche se non ho mai conosciuto quell’uomo. Eppure quell’oggetto lo sento molto prezioso. Buona giornata.

    • massimolegnani 24 novembre 2015 a 18:59 #

      gli oggetti, specie se di legno che s’impregna di noi, sono l’unica immortalità che ci è data!
      ciao Nuzk,
      ml

  2. lucilontane 24 novembre 2015 a 11:54 #

    È passato da un affetto all’altro…anche il cane fa parte della storia famigliare no?

    • massimolegnani 24 novembre 2015 a 19:03 #

      sicuramente e ci affidiamo al suo olfatto e alla sua sensibilità per mantenere vivi i ricordi.
      ciao luci,
      un sorriso
      ml

  3. Donatella Calati 24 novembre 2015 a 15:40 #

    il dono di scovare poesia anche nell’oggetto più insignificante, nell’episodio più banale?

    • massimolegnani 24 novembre 2015 a 19:04 #

      eheh, non a caso Gozzano viveva a pochi chilometri da qui!
      ciao Dona,
      io

  4. Stefi 24 novembre 2015 a 18:30 #

    L’umanità nascosta nelle venature sa di calore, di affetti, di sicurezze.

    • massimolegnani 24 novembre 2015 a 19:07 #

      Sì, ho sempre attribuito al legno la capacità di trattenere e rendere l’umanità di chi l’ha toccato 🙂
      ciao Ste,
      ml

  5. remigio 25 novembre 2015 a 15:33 #

    Un vecchio e consumato mestolo di legno, uno di quegli oggetti che apparentemente appare di nessuna utilità. Eppure, chissà quante cose avrebbe da raccontare…chissà quante povere pietanze ha assaggiato…chissà quante mani l’hanno afferrato. Io l’avrei conservato, appeso magari in cucina, come un antico e prezioso cimelio 🙂

    • massimolegnani 25 novembre 2015 a 22:30 #

      Si, era una possibilita’, ma ho preferito affidarlo in buone mani, pardon, zampe 🙂
      Ciaio remigio
      ml

  6. mia_euridice 26 novembre 2015 a 08:28 #

    Anche io resto affezionata ai mestoli o cucchiai di legno. Ne ho almeno due che uso sempre nonostante oggi in tanti consiglino di non usarli più. Pare che siano antigenici, che non siano sufficientemente “asettici”. Mi pare che nessuno sia mai morto perché abbia usato un cucchiaio di legno, no?

    • massimolegnani 26 novembre 2015 a 12:23 #

      piena sintonia, semmai è la troppa igiene a uccidere, almeno le emozioni se non le persone 🙂
      ciao,
      ml

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