n u v o l a

10 Dic
photo by c.calati

photo by c.calati

 

 

Un cielo stupidamente sereno ristagna sopra la nebbia, tutto è immobile e invisibile mentre avrei bisogno di una nuvola grigia. Una nuvola che raccolga in sè l’umidità dell’aria e ne faccia pioggia.

Ma non è la siccità che mi preoccupa quanto l’aridità nella mia testa, solo che ormai penso per metafore così vaneggio tra nebbia che resta e nuvole che passano senza piovere parole. Il cane pastore ricompatta a morsi nei garretti il gregge sparpagliato per i prati, ma sono pecore ribelli le parole che qua e là mi brucano la mente in modo anarchico e non ho un cane che le richiami all’ordine. L’estrema unzione del ginocchio, Passau-Vienna la prima avventura sui pedali, kiwi pomodoro e melanzane nello stesso sugo da sperimentare, il mio cappello in feltro, ricordi quel negozietto di SanCandido?, la mamma di Elia, da quant’è che non ci pensavo! Non si preoccupi per me, faccia quel che deve, mi dice la signora barcollando dopo che le ho spiegato la gravità della situazione. Siamo nello studio, sto telefonando all’Infantile per trasferire suo figlio che deve essere riaperto con urgenza mentre i miei chirurghi giocano agli struzzi. Telefonate fitte e non la vedo più oltre la scrivania. Lo prendono? mi chiede una voce che sembra provenire dal pavimento. Mi alzo in piedi e lei è lì stesa per terra, vigile e pallida, le gambe in alto appoggiate a una poltrona, temevo di svenire e non volevo farle perdere tempo, si giustifica.  Tra noi un dialogo surreale fatto di argomenti gravi e pose assurde. Ne dovrei scrivere ma anche questa nuvola è passata senza pioggia.

E poi, scrivendo fisso la memoria o sfumo la memoria in fantasia? Io sono quello che negli anni ho scritto o l’altro che se ne sta a distanza? A rileggere vecchi miei brani non so più dire dove sia il vero e dove l’invenzione ed è già tanto se non confondo il mio vero nome che qualche volta mi giro se sento chiamare massimo.

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32 Risposte to “n u v o l a”

  1. teti 10 dicembre 2015 a 10:47 #

    tranquillo, sono gli effetti delle scie chimiche… poi è peggio.
    (meglio godere di qualche barlume di consapevole follia prima che la mente abiti l’oblio eterno abitato dai tanti sé che si sono succeduti nel tempo degli anni trascorsi).

    • massimolegnani 10 dicembre 2015 a 21:49 #

      Mica lo so cosa sono le scie chimiche, ma non devono essere nulla di buono.
      (Il barlume di follia e’ l’unica salvezza)
      Ciao,
      ml

  2. rodixidor 10 dicembre 2015 a 10:50 #

    Parole sparse, gettate anarchiche come la semina del grano, si disperdono, si raggruppano, senza cane che le strutturi, ma hanno una grande efficacia nel descriversi, descrivere e raccontare, comunque. Va bene così. 🙂

  3. lucilontane 10 dicembre 2015 a 13:56 #

    Tu sei tu, l’uno e l’altro, massimo o non so il tuo nome, sei tutto quanto. Niente va perduto, le nubi ridanno l’acqua, tu ridai te stesso con le parole, ordinate dai cani pastori o no. Non importa la nebbia in testa, nel cuore, va bene, poi il vento la sposterà. (Nota mia personale…quella mamma lì è struggente…).

    • massimolegnani 10 dicembre 2015 a 21:54 #

      “Niente va perduto”, questo e’ consolatorio, grazie.
      Ciao luci,
      ml
      (quella mamma era ammirevole)

  4. Giuliana 10 dicembre 2015 a 17:17 #

    un po’ di sana follia non guasta mai

  5. gelsobianco 11 dicembre 2015 a 04:35 #

    Oh, sarebbe terribile per me, tua lettrice, non poter cogliere questi tuoi dubbi.
    Non me li togliere, ti prego.

    “Tra noi un dialogo surreale fatto di argomenti gravi e pose assurde.”
    Ne hai scritto in un modo così “tuo”.
    Ho visto e sentito tutto.

    Sorrido alle tue parole che sanno raccontare in questo modo speciale.
    gb

    • massimolegnani 11 dicembre 2015 a 12:36 #

      Non te li tolgo, gb, io ci vivo di dubbi 🙂
      un sorriso a te e un grazie per le parole belle,
      ml

      • gelsobianco 11 dicembre 2015 a 14:18 #

        oh, lo so, caro ml, lo so che i dubbi sono il tuo pane quotidiano e la tua acqua.
        i tuoi dubbi nutrono questa tua lettrice. 🙂

        e in quella tua bella bella fotografia quanto io ci vedo…

        un sorriso speciale
        gb
        grazie a te

      • massimolegnani 11 dicembre 2015 a 21:31 #

        Sai che mi e’ venuto il dubbio (sempre dubbi!) che quella foto non sia mia ma di mia figlia?!

        🙂

        Date: Fri, 11 Dec 2015 12:18:56 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • gelsobianco 11 dicembre 2015 a 23:18 #

        Anche a me era sorto il dubbio, ad esserti sincera. 😉
        Io ho già vista quella foto proprio bella.
        Mi pare che sia tua, ma…
        Controlla. Poi fammi sapere.
        Grazie, ml.

        Tutto resta in famiglia comunque, una famiglia di artisti, sì sì.
        🙂
        gb

      • massimolegnani 12 dicembre 2015 a 00:02 #

        ho controllato, non è mia è sua!(ma mi perdonerà):)

        Date: Fri, 11 Dec 2015 21:18:52 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • gelsobianco 12 dicembre 2015 a 00:30 #

        Lei è il tuo “capolavoro”.
        Così hai scritto in un tuo commento al post in cui parli di tua figlia.
        Ti perdonerà, sì, ma cambia il nome dell’autore dello scatto. 🙂

        Un abbraccio, ml
        gb

      • massimolegnani 12 dicembre 2015 a 00:34 #

        eheh, mi perdonerà anche di non aver corretto 🙂

        Date: Fri, 11 Dec 2015 22:30:47 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • gelsobianco 12 dicembre 2015 a 00:45 #

        oh sì, ti ha già perdonato.
        🙂
        gb
        tu hai scritto quel racconto bello, che io ricordo bene, “l’autunno di Marthe Bonivier” in cui parli, tra le righe, del “passaggio del fotografare” tra te e tua figlia

      • massimolegnani 12 dicembre 2015 a 01:10 #

        vero, ci siamo scambiati la passione per la fotografia, come ci siamo scambiati questa foto. buonanotte, gb

        Date: Fri, 11 Dec 2015 22:45:34 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • gelsobianco 12 dicembre 2015 a 01:41 #

        buona buona notte, ml
        🙂
        gb
        emozione in me nel pensare a un figlio e a ciò che unisce…

  6. remigio 11 dicembre 2015 a 11:06 #

    “sono pecore ribelli le parole che qua e là mi brucano la mente in modo anarchico e non ho un cane che le richiami all’ordine”…che bella immagine! Me la sono scritta. Mi fai ricordare, caro Massimo ( o come veramente ti chiami), quello che scriveva Denis Diderot in un suo dialogo filosofico, a proposito dei suoi pensieri libertini. Iniziava così: “CHE faccia bello o cattivo tempo è mia abitudine andare a passeggiare ogni pomeriggio verso le 5 nei giardini del Palais-Royal. Intrattengo me stesso con la politica, l’ amore, il gusto, la filosofia e abbandono la mente al suo libertinaggio lasciandola padrona di seguire ogni pensiero che le si presenti, saggio o folle che sia. E la mente si comporta come quei giovani dissoluti che corrono dietro alle ragazze con l’ aria sventata, il volto sorridente, l’ occhio vivace e il nasino all’ insù, corteggiandole tutte senza attaccarsi a nessuna di loro. Ecco: i miei pensieri sono le mie puttane”. E cosa sono le tue “pecore ribelli” se non i pensieri “puttane” di Diderot!? Buona giornata 🙂

    • massimolegnani 11 dicembre 2015 a 12:39 #

      che bello questo passo di Diderot, quanto mai attuale.
      E sono d’accordo con te e con lui, i pensieri sono puttane che ci attraggono e ci abbandonano 🙂
      Buona giornata a te, remigio
      ciao,
      ml

    • gelsobianco 11 dicembre 2015 a 15:04 #

      Grande Diderot,
      Grazie, remigio.
      gb:)

      Mi annoto anche io quella tua bella immagine che ha segnalato remigio e che ha attratto me immediatamente.
      Scusami, ml, se ho interagito con un tuo ospite direttamente nel tuo blog.
      Buon pomeriggio
      🙂
      gb

      • massimolegnani 11 dicembre 2015 a 21:33 #

        Nessun problema, ci mancherebbe. E poi sono d’accordo anch’io su quanto ha scritto Remigio.

        Ciao, un sorriso

        Date: Fri, 11 Dec 2015 13:04:12 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • gelsobianco 11 dicembre 2015 a 23:20 #

        Buone buone ore.
        Un sorriso vero per te
        gb

  7. roceresale 12 dicembre 2015 a 18:43 #

    Ci sono scritture, come la tua, che hanno un buon odore.

  8. Stefi 13 dicembre 2015 a 11:20 #

    Sei due, sei uno, sei lati e angoli, curve e salite, parole e immagini, intrecci e piani. Percorsi paralleli, strade che si uniscono.
    Due, uno.

  9. sabinaviola 16 dicembre 2015 a 13:44 #

    …sai, l’impatto forte delle emozioni e il senso di “realistica immediatezza”, che fatti e persone come quelle che racconti nel post ti trasmettono, finiscono per far sembrare le parole inadatte, povere, insufficienti per dire la vita.
    E’ in momenti così che si realizza tutta la distanza che c’è tra l’immediatezza del vivere, (uso immediatezza di nuovo per l’idea di impatto e di necessità che dà) e la distanza dello scrivere. Sono docce di realtà che fanno sempre bene, che ristabiliscono le dosi e l’equilibrio dell’intera esistenza, anche se poi si torna a scrivere della vita con gusto e con passione: è giusto così, è giusto vivere e riflettere con la scrittura sulla vita stessa, perché abbiamo bisogno di tutto per vivere e capire.

    • massimolegnani 16 dicembre 2015 a 14:59 #

      sì a volte sento il contrasto, quasi la contraddizione, tra il vivere, il ricordare e lo scrivere, ma poi, fortunatamente tutto si ricompatta, si riconcilia.
      ciao Sabina,
      ml

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