io transumante

3 Gen
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Amo il mio ritmo vicino al cedimento, e mai non cedo, anche fuori dalla metafora ciclistica. Ho lentezza d’asino e puzza di cocciuto, mosche a farmi festa senza essere uno stronzo, la resa e l’insistenza, lo sfinimento nascosto in una smorfia, quello stare precario e carico, muscoli in squilibrio la testa in bilico, l’esaltazione che mi strema, l’abbeverata alla fontana, io transumante senza sentirmi gregge, pecora semmai che bruca epicurea, capro che (e)spia. E nel frattempo vanno avanti gli anni e gli altri.

Amo tutto ciò che mi costringe ad andare solitario, l’ascendere strade poco battute di asfalto e carta.

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24 Risposte to “io transumante”

  1. lucilontane 3 gennaio 2016 a 11:44 #

    Perseveranza, come il tempo lunghissimo e fertile….

  2. Stefi 3 gennaio 2016 a 12:14 #

    E nel frattempo io arretro e li guardo serafica.

  3. Prishilla 3 gennaio 2016 a 13:38 #

    Lentezza d’asino e puzza di cocciuto. Perfetto direi!
    Buon Anno, che sia ricco di invitanti strade poco battute 🙂

    • massimolegnani 4 gennaio 2016 a 00:13 #

      l’asino è un bell’esempio di vita.
      Grazie Prish, auguri a te
      ml

  4. teti 3 gennaio 2016 a 19:17 #

    sull’andare solitario ti caldeggio la visione di The Lobster (sottotitolato, ma tanto i dialoghi sono scarni)

  5. remigio 3 gennaio 2016 a 19:32 #

    “Non ho mai trovato compagno che mi facesse così buona compagnia come la solitudine” . Lo diceva Henry David Thoreau, il quale non percorreva in bicicletta “strade poco battute” ma viveva da solo in un bosco. Pensa che nella sua capanna aveva tre sedie: una per la solitudine, due per l’amicizia, tre per la compagnia. Se ci fossimo incontrati, avremmo fatto una bella compagnia 🙂

    • massimolegnani 4 gennaio 2016 a 00:18 #

      eheh noi tre avremmo formato una compagnia piuttosto schiva e silenziosa 🙂
      ciao Remigio,
      ml

  6. Spersa 3 gennaio 2016 a 22:30 #

    Umiltà e perseveranza… Quanto da imparare!

  7. sguardiepercorsi 3 gennaio 2016 a 23:07 #

    Mi colpisce la tua frase conclusiva… Ami ciò che ti costringe ad andare in solitaria… Suona quasi come una “condanna” desiderata.
    Ciao, Massimo! Un saluto e un sorriso… Buone camminate…

    • massimolegnani 4 gennaio 2016 a 00:25 #

      originariamente la frase proseguiva con…e nessuno mi costringe (poi tagliata per stare nelle cento parole) a sottolineare che è una scelta personale, a volte faticosa 🙂
      un sorriso a te, Chiara,
      ml

  8. gelsobianco 4 gennaio 2016 a 02:33 #

    “l’ascendere strade poco battute di asfalto e carta.”
    Eccoti! Qui ci sei tu, ml, proprio tu.
    Un “andare solitario” a cui nessuno ti obbliga e che tu scegli e vuoi.

    In poche parole hai detto così tanto.
    Ti sorrido
    gb

    • massimolegnani 4 gennaio 2016 a 11:02 #

      che mi senta ciclista o pecora (o capro) per scelta frequento poco il gregge 🙂
      Grazie gb
      un sorriso a te,
      ml

  9. mia_euridice 4 gennaio 2016 a 08:21 #

    E l’immagine^

  10. Nadine 4 gennaio 2016 a 15:54 #

    Certe similitudini sono affascianti quanto vere… Noblesse oblige.

    Buon Anno!

    • massimolegnani 4 gennaio 2016 a 20:47 #

      Più che similitudine nel mio caso è vera somiglianza con la pecora e il capro. E non mi dispiace 🙂
      Grazie, buon anno a te, Nadine.
      ml

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